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Principe azzurro per un giorno


Genere: Young Adult

Autore: Kasie West

La sera del ballo di fine anno, quando sta per entrare con il suo ragazzo e presentarlo finalmente ai suoi amici, Mia litiga con Bradley, che se ne va e la lascia sola nel parcheggio. La serata, però, è troppo importante per lei: è candidata a essere eletta reginetta della scuola, ma soprattutto deve dimostrare a tutti che Bradley esiste veramente. La sua amica Jules, infatti, la accusa di essere una bugiarda e di aver mentito sulla sua storia. Così Mia chiede a un ragazzo fermo in auto nel parcheggio di farle da cavaliere per la serata, fingendosi Bradley. L'esito di quella scelta avrà risvolti imprevedibili per Mia, che dovrà districarsi tra bugie e finti appuntamenti in un viaggio alla scoperta dell'amore e di se stessa.



Salve a tutti rieccomi con l’introduzione di una nuova recensione. Principe azzurro per un giorno.” Prima che cominci a parlarvi di questo libro vi svelo che appena ho visto la copertina del libro, me ne sono completamente e perdutamente innamorata. Non so voi, ma io mi sono sciolta appena ho visto il tipo che riempie tutta la copertina, con quello sguardo tra: “chi me lo ha fatto fare tutto questo” e il “attenta: posso rubarti il cuore con uno schiocco delle dita”. Già la copertina mi ha fatto perdere la ragione, figuriamoci cosa Katie West è riuscita a scrivere al suo interno. Figuriamoci se non è riuscita a farmi stare sveglia la notte per poter ridere a crepapelle delle battute dei protagonisti e delle loro gaffe. Appunto, come ho detto, figuriamoci. Perciò, lasciate che ricominci da capo e che possa presentarvi nel suo modo semplice, leggero e divertente “Principe azzurro per un giorno.”Lasciate stare principi su magnifici stalloni, reali ligi al dovere e sontuosi palazzi luccicanti e andate avanti con il vostro telecomando virtuale fino ai giorni nostri. Le cose da sapere sono: ballo, adolescenti e… imprevisti, tra cui quello di avere un principe azzurro improvvisato. Sì, insomma, perché tutto ciò succeda alla sera del ballo della scuola, dopo settimane passate a scegliere l'abito perfetto, il trucco giusto e l'acconciatura che potrebbe fare la differenza. E dulcis in fundus l'Accompagnatore. Ma parliamo dei personaggi. La vita di Mia prenderà una piaga inaspettata. La monotonia, la tipica routine tra scuola, consiglio studentesco e casa avrà un'incrinatura e la colpa di ciò sarà un misterioso personaggio che farà rodere e battere il cuore ogni volta che leggerete dal punto di vista di Mia le sue battute. L'effetto di mistero allegherà costantemente sul libro e sopratutto sarà l'ingrediente principale per far muovere ancora più velocemente le mani per mangiare letteralmente ogni singola parola che si troverà sotto i vostri occhi. Ma come ogni adolescente, anche per Mia, ci impiega tempo per poter mettere in chiaro quali sono le sue difficoltà e “dipendenze” e mascherarle sotto strati e strati di bugie non farà altro che creare una barriera di tela dove basterà un semplice squarcio per poter intravedere cosa c’è oltre.I divertenti
avvenimenti che vengono presi in prima persona da Mia Montgomery sono raccontati con ferrea determinatezza dove la parola “arrendersi” è severamente proibita nel suo vocabolario. Il carattere della protagonista in un primo momento può trarre in inganno, ma dietro la sua maschera di superficialità e di snobismo, ce n’è un’altra, molto più espressiva di quanto lei possa immaginare, ma che non vuole mostrare, scegliendo di seppellirli dentro di se. Ignara che un giorno verranno tirati fuori perché lei li possa affrontare. Sono rimasta piacevolmente colpita da come la scrittrice non abbia dato solo peso ai problemi adolescenziali, ma che si sia soffermata anche su quelli molto più seri, e sono contenta di aver potuto vedere come venissero gestite per porre domande a noi lettori, inserendo messaggi espliciti e non. A volte scrivere e provare emozioni non basta, bisogna anche sapere introdurre quei problemi che raramente ci soffermiamo perché in fondo avvengono solo nei libri. In realtà ci sbagliamo perché soventemente realtà e immaginazione appartengono alla stessa faccia della medaglia e sta a noi riuscire a scalfire la parte superficiale di quei dilemmi che potremmo riuscire ad affrontarli in prima persona. Che dirvi dopo tutto questo parlare, non vi resta che leggerlo. Un abbraccio, Monica.



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