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Le bugie hanno la pancia tonda


Genere: Romanzi Rosa

Autore: Meghann Foye

15 Settembre



Come chiunque altro lavori nei media a New York, l'editor Liz Buckley tira avanti a cupcake, caffeina e cocktail. Ma a trentun anni può dirsi soddisfatta del suo lavoro a Paddy Cakes, un'esclusiva rivista patinata che si rivolge a genitori moderni e ultracompetitivi, disposti a spendere migliaia di dollari per il passeggino del loro prezioso pargolo. Se c'è una cosa di cui però è stanca è di fare un milione di straordinari per occuparsi del lavoro lasciato indietro dalle colleghe con figli. Così, quando un banale malore da stress in ufficio viene scambiato per nausea mattutina, Liz decide di stare al gioco e annuncia di essere incinta. Un piano folle? Probabile, ma sente di meritarsi un permesso di maternità, un po' di tempo per sé, per sistemare tutti gli aspetti ancora imperfetti delle sua vita. E così, di giorno nasconde una pancia finta sotto eleganti vestiti prémaman e di notte scorrazza per la città tra karaoke trascinanti e cenette alcoliche. Ma per quanto tempo può durare la finzione? Man mano che la data del "parto" si avvicina, per Liz diventa sempre più difficile mantenere il segreto, tanto più adesso che sembra profilarsi all'orizzonte Quello Giusto. Di certo non avrebbe mai immaginato che una pancia potesse suscitare tanti sentimenti e riflessioni sulla vita, il successo, la famiglia e la natura del vero amore.


Ben trovate,
oggi sono qui per parlarvi di “Le bugie hanno la pancia tonda” di Meghann Foye, edito dalla HarperCollins. Si tratta di un romanzo che negli Stati Uniti ha fatto scalpore in quanto affronta il tema della maternità da un’angolazione non tradizionalista e che per questo ha diviso il pubblico tra sostenitori e oppositori, quindi un motivo in più che mi ha spinto a leggerlo. Liz Buckley, editor newyorkese della rivista
Puddy Cakes, è stanca di sentirsi ripetere continuamente dalle colleghe: «Solo una donna senza figli può dire una cosa del genere.» Immaginate cosa vuol dire per una trentunenne single lavorare in una rivista specializzata in consigli per le neomamme e per i loro piccoli pargoli, dove i soli argomenti interessanti sembrano essere i nuovi tiralatte antimicrobici e la guerra senza esclusione di colpi tra mamme francesi e mamme tigre. Ma soprattutto lavorare in un ambiente dove solo se hai un figlio tutto ti è dovuto, compresi orario di lavoro normali, uscite in anticipo, bonus ed extra, e se non sei sposata e non hai un figlio non sei nessuno. Puoi rimanere in ufficio fino a tardi (tanto nessuno ti aspetta a casa) e magari fare anche il lavoro altrui perché loro sono mamme. In pratica, fin quando non sei mamma, tu non conti. E la vita di Liz fino a questo momento è stata proprio questa.

“Insomma, è davvero così terribile avere trentun anni e non essere incatenata a un bambino di sei mesi che mi impedisce di mangiare, farmi la doccia o andare in bagno?”

Ma una mattina un suo improvviso malore viene scambiato per nausee mattutine e Liz non prova neanche per un attimo a smentire la presunta gravidanza. Da quel momento in poi, nella sua vita, avviene una svolta. Complici i suoi amici, unici a sapere la verità sulla bugia messa in piedi, Liz inizia ad indossare pance finte al lavoro per poter portare avanti la messinscena. Ma se durante il giorno Liz è una ragazza madre, fuori dall’ufficio ritorna ad essere quella di sempre, in giro per locali con le sue amiche Brie ed Addison e il desiderio costante di trovare il famigerato PM, il Potenziale Marito, magari intelligente, di successo, gentile e pronto ad impegnarsi. E mentre la finta gravidanza va avanti, scandita dai messaggini più o meno incoraggianti dell’app per le donne in gravidanza FitBaby, come ad esempio: “Notifica! Ventiduesima settimana: Oh oh. Preparati a qualche disgustosa perdita vaginale! Inondazioni di bianco d'uovo in arrivo! Sorrisi del Bimbo: 5!”, le pance iniziano ad essere più grosse e pesanti da portare, come anche le bugie raccontate. Dall’altra parte, però, danno a Liz quella sicurezza e quella forza che fino a quel momento non sapeva di avere.

“«La vera forza arriva quando smetti di voler controllare ogni cosa e accetti il fatto che le cose stanno andando esattamente come devono andare.»”

Al lavoro adesso viene considerata una donna completa le cui opinioni hanno un peso, mentre nella vita privata il PM per eccellenza, forse, fa la sua comparsa. Sarà Ryan, giovane giornalista di Discovery Channel con cui aveva già collaborato in passato o Gavin, imprenditore vinicolo australiano? Se Ryan è gentile, premuroso e divertente, un affascinante uomo che sa cosa vuole dalla vita e si sta costruendo la sua strada per poter realizzare il suo sogno, Gavin è bello da togliere il fiato, sicuro di sé e sempre disponibile. Ma quanto potrà andare avanti questa farsa? La disfatta sembra essere sempre dietro l’angolo e Liz rischia di perdere ciò che ha costruito fino a quel momento. Ma ne varrà la pena? Questo è una storia diversa dal solito, una storia di gravidanza vista da un punto di vista insolito ed originale. Se di solito si dice che il rimanere incinta frena la donna al lavoro, qui la base di partenza è tutt’altro. Qui l’essere moglie e soprattutto mamma è un plus, quel qualcosa che ti fa ottenere punti e guadagnare di più. È la storia di una ragazza, Liz, insoddisfatta del suo lavoro che pare non le piaccia più, scavalcata da donne che sembrano aver fatto del loro ruolo di mamme un concetto di marketing e il proprio figlio il prodotto da sponsorizzare.

“«Voglio una famiglia, ma voglio anche avere una carriera e viaggiare. Il mio istinto materno non è una limitazione, solo perché qualcuno non ha una mente abbastanza aperta per afferrare un concetto più vasto. E mi rifiuto di lasciarmi etichettare.»”

Ma è anche la storia di una ragazza ingenua, forse un po’ pazza e ancora un po’ bambina, confusa su ciò che vuole dalla vita, su ciò che vuole fare da grande e ciò che per lei è veramente importante. Perché per quanto si possa fingere di avere qualcosa poi, forse, quella cosa nel profondo la si desidera veramente. Ma è in principal modo la storia di una scoperta di se stessi (o meternità, come la chiama Liz). Certo, magari attraverso un percorso un po’ colorito e anticonvenzionale, ma consiglio questa storia a quelle persone, soprattutto donne, che vogliono riscoprirsi e credere ancora in se stesse e nel proprio valore di donna, moglie e mamma. Perché, come anche ne è convinta la nostra Liz, tutte hanno bisogno della loro ‘Meternità’.

“«Ho imparato molto sulla maternità. Ma soprattutto sulla forza speciale delle donne, una forza incrollabile. A volte è difficile sapere esattamente che cosa vogliamo. Ma arriva un momento in cui lo capiamo. E quando arriva quel momento, inseguiamo i nostri desideri con tutte noi stesse. Le donne sono incredibili in questo, quando hanno una missione da compiere»”

Alla prossima

Voto storia - 3 Bello

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