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La promessa del tramonto


Genere: Romance

Autore: Nicoletta Sipos

8 Settembre

Una storia in cui la speranza vince sull'odio
Una storia in cui l'amore vince sui pregiudizi
Una storia in cui una promessa vince sul destino


Si dice che l’amore superi ogni ostacolo. Per Tibor, giovane medico ebreo in fuga, è questa l’unica speranza a cui aggrapparsi. Tibor ha passato la sua vita scappando. Prima dalle leggi razziali dell’Italia fascista e dai campi di lavoro della seconda guerra mondiale. Poi dall’odio strisciante dell’Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista. Un regime che un uomo come lui non può accettare. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere. E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei. Sara. La donna per cui ha rischiato tutto. La donna che ha cambiato la sua esistenza con uno sguardo. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla. Vuole costruire, per loro e i loro figli, un futuro migliore. Perché Tibor e Sara si sono scambiati una promessa: la promessa di riconquistare, nonostante tutto, la felicità che si meritano. La felicità che si meritano i loro figli. Insieme hanno combattuto. Hanno sfidato la violenza e l’orrore. Hanno superato notti infinite e pericolose. Ma non hanno mai dimenticato chi sono. E hanno capito che, finché saranno una cosa sola, nessuno potrà togliere loro la dignità e il coraggio. Nicoletta Sipos ha scritto un romanzo potente e memorabile, intenso e commovente. La storia vera di un uomo e di una donna capaci di lottare anche quando tutto sembra perduto. Fino all’ultimo respiro. Anche se fa paura. Perché se si è in due nulla è impossibile.


Salve a tutte amiche del Confine,
oggi vi parlerò di un bellissimo romanzo di narrativa moderna edito dalla Garzanti. Si tratta de "La promessa del tramonto" di Nicoletta Sipos. Il romanzo tratta con estrema delicatezza temi come: l'odio razziale, la perdita, il dolore e la sofferenza, ma anche il magnifico potere dell'amore. La Storia di Tibor Swartz, medico condotto ungherese di razza ebrea, ha come sfondo un paese come l'Ungheria, distrutta e oltraggiata dalla seconda guerra mondiale e oppressa dal regime comunista russo. Tibor non può lasciare il suo paese in maniera legale, pur di raggiungere la moglie e i figli in Italia, decide di affidarsi ad un capitano di nave che, coperto dalla legalità di viaggi lungo il Danubio per il regime, trasporta passeggeri clandestini in cerca di libertà. Il medico si troverà ad affrontare un viaggio rigoglioso. Rinchiuso nel doppio fondo di un armadio insieme alla moglie, alla cognata e al figlioletto del capitano, decide che quello sarà per lui, l'ultimo viaggio. Durante questa traversata del Danubio, che lo porterà a Vienna e da lì al consolato americano, il dottore si abbandonerà ai ricordi di una vita vissuta sempre allerta per il suo essere
ebreo, in un mondo dove questa razza è discriminata,
perseguitata e umiliata da sempre. Ricorda il giorno in cui incontrò la moglie Sara, durante il suo internato in Italia, l'amore a prima vista e la ritrosia di lei, il corteggiamento serrato ma delicato lungo due anni e infine la promessa di un matrimonio. Si lascia trasportare nei giorni in cui lui e Sara hanno dovuto combattere per il loro amore, contro la famiglia di lei che non vedeva di buon occhio l'uomo ebreo. Ripensa a tutti i tentativi di sposarsi di nascosto, anche per procura, dopo che lui fu costretto a tornare in Ungheria a causa delle leggi sulle restrizioni raziali, che si andavano moltiplicando in vista della Seconda guerra Mondiale. Ricorda il coraggio della sua amata, quando scappa dall'Italia per raggiungerlo in Ungheria e sposarlo per vivere finalmente insieme. Ma proprio quando i guai sembrano finiti e la coppia sembra finalmente coronare la loro storia d'amore con la nascita della piccola Nives, la temuta guerra scoppia. Un bruttissimo periodo per gli ebrei, costretti a seguire i soldati di Hitler nei lager sparsi per l'Europa. Tibor viene mandato in un campo di lavoro nella vicina Polonia, i genitori e la famiglia intera vengono deportata nei lager. Solo Sara, in quanto ariana, rimane nella casa dei suoceri con la figlia. Tra un ricordo e l'altro, i clandestini rinchiusi nell'armadio, vivono attimi di pericoli dovuti al cattivo tempo che sembra far naufragare la nave o al poliziotto dei controlli russo, che si aggira per lo scafo in cerca di clandestini. Alla fine la nave raggiunge il porto viennese, ma ancora molti pericoli dividono i clandestini dalla libertà. Riuscirà Tibor a raggiungere la moglie in Italia finalmente? Non voglio svelarvelo. Non vi racconterò delle ultime pagine del libro, in cui ho trattenuto il respiro insieme a Tibor e i suoi compagni di viaggio; quando il mio cuore ha accelerato i battiti insieme ai loro cuori, sulla passerella mobile che divideva la nave dalla terraferma. Vi dirò invece di come sono rimasta sorpresa di scoprire, leggendo l'intervista all'autrice nelle ultime pagine, che la storia che avevo appena finito di leggere, non era frutto della sua fantasia. Era veramente accaduta ed era fedele agli eventi vissuti dai protagonisti ma che, soprattutto Tibor e Sara, erano e ancora sono i genitori dell'autrice. Questo ha aggiunto alla storia quel di più che la rende speciale. Devo dirvelo, la narrazione procede lenta e poco scorrevole, alternando punti in cui vorresti andare veloce agli eventi successivi. Ma tutta questa incredibile e triste avventura ti entra dentro in punta di piedi senza che tu te ne accorga. Ti ritrovi a trattenere il fiato, a poggiarti la mano sul cuore dolorante e ad asciugare qualche lacrima, di dolore soprattutto. Infatti molte sono le scene che mi hanno straziato, non perché non conoscevo già la situazione degli ebrei e le terribili e atroci ingiustizie che hanno subito, ma perché pagina dopo pagina, ho imparato a conoscere la famiglia Swartz e tutte quelle che hanno condiviso con loro le mutilazioni dell'anima e del corpo, a causa dei tedeschi. Mi sono immedesimata fin troppo e mi sono trovata a chiedermi le stesse cose che si è chiesta Èva, la sorella di Tibor, quando hanno mandato il suo figlioletto di pochi anni nella camera a gas insieme a tanti altri bambini innocenti. Consiglio la lettura di questo romanzo che intreccia abilmente fatti storici cruenti ad una storia d'amore e di speranza magnifica, come quella di Tibor e Sara. Vi esorto a non fermarvi alle prime pagine, che scorrono fin troppo lente. Continuate, leggete, aiutate l'umile e coraggioso medico condotto ebreo ad arrivare alla libertà per poter finalmente riabbracciare il grande amore della sua vita. L'unico motivo per il quale ha continuato a vivere nonostante le brutture della sua vita. Vi auguro, come sempre, buona lettura.



Voto libro - 4 Molto bello




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