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I giorni del ritorno


Autore: Luisa Young

Genere: Narrativa

9 Febbraio

Londra, 1919. È una bella giornata di primavera. La guerra è finita e Nadine è raggiante: indossa l’abito da sposa che le ha passato l’amica Julia. È finalmente pronta a unirsi in matrimonio con Riley, di cui è innamorata sin dall’infanzia. Nonostante lo sposo sia ancora convalescente dalle terribili ferite riportate al volto, è decisa a sperare con tutte le sue forze. Sperare in una vita normale, in un’esistenza accanto all’uomo che ama, dopo tante privazioni e gli orrori delle trincee. Ma Nadine non è la sola a lottare per la speranza. Dopo aver aspettato a lungo che il marito tornasse dal fronte, anche Julia non ha la minima intenzione di arrendersi. Benché Peter si porti dietro traumi difficili da cancellare e abbia scelto di chiudersi in un silenzio ostinato, testimonianza della sofferenza che resta nonostante tutto, è certa che l’amore e la complicità che li univano siano ancora lì, da qualche parte in fondo al cuore. Si tratta solo di trovare il coraggio di riportarli alla luce, un coraggio che finora non le è mai mancato. In un’atmosfera in cui le atrocità della guerra sembrano lontano dall’essere un capitolo chiuso, Nadine e Julia sanno bene che ora sia per loro, che hanno curato i soldati feriti e sono rimaste in attesa, sia per i mariti, che hanno combattuto al fronte, sono in arrivo giorni difficili. Ma non è ancora arrivato il momento di desistere. Sono pronte a sfoderare tutta la forza possibile pur di sconfiggere il dolore che ancora ammanta le loro vite e affrontare con rinnovata fiducia il futuro. Perché, se si sa ascoltare, nulla è perduto per sempre. Dopo L’inverno si era sbagliato, diventato un bestseller acclamato dal pubblico e dalla critica, Louisa Young torna a raccontare le vicende di Nadine e Julia, di due donne pronte a tutto per ricostruire ciò che la guerra ha cercato di strappare loro. Un romanzo potente sul ritorno alla vita e sulla forza di costruirsi un nuovo inizio a dispetto di ciò che il destino ha scelto per noi.



Ben trovate amiche,
oggi vi parlo di un romanzo di narrativa veramente molto toccante. Si tratta de " I giorni del ritorno" di Louisa Young, edito Garzanti. Inghilterra, 1919. Soldati che ritornano in patria dal fronte, in cui hanno combattuto e vinto il nemico, in cui hanno visto sangue e sofferenza, in cui hanno perso fratelli e hanno perso sé stessi. Riley torna dalla sua fidanzata Nadine, che è pronta a sposarlo e ad amarlo, nonostante il volto devastato da ferite che gli impediscono di parlare bene e di mangiare in maniera normale. Peter torna a casa dalla moglie Julia e dal figlioletto Tom che lo attendono, speranzosi di ricominciare la vita familiare da dove l'hanno lasciata.

Riley e Nadine si sposano e decidono di cominciare a vivere la loro vita insieme da quel punto in avanti. Il passato, la guerra, il dolore e la perdita viene tutto prudentemente lasciato alle spalle, in vista di un futuro difficile ma possibile. Riley si sforza, ci prova nonostante le sue ferite, che non sono solo quelle fisiche ma anche quelle dell'anima, quelle di un uomo che ha visto troppo orrore per poter vivere ad occhi aperti e cuore leggero la fortuna di essere rimasto vivo. Peter si chiude nel suo studio a leggere Omero in compagnia dell'alcol e di un passato che non riesce a dimenticare. Un passato che non vuole dimenticare perchè si sente responsabile della perdita dei suoi uomini, si sente un fallito, si identifica con Ulisse e ne diventa ossessionato. Non regge la vista della moglie né di quel bambino che si guarda in giro con occhi sgranati rimanendo, suo malgrado, segnato dal comportamento del padre e dalle nevrosi della madre. Due soldati che hanno combattuto insieme e che insieme sono tornati a casa, due uomini che sono rimasti feriti nel corpo e nell'anima ma che reagiscono in maniera diversa alle loro ferite invisibili. Riley riesce ad emergere dal fantasma delle trincee grazie alla moglie Nadine e alla sua voglia di darle una vita degna. Riesce a superare il disagio della sua menomazione fisica e a fare l'amore con lei, dopo tanto tempo, perchè vede riflesso negli occhi della sua donna l'amore e l'ammirazione che lei prova per lui. Peter al contrario rimane sepolto sotto al corpo di un soldato in quella trincea che ha permesso al suo corpo di tornare, ma non al suo spirito. Peter vorrebbe essere morto insieme ai suoi uomini e non si rende conto che sta finendo per uccidere il suo matrimonio e la sua famiglia. Reazioni diverse allo stesso dolore che daranno vita ad una storia davvero emozionante e piena di pathos. Le donne di questo romanzo sono la vera forza motrice della vita in sé.
Nadine, Julia e Rose ( cugina di Peter), sono il simbolo di tutte quelle donne che hanno atteso che i loro uomini tornassero dal fronte, rimboccandosi le maniche ( almeno nel caso di Nadine e Rose) e andando avanti nella speranza di poterli riabbracciare.
Accolgono i loro uomini tornati per miracolo e cercano di salvare la loro anima lacerata, il loro cuore ferito, come meglio possono. Non è un romanzo per tutti, lo comprendo, ma è davvero meraviglioso e quindi lo consiglio. E' una storia difficile, la sofferenza è vivida e prende vita come un vero personaggio in carne ed ossa. Ma è la speranza la vera protagonista e si concretizza con la forza di Riley, la comprensione di Nadine e la perseveranza di Rose. Mancano i dialoghi, sono pochi e ridotti all'essenziale, ma non se ne sente la reale mancanza grazie ai pensieri espressi dai protagonisti. In fondo tutta la storia è incentrata sul percorso introspettivo dei personaggi, sulla loro evoluzione o involuzione in un periodo difficile per tutti. Può risultare lento in alcuni punti ma l'intensità emotiva è veramente palpabile. Potrebbe sembrare un romanzo atto a darci uno scorcio di quel periodo, ma in realtà l'argomento che tratta è sempre attuale perchè le guerre non sono mai finite. Gli uomini che tornano oggi dalle guerre, hanno gli stessi occhi vuoti degli uomini di allora. I problemi che riscontrano oggi, come l'inserimento nella società dopo gli infortuni, il malessere e i disturbi post traumatici, sono gli stessi di allora. Sono rimasta coinvolta nel dolore dei protagonisti pensando a quanto sia attuale anche oggi. I soldati possono tornare in patria da vincitori o da perdenti ma rimangono comunque degli eroi spezzati, distrutti e persi. Posso solo ringraziare la Garzanti per avermi dato la possibilità di leggere questa storia e consigliare a voi, una volta tanto, una lettura diversa da quelle a cui siete abituate e che preferite, ma che vi lascerà dentro emozioni forti e spunti di riflessione.
Buona lettura.


Voto libro - 4 ½ Molto più che bellissimo




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