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La serie è composta da: 

1. Oscuri Talenti

2. L'uomo della polvere 

 

Genere: Fantasy

Scritto da: J.M. Miro

19 ottobre 2022

Charlie Ovid è un ragazzo di colore cresciuto in Mississippi in un periodo che non conosce troppa pietà per chi è come lui, eppure non ha una sola cicatrice: il suo corpo guarisce da solo che lui lo voglia o no, e fa male, ogni volta. Marlowe è rimasto solo al mondo da neonato e una fuggiasca lo ha salvato dopo aver intravisto in un vagone merci lo strano bagliore azzurro che emana; insieme fuggono a Londra sperando di riuscire a nascondersi tra i tanti disperati senza volto che popolano la città. Marlowe non solo brilla, ma può anche sciogliere la carne, o guarirla. Quando Alice Quicke, detective ormai stanca del proprio lavoro, viene reclutata per mettere i ragazzi in salvo dal destino che li aspetta, insieme iniziano un viaggio che sarà anche un’esplorazione dei confini oscuri del mostruoso. Ne segue una storia ricca di meraviglie e tradimenti, dalle strade illuminate a gas di Londra ai teatri di legno della Tokyo dell'era Meiji, fino a un’inquietante tenuta poco fuori Edimburgo dove sono radunati altri bambini con strani doni: i Talenti. Lì il mondo dei morti e il mondo dei vivi minacciano di scontrarsi. E mentre i segreti all'interno dell'istituto vengono alla luce, e poco lontano, nelle profondità dell’acqua stagna, una creatura vorace si rannicchia e aspetta, Marlowe, Charlie e gli altri Talenti scopriranno la verità sulle loro capacità e sulla natura di ciò che li sta perseguitando, e capiranno che a volte sono i mostri peggiori gli artefici delle gioie più grandi.

 

Salve salve!
Avevo adocchiato “Oscuri talenti” (in inglese “Ordinary Monsters”) di J.M. Miro sin dalla sua uscita inglese. Primo di una trilogia, la Trilogia del Talenti, conta ben 656 pagine.
Sono consapevole che il suo turno non sarebbe arrivato mai se non fosse stato per Bompiani, che il 19 ottobre l’ha pubblicato in italiano e mi ha gentilmente fornito la copia digitale.
Andiamo a scoprire di cosa parla!
“Oscuri talenti” ci trasporta in un viaggio lungo e turbolento tra Inghilterra, Scozia e America. 

È il 1874, una giovane donna, Eliza Grey, sta scappando e, sul treno merci su cui riesce a rifugiarsi per un pelo, trova qualcosa di inaspettato.
Vicino al corpo freddo di una donna c’è un neonato dalla pelle illuminata di azzurro. La luce splende da dentro e lo rende quasi trasparente.
Nonostante la paura, Eliza prende il bambino, incapace di lasciarlo al suo destino, e lo porta con sé a Londra.
Il bambino lo chiamerà Marlowe. 

È il 1982, Marlowe ha 8 anni e vive in America con Brynt, una donna enorme e coperta di tatuaggi, la sua famiglia.
Più a Sud, Charlie Ovid, un ragazzo nero di sedici anni circa, è stato accusato dell’omicidio di un uomo bianco e condannato a morte.
La condanna è stata attuata, ma Charlie è ancora vivo: il proiettile gli è passato da parte a parte e la ferita si è richiusa, come se non fosse mai esistita.
Charlie è stato rinchiuso in un magazzino e sta subendo le torture più terribili quando Frank Coulton ed Alice Quicke, due detective privati, lo liberano e lo portano a Londra. 

Charlie, come Marlowe, è un Talento. I Talenti sono persone normali, ma hanno qualcosa in più, una parte, in loro, di natura particolare, che gli permette di avere dei “poteri”. Il talento di Charlie è guarire da qualsiasi ferita, quello di Marlowe è di guarire o bruciare con la sua luce, ma ce ne sono tanti altri in tutto il mondo.
Il Cairndale Institute è un istituto che accoglie i Talenti, li allena, li istruisce, li protegge da un mondo che non li accoglierebbe mai.
Ma ci sono segreti, nei vecchi corridoi dell’istituto scozzese, terribili segreti, e al centro di tutto si trova il Dottor Berghast, benefattore e scienziato scostante e temibile.
Cosa si nasconde dietro i talenti?
Cosa sta succedendo al Cairndale?
Perché Charlie e Marlowe sono così importanti? 

Penso possiate immaginare che della trama non vi ho raccontato proprio nulla, sia perché sarebbe troppo lunga che perché vale la pena scoprirla pagina dopo pagina.
“Oscuri talenti” si sviluppa in 6 parti, tra passato e presente, che seguono diversi personaggi ed eventi chiave per lo sviluppo della trama.
Nelle prime due parti conosciamo bene Marlowe e Charlie; chi sono, come sono state le loro vite e come stanno andando una volta conosciuti Coulton, Alice Quicke, Mrs. Harrogate, la verità su loro stessi e il Cairndale.
Poi torniamo indietro nel tempo e seguiamo i passi di Jacob Marber, adesso nemico principale, ma prima un Talento del Cairndale che andava per il mondo alla ricerca di giovani talenti da salvare.
Successivamente, le parti si alterano tra gli avvenimenti del presente al Cairndale e la storia di Jacob, pedina fondamentale di questo gioco ultraterreno. 

“Siamo immersi nel mondo invisibile, Coultonsan. Anche se raramente ne cogliamo dei barlumi.” Era immobile, le mani eleganti e conserte in grembo. “La mia obāsan diceva che ognuno di noi è una dimora,” mormorò. “Qui,” aggiunse toccandosi il petto. “E qui.” Si toccò la fronte. “E ciascuna dimora riceve i suoi visitatori. A noi spetta essere ospiti cortesi.”

“Oscuri talenti” è una storia in cui bisogna immergersi senza preconcetti, bisogna trattenere il respiro e lasciarsi sommergere dall’onda di mistero, di violenza, di oscurità, di cose impossibili e spaventose, di esseri innaturali e terribili.
Il mondo creato da J.M. Miro è lì, ci attende, ma non ci fa sentire a nostro agio; entriamo a nostro rischio e pericolo, diventiamo pedine di un destino a noi sconosciuto proprio come i personaggi della storia.
Siamo spettatori, è vero, ma non ci vengono date tutte le carte, non ci viene spianato il percorso. Proprio come i personaggi, siamo sballottati da un posto all’altro e le verità ci vengono buttate addosso come secchiate di acqua fredda.
Per questo motivo, all’inizio sembrerà quasi di camminare attraverso un banco di nebbia in un luogo che riconosciamo abbastanza, ma che non ci è familiare.
Dopo aver camminato per un po’, la nebbia si dirada e a quel punto iniziamo a sentirci del tutto parte di questo mondo oscuro, spaventoso da un lato e allo stesso tempo affascinante dall’altro.
Arriverà un punto in cui sarà impossibile staccarsi dalla storia, in cui sarà impossibile rimanere impassibili di fronte alle disgrazie e alle vicende che colpiscono i nostri eroi.
Il grande pregio di questo libro è l’atmosfera, oscura, a tratti opprimente, onnipresente, indimenticabile. 

“Ognuno di voi è diverso, proprio in questo modo. Non dipende da un errore nella ricetta, ma dall’aggiunta di altri ingredienti, che hanno dato vita al vostro talento. Guardate bene e provate pietà. La diversità, bambini, non è mostruosa. È opera della natura.”

Poi ci sono i personaggi. C’è un cast variegato sia nell’aspetto che nel carattere, e tutti riescono a farci emozionare.
Ma quelli che sarà impossibile dimenticare sono Marlowe, Charlie e Alice.
Loro hanno il mio cuore: l’hanno riempito, l’hanno ferito, l’hanno straziato. Se lo sono guadagnato. 

“Il fatto,” mormorò, “è che sprechiamo un mucchio di tempo a immaginarci da dove veniamo perché si sa che nessuno viene dal nulla. E ci diciamo che, se solo sapessimo, magari capiremmo perché siamo come siamo. Perché la nostra vita è così com’è. Ma non c’è nessun motivo, no.” Si tormentò l’anello al dito, sentendone la morsa.”

Non sapevo di aver bisogno di una lettura come “Oscuri talenti” finché non l’ho finito. È uno di quei Fantasy al di là di ogni etichetta, in cui perdersi senza porsi troppe domande, in cui abbandonarsi ad occhi chiusi, lasciandosi trasportare dalle sensazioni, dall’atmosfera, dalle emozioni.
Dalle mie parole penso si possa comprendere la bravura dell’autore nel gestire una trama complessa, diverse linee narrative e, soprattutto, più di 600 pagine di storia. La lunghezza non pesa affatto, anzi se ne comprende la scelta, il ritmo è a tratti delicato a tratti serrato, travolgente. 

Non riesco ad immaginare cosa potrebbe succedere nel secondo volume (che uscirà in inglese il 16 gennaio 2024 con il titolo “Bringer of Dust”) e neanche voglio saperlo, perché voglio vivere la stessa esperienza che ho avuto con “Oscuri talenti”: voglio vagare senza meta, lasciandomi attirare da una mistica luce azzurrina, lasciandomi travolgere da una storia inaspettata.
Baci 

Voto libro - 4.5
 
 

 

 


Genere: Fantasy

Scritto da: J.M. Miro

6 Novembre 2024


Agrigento, 1883. Dalla villa diroccata dove si sono rifugiati dopo la distruzione del Cairndale, i talenti sopravvissuti cercano un modo per riportare a casa Marlowe, rimasto intrappolato nella terra dei morti. Per salvarlo bisogna trovare il secondo, leggendario ursitonte; tuttavia le poche notizie a disposizione sono vaghe o sconfortanti: non è detto che sia ancora attivo, e nemmeno che sia mai esistito. Quando però, tra le macerie del castello che era la loro scuola, spunta un cadavere in cui si annida la polvere corrotta del drogor, Charlie e gli altri talenti si rendono conto che in gioco non c'è solo la vita del bambino luccicante. Perché un nuovo drogor si aggira per il mondo, un drogor feroce e spaventoso; e forse non è solo. E mentre un'altra figura sinistra, nota come la Badessa, trama per impossessarsi della polvere, nella terra dei morti va destandosi un male antico e incontrastabile, che aspetta solo un'occasione per tornare a manifestarsi. Dallo squallido mondo sotterraneo degli esuli di Londra a un'assolata villa siciliana che forse cela segreti da tempo dimenticati al tetro dedalo di catacombe parigine, i protagonisti di Oscuri Talenti dovranno affrontare scuotiossa, glifici crudeli e creature fra la vita e la morte, imparando a fidarsi non solo delle proprie abilità prodigiose, ma soprattutto l'uno dell'altro.

  


Salve salve!
Dopo un bel po’ di attesa, è arrivato il seguito di “Oscuri talenti” di J.M. Miro, un dark fantasy che mi aveva conquistata per l’atmosfera e per i giovani personaggi così tormentati.
Il secondo volume è intitolato “L’uomo della polvere” ed è edito Bompiani.

*Attenzione agli spoiler. *

Il Cairndale è caduto, Jacob Marber, la drogor e il dottor Berghast sono morti, l’ursitonte è stato sigillato e Marlowe, il piccolo, dolce Marlowe, non c’è più.
Marlowe si è sacrificato per i suoi amici, la sua famiglia, ed è rimasto oltre l’ursitonte dopo averlo sigillato.
Charlie gli ha promesso che l’avrebbe tirato fuori e non si fermerà finché non riporterà il suo amico indietro.

"Tu hai fratelli o sorelle, Charles?"
"Ho Marlowe," disse lanciandole un'occhiata. "Ho solo lui."

Dopo la battaglia, i bambini superstiti e Mrs Harrogate si sono rifugiati ad Agrigento, in una vecchia villa di proprietà del Cairndale. Lì sotto, scovano vecchi messaggi e disegni, una storia antica che potrebbe aiutarli nella battaglia che li aspetta.
Quindi Charlie torna a Edimburgo per convincere l’anziana alchimista Mrs Ficke a seguirlo alla villa per decifrare il messaggio.
Mrs Ficke, dall’incendio della scuola, si è occupata di seppellire i caduti, per questo è stata chiamata anche quando è stato trovato lo strano corpo di Jacob Marber, da cui recupera la polvere corrotta.
Alla ricerca della polvere di Jacob c’è anche qualcun altro, la giovane scuotiossa Jeta, che si scontra con Charlie e, nella colluttazione, la polvere corrotta si insinua nel corpo del ragazzo come veleno.
Charlie percepisce la polvere come un corpo estraneo dentro sé e sente che lo sta cambiando in qualche modo, ma non può fermarsi, deve trovare il modo di salvare Marlowe.
In Francia Alice Quicke e Ribs sono alla ricerca del secondo ursitonte che si vocifera sia stato chiuso, mentre Komako è in Spagna alla ricerca di un glifico che le mostra visioni spaventose sul Talento Oscuro.
Nel frattempo, qualcos’altro si muove nelle tenebre, sia in questo mondo che in quello oltre l’ursitonte.

“Non è una profezia, mormorò il glifico, con una punta di disprezzo sull'ultima parola. Molte stagioni fa ho sognato un futuro possibile. Ciò non significa che si avvererà. Non è l'unico futuro che ho sognato. Il sogno cambia, perché il futuro non è ancora scritto.”

Proprio come il primo volume, “L’uomo della polvere” racconta una storia oscura, ricca di ombre, di tristezza e di sottotrame.
Charlie è in pensiero per il dolce Marlowe, da solo in un mondo freddo e fatto di tenebre. Gli ha promesso che sarebbe tornato a prenderlo, ma riuscirà a mantenere questa promessa?
Dopo la caduta del Cairndale ha perso il talento e ora deve trovare sé stesso al di là di esso, e quando sta per farsene una ragione, ecco che torna, in modo sbagliato, a causa della polvere corrotta di Jacob Marber.
Charlie sente che la polvere lo sta cambiando, fa sogni strani, la sente estranea, ma se può aiutarlo a raggiungere Marlowe, ben venga.
Insieme a lui, anche i suoi amici stanno viaggiando e lottando per salvare Marlowe, e ognuno di loro viene a conoscenza di storie, profezie e mezze verità che non predicono nulla di buono.
La storia dei talenti è antica e più sfaccettata di quel che avevano insegnato loro al Cairndale e sembra che qualcuno dal passato si stia risvegliando e stia tornando per la resa dei conti.
Questo libro è anche la storia di bambini che vengono sfruttati per il loro talento, controllati da persone che fingono di volere il loro bene, ma in realtà li vedono solo come strumenti.

“Vide ciò che il bambino sarebbe diventato, la sinistra luce azzurrina di cui brillava, la luce tanto intensa che era impossibile distinguergli il viso, spiccavano solo il teschio, le vene e i muscoli sotto la pelle. E c'erano altri bambini, talenti giovanissimi, tutti riversi come bambole di pezza, in una casa in rovina.”

Il libro è lungo e a volte si sente, soprattutto all’inizio, quando devi rientrare nella storia ricordando poco di quel che è successo nel primo volume (mea culpa).

Nel corso della storia vengono introdotti nuovi personaggi (tutti drammatici) e sottotrame che all’inizio sembrano superflue, ma andando avanti, capendo come i vari fili si collegano e le strade si incrociano, tutto acquisisce nuovo senso e profondità.
Lo stile dell’autore è interessante perché mi coinvolge, sono molto interessata alle vicende dei vari personaggi, ma non mi permette di diventare parte della storia; mi sento una spettatrice inerme di fronte alle tragedie che colpiscono i personaggi, incapace di fare nulla se non soffrire e sperare con loro.

“Da che era al mondo c'era qualcuno che gli diceva chi era, chi poteva e non poteva essere, e lui era arrivato alla conclusione che nessuno ne aveva il diritto. Perché la vita era la sua.”

Le premesse per il terzo volume non sono affatto rosee, ci sarà da soffrire, ma devo dire che sono molto curiosa di leggerlo. Voglio sapere come va a finire la storia di Charlie e Marlowe, due bambini che si meriterebbero solo pace e amore per quello che hanno vissuto, ma che invece si ritroveranno ancora a combattere e soffrire, già lo so.
Baci.

Voto libro - 4








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Genere: Giallo

Scritto da: Romy Hausmann

19 ottobre 2022

10 bambine scomparse nei dintorni di Berlino. 10 piccoli corpi ritrovati nei boschi, in vecchie rimesse, in cantieri abbandonati. E un'unica traccia: una serie di fiocchi rossi appesi ai rami degli alberi, che guidano fino al luogo in cui giacciono le vittime. Sono passati quattordici lunghi anni dal primo omicidio e finalmente la polizia stringe il cerchio intorno al presunto colpevole: il filosofo di fama mondiale Walter Lesniak, ribattezzato dalla stampa il “Professor Morte”. Cʼè solo una persona che non crede alla sua colpevolezza: sua figlia Ann, determinata a provare l'innocenza di quel padre straordinario, affettuoso e protettivo, e a scoprire chi è il vero killer. Un viaggio inquientante nei lati più oscuri dell'animo umano.


Salve Confine,
avete mai avuto il dubbio di non conoscere a fondo una persona cara?
La protagonista del romanzo di cui vi parlerò oggi non ha mai dubitato del padre, ad esempio, ed è per questo che ha deciso di intraprendere un cammino difficile e pericoloso per dimostrare che quell’uomo è stato, ed è, il migliore dei padri e che mai farebbe del male a qualcuno. Ma tutto questo cosa le costerà?
Andiamo a scoprirlo insieme nell’ultimo romanzo di Romy Hausmann, “Perfect Day”, uscito lo scorso ottobre per Giunti.

Ann Lesniak ha perso la sua vita così come la conosceva. È successo in un giorno come tanti, quando era tornata a casa del padre dall’università, mentre insieme aspettavano la consegna della cena. Alla porta non si presenta un fattorino ma la polizia, che mette le manette al padre e lo porta via. L’accusa è tra le più terribili e incredibili che Ann possa immaginare e, infatti, non può assolutamente credere che suo padre sia il crudele killer dei fiocchi rossi, colui che ha rapito e ucciso a sangue freddo ben dieci bambine innocenti.
Walter Lesniak è sempre stato un uomo perfetto sotto tanti punti di vista, accademico di fama mondiale e padre amorevole e responsabile.
Ann ha solo ricordi felici dell’infanzia col padre, che dopo la morte della moglie ha fatto di tutto per crescere la figlia con amore e devozione.
Dopo un periodo di sconforto, dove amici l’hanno abbandonata per via di questo fatto, la missione di Ann, oltre a quella di rimanere invisibile ai radar di giornalisti e curiosi, è quella di dimostrare l’innocenza del padre.
La sua indagine la porterà in un piccolo paese sperduto, di poche anime, dove la matassa che intende districare si ingarbuglierà ancora di più, ma dove tutto avrà senso… alla fine.

“La sofferenza e il dolore sono sempre inevitabili per una coscienza sensibile e per un cuore profondo” diceva Dostoevskij.

Terzo romanzo di questa autrice e terzo strike indiscusso!
Quando ho letto “La mia prediletta”, suo lavoro d’esordio, ho pensato che mai la Hausmann avrebbe potuto eguagliare la sua perfezione con un altro romanzo. Poi ho letto “La mamma si è addormentata” e mi sono dovuta ricredere, perché dai, due colpi di fortuna ci possono stare, ma quando anche il terzo risulta essere una lettura perfetta, allora la fortuna c’entra ben poco: parliamo di BRAVURA!
Romy Hausmann ha confermato di meritare i primi posti in classifica, l’etichetta di best seller, lo scettro del thriller psicologico (da condividere con la compianta Higgins Clark e la Burke).
Il suo stile è ormai riconoscibile per me; l’utilizzo della parola è accurato, mirato ad incastrare il lettore in una rete di intrighi, indizi e dubbi che portano allo sfinimento (per questo vorrei anche menzionare la traduttrice del romanzo, Alida Daniele). La lettura ha un ritmo serrato, i colpi di scena sono dietro l’angolo e sviano il lettore in continuazione. Tutti i personaggi potrebbero essere colpevoli e innocenti, è la prospettiva che frega!
In particolare, in questo romanzo, Ann si trova davanti a una situazione in cui tenta di essere lucida, ma è troppo coinvolta, ragion per cui tende a trovare colpe ovunque si trovi a cercarle, perché vuole disperatamente che il padre sia innocente.

“Ogni tanto vado in garage, mi siedo in macchina e urlo, urlo e basta. E ogni volta che sento le prime note di Perfect Day, comincio a piangere. Perché questa canzone mi riporta indietro all’estate dei miei sette anni, seduta sulle spalle di mio padre a braccia spalancate. Quando potevo volare grazie a lui.”

La sua ricerca del killer la porterà a scoprire cose bruttissime che dimostrano quanto la natura umana sia labile e instabile, quanto il cervello e i suoi meccanismi, la natura umana stessa, siano ancora imperscrutabili e misteriosi.
Molto dell’atmosfera cupa e ostile è data dalla location in cui si svolgono i fatti: boschi fitti in cui la natura è padrona, paesaggi notturni innevati, cittadine isolate che l’autrice ha saputo descrivere egregiamente, portando lo stato tensivo del lettore al limite dello strappo nervoso.

Non so che altro scrivere (senza dirvi troppo e svelarvi altro) per farvi capire quanto i romanzi di questa autrice vadano letti ad ogni costo. Vi dico solo di fidarvi di me, quale lettrice avida di questo tipo di thriller e di dare una possibilità all’autrice: letto il suo primo romanzo, vi fionderete sugli altri a capofitto!
Buona lettura.

Voto libro - 5















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Genere: Narrativa di genere

Scritto da: Charlotte Riddell

19 ottobre 2022

La giovane Miss Helena eredita dal padre la proprietà di River Hall e decide di affittarla per ricavarne una buona rendita. La casa ha un bell’aspetto ed è in buone condizioni, perciò gli inquilini non tardano a farsi avanti. Tuttavia, nessuno si ferma per più di qualche settimana e molti lasciano l’immobile nel giro di qualche giorno. Ci sono tutti i segnali della tipica casa infestata: rumori sospetti e improvvisi, porte che sbattono, luci che si accendono o si spengono, strane apparizioni senza un motivo apparente. L’ultimo occupante scappa e la zia di Miss Helena decide di assumere un avvocato per risolvere la questione una volta per tutte. Petterson, l’impiegato del procuratore, in cambio di una cospicua somma di denaro, va a stare nella casa per verificare con i propri occhi che cosa stia davvero accadendo. Il romanzo inizia come una storia di fantasmi tradizionale dell’epoca vittoriana, e nella seconda parte si evolve assumendo sempre di più il carattere di un romanzo giallo, man mano che Petterson indaga sull’identità del fantasma dell’uomo assassinato nella casa di River Hall.

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La serie è composta da: 

1. L' Abisso

2. La Montagna

3. La guerra



Genere: Fantasy

Autore: Luca Tarenzi 

28 ottobre 2020

Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell'In-ferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell'ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dan-nati - il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born - per fuggire dall'Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco descritto magnificamente: un racconto car-cerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti appassionanti, fino all'incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.


Ciao a tutti voi, lettrici e lettori!
Oggi sono qui per parlarvi di un libro che attendevo da mesi, primo volume di una nuova trilogia fantasy italiana. Si tratta di “L’ora dei dannati – L’abisso” di Luca Tarenzi, edito da Giunti.

“Quello da cui si era svegliato poco prima era uno dei sogni più confusi ma insieme più vividi che avesse fatto da molto tempo. Frammenti di ricordi della sua vita mortale, senza dubbio, disordinati e senza senso […]. Tutte le cose che più aveva amato nella sua vita, e cantato nei versi più felici delle sue poesie. Tutte le cose che l’inferno gli aveva portato via.”


Luca Tarenzi torna nelle nostre librerie con il suo “L’ora dei dannati – L’abisso”, libro che andrà ad inaugurare una nuova trilogia fantasy. Essa pone le sue radici nella tanto amata Divina Commedia di Dante Alighieri. Siamo nell’Inferno, dove ritroviamo ancora una volta la figura di Virgilio. Vi consiglio, però, di mettere da parte tutto ciò che sapete di lui, o che credete di sapere. Non sarà la tanto conosciuta guida di Dante ad accogliervi, ma un uomo tormentato e pronto a tutto pur di trovare una scappatoia e fuggire dal meccanismo infernale che lo tiene intrappolato. Ciò lo porterà a collaborare con Pier delle Vigne, che ha un piano, ma dovendo subire la sua pena intrappolato in un albero ha bisogno dell’aiuto di Virgilio per raccogliere un gruppo di dannati e far sì che tutto vada come previsto. Ce la faranno i nostri antieroi? Non vi resta che scoprirlo!


“Dolore, dolore e ancora dolore. Quello era l’Inferno. Ma c’era il dolore senza fine, senza limiti, e il dolore che dopo un po’ avrebbe concesso una tregua, per poi ricominciare daccapo: anche quella era la dannazione. Ma Virgilio aveva imparato a darle un altro nome. Assurda, folle, disperata speranza.”


Lo stile di Tarenzi è semplice, anche se in più punti la prosa è stata parecchio dispersiva, specialmente nelle descrizioni. Queste ultime, nonostante risultino a tratti lente, sono ricche di elementi che danno spazio all’immaginazione, facendoci vivere le esperienze dei personaggi in prima persona, specialmente nelle scene di lotta. Qui vi sono figure che abbiamo già incontrato nell’Inferno dantesco, ma che non abbiamo mai visto sotto questa luce. Certo, con Dante siamo venuti a conoscenza delle vite delle anime in pena e delle motivazioni per cui si trovano in quel determinato luogo, ma è stato interessante vedere questi personaggi più da vicino, arrivando ad empatizzare con alcuni (anche se pochi) di loro. 
Anche se il world-building è già conosciuto, l'autore ha aggiunto elementi innovativi e particolari. Infine, ciò che mi ha lasciato senza parole è stato il finale.

È un libro che attrae subito il lettore, non solo dalla trama ma anche dalla copertina. Le figure rappresentate sulla copertina sembrano essere uscite da un videogioco, poiché il loro stile mi ricorda molto le illustrazioni dei personaggi di World of Warcraft. Ed è proprio questo uno dei particolari che mi hanno portata a leggere questo libro, risvegliando la piccola nerd che è in me! 
Ovviamente non vi dirò di più, ma spero di avervi incuriositi e spronati abbastanza da leggerlo e scoprire di che si tratta!



Voto libro - 4



 

Genere: Fantasy

Autore: Luca Tarenzi 

13 ottobre 2021 

I quattro dannati evasi dall'Inferno approdano sulle sponde del Purgatorio. Si rendono rapidamente conto che la loro situazione rimane pericolosissima: la montagna della Penitenza infatti brulica di angeli (chiamati Messaggeri), che si mettono subito a dar loro la caccia. In breve Filippo Argenti stabilisce di avere più chances se si muove da solo: si stacca dagli altri con uno stratagemma e decide di dare la scalata al Purgatorio per proprio conto. Lungo il cammino incontra una ragazza di nome Lotte e la porta con sé per farsi aiutare. Nel frattempo Virgilio riemerge dalle acque dell'Acheronte. Gli occorre però un nuovo piano di evasione e per realizzarlo coinvolge due nuove compagne di fuga: Francesca da Rimini, dal Cerchio dei Lussuriosi, e la strega Manto, dalla Bolgia degli Indovini.

Salve, lettrici e lettori!
Una delle mie prime recensioni qui in blog è stata su “L’abisso” di Luca Tarenzi, primo volume della trilogia “L’ora dei dannati”, ispirata alla Divina Commedia.
Ebbene, oggi sono qui per parlarvi del secondo libro della serie: “La montagna”!
Vi preannuncio che mi ha lasciata seriamente senza fiato e spero che avvenga lo stesso per voi.

Torniamo finalmente in questo mondo dantesco per riprendere, da dov’erano rimaste, le avventure dei nostri antieroi. Se non avete letto il primo libro de “L’ora dei dannati”, intitolato L’abisso”, ovviamente vi consiglio di recuperarlo al più presto!

La fuga dall’Inferno non è stata facile per i quattro dannati, ormai separati da Virgilio. Quello che verrà in seguito non sarà certamente meglio. Dovranno ora stare attenti ai Messaggeri sulla montagna della Penitenza, alle sponde del Purgatorio, che sono pronti a dar loro la caccia. Dal gruppo originale del primo libro, Filippo ne esce da traditore (come suo solito!) e li abbandona per fuggire in solitaria, ma col passare del tempo finirà per pentirsi della sua scelta. Intanto, Virgilio ritorna dalle acque dell’Acheronte per pianificare una nuova fuga. Uno dei personaggi coinvolti è Francesca, che si discosta da Paolo e aiuta Virgilio nell’impresa.
Oltre a lei, troviamo altre figure importanti quali la strega Manto, Manfredi, Catone e Lotte! Il gruppo dei nostri cinque dannati, anche se frammentato, ha bisogno nuovamente di una mano. Chi per evadere dall’Inferno, chi per sopravvivere al Purgatorio. Riusciranno tutti nel loro intento oppure ogni sforzo risulterà vano? Leggetelo e lo scoprirete!

“Anche tu stai cambiando, vecchio Bertran. Te ne accorgi, adesso? Tutta quella rabbia, tutto quel bisogno di infilzare e distruggere, che fine hanno fatto?”

E con questa citazione, parto già con un grande elogio ai personaggi che ho amato di più. Bertran qui assume un ruolo differente, prendendo in mano la situazione e diventando tra i protagonisti più di spicco di quest’opera. Vederlo a capo del gruppo è stata una bella esperienza e mi ha dato modo di vedere meglio la sua personalità e rivedermi anche in alcuni aspetti di essa.
Su Filippo non voglio esprimermi, perché potrei dire qualche parolaccia. Da lui, però, ci saremmo aspettati di tutto. Una volta raggiunto il suo fine più importante, ha deciso che poteva anche mandare all’aria tutto e proseguire da solo, ma sono contenta che nulla sia andato secondo i suoi piani e abbia ottenuto parte di ciò che meritava.
Francesca (così come Lotte), mi è piaciuta particolarmente. È da sempre tra i personaggi che mi intrigano di più nella Divina Commedia, quindi potete immaginare come sia stata felice di vederla in prima linea insieme a Virgilio. La sua intelligenza e tenacia sono smisurate, così come la capacità di trovare una soluzione efficace nel far sì che i piani di Virgilio non vadano in fumo, prestandogli la propria voce e consiglio. Insieme a Manto e Lotte, trasuda tanto Girl Power e, onestamente, avevo proprio bisogno di un personaggio come lei.

Passando al world-building, non ho proprio nulla di cui lamentarmi. È tutto descritto perfettamente, senza tralasciare alcun dettaglio. Sono belle, quanto terrificanti, le creature e i luoghi protagonisti de “La montagna”.
Ho adorato le scene di lotta e, anche se all’inizio mi sono risultate un po’ troppo veloci e confusionarie, col passare delle pagine ho imparato a farci la mano e a mantenere la concentrazione.
Durante la lettura, ho imparato a non prendere sotto gamba nessun dettaglio e a non fidarmi dell'apparenza dei personaggi, o del ricordo che ho di loro nella Commedia. Nulla è come sembra e ciò rende questa lettura estremamente originale.

Il finale mi ha colta un po’ di sorpresa e non vedo assolutamente l’ora di avere tra le mani il terzo volume di questa saga. Riuscirà a superare la magnificenza di questo secondo capitolo? Non vedo l’ora di scoprirlo… al più presto, si spera!

Voto libro - 5




Genere: Fantasy

Autore: Luca Tarenzi 

19 ottobre 2022


I due gruppi di dannati finalmente si riuniscono nel Paradiso Terrestre, dove imperversa il Messaggero Matelda, il cui scopo è sterminare tutte le anime non purificate che si sono rifugiate lassù. Pier delle Vigne convince tutti che la relativa pace del Paradiso Terrestre sarà sempre in pericolo finché ci saranno i Messaggeri: per neutralizzarli una volta per tutte, propone di recuperare dalla Valle dei Principi una spada forgiata dai seguaci di Manfredi. Quest’arma potrebbe tagliare le catene con cui sono tenute imprigionate le Stelle Cadute nel cuore della montagna, una minaccia davanti alla quale anche i Messaggeri verrebbero ridotti alla ragione. Una pericolosissima missione che porterà i dannati, in un susseguirsi di colpi di scena, fino all'apocalittico e sorprendente finale.





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