La serie è composta da:
1. Il fiume incantato
2. Il fuoco infinito
Genere: Romantasy
Scritto da: Rebecca Ross
8 ottobre 2024
L’isola di Cadence è un luogo ricco di magia: le notizie vengono diffuse dal vento, gli scialli possono diventare resistenti come armature e ci sono lame che con un piccolo taglio possono instillare una paura profonda. Da tempo immemore, però, il territorio è diviso dal confine dei clan, una lunga catena di rocce che separa l’Est, dominato dai Tamerlaine, dall’Ovest, su cui regnano i Breccan. Sono passati dieci anni da quando Jack Tamerlaine ha lasciato Cadence per approdare sul continente, dove ha dedicato la sua vita allo studio della musica. Ma quando sull’isola le bambine iniziano a scomparire una dopo l’altra, Jack viene richiamato a casa per unirsi alle ricerche. Adaira, l’erede dell’Est, sa che gli spiriti che governano i quattro elementi rispondono solo alle melodie di un bardo e, credendo che siano coinvolti nelle sparizioni, è costretta a chiedere aiuto a Jack. I due non si vedono da quando erano piccoli e non facevano altro che bisticciare, ma ora, loro malgrado, devono collaborare. Canzone dopo canzone, Jack e Adaira imparano a conoscersi come se fosse la prima volta, mentre scoprono che le cause dietro ai dispetti degli spiriti sono più sinistre di quanto immaginassero. Un antico segreto giace sotto la superficie di Cadence, e potrebbe stravolgere il precario equilibrio dell’isola minacciando la sicurezza di tutti gli abitanti.
Un mistero da risolvere, un’isola divisa a metà a causa di segreti ormai dimenticati, due protagonisti rivali sin da bambini, sullo sfondo di un paesaggio che ricorda le splendide brughiere e le scogliere a picco della Scozia. Dall’autrice di Divini rivali e Spietate promesse, una nuova avventura ricca di incantesimi, folklore e romance.
«Sono soltanto una strofa ispirata dal tuo ritornello, e ti seguirò fino alla fine, quando l’isola prenderà le mie ossa e il mio nome non sarà altro che un ricordo su una lapide accanto alla tua».

Salve Confine,
Ho finalmente recuperato “Il fiume incantato” di Rebecca Ross, edito da Fazi.
Andiamo a scoprire di cosa parla.
Jack è nato sull’isola di Cadence, ma sono passati dieci anni da quando ha visto per l’ultima volta il suo luogo di nascita e la sua famiglia.
Da bambino è stato mandato sul Continente per studiare musica e diventare un bardo, ma non ha mai pensato che il suo clan, i Tamerlaine, l’avrebbe davvero richiamato.
Invece una lettera arriva, la sua presenza e la sua arpa sono richieste.
Le bambine dei Tamerlaine stanno scomparendo e Adaira, la dama dell’Est e vecchia nemesi di Jack, vuole contattare gli spiriti dell’isola attraverso la musica per scoprire dove sono.
Tra segreti, tradimenti e sentimenti riscoperti, le storie di quattro personaggi si intrecciano con la magia e il potere degli spiriti dell’isola e con la violenza del clan rivale, i Breccan.
“Quand’erano bambini lo odiava. Ma stava cominciando a imparare che era difficile odiare proprio ciò che la faceva sentire più viva.”
Lo ammetto, ci è voluto un po’ perché questa storia mi conquistasse, ma capitolo dopo capitolo ha creato una rete da cui è molto difficile liberarsi.
Nonostante il mistero della scomparsa delle bambine mi avesse incuriosito sin da subito, Jack e Adaira non riuscivano a convincermi. Al contrario, mi sono subito innamorata di Sidra e Torin.
Ma andiamo con calma. Partiamo dal world-building e dal sistema magico, che sono le cose che mi sono piaciute di più.
Sull’isola di Cadence convivono gli spiriti degli elementi (fuoco, acqua, terra, aria) e gli umani.
La magia elementale è una delle mie preferite e ho adorato l’idea che gli spiriti sono presenti e influiscono sulla vita degli abitanti dell’isola, sia in modo positivo che negativo.
Non sono visibili, a meno che non decidano di manifestarsi, ma possono essere percepiti nel vento che trasporta i messaggi o nelle colline che si spostano per rimpicciolire le distanze.
Inoltre, gli abitanti dell’isola possono infondere magia nelle cose che creano. Solitamente bisogna sacrificare un segreto, che alimenta la magia nell’oggetto, ma c’è anche un costo per chi crea: la salute.
“Non tutti gli spiriti erano malvagi. Non tutti gli spiriti erano buoni. Nel dubbio, la cosa più saggia era temerli tutti.”
Mentre l’Est ha un buon rapporto con gli spiriti (i raccolti sono prosperosi, i venti favorevoli e le maree gentili), nell’Ovest c’è stata una rottura e di conseguenza questa metà dell’isola è arida, aspra e non dà frutti.
Le caratteristiche delle due metà dell’isola si rispecchiano anche nei suoi abitanti: mentre l’Est è un popolo che si dedica alla pace e al benessere della terra, quello dell’Ovest è sanguinario, violento e razzia frequentemente l’Est per sopravvivere all’inverno.
Un tentativo di pace ci fu, molto anni prima, ma causò solamente una spaccatura più profonda. Adaira, l’erede dell’Est, vorrebbe risanare questa ferita e raggiungere un accordo, ma la scomparsa delle loro bambine rompe anche gli equilibri dell’Est.
«Com’è iniziata la faida, bardo?», lo incalzò il pescatore. «Qualcuno di voi si ricorda perché vi odiate, o vi limitate a seguire la via tracciata per voi dai vostri antenati?».
La storia della faida tra i clan è stata molto interessante e spero che sarà approfondita nel secondo volume.
Per quanto riguarda il mistero delle bambine scomparse, ammetto che è stato questo, all’inizio, a farmi continuare. Ero troppo curiosa di scoprire cosa/chi ci fosse dietro.
Un altro elemento che mi ha affascinato è l’amore nelle due coppie.
Sidra e Torin hanno lavori e una visione del mondo molto diverse, praticamente opposte, e questo diventa un elemento di crisi nella coppia, unitasi non tanto per amore quanto per utilità.
Non che non ci sia affetto tra i due; si rispettano e tengono l’uno all’altro, ma non c’è mai stato un sentimento dirompente o la necessità di stare insieme.
Torin è il capitano della guardia, il suo compito è difendere l’Est e dare l’esempio agli altri guardiani, per questo è molto rigido con se stesso e la vita che conduce. Persino tornare a casa dalla sua famiglia è un lusso che si concede raramente e la sua vita è segnata dalla violenza.
Al contrario, Sidra è una guaritrice, crede profondamente negli spiriti e non può accettare la violenza.
Quando la base su cui il loro matrimonio si fonda scompare, i due devono venire a patti con i loro sentimenti e decidere se hanno la forza per combattere per la loro relazione.
I capitoli dedicati a questi personaggi sono stati ogni volta una manna, mi sono piaciuti singolarmente e insieme, mi sono piaciuti i percorsi singoli che hanno compiuto (tra perdita di fede e silenzio imposto) e quello, tormentato, per risanare il loro matrimonio.
“Torin odiava tutte le volte che la sentiva dire «Scusa». Sidra si caricava della responsabilità di troppe cose, e Torin temeva che un giorno tutti quei fardelli l’avrebbero spezzata.”
Adaira e Jack ci hanno messo un po’ di più a convincermi; la storyline della rivalità da bambini l’ho trovata un po’ debole. Ho apprezzato quindi che il loro legame si sia sviluppato con i giusti tempi, a step, e alla fine regala un bello scossone.
“Non era una donna che rispondeva ai suoi pregiudizi; al contrario, li infrangeva.“
Questo romanzo unisce diversi elementi: la magia del popolo, la politica, la famiglia, il mistero e il romance. Mi è piaciuto molto come tutti si uniscono e si influenzano.
Per me ci ha messo un po’ ad incalzare, ma alla fine mi ha incuriosita, mi ha intrattenuta e ho apprezzato anche i colpi di scena.
Sono molto curiosa di leggere il seguito!
Baci
Genere: Romantasy
Scritto da: Rebecca Ross
20 maggio 2025
Da quando ha scoperto chi sono i suoi veri genitori Adaira vive presso il clan dei Breccan, nell’Ovest dell’isola di Cadence: un territorio aspro, sferzato da violente raffiche di vento, dove il sole si nasconde dietro una perenne coltre di nubi grigie. La regione è scossa da malcontento e povertà, mentre nelle sale del castello i nobili ordiscono trame e i sovrani sono costretti a imporre severe punizioni. Dall’altra parte del confine dei clan, i Tamerlaine devono affrontare una misteriosa malattia che si sta diffondendo rapidamente, e Sidra, ora diventata dama, si impegna per trovare una cura e riportare la stabilità nell’Est. Nel frattempo Jack, ormai solo dopo la partenza di Adaira, passa le sue giornate ad aspettare lettere che tardano ad arrivare. A consolarlo non c’è più neanche la sua arpa, andata distrutta dopo l’incontro con Tormento. Tuttavia, quando inizia a ricevere strani segnali dal focolare, capisce che qualcuno dal mondo degli spiriti ha bisogno del suo aiuto. È Cenere, sire del Fuoco, che lo incita a dirigersi a Ovest. Se vuole avere una speranza di difendere l’isola, Jack dovrà raggiungere Adaira. Ma il re del vento del Nord conosce tutti i loro piani, e non ha intenzione di rimanere a guardare.
Cadence è a un passo dalla rovina, gli spiriti sono sempre più deboli e Jack e Adaira non sono mai stati così lontani. Riuscirà il loro amore a riportare la pace?

Salve Confine,
Ero davvero curiosa di leggere “Il fuoco infinito” di Rebecca Ross, edito Fazi editore, quindi eccoci qui a parlarne.
Attenzione agli spoiler!
Alla fine di “Il fiume incantato” Adaira e Jack hanno dovuto separarsi e Torin è diventato il nuovo sire dell’Est.
Adaira scopre di essere in realtà Cora, la figlia perduta della dama dell’Ovest. Adaira dovrà andare a Ovest in cambio di suo fratello gemello, attuale erede dell’Ovest, che deve scontare la sua pena a Est, siccome è colui che aveva rapito le bambine.
Nonostante lo desiderasse con tutto se stesso, Jack non ha potuto accompagnare la moglie nel territorio nemico. A Ovest la musica è proibita e Adaira non poteva permettergli di abbandonare il suo primo amore.
La lontananza, però, li sta distruggendo.
Non solo Adaira è sola tra i nemici dopo aver scoperto che le persone che l’hanno cresciuta le hanno mentito per tutta la vita, ma deve imparare a vivere con un clan e un territorio completamente diverso dall’Est.
L’Ovest è perennemente in ombra, sferzato dal vento, brullo, e i suoi abitanti sono insidiosi e pericolosi.
“Adaira non aveva capito come stessero le cose per i Breccan finché non aveva vissuto a Ovest e aveva visto di persona la miseria della loro terra, la mancanza di luce, la minaccia costante del vento del Nord.”
Il peso della corona a Est è passato a Torin, che si ritrova a combattere con una minaccia inaspettata: una piaga sconosciuta si è abbattuta sui loro frutteti e colpisce anche le persone.
Torin non ha mai desiderato diventare sire e questo nuovo compito gli grava moltissimo. Purtroppo, invece di affrontare le sue debolezze, ritorna alle sue vecchie abitudini, si chiude in se stesso e si allontana da Sidra.
Anche per Sidra il nuovo ruolo è difficile da gestire; dovrebbe trasferirsi al castello, ma così sarebbe lontana dalla terra e dal suo giardino, sente il peso di dover trovare una cura per la piaga che sta facendo ammalare l’Est, inoltre sente suo marito allontanarsi di nuovo e non sa cosa fare.
“Nell’arco di cinque settimane, quel gioiello era stato indossato da tre diversi regnanti. Alastair. Adaira. E ora Torin. Alastair, che riposava nella sua tomba. Adaira, che ora viveva con i Breccan. E Torin, che non aveva mai voluto per sé il fardello del governo e il suo spaventoso potere.“
Questo secondo volume conferma una storia fatta di magia, amore, famiglia e sacrificio, ben sviluppata e ricca di emozioni.
Viviamo di più il mondo degli spiriti, un mondo che sta soffrendo a causa di un re, Tormento, il vento del Nord, crudele, assetato di potere e violento.
La magia sta soffrendo, il Popolo sta soffrendo, l’isola ne subisce le conseguenze e così i suoi abitanti.
Scopriamo le storie di alcuni spiriti, la verità sul loro indebolimento e la ragione per cui la musica è proibita a Ovest.
Ho trovato le scene nel mondo degli spiriti spettacolari, così come la loro storia tragica quasi quanto quella dei due clan.
“Sembrava che nel regno degli spiriti non tutto andasse per il meglio.”
I quattro personaggi principali dovranno affrontare un nuovo percorso di crescita personale, che ovviamente li aiuterà anche nella coppia.
Sidra dovrà scoprire la propria forza al di là della sua conoscenza delle piante o della sua relazione con Torin; è una persona con una forza di volontà incredibile, ma non ha mai pensato di avere la forza di regnare o di prendere decisioni per l’intero clan.
Torin (devo dire la verità, mi ha un po’ deluso all’inizio, perché non ha imparato nulla dal silenzio del primo volume) ancora una volta deve affrontare le sue paure; in principio si rifugia nelle vecchie abitudini, si chiude in se stesso e se la prende con tutti, anche con Sidra, riaprendo il baratro che avevano chiuso con tanto dolore. Il percorso che affronta, però, lo aiuta a crescere sotto diversi aspetti: capisce chi può essere se affronta le sue debolezze e apre gli occhi su ciò che voleva ignorare, impara a rispettare gli spiriti, ma soprattutto comprende, finalmente, quanto sia importante Sidra per lui.
Riconfermo che Sidra e Torin sono la mia coppia preferita, mi hanno emozionata di più perché hanno dovuto lottare per la loro relazione, per farla funzionare e sbocciare.
«Sei stata coraggiosa, Sidra. Sei stata così forte senza di me, hai tenuto in piedi il clan e l’Est. Adesso lascia che ti aiuti, amore mio. Lasciami portare di nuovo questo fardello insieme a te».
Anche Adaira e Jack sono bei personaggi, in coppia e da soli.
Adaira deve trovare un equilibrio tra la sua vecchia vita e il suo nuovo ruolo a Ovest, deve capire come esaudire le aspettative di Innes senza perdere se stessa, come diventare di ghiaccio, quando dentro le scorre forte un desiderio di pace.
Finirà per perdere se stessa tra i Breccan?
Da soli, Jack e Adaira sono incompleti, insieme trovano l’equilibrio di cui hanno bisogno. Ma l’Ovest ha bisogno di Adaira come gli spiriti hanno bisogno di Jack. Potranno restare insieme nonostante i loro compiti?
“Sembrava come se dovesse essere sempre così: loro due lì, in ginocchio, uno di fronte all’altra, soltanto loro e le fiamme.”
Questo libro mi è piaciuto moltissimo, l’ho trovato la perfetta continuazione del primo volume e una bellissima conclusione a una storia che unisce amore, magia e politica.
Tutti gli elementi (elencati nella recensione del primo libro) si legano e influenzano alla perfezione, creando una storia godibilissima, che intrattiene ed emoziona.
Lo stile dell’autrice non mi è dispiaciuto, sa catturare e ricrea perfettamente un mondo liminale, in equilibrio tra la realtà e la magia degli spiriti. A volte l’ho trovato un po’ “mieloso”, ma è lo stile che immaginerei per questo tipo di storia, quindi non posso dire che non ci stesse bene.
Non so se leggerò altre storie di questa autrice, ma sicuramente sono contenta di aver dato un’opportunità a questa dilogia. Ne terrò un bellissimo ricordo.
Baci




















