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La serie è composta da: 

1. Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo

2. Aristotle and Dante Dive into the Waters of the World


 Genere: Young Adult

Autore: Benjamin Alire Sáenz

16 novembre 2021

Aristotele Mendoza e Dante Quintana vivono a El Paso, sono entrambi figli di famiglie emigrate dal Messico. A parte questo, non potrebbero essere più diversi: introverso e solitario il primo, espansivo e solare il secondo. Quando il caso li fa incontrare, però, nonostante i caratteri opposti, capiscono subito di stare bene insieme e tra i due nasce un’amicizia fortissima. Destinata a trasformarsi in un sentimento ancora più forte. 

Salve lettori!
Sono tornata per parlarvi di un libro incredibile, “Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo” di Benjamin Alire Sáenz. Ho girato intorno a questo libro per anni e venendo a conoscenza dell’annuncio del seguito dopo ben 9 anni, finalmente ho deciso di dargli una possibilità. Inutile dire che sono rimasta tanto colpita da questa lettura che ora mi mancano le parole. Tuttavia, cercherò di trasmettervi quello che ho provato e spero che riuscirò a rendergli giustizia. Iniziamo! 

«Una notte d'estate mi addormentai sperando che il mondo fosse diverso una volta sveglio. Al mattino, quando ho aperto gli occhi, il mondo era lo stesso.»

È l’estate del 1987, siamo ad El Paso, Texas, e Aristotle Mendoza, che chiameremo Ari, è un ragazzo di quindici anni che si prepara a vivere un’altra estate da solo, a vivere una vita che si presenta come “l’idea di qualcun altro”. Questo finché un giorno in piscina non conosce lui, Dante Quintana, che si offre di insegnargli a nuotare. Quella piccola proposta si trasformerà in una bellissima amicizia nella quale Ari e Dante si conosceranno, si comprenderanno, si salveranno e, infine, si innamoreranno.
Detta così, sembrerebbe una semplice e dolce storia d’amore tra due ragazzi. Eppure, è molto più di questo.
Ari e Dante sono due ragazzi tanto diversi quanto uguali. Ari è malinconico, circondato da muri dietro i quali preferisce nascondersi; ha una famiglia normale, se non fosse che suo fratello Bernardo è in prigione e tutti, dai suoi genitori alle sue sorelle, fanno finta che non sia mai esistito (questo è un dettaglio molto importante per la storia, che costituisce un punto fisso nella mente di Ari); mentre Dante è un ragazzo spontaneo, sveglio, certamente più aperto. Entrambi, però, sono alla ricerca di loro stessi, del loro posto nell’universo. Che lo vogliano o meno, noi tutti quando siamo adolescenti siamo esseri delicati e fragili. I nostri protagonisti quindi intraprendono un vero e proprio viaggio, un viaggio in cui un ruolo importante (ma non pressante) è interpretato dai genitori. Mi è piaciuto molto il modo in cui il rapporto con i genitori è stato affrontato e più di una volta mi sono ritrovata a sorridere per le bellissime scene che leggevo. E riguardo i genitori, grazie al libro, mi sono anche ricordata una cosa che molto spesso dimentichiamo: a volte non ci rendiamo conto che loro, alla fine, sono pur sempre esseri umani, esseri umani che soffrono e possono avere questioni in sospeso con se stessi. 

«Tutto questo tempo avevo cercato di scoprire i segreti dell’universo, i segreti del mio corpo, del mio cuore. Tutte le risposte erano sempre state così vicine e io, senza neanche rendermene conto, le ho sempre combattute. Fin dal primo momento in cui ho conosciuto Dante, mi sono innamorato di lui. Ma non ho permesso a me stesso di capirlo, pensarlo, sentirlo. Mio padre aveva ragione. Ed era vero ciò che mia madre diceva. Tutti combattiamo le nostre guerre private.»

 Anche io desidero qualcuno che legga delle poesie per me nella serenità di un bel pomeriggio d’estate. Qualcuno che riesca a leggere “me” come Ari e Dante riescono a leggersi l’un l’altro. Qualcuno con cui ridere, ridere, ridere. Chi non lo desidererebbe?
La domanda che vi starete chiedendo a questo punto è: quali sono questi segreti dell’universo?
Be’, non sono le nozioni scientifiche su come funzioni il nostro mondo, ma parliamo dei veri e propri misteri dell’adolescenza e delle sue immense difficoltà. Quanti di noi da adolescenti hanno incessantemente cercato di capire chi fossero? E, aggiungerei, quanti di noi ci sono riusciti? Quanti di noi ancora ci stanno lavorando?
Leggendo i pensieri di Ari, molte volte, ad essere sincera con voi, mi sono spaventata, perché è stato come leggere i miei stessi pensieri.
Perciò, vi prego di fare un favore a voi stessi e dare un’opportunità all’adolescente che siete stati o siete in questo momento. Vi prometto che non ve ne pentirete. Adesso vi saluto, ricordandovi che Ari e Dante torneranno il 12 ottobre 2021 con “Aristotele e Dante si tuffano nelle acque del mondo”. A presto, amici del Confine! 

Voto libro - 5




 Genere: Young Adult

Autore: Benjamin Alire Sáenz

6 settembre 2022


Aristotle Mendoza e Dante Quintana si sono innamorati, ma adesso devono imparare a coltivare il loro amore, in un mondo che sembra sfidare la loro stessa esistenza. Nessuno sembra capirli, ma i due ragazzi sono ben decisi a trovare la propria strada. Quando però Ari si trova a dover fronteggiare una perdita dolorosa, dovrà combattere come mai  prima per costruirsi una vita che sia veramente, gioiosamente sua.
Salve lettori!
Sono tornata per parlarvi di un libro uscito circa due mesetti fa e che aspettavo moltissimo! Mi riferisco al seguito di “Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo” (di cui trovate la recensione in blog) intitolato “Aristotele e Dante si tuffano nelle acque del mondo”. Quest’ultimo è in inglese, essendo uscito da poco, ma speriamo che venga presto tradotto anche in Italia! 
 
«Quando arriveremo ad essere tutti umani, Dante?»
 
Alla fine del primo libro, avevamo visto Ari diventare finalmente consapevole di amare Dante. Lo aveva sempre amato e non se ne sarebbe mai più vergognato (come aveva mai potuto?). Ma la loro vita è in continuo cambiamento. Avranno anche potuto in parte trovare loro stessi, ma adesso dovranno fare i conti con l’universo che li circonda. Dovranno creare una personale mappa del mondo, imparare a vivere in una realtà che sembra non li accetterà mai e anche fare i conti con alcuni demoni che non li lasceranno mai andare, come ad esempio il fratello di Aristotle. Ari prenderà al riguardo una decisione importante per se stesso.
Non voglio dirvi moltissimo di questo libro, dal momento che sono fermamente convinta che la bellezza di questi “coming of age” sia tutta nella prima lettura inconsapevole che gli si dà.
Soprattutto un libro come questo, un semplice diario della vita e dell’amore di due ragazzi che devono affrontare l’esistenza. Ari è il protagonista indiscusso con i suoi pensieri e il suo continuo crescere. Troviamo un ragazzo sicuramente più maturo, ma che non smette mai di imparare. Un ragazzo che ha capito di amare un altro ragazzo, un ragazzo che ha capito quanto i suoi genitori siano davvero importanti per lui, un ragazzo pronto a farsi amare e a lasciar entrare le persone. L’amicizia è un altro punto molto importante, dal momento che legherà con personaggi vecchi e nuovi. E tutto questo con Dante al suo fianco. 
 
«E tutto questo perché un giorno mi hai guardato in piscina e hai detto a te stesso, ‘scommetto che posso insegnare a questo ragazzo come nuotare’. Mi hai visto e non sono stato più invisibile. Mi hai insegnato come nuotare. E non dovevo più avere paura dell’acqua. E mi hai regalato abbastanza parole per rinominare l’universo in cui vivevo.»
 
Se c’è una cosa che posso amare in un libro, quando c’è, è la poeticità. E questo libro, la sua scrittura, il modo in cui tutte le cose vengono raccontate, è proprio poesia. È arte. Quindi se questo genere di narrazione non è proprio ciò che cercate, forse il romanzo non fa per voi. Anche se vi direi di provare, perché alla fine della lettura, come mi accade molto spesso con questo genere (ma con i libri in generale in realtà), mi sono ritrovata più completa, con nuove consapevolezze, nuove domande da pormi... e anche con tante lacrime. Infatti posso dirvi che l’emozione non mancherà. Succederanno tante cose e non potrete non commuovervi.
Vi faccio un esempio molto semplice di una scena che mi ha spezzata e guarita insieme. Non vi dirò niente nel particolare, non vorrei rovinarvela, ma vi spiegherò il contesto. All’apparenza è una scena davvero semplice e molto veloce.
Ari e Dante entrano in una galleria, si soffermano su un quadro e incontrano una signora. Si scopre poi che la signora è la madre dell’artista del quadro, un ragazzo che purtroppo non c’è più (non viene specificato come, ma il lettore può farsi un’idea leggendo e legando tutti i fili).
La signora dice ai ragazzi che dietro il quadro c’è una lettera di suo figlio, insieme la leggono e quando vi dico che è una scena bellissima, non sto esagerando. L’umanità e il dolore sono strazianti, ma anche bellissimi.
Per quanto riguarda il finale, è stato un po’ veloce, se così si può dire, ma penso che il resto riesca a compensare.
Sono tanti i temi che tratta questo libro, vi troverete davanti agli Stati Uniti con l’inizio dell’AIDS, vi troverete davanti ai grandi punti interrogativi dell’identità, che sia sessuale oppure culturale.
Quindi, cosa diciamo di questo seguito? Approvato! C’è tutto un universo. Volete scoprire se Dante e Ari riusciranno a tuffarsi nelle acque del mondo e a sopravvivere? Allora correte a leggere assolutamente il libro! Che aspettate?
Ora vi saluto e alla prossima amici del Confine! 

 

Voto libro - 4.5 



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La serie è composta da:

1. Catturiamo la fiamma

2. Liberiamo le stelle



Genere: Fantasy

Autrice: Hafsah Faizal

17 maggio 2022

Zafira è il Cacciatore: vestita da uomo, si procaccia il cibo perché la sua gente non muoia di fame nella foresta maledetta dell'Arz. Nasir è il Principe della Morte, incaricato di uccidere chiunque sia tanto folle da sfidare suo padre, il dispotico sultano. Se qualcuno scoprisse che Zafira è una ragazza, tutto ciò che ha guadagnato andrebbe perduto; se Nasir dovesse dimostrare compassione, suo padre lo punirebbe nel modo più feroce. Entrambi sono leggende nel regno di Arawiya. Loro malgrado.


Salve lettori e lettrici!
Oggi vi parlo di un libro che non vedevo l’ora di leggere: “We Hunt the Flame” di Hafsah Faizal, il primo libro della duologia intitolata “Sands of Arawiya”. Purtroppo non è ancora stato pubblicato in Italia, ma ho letto alcune voci che parlavano di una possibile pubblicazione entro il 2022, quindi incrociamo le dita! Ora non mi perderò in chiacchiere, perché ho davvero tanto da dire, perciò… iniziamo!

«Le persone vivevano perché lei uccideva.
Le persone morivano perché lui viveva.»

Dovete sapere che io sono ossessionata dalle prime righe dei libri. Alcune volte non sono rilevanti, ma altre sembrano proprio racchiudere l’essenza stessa del romanzo e possono catturare sin da subito. Questo è stato il caso di “We Hunt the Flame”.

Il libro racconta la storia di Zafira, Il Cacciatore, che finge di essere un uomo per sfamare e proteggere la propria gente. Vi chiederete perché probabilmente. Be’, nel Califfato di Demenhur le donne non sono ben viste a causa delle “Sei Sorelle”, donne che con la loro magia avevano permesso ai Califfati di fiorire, ma che con la loro morte avevano portato via la magia del Regno insieme a loro, lasciandosi dietro anche diverse maledizioni, diverse per ogni luogo. Gli abitanti della terra della protagonista le credono colpevoli, considerando tutte le donne capaci di nulla. Zafira ha sempre dovuto vivere nelle vesti di qualcun altro per poter sopravvivere e aiutare le persone che ama.

Nasir è il Principe della Morte, costretto ad occuparsi del lavoro sporco del padre, il Sultano di tutta Arawiya. Da quando la magia è scomparsa i regni sono in pericolo; un male misterioso, camuffato nella Foresta di Arz, si sta espandendo e la situazione non fa che peggiorare. Chi si addentra in quella foresta non è più in grado di tornare lo stesso (oppure tornare totalmente)…tranne Zafira. Lei incontrerà la Strega D’Argento, che le offrirà finalmente la possibilità di fermare tutto questo: un libro nascosto sull’isola di Sharr che potrebbe far ritornare la magia nella sua Terra e salvare tutti. La soluzione perfetta, se non fosse che ci sono dei problemi: il viaggio e le sue difficoltà, le creature che l’aspettano e Nasir. Come lei, Nasir avrà un compito: andare lì, recuperare il libro e uccidere il Cacciatore. A questo punto, cosa succederà?

«Siamo così veloci a respingere questo sentimento come debole, ma i cuori battono per amore, no? Una vita senza scopo potrà non essere una vita, ma una vita senza amore è niente, se non esistenza.»

Parliamo prima dei personaggi principali. Il racconto è scritto secondo due punti di vista: quello di Zafira e quello di Nasir. Le premesse penso lo abbiano già fatto capire: la nostra protagonista è una forza, è intrepida e testarda. Mentre leggevo il libro, ho sentito molto la volontà della scrittrice di sottolineare un tema femminista. Zafira è una donna costretta a passare per uomo affinché le siano attribuiti i suoi successi e i suoi meriti, in una realtà in cui le donne sono considerate inferiori. Molto attuale, non credete?
Nasir è un bel personaggio, con il suo tormento interiore e le sue debolezze. Ne ha passate e ne passerà tante, è stato cresciuto con il sangue e la spada tra le mani, ma lui non è quella persona. Come devi comportarti quando hai sempre vissuto in un modo che non rispecchia chi sei veramente? Ti trovi in un limbo, tra ciò che vorresti e ciò che credi di essere.
Mi è piaciuta la loro relazione e soprattutto i dialoghi fra i due, ci sono alcune perle che mi hanno fatta sognare.
Altro personaggio fondamentale, anche se secondario, è Altair. Altair è il classico personaggio di cui si innamorano tutti. Il compagno del protagonista simpatico e all’apparenza piatto (cosa che non è affatto). Divertente, ironico, è la punta di leggerezza della storia. Se c’è un’altra cosa che amo quasi quanto le storie romantiche nei libri sono le amicizie. E il rapporto tra Nasir e Altair è molto, molto bello, comico e letteralmente caotico.

Tecnicamente parlando, il tempo della narrazione è stato, secondo me, gestito un po’ male, abbastanza lento all’inizio e troppo veloce in seguito. Per quanto riguarda il mondo, la vena arabeggiante è molto interessante e ho amato il genere di ambientazione che l’autrice voleva costruire. Ci sono molte parole arabe, riferimenti a quella cultura, per questo vi consiglio di consultare il glossario creato appositamente su internet per capire tutto meglio. Ed è questo un altro problema: il world-building. Nonostante sia bellissimo e particolare, non è stato approfondito abbastanza. In ogni caso, vivo con la speranza, e sono certa, che nel secondo ne leggeremo di più.

Avevo aspettative molto alte e sebbene il libro in sé non le abbia pienamente soddisfatte, mi ha comunque intrigata e sicuramente leggerò il secondo volume. Vi consiglio di leggerlo e vi invito assolutamente a farmi sapere cosa ne avete pensato voi! Vi saluto e a presto amici e amiche del Confine!

Voto libro - 4



Genere: Fantasy

Autrice: Hafsah Faizal

14 giugno 2022

La battaglia su Sharr è finita. L'Arz è caduto. Altair è stato fatto prigioniero, ma il suo piano per restituire la magia a tutta Arawiya non è ancora fallito: Zafira, Nasir e Kifah sono infatti diretti a Rocca del Sultano, decisi a riportare i cuori delle Antiche Sorelle nei minareti di ogni califfato. Ma sono a corto di risorse e di alleati, e nel regno si teme il ritorno del Leone della Notte.

Salve lettori e lettrici!
Oggi sono tornata per parlarvi del secondo volume della duologia “Sands of Arawiya di Hafsah Faizal: “We Free The Stars”.
Direi di iniziare subito visto che abbiamo tanto di cui discutere. Però devo avvertirvi che ci saranno spoiler del primo libro, perciò attenzione!

«Penne, spade, bastoni - armi buttate nelle nostre mani appena diventiamo abbastanza grandi da afferrarle. Così combattiamo perché altrimenti il mondo taglierà le nostre gole. Combattiamo, perché non andremo giù senza farlo.»

Primo punto: dove siamo rimasti?
Be’, l’ultima volta abbiamo lasciato i nostri protagonisti nel caos più totale. Con la battaglia di Sharr terminata, la magia non ancora ripristinata, ovviamente la zumra non può stare tranquilla, infatti, ci sono nuovi problemi da affrontare. Alla fine del libro precedente erano successe così tante cose: abbiamo scoperto che Altair è il fratellastro di Nasir e il padre è l’ultima persona che avrebbero voluto fosse: Haider, il Leone della Notte. Altair è stato rapito da quest’ultimo e Zafira ha dovuto compiere un atto molto importante riguardo se stessa: legarsi al Jarawat. Ma nell’epilogo i protagonisti erano pronti più che mai a finire una volta per tutte questa faccenda, perché “non lasciano mai un lavoro incompiuto”. Quindi in questo secondo libro riprenderemo quest’avventura, dovranno trovare il modo di sconfiggere il Leone e salvare tutto e tutti, riportando la magia nei Califfati. Lo so che vi state chiedendo cosa succederà. Ci riusciranno? Il Leone sarà sconfitto una volta per tutte? Giustizia sarà fatta? Scopritelo!

«Sei come una stanza piena di libri. Ogni volta che ti vedo, scopro qualcosa di nuovo.»

Il libro è sempre scritto con diversi punti di vista, ma in questo abbiamo un’aggiunta inaspettata, che vi svelerò fra poco. Adesso parliamo un po’ dell’evoluzione dei protagonisti.

Zafira deve combattere con questa lenta discesa nell’oscurità del Jarawat, al quale oramai è legata. La foresta dell’Arz non esiste più, lei non è più il Cacciatore e quindi sorge spontaneo chiedersi: chi è Zafira? La protagonista se lo chiederà, ma noi conosciamo la risposta per lei: è una donna forte, coraggiosa, intraprendente e determinata, con le proprie fragilità. Fragilità che non la fermano mai, anzi, la rendono solo un personaggio più piacevole a mio parere.
Nasir, dall’uomo tormentato dal suo passato e da tutte le cose indicibili che è stato costretto a fare a causa del Sultano, ora è circondato dall’amore e dall’amicizia e finalmente sembra aver trovato il suo posto nel mondo, oltre che se stesso.
Altair, personaggio secondario nel primo, nel secondo diviene completo protagonista. La novità di cui vi parlavo riguarda proprio lui: finalmente abbiamo anche il suo punto di vista. L’uomo di cui tutti i lettori e le lettrici si innamoreranno continuerà ad essere il solito Altair, divertente e meraviglioso, ma dovrà affrontare una sfida difficile al fianco del terribile padre.
Anche gli altri personaggi torneranno, ovviamente Kifah, parte integrante della squadra insieme a Benyamin, Yasmine, la migliore amica di Zafira e sua sorella, Afya.

Diciamo che i personaggi e le relazioni sono uno dei punti forti della storia, senza ombra di dubbio. Un lancia a favore anche per la storia d’amore, che non è un tema principale, ma che a me è piaciuta moltissimo. È un conflitto continuo, né Zafira né Nasir a volte sanno come comportarsi, amare ed essere amati non è una cosa semplice quando nella vita hai sempre avuto esempi sbagliati o brutte esperienze. Ma loro si sono trovati e ce la metteranno tutta per far sì che restino l’uno al fianco dell’altra. Lo sapete già, lo ripeto spesso, ma io amo due archetipi nei libri: la famiglia trovata e la storia da nemici ad amanti. E in questo libro ci sono entrambi. Quindi potremmo dire che sono di parte? Forse sì.

Quando ho parlato del primo volume, vi avevo detto che l’ambientazione araba era così interessante e bella che avrei voluto vedere di più. Per fortuna in questo libro è successo. Avevo abbassato un po’ le mie aspettative visto quanto fossero alte prima di iniziare la serie, perché non volevo rimanere leggermente delusa come era successo all’inizio, ma il secondo volume è stato davvero una gioia. Qualche punto ancora un po’ lento forse, ma nel complesso è un grande sì.
Sapete cosa significa Zumra in arabo? Zumra significa “squadra” e questa serie, a mio parere, si fonda tutta su quello. Sul fatto che l’amore, la famiglia e l’amicizia, che a volte diventano un tutt’uno, possono darti la spinta giusta per cambiare il mondo. E voi, avete la vostra Zumra?
Con questa domanda vi saluto e a presto amici del Confine!

Voto libro - 4.5






 

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La serie è composta da:

1. Queste gioie violente

2. Questa violenta fine





Genere: Fantasy

Autrice: Chloe Gong

10 Maggio 2022

Corre l'anno 1926 e a Shanghai, scintillante come non mai, si respira un'aria di dissolutezza. Una faida sanguinosa tra due gang nemiche tinge di rosso le strade, lasciando la città inerme nella morsa del caos. Al centro di tutto c'è la diciottenne Juliette Cai che, dopo un passato lontano dagli affari di famiglia, ha deciso ora di prenderne in mano le redini e assumere il ruolo che le spetta di diritto nella Gang Scarlatta, un'organizzazione di criminali completamente al di sopra della legge. Ma non sono gli unici a voler imporre il proprio controllo sulla città. A contendere il loro potere, infatti, ci sono i Fiori Bianchi, nemici da generazioni. E dietro ogni loro mossa, c'è il loro rampollo, Roma Montagov, il primo amore di Juliette… ma anche il primo ad averla tradita. Quando gli affiliati di entrambe le gang iniziano a mostrare segni di instabilità, che culminano in suicidi cruenti, si diffondono strane voci. Si parla di contagio, di follia, di mostri nascosti nell'ombra. A mano a mano che le morti si accumulano, Juliette e Roma sono costretti a mettere da parte le armi – e il rancore che provano l'una per l'altro – e a iniziare a collaborare. Se non riusciranno a fermare il caos che sta sconvolgendo la loro gente e Shanghai, non resterà più nulla su cui esercitare il loro dominio. In questa originalissima rivisitazione del classico di Shakespeare, Chloe Gong conduce i lettori in un viaggio avventuroso e commovente durante il quale violenza e passione si mescolano nei destini dei giovani protagonisti.

Salve miei cari lettori e lettrici!
Oggi sono molto contenta, volete sapere come mai? Ho avuto la possibilità di partecipare al Review Party di “Queste Gioie Violente” scritto da Chloe Gong. Ho girato per molto tempo intorno a questo libro ancora prima che arrivasse in Italia, quindi ringrazio Mondadori perché mi ha dato finalmente la possibilità di leggerlo! Un retelling di Romeo e Giulietta ambientato negli anni ‘20 a Shanghai? Okay, quest’amante di Shakespeare e della cultura asiatica ha la vostra completa attenzione. Ma adesso direi che è il momento di parlarne!

1926, Shanghai. Un prologo accattivante ci introduce subito alla storia: un mostro, attraverso delle minuscole macchie nere, attacca alcuni uomini vicino al fiume Huangpu. Uno riesce a scappare, ma per gli altri non c’è via di scampo. Immediatamente dopo, nel primo capitolo, veniamo poi catapultati in un club di burlesque in cui conosciamo e capiamo già tanto della nostra protagonista: Juliette Cai è l’erede della Gang Scarlatta, che detiene il potere nella città. O almeno così è sempre stato. Purtroppo gli Scarlatti devono fare i conti con un grande rivale: i Fiori Bianchi, comandati dalla famiglia dei Montagov, di origine russa. Ma dai, pensavate sarebbe stato così semplice? Certo che no! Infatti, l’erede dei Montagov, Roma Montagov, è una vecchia e intima conoscenza di Juliette che, andata via dalla città per ben quattro anni e tornata da poco, è davvero infelice di rivederlo. La domanda allora sorge spontanea: perché? E soprattutto, cosa ha spinto Juliette ad andarsene e per quale motivo afferma che Roma ha un ruolo in tutto questo?

Per non parlare del fatto che nello stesso momento in cui l’ha rivisto dopo così tanto tempo, un uomo è arrivato nel locale e ha creato il panico dopo essersi ucciso davanti agli occhi di tutti senza spiegazioni. La realtà di questa “follia”, così come viene chiamata, la cui fonte sembra essere questo mostro che infesta il fiume, si fa sempre più presente e qualcuno dovrà occuparsene. Juliette e Roma collaboreranno per comprendere la situazione e cercare di risolverla, ma la “malattia” non sarà il loro unico problema. Non solo c’è la gerarchia di potere di Shanghai in gioco, ma anche i loro sentimenti.

«Mi conosci» ribatté lei impassibile. «Me ne vado in giro a vivere la vita e ad appiccare incendi.»

Come introdurre bene un personaggio, facendoti capire che tipo è senza nessuna descrizione, ma semplicemente con le sue parole? Esattamente in questo modo. E mi porta anche ad aggiungere che lo stile di Chloe Gong è coinvolgente, scorrevole e movimentato. Sicuramente è stato un bel debutto per lei. Juliette è letteralmente fuoco, è determinata e molto, molto orgogliosa. Diciamo che non è la persona migliore da avere come nemica. La sua identità è qualcosa che la tocca nel profondo, non sa chi è veramente e quale sia il suo mondo. Roma, invece, spero davvero che mi possa colpire di più in futuro. I personaggi secondari vi piaceranno, non si può certo dire che non siano ben scritti. Abbiamo le cugine di Juliette, Kathleen e Rosalind, il cugino di Roma, Benedikt e il loro amico, Marshall. La cosa che ho amato di più, è che in questo romanzo c’è davvero molta rappresentazione. Kathleen è una ragazza trans con una storia davvero tragica, inoltre c’è una chiara relazione tra due ragazzi nello sfondo (chi saranno?), la quale spero sia sviluppata di più nel secondo libro. Non sempre capita che ci sia tale considerazione e mi ha fatto davvero molto piacere. In più, tutti questi personaggi sono così diversi tra loro; passiamo da quelli divertenti, acuti e “leggeri” che tutti amano, a quelli più tranquilli e riflessivi che sono altrettanto da apprezzare.

“Juliette aveva incontrato molti uomini come lui in America: uomini che davano per scontato di avere il diritto di andare ovunque volessero perché il mondo era stato costruito in modo da favorire i loro rituali civilizzati. Quel genere di baldanza non conosceva confini.”

Questo libro è tantissime cose. Non è solamente lo young adult fantasy romantico che ci si aspetterebbe leggendo di un retelling di Romeo e Giulietta. È incredibile e quasi complicato spiegare quanto questo romanzo spazi nei temi. Nella Shanghai di “Queste Gioie Violente”, sin da subito, noterete che esiste un vero e proprio mix di culture. Questo dà spazio al tema della colonizzazione e del ruolo che “gli uomini bianchi” giocano in essa. Juliette non si farà scrupoli a commentare certi comportamenti e a portare alla luce la loro ingiustizia, mostrandosi completamente stanca. Parliamo di un tema in realtà molto attuale, nonostante quello che si possa pensare. Azzarderei a dire che la storia d’amore è una dell’ultime cose che vi terranno attaccate a questo libro, non perché non sia abbastanza bella, ma perché ci sono davvero punti più interessanti. E per coloro che amano Shakespeare, vi divertirete tantissimo a cogliere i riferimenti!

«Sono cresciuta nell’odio, Roma. Non potrei mai essere la tua amante, ma solo la tua assassina.»

Dopo questo finale, non preoccupatevi, non scapperò! Tornerò per parlarvi del sequel prima che possiate accorgervene! Quindi, in definitiva, consiglio il libro? Sì, anzi, quando lo avrete letto voglio assolutamente sapere cosa ne avete pensato voi. A presto amici del Confine!

Voto libro - 4







Genere: Fantasy

Autrice: Chloe Gong

10 Maggio 2022

Corre l'anno 1927 e Shanghai pare ormai sull'orlo della rivoluzione. Dopo aver fatto credere a Roma di aver commesso un crimine terribile pur di allontanarlo da sé e proteggerlo da una faida sanguinaria, Juliette si è lanciata in una nuova missione. Una mossa sbagliata, però, e metterà a rischio il suo ruolo al comando della Gang Scarlatta, dove già qualcuno è pronto a prendere il suo posto. Roma intanto non si dà pace: se lui non avesse permesso a Juliette di rientrare nella sua vita, niente di quel che è successo sarebbe accaduto. E, in preda alla disperazione e determinato a sistemare la situazione, arriva persino a maturare un'idea estrema. Quando però un nuovo mostruoso pericolo si manifesta in città, nonostante i tanti segreti che li separano, Juliette e Roma si ritrovano un'altra volta faccia a faccia. Shanghai, poi, è ormai sull'orlo del collasso: i nazionalisti stanno marciando sulla città, le voci di una guerra civile imminente si fanno sempre più insistenti e la leadership delle due gang rischia il totale annientamento. Roma e Juliette non hanno scelta: devono unire le loro forze se vogliono anche solo sperare di sconfiggere ciò che minaccia loro e la città. Ma i due ragazzi sono preparati a tutto tranne che al compito più difficile: proteggere i loro cuori l'uno dall'altra.
Salve lettori e lettrici!
Pensavate di esservi liberati di me? Sono tornata per il Review Party del secondo e ultimo libro della duologia di “Queste Gioie Violente”, “Questa Violenta Fine”, scritta da Chloe Gong. Credetemi, non ero pronta e non lo siete nemmeno voi. Siete mai stati sulle montagne russe? Vi ricordate quelle emozioni? Ecco, moltiplicatele e aggiungeteci parecchie lacrime. Inoltre, voglio di nuovo ringraziare Mondadori per l‘opportunità e ora iniziamo subito a parlarne!

Ci saranno purtroppo molti spoiler necessari alla recensione, quindi attenzione!

Facciamo un punto della situazione in parole molto povere: ci trovavamo a Shanghai con un mostro, una malattia che abbiamo soprannominato “follia” e due gang che si scontravano per il potere della città, la Gang Scarlatta e i Fiori Bianchi. Juliette, erede della prima, e Roma, erede della seconda, erano vecchie “conoscenze” che si sono ritrovate e hanno dovuto mettere da parte i rancori per occuparsi del problema. In più, avevamo conosciuto molti personaggi interessanti e amabili, parenti e amici dei protagonisti come Benedikt, Marshall, Kathleen e Rosalind. Ma come ci eravamo lasciati? Nel completo caos, anzi, credo che non sia stata ancora creata una parola per la situazione in cui ci troviamo (sì, l’ho presa molto sul personale).

Juliette ha tanto da affrontare in questo secondo libro. Non solo i mostri che ormai sembrano essere ovunque, ma anche i Fiori Bianchi, con un Roma più infuriato che mai che vuole vendicare l’apparente morte di Marshall. E, ovviamente, visto che non può che andare di male in peggio, c’è anche Tyler, il cugino di Juliette pronto a tutto pur di prendersi il posto che spetta a lei di diritto. Insomma, un vero e proprio inferno. Vorrei potervi dire di più, ma rovinerei l’atmosfera e poi voglio spingervi a leggerlo! Il destino cosa riserverà ai nostri due sfortunati amanti e alla cupa Shanghai?

«Juliette aveva voluto essere egoista, aveva voluto fuggire. Ma il loro amore era fatto così: violento e sanguinoso. Quella città era il loro amore. Non potevano negare di essere stati cresciuti come gli eredi di Shanghai, due pezzi di uno stesso trono.»

È davvero difficile esprimermi, perché sono talmente sopraffatta che non so da dove partire. Comincerò parlando di Juliette e il fatto che sia uno dei miei personaggi preferiti. La nostra eroina, in tutto e per tutto. La resilienza ha il suo nome. Deve lottare contro non so quanti problemi e sebbene sia difficile non si perde mai d’animo. Definirla coraggiosa non è abbastanza. L’odio che dovrà sopportare è immenso, ricordiamoci che Roma crede che lei abbia ucciso il suo più caro amico. Immaginate quanto forte debba essere la sua forza di volontà nel proteggere coloro che ama e la sua città.

Lo stesso vale per Roma. Lui, più di tutti, mi ha sempre ricordato moltissimo il personaggio che rappresenta dall’opera originale, Romeo, delicato e dolce, ma testardo e determinato. Per quanto riguarda gli altri personaggi, un posto speciale è riservato proprio a Marshall, quel ragazzo è letteralmente il sole per me. Poi Benedikt, il nostro introverso e calmo Benedikt, stanco di vedere le persone intorno a lui mettere le proprie vite in pericolo. Vederlo soffrire così tanto per Marshall è stato straziante.
Ho letto un’intervista fatta alla scrittrice, molto interessata ormai a capire cosa si celasse dietro le sue scelte e il mondo di “Queste Gioie Violente”, e quando le è stato chiesto della sua scelta di rappresentare la comunità LGBTQ+, tra una donna transessuale, Kathleen, e la dolce relazione tra Marshall e Benedikt, lei ha risposto che credeva fosse importante, oggi come oggi, visto che scriveva per la categoria di giovani adulti, permettere a tutti gli adolescenti di vedersi rappresentati e che soprattutto si vedessero finalmente raccontati in storie diverse, come grandi fantasy.

«Era una promessa che sembrava gigantesca. In quella vita erano nati nemici. In quella vita erano stati separati da chilometri di sangue, tanto lunghi da far scorrere un fiume, tanto profondi da scavare una valle. Nella successiva, forse avrebbero avuto la pace.»

Io lo sapevo, me lo aspettavo, il mio cuore ne era consapevole visto che parlavamo di un retelling di Romeo e Giulietta, ma, nonostante questo, è stato terribile e sinceramente all’inizio mi ha fatta arrabbiare (e non poco). L’unica cosa che mi sento di dire, tutto ciò che voglio ricordare è: Roma e Juliette hanno trovato le stelle insieme, hanno costruito il loro universo, hanno combattuto e questo nemmeno la più tragica delle fini potrà portarglielo via.
E poi, ehi, sono davvero tanto disperata nel credere che dopotutto, noi non abbiamo visto niente? Forse sì, ma lasciatemi vivere con questo punto interrogativo in testa per sempre. Con il sequel mi sono affezionata molto di più ai personaggi e alla storia rispetto al primo, quindi è stato doloroso, ma anche bellissimo. Questa serie è stato un viaggio pieno di alti e bassi, ho provato tante di quelle emozioni diverse che, be’, mi sento sfinita! Quindi ora vi saluto, ma fatemi sapere cosa ne avete pensato voi, così da poter trovare la forza di superare insieme queste sensazioni!

Voto libro - 4.5


 









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