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SPAZIO - INTERVISTA (KAREN WAVES)

Cari lettori, oggi a rispondere alle nostre domande e curiosità abbiamo con noi Karen Waves. L'autrice del libro "Le cesoie di Busan".



Salve Karen, grazie per averci gentilmente concesso quest'intervista e benvenuta nel nostro blog "Il confine dei libri".


  •  Prima di tutto dicci qualcosa in più su di te. Chi è Karen Waves e da dove nasce questo nome d’arte. 
  • Karen Waves ha 23 anni, studia lingue, ma non coreano e giapponese, scrive più di quello che dovrebbe e dorme meno di quanto è consigliato. Ha un gatto, il pollice verde e un fidanzato che tenta di civilizzarla come Yae-rim farebbe con Valentina. Ho scelto questo pseudonimo perché mi piace il nome Karen e perché Waves dà l’idea di qualcosa di mutevole, che continua a cambiare, che può essere dolce e violento. Salvarti o soffocarti. Lo so, non è una cosa molto normale da dire, ma vorrei che la mia scrittura fosse proprio così ;) 
  • Quanto di te c’è nei tuoi personaggi?
  • In qualità di Autrice suprema che tutto vede e governa c’è un po’ di me in tutti loro, tuttavia nessuno mi rispecchia. L’importante, quando scrivo storie, è creare personaggi veri e reali, che riescano a “uscire” dalla bidimensionalità delle pagine di carta. Alle volte, però, li invidio: Yae-rim perché è bellissima e determinata, e Valentina perché… be’, perché ha il potatore più figo che c’è, anche se non supera il metro e settantacinque. 
  •  Nel primo libro Valentina scappa da Won-ho e da quello che il suo non-cuore cerca di dirle. Adesso, messa alle strette dal suo titolista, ha paura di gettarsi per fare il grande salto. Le sue parole e reazioni possono essere dovute all'abbandono del padre e alla paura di essere abbandonata nuovamente, stavolta da Won-ho?
  • Non proprio. Quando ho creato il personaggio di Valentina, non ho voluto collegare direttamente l’abbandono del padre e l’anaffezione della madre con l’“invenzione” del non-cuore. Valentina la penserebbe così anche se avesse avuto una famiglia più unita e amorevole. Tuttavia questi scompensi affettivi la condizionano molto quando pensa alla famiglia che potrebbe avere da sola. Può lei, con le sue radici, costruire qualcosa di diverso e duraturo? Può il suo amore per qualcun altro durare di più? Può questo qualcun altro amarla più a lungo di così? Ne Il titolista di Bassano, almeno, Valentina ha paura di essere abbandonata da Won-ho non perché non si fida di lui e del suo sentimento, ma perché teme che sia costretto a lasciarla, come è successo a lei quando era a Busan. Ha paura che l’amore che provano non possa salvarli dalle circostanze. 
  •  I titoli dei libri e dei capitoli sono fuori dai soliti canoni, così come i nomi dei personaggi, decisamente diversi dal solito. La tua è una fervida creatività, come ti vengono in mente? 
  • Ci ho riflettuto a lungo, e secondo me il problema è che sono troppo curiosa. Ho un sacco di interessi, leggo di tutto, qualsiasi cosa, mi informo un sacco, proprio come farebbe il diligente Wonho, perciò ho a disposizione così tanto materiale che scrivere cose strane mi viene naturale! Senza nomi e titoli eccentrici probabilmente non sarei affatto Karen Waves ;) 
  • Grazie a te finalmente molte oggi riconoscono il fascino del ragazzo asiatico (a maggior ragione adesso che sanno che loro non puzzano mai di sudore!). Won-ho è oramai tartassato da orde di fan e sue sostenitrici. Come vivono questa loro popolarità il potatore e la sua American girl? 
  • Hahahahahah Valentina è soltanto felice se Won-ho, così barbaro e contadino, non puzza di sudore. Quando l’ha saputo, ha tirato un sospiro di sollievo, dato che le piace tanto quando è bagnato dopo il lavoro. Won-ho, come spesso scrivo sul mio profilo Facebook, è orgogliosissimo del proprio successo, e quasi vorrebbe dire che se lo aspettava, mentre Valentina è più scettica e pragmatica. Non lo ammetterebbe nemmeno sotto tortura, ma qualche volta sente una punta di gelosia per le ammiratrici del suo fidanzato. Il potatore è suo e soltanto suo, e non vuole dividerlo con nessuna. È molto, molto possessiva con ciò che le appartiene, soprattutto se si tratta del corpo di Won-ho. Il cuore e la testa vengono subito dopo. 
  • Won-ho è arrivato in Italia e ha sconvolto la vita di Valentina. Può l’amore da solo far superare le barriere che si troveranno dinanzi o i problemi da cui sono “fuggiti” li rincorreranno ancora? 
  • Il problema della distanza e dell’abbandono si sono parzialmente risolti nella parte finale del secondo libro, tuttavia non sono gli unici che rendono “difficile” la relazione tra Valentina e Wonho. C’è la signora madre che li osteggia, la famiglia di lui che addirittura non sa dell’esistenza di una fidanzata come Valentina, e poi il razzismo di un piccolo paese del Veneto. Riuscirà Won-ho a integrarsi? E come vive questa nuova situazione, in un posto che ancora non conosce, senza amici o altre conoscenze che possano rendere la transizione più semplice? E Valentina come si sente all'idea di vivere di nuovo nel luogo della sua infanzia non proprio felicissima? E soprattutto come gestirà i sentimenti che prova per Won-ho e l’impegno che lui le richiede e che forse lei non è disposta a concedere? Queste, in sintesi, saranno le premesse del terzo libro. 
  • Se nel primo libro la storia era ambientata a Busan, nel secondo i due si ritroveranno nella tua Bassano. A conti fatti, è stato più difficile parlare di un luogo in cui non sei mai personalmente andata e di cui poco le persone conoscono o Bassano, che invece conosci molto bene come del resto molte altre tue lettrici e su cui quindi dovevi prestare maggiore attenzione? 
  • Busan è più “immaginata”, soprattutto per gli sfondi e le sensazioni che suscita nei personaggi, mentre Bassano è più reale, avendola vissuta in prima persona. Tuttavia, anche se non sono ancora stata in Corea del Sud, ho cercato di rendere questo paese più vicino e realistico possibile (i luoghi di cui ho scritto esistono davvero, come la spiaggia di Gwangalli), senza idealizzarlo, soprattutto in Bad girl che è una novella raccontata dal punto di vista di Won-ho. 
  • Ho sempre cercato di immaginare un ipotetico dialogo tra Won-ho e Yae-rim, senza mai nessun risultato. Di cosa potrebbero mai parlare questi due che l’unica cosa in comune sembra essere la nazionalità? 
  • Ho appena finito di scriverlo per un blog! È una scena che ho immaginato all’interno delle Cesoie di Busan, quando Valentina e Won-ho si frequentano già da diverse settimane. La nostra sempre puntuale ragazza veneta è in ritardo e Won-ho giunge al suo appartamento per primo e incontra Yae-rim. Da solo. E non è per niente piacevole stare nella stessa stanza con la tigre di Busan senza le necessarie precauzioni e difese ;) 
  • Prevedi di scrivere se non un libro almeno una piccola novella sull’amata Yae-rim? 
  • Una novella per l’adorata Kim Yae-rim non basterebbe! Il nostro generale / madre coreana / coinquilina pazza richiede almeno un romanzo. Ci ho già pensato, ovviamente ;) 
  • Hai qualche lettura da consigliare? Magari, per rimanere in tema, di qualche autore/ice coreano/a? 
  • Consiglio assolutamente Kyung-Sook Shin, facilmente reperibile anche in Italia grazie a Neri Pozza (Prenditi cura di lei) e Sellerio (Io ci sarò). In generale, se qualcuno è interessato alla letteratura asiatica, consiglio la produzione dell’editore Metropoli d’Asia.



Grazie tante per la tua disponibilità e buona fortuna per i tuoi libri, a presto "il confine dei libri".



2 commenti:

  1. che bella intervista è stato bello conoscere meglio l'autrice <3

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  2. sono contento di aver letto questa intervista anche perchè è da qualche giorno che tenevo d'occhio questo libro!

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