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La serie è composta da: 

1. The knight and the moth

2. The knave and the moon



Genere: Romantasy

Scritto da: Rachel Gillig

15 ottobre 2025

La profetessa e il cavaliere, in una favola gotica avvolta di mistero. Sybil Delling ha trascorso nove anni sognando di non avere sogni. Come le altre Divinatrici che vivono con lei nella Cattedrale, può prevedere cose terribili prima che accadano, e gente da ogni dove sfida le ventose brughiere del regno di Traum per farle visita e conoscere il futuro. Proprio quando le Divinatrici sono vicine alla fine dei loro anni di servizio, un misterioso cavaliere bussa alla loro porta. Maleducato, eretico e diabolicamente affascinante, il cavaliere Rodric non ha rispetto per le visioni di Sybil. Ma quando le altre Divinatrici iniziano a scomparire una dopo l'altra, Sybil non ha altra scelta che chiedere il suo aiuto per trovarle...



Salve salve!
Torna Rachel Gillig in Italia con il primo volume di una nuova dilogia: “The Knight and the Moth”.
Ringrazio Giunti per la bellissima copia cartacea.
Pront3 ad entrare nel regno di Stonewater?

“Tu conosci già questa storia, Bartholomew, anche se l’hai dimenticata. Te la racconterò nel miglior modo possibile, e prometto di essere onesta nel riportare i fatti. Se non lo sarò non farmene una colpa. Narrare una storia è sempre in parte mentire, no?”

Sei/Sybil è una Divinatrice della Cattedrale di Aisling. Da quasi dieci anni annega nell' acqua che sa di fiori putridi della Cattedrale e divina per chiunque paghi abbastanza. Stavolta dovrà divinare per il nuovo giovane re.
La prassi è sempre la stessa: il re le offre il suo sangue, la badessa la spinge sott’acqua, lei annega e sogna.
Sogna una moneta liscia da un lato e ruvida dall’altro, un calamaio, un remo, una campana e una pietra da telaio.
Questi simboli, che lei deve interpretare, sono presagi da parte degli Omen, delle divinità, i cui motti e credi sono legge nei vari borghi del regno.
Il nuovo re purtroppo non ha molta fortuna, poiché tutti i simboli che Sei interpreta sono a suo sfavore, ma questa cosa non sembra abbatterlo più di tanto.

«Spade e armature non sono nulla contro la pietra.»

La vita di una Divinatrice è isolata e monotona. Sono sempre in sei, hanno la badessa e i gargoyle, ma non hanno contatti con nessuno al di fuori della Cattedrale poiché sono considerate anch’esse divine.
Per questo quando il re e i suoi cavalieri visitano la Cattedrale, le Divinatrici decidono di approfittare della compagnia.
I loro dieci anni di servizio sono quasi finiti, manca poco e saranno libere da sogni, annegamenti e gargoyle, eppure non conoscono nulla del regno al di fuori delle mura delle Cattedrale.
Cosa che Rodrick Myndacious, il peggior cavaliere di tutta Traum, non perde occasione di sottolineare.
Sei e Rory si sono scambiati un solo sguardo e qualcosa è scattato tra loro… un’antipatia istantanea.
Sybil reputa Rory un uomo spregevole e indegno di essere chiamato cavaliere, Rory odia tutto ciò che Sei rappresenta. Eppure sembrano non riuscire a stare lontani…
Sei pensa e ripensa alle parole di Rory e decide di chiedere un favore (che si trasforma in un ricatto): accompagnare le Divinatrici nel borgo vicino per una sera di festa.
È molto strano che questa idea arrivi proprio da Sei, solitamente ligissima al dovere, ma le parole di Rory l’hanno infastidita non poco. E poi, farebbe anche di tutto per le sue sorelle.
Nonostante sperasse di non vederlo più, Sybil dovrà chiedere aiuto proprio a Rory quando le sue sorelle iniziano a sparire.
Una dopo l’altra, le Divinatrici scompaiono, la badessa non sembra essere interessata, ma Sybil non può abbandonare le sue sorelle, per questo cerca l’aiuto del re.
Nonostante il disappunto di Rory, che la reputa un burattino della badessa, Sybil stringe un patto con il re: lui la aiuterà a trovare le Divinatrici, ma lei dovrà accompagnarlo in una missione segreta.
Sybil accetta, senza sapere che quello che scoprirà stravolgerà tutto quello in cui ha sempre creduto e tutto ciò che è sempre stata.

«Cercherò le Divinatrici nei borghi.» La mia voce suonava lontana. «Prenderò in mano le redini.»

Sybil è un personaggio bellissimo, ha tante fragilità così come punti di forza. Uno di questi è proprio essere consapevole di ciò che potrebbe indebolirla e lavorare su se stessa per diventare più forte.
È cresciuta manipolata dalla badessa, l’unica figura materna che ricorda, ma nonostante le sue parole Sybil ha fatto di tutto per non dimenticare l’unico pezzo di sé della sua vecchia vita: il suo nome.
Forse una piccola parte di sé sentiva che la Cattedrale non potesse essere tutto, che forse, oltre ad essere una Divinatrice e avere gli occhi coperti da una benda, sarebbe potuta essere altro.
Per dieci anni Sybil non è stata altro che una Divinatrice, il suo valore dettato dal suo annegamento, e un pezzo di sei, e adesso che è rimasta sola e che il suo mondo è caduto a pezzi deve scoprire chi è e chi desidera essere.

“Era impossibile vedere i suoi occhi. Come per lui era impossibile scorgere i miei attraverso la benda. Tuttavia lo sentii, da qualche parte tra lo stomaco e la gola, l'istante in cui mi avvistò sul muro.”

In questo viaggio di scoperta di sé la accompagna Rory.
Rory che non impone mai il suo pensiero, che nonostante l’antipatia che dice di provare dimostra di capire Sybil e di vederla davvero, nonostante la benda che separa i loro occhi, che è uno spettatore incantato dalla crescita della donna e la assiste quando lei ne ha bisogno.

Adesso possiamo chiarire una cosa: questo NON è un enemies to lovers.
C’è antipatia all’inizio, astio, ci sono pregiudizi da entrambe le parti, si punzecchiano e si prendono in giro, ma sicuramente non si odiano, anzi c’è anche curiosità, una scintilla inaspettata, un feeling che fanno finta di ignorare.

«Per favore, Rory. Toglila. Voglio che qualcuno mi veda. Voglio che quella persona sia tu.»

E poi passiamo al mio personaggio preferito: il gargoyle con le ali di pipistrello.
Ho adorato qualsiasi cosa sia uscita dalla bocca di questa creatura: mi ha fatto morire dal ridere e mi ha fatto emozionare.
Il gargoyle dice tutto quello che gli passa per la testa, in modo sincero e schietto, senza filtri… ed è meraviglioso.

La trama del romanzo è molto interessante e davvero bella, è costruita benissimo e ha dimostrato che l’autrice ha una fantasia incredibile.
Inoltre, si riconferma la sua bravura: Rachel Gillig sa costruire delle storie particolari, ricche di elementi originali e scritte in modo meraviglioso.
Iniziare un libro di questa autrice è come essere trasportati in quel mondo, ha una prosa che cattura, è semplice e allo stesso tempo ha una cadenza poetica, magica.
Altro punto a suo favore è che questa storia, almeno per me, non ricorda la sua prima dilogia: ovviamente hanno dei punti in comune, ma l’autrice è stata bravissima a renderle uniche e distinguibili.
Questa dilogia sembra avere un tono meno oscuro, c’è una quest, una nuova famiglia pronta ad accogliere la protagonista, una fantastica spalla comica, ma l’oscurità trova il modo di fuoriuscire. Si percepisce nelle leggende raccontate, nei luoghi bui che visitano, nelle tradizioni messe in atto, negli sguardi che passano inosservati.

Devo dire che molti colpi di scena li avevo capiti, l’autrice ha piantato molti indizi e sono contenta di averli colti in modo corretto. Nonostante questo, sono rimasta comunque scioccata dal finale. Me lo aspettavo? Sì. L’ho superato? Ancora no.
Purtroppo però dobbiamo metterci l’anima in pace perché il secondo volume è previsto per il 2026, ma non c’è ancora una data precisa.
Baci.


Voto libro - 4.5





Genere: Romantasy

Scritto da: Rachel Gillig

23 Settembre 2026


La cattedrale di Aisling è un cumulo di macerie e i terremoti devastano il regno. Si dice che Rodrick Myndacious, Bartholomew e Maude Bauer siano morti, e il Re Castor ha preso in moglie Sybil Delling, l'ultima Divinatrice. Per celebrare la loro unione e consolidare il proprio potere, il Re organizza una serie di spettacolari tornei in tutti i borghi. Prigioniera e tenuta sotto l'effetto di droghe, Sybil rimane determinata a sconfiggerlo come un tempo fece con gli Omen, anche a costo di distruggere la fede del regno e se stessa. Ma poi sull'arena compare un uomo misterioso, senza nome e senza passato, che potrebbe essere la chiave di Sybil per annientare il Re, salvare le creature magiche e finalmente cambiare le cose nel Regno di Stonewater. Perché, in una terra dove le storie sono destinate a ripetersi e dove un Re può dimostrarsi crudele quanto un dio, l'unico modo per distruggere davvero la fede è salvarla.




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 Genere: Fantasy

Autore: Aiden Thomas

26 ottobre 2021

Yadriel ha evocato uno spirito, e ora non riesce più a liberarsene. Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi – una famiglia latinx molto tradizionalista – faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l'aiuto di Maritza, sua cugina nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell'aldilà. Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d'altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare…
 

Salve lettor3!
In questa recensione vi parlo di un libro che ho amato, adorato, che mi ha scaldato il cuore e fatto ridere un sacco.
“Cemetery Boys” di Aiden Thomas è un fantasy che ha fatto tanto parlare di sé. È il debutto di un autore Latinx, queer e trans, che ha riversato su carta la sua esperienza, creando un fantasy spettacolare che non si dimentica tanto facilmente!
 
“Non lascerò che mi abbandoni in una chiesa infestata...”
“Non è infestata!”
“Se io sono qui, e sono un fantasma, allora è infestata!”
 
Yadriel è un ragazzo trans e gay in una comunità Latinx molto legata alle tradizioni.
La sua famiglia è a capo dei brujx di East Los Angeles, suo padre avrebbe il potere di cambiare le regole e permettergli di prendere il suo posto nella comunità, ma si ostina a nascondersi dietro alle usanze per non affrontare l’identità di suo figlio.
Yadriel, però, ha bisogno di dimostrare al padre di essere un vero brujo, un vero uomo, anche a costo di trasgredire alle regole più importanti della sua comunità.
Insieme a Maritza, sua cugina, che le regole le trasgredisce molto volentieri, svolge il rituale per ricevere i suoi poteri da Santa Muerte.
Ansia, paura e trepidazione si susseguono nel cuore di Yadriel in attesa della decisione di Santa Muerte, che alla fine gli concede i suoi poteri. È un brujo e nessuno può più negarlo.
Il tempo di festeggiare, però, viene interrotto da una terribile sensazione: uno di loro è morto.
Miguel, un loro cugino, è scomparso mentre era di guardia intorno al cimitero, ma nessuno riesce a trovarne il corpo, né il suo portaje, il pugnale che lo lega alla vita terrena e con cui possono liberarlo, sanno solo che è morto in modo molto doloroso.
Yadriel vorrebbe aiutare suo padre a cercare Miguel, dimostrare di essere un brujo, ma ovviamente non gli viene permesso e, anzi, il padre si lascia scappare parole che feriscono profondamente Yadriel.
Così decide di occuparsene da sé, accompagnato da Maritza, e di evocare lo spirito del cugino. Ma le cose non vanno come sperato e al posto di Miguel compare lo spirito di Julian Diaz, il cattivo ragazzo della scuola, che non ha intenzione di andarsene finché non si è assicurato che i suoi amici stiano bene.
I due ragazzi fanno un patto: Yadriel permette a Julian di restare sulla terra finché non rivede i suoi amici, ma Julian deve aiutarlo a scoprire cosa è successo a suo cugino, dato che sono morti nello stesso momento.
Così Yadriel si ritrova a nascondere lo spirito di un bellissimo ragazzo in camera sua, in una casa piena di persone che possono vedere gli spiriti, con cui deve risolvere uno o forse più omicidi. 
Divertente, no? Soprattutto se lo spirito è quello di un ragazzo pieno di energia, che non ha filtri tra cervello e bocca e dice tutto, TUTTO quello che gli passa per la testa, e che gli distrugge la camera per esercitarsi con le sue abilità di fantasma.
 
“Yadriel gemette e si passò una mano sul viso. Il lato positivo era che aveva effettivamente evocato un vero spirito. Il lato non proprio positivo era che aveva evocato quello sbagliato.”
 
Lettor3, io non la volevo scrivere questa recensione. Sapete perché?
Perché scrivere la recensione significa che ho finito il libro, il che significa che non tornerò a sbavare per la cucina di Lita, la nonna di Yadriel, a ridere per i litigi tra lui e Julian o per le risposte taglienti di Maritza, a respirare l’aria di Día de Muertos e a vivere questa cultura così colorata, antica e affascinante!
Io tendo a non dire che un libro sia perfetto, non mi piace dirlo, ma “Cemetery Boys” si avvicina tanto alla perfezione.
Aiden Thomas è riuscito a frmi adorare dei capitoli lunghi!
Avete letto bene, capitoli lunghi!
Io odio i capitoli lunghi, ma in questo caso sono l’unica forma adatta alla storia perché Aiden Thomas, per farci immergere nel mondo di Yadriel, ha bisogno di soffermarsi su ogni particolare, ogni usanza e tradizione. Deve spiegarci cosa significa essere un brujo, cosa sia un portaje, quali prelibatezze si preparano per Día de Muertos, perché i fiori, i colori e gli odori sono così importanti.
Insomma, ci regala una full immersion in una cultura antica, bellissima, con cui l’elemento fantasy si sposa alla perfezione.
Santa Muerte ha donato ai brujx dei poteri, tutti possono vedere e percepire gli spiriti, un brujo può tagliare il legame con la terra, mentre una bruja può guarire. E in quest’atmosfera di spiriti e magia si sviluppa una storia misteriosa e avvincente.
Una cosa che ho adorato è che l’autore è stato bravissimo a lasciare piccoli indizi e ad utilizzare benissimo delle tecniche narrative per far intuire a chi legge cosa stesse succedendo. È stato estremamente emozionante riconoscere quelle tecniche, in gergo chiamate “la pistola di Chekhov” e “arringa rossa”.
 
Ma la cosa ancora più bella è che la parte fantasy è perfettamente bilanciata da Yadriel e Julian.
Questi due ragazzi vi ruberanno il cuore, specialmente Julian. Dico sul serio. L’ho amato dal primo istante, mi ha fatto ridere ogni volta che apriva bocca, anche se non parlava mi portava istantaneamente un sorriso sulle labbra.
È stato interessante leggere la storia di Yadriel, è stato diverso, utile. Il mio cuore si è spezzato spesso per le difficoltà che ha dovuto passare e che continua a passare. Lotta per dimostrare di essere un brujo, ma in realtà gli serve per affermare di essere un ragazzo, di avere una prova inconfutabile affinché nessuno possa più sbagliare o sminuire la sua identità.
È una battaglia dettata dalla rabbia più che dalla necessità, e Julian glielo farà notare con la sua spontaneità e franchezza.
 
”Yadriel era stanco. Era stanco di perdonare. Era stanco di combattere solo per esistere ed essere sé stesso. Era stancato di essere quello di troppo.”
 
Mi viene da piangere se ripenso a questo libro, mi ha tenuto in una morsa emotiva molto, molto stretta: ci sono state alcune pagine davvero traumatiche, altre che mi hanno fatto sciogliere il cuore.
Avrei voluto altri mille epiloghi per non lasciarli andare, per restare lì con loro a festeggiare Día de Mertuos, mangiare i piatti di Lita, spettegolare con Maritza, lottare con Yadriel e sognare con Julian.

Non penso di aver elogiato abbastanza questo libro, mi sono sicuramente persa qualche “meraviglioso” per strada.
Vi fidate di me? Ho mai detto bugie?
No, non dico bugie, non quando parlo di libri, quindi fidatevi ancora una volta e leggete questo libro. Vi farà stare bene.
Baci

Voto libro - 5 
 


 


 
 
 
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Genere: Romance

Scritto da: Francesca C. Cominelli

21 novembre 2025

Una città lasciata controvoglia.

Un cowboy mai dimenticato.

Un passato che torna, prepotente, a bussare al cuore.

Amanda De Angelis è cresciuta tra le strade di New York, dopo aver lasciato l’Italia con la sua famiglia da bambina. La sua vita è frenetica, scintillante, perfetta — almeno fino a quando non è costretta a seguire i suoi genitori in Texas per l’apertura di una nuova pasticceria. Lì, tra ranch polverosi e stivali impolverati, Amanda si ritrova faccia a faccia con Jared Cooper, il ragazzino che da piccoli le rendeva la vita impossibile… e che adesso è diventato un cowboy irresistibile.

Lui è cresciuto tra cavalli e silenzi, lontano dalla città. Lei non ha mai lasciato Manhattan, dove le cicatrici dell’infanzia si sono trasformate in forza e determinazione. Ma il destino ha piani tutti suoi: vecchie ruggini, tensioni mai sopite e una chimica impossibile da ignorare.

Tra battibecchi, sguardi che incendiano e un passato pronto a riemergere, Amanda e Jared scopriranno che a volte per trovare il proprio inizio, bisogna prima affrontare la fine. Anche quando si crede di avere tutto sotto controllo.





Care amiche e amici del Confine,
Oggi parleremo di “Imprevisto con l’amore”, primo volume della serie “Warm Spring” di Francesca Cominelli pubblicata da Triskell edizioni.

Amanda De Angelis è un’italiana cresciuta a New York, dove ha costruito tutta la sua vita… fino a quando non si ritrova in Texas per aiutare i suoi genitori nell’apertura di una nuova pasticceria nella cittadina dove si è trasferita la famiglia di Jared Cooper, il bambino che l’ha “perseguitata” per tutta l’infanzia.
Ma quello che era solo un bambino dispettoso, oggi è un cowboy a tutto tondo pronto a far crollare le certezze di Amanda.

“Il cowboy mi si fa più vicino, al punto che riesco a percepire il suo profumo, un mix di fieno, bergamotto e cattive intenzioni. Fissa i miei capelli e tira una ciocca.”

La ragazza di città e il ragazzo di campagna: il solito cliché? Sì e no.
All’inizio della storia Amanda sembra sicuramente una newyorkese a tutti gli effetti che pretende agi e comfort anche in mezzo al nulla ma, più il passato torna vivido, più la bambina di campagna che è in lei esce allo scoperto con tutte le sue sfaccettature.
Al contrario, Jared è esattamente quello che mostra sin dall’inizio, pregi e difetti, con un carattere molto forte e autoritario (un vero testone).
La storia tuttavia non ruota solo intorno ai due protagonisti, che narrano direttamente la loro storia, ma anche intorno ai rispettivi amici e familiari (dinamiche che ho trovato quasi più interessanti della linea principale).

“Non riesco a capire se stiamo litigando o flirtando, bambolina.»
«Credimi, cowboy, se flirtassi davvero con te non avresti dubbi.»”

I personaggi sono molteplici e con molte sfaccettature, i principali sono ben identificabili ma altri vengono introdotti o con troppi dettagli o senza abbastanza informazioni, confondendo spesso il quadro generale.

Ho trovato la linea narrativa molto confusa: a tratti molto lenta e a tratti fin troppo veloce, come se l’autrice volesse in qualche modo compensare la lentezza della trama (che gira di fatto intorno ai protagonisti come duo e si adatta poi ai percorsi dei singoli).
Il cliffhanger finale non ha fatto altro che indispormi ancora di più nei confronti di un libro che ho già dovuto leggere a più riprese perché non è riuscito a coinvolgermi.

È una storia che, probabilmente, avrei potuto apprezzare da adolescente (anche per via degli scambi piuttosto cringe) ma adesso mi sembra più un mix di altre storie già lette.
In conclusione: carino, ma non mi invoglia a continuare la storia dei protagonisti nei seguenti volumi.
Buona lettura e alla prossima!

 
Voto libro - 3







Genere: Cowboy romance

Scritto da: Francesca C. Cominelli

24 aprile 2026


Ha dimenticato l’uomo che ama. Ma il suo cuore continua a riconoscerlo.

Amanda De Angelis ha sempre avuto una strategia infallibile: scappare quando le cose diventano troppo vere. Quando un incidente le porta via mesi di ricordi, la sua vita si trasforma in un puzzle incompleto… e Little Spring diventa il posto peggiore dove provare a rimettere insieme i pezzi.

Perché a Little Spring c’è Jared Cooper.

Cowboy dagli occhi grigi, silenzioso e testardo, Jared è un uomo che Amanda non ricorda. Eppure il suo corpo reagisce a lui come se lo conoscesse da sempre: un brivido sotto pelle, un senso di casa impossibile da spiegare. Jared sa cosa hanno condiviso. Sa cosa hanno perso. Ma convincere Amanda a fidarsi di ciò che non ricorda potrebbe essere la sfida più difficile della sua vita.

Amanda decide di andarsene, rifugiandosi nel lavoro e nella distanza. Ma quando il destino – e il lavoro – la riportano proprio a Little Spring, capisce che il vero problema non è recuperare la memoria.

Il vero problema è restare.

Perché inciampare nell’amore è facile.

Smettere di scappare… è tutta un’altra storia.




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Genere: Fantasy

Scritto da: F. T. Lukens

La diciassettenne Ellinore ha un’ultima quest: trovare il mitologico Elder Beast e salvare la vita del suo sconsiderato gemello, Zig. Dovrebbe essere facile per l’eroe con il record di questing migliore del regno. Ma c’è un problema: tutte le vittorie di Ellinore sono una bugia.

Accompagnata da una squadra raffazzonata che include Aven, lə principə incantevole in modo irritante diventatə lə suə rivale più accanitə, Ellinore deve avventurarsi in questa quest e decidere chi vuole essere davvero: la bugiarda celebrata dal regno, l’eroe di cui ha bisogno o qualcuno di completamente nuovo.


Salve Confine,
“The Last Best Quest Ever” è il nuovo fantasy YA di FT Lukens. Andiamo a scoprirlo!

Ellinore la Coraggiosa è l’avventuriera più famosa e imbattibile del regno di Avoury. Ha inziato a tredici anni e adesso, a diciassette, è già pronta a ritirarsi.
Grazie alle avventure (le quest) è riuscita a guadagnare l’oro necessario per comprare una casa ai genitori e garantire una vita serena a loro e suo fratello gemello, ha raggiunto il suo obiettivo… inoltre è stanca di mentire.
Ellinore ha sempre completato le quest indette dal re e dalla regina, ma trovando una via alternativa… Il drago dorato che mangiava le pecore e spaventava gli abitanti? È diventato suo amico, adesso ha una sua caverna e la aiuta nelle quest. Le salamandre? Spostate in un angolo remoto del regno noto per le sorgenti termali. E così via.
Ellinore non ha mai ricorso alla violenza, ma ha deciso di comunicare con le creature magiche e trovare un’alternativa… mentendo poi alla corona e all’intero regno. Non che le storie inventate dai bardi fossero farina del suo sacco, anzi Ellinore odia le ballate su di lei.

Quando finalmente torna a casa, nella speranza di godersi la sua pensione, scopre che tra lei e suo fratello Zig si è creato un divario colmo di incomprensione e gelosia.
Ellinore non riesce ad essere onesta, mentre Zig prova talmente tanto rancore che scommette il suo cuore e la sua vita contro un duo di maghi.
Zig scommette che la sua perfetta sorella riuscirà ad ottenere il corno dell’Elder Beast, una creatura mitologica, in due settimane; in caso contrario, Zig morirà.
Ellinore non vorrebbe assolutamente partire per questa quest impossibile, ma la vita di suo fratello è in pericolo, quindi rimette la maschera della Coraggiosa e parte per una nuova avventura… ma stavolta non è da sola.
Zig si unisce a lei e anche Aven, principə ed eternə avversariə di Ellinore, unitosə (apparentemente) su decisione del re. Lungo la strada, poi, si uniranno anche Farrah, esperta di mappe, e Rylan, un po’ mago un po’ bardo, desideroso di raccontare la verità dietro le ballate.

Ogni membro del gruppo aggiunge una specialità che potrebbe aiutare Ellinore, ma è difficile per lei fidarsi e lasciar cadere la maschera. Quindi continua a fingere di essere Ellinore la Coraggiosa, si sforza di ragionare come pensa che le persone si aspettino lei ragioni, finendo per mettersi in altri guai. Solo quando segue il suo istinto si sente davvero sicura di sé, ma essere solo Ellinore potrà mai bastare per salvare Zig?

Ellinore è una giovane donna a cui è stato affibbiato un ruolo ben definito da bambina. Quando ha capito che essere quella determinata persona le avrebbe permesso di ottenere i mezzi per aiutare la sua famiglia, si è calata completamente nella parte e ha iniziato a fingere. Nonostante non stesse facendo niente di male aiutando le creature fantastiche invece di eliminarle, ha costruito un castello di bugie da cui non sa come uscire.
Si è completamente isolata per paura di essere scoperta e nemmeno suo fratello gemello la conosce più. Conosce solo la protagonista delle storie, eroica e perfetta, e ciò lo fa sentire ancora più inadeguato, lui che è un imbroglione e un ladro.
Ellinore è sempre sul chi va là e non riesce a fidarsi di nessuno, neanche di chi vuole aiutarla davvero, ma per fortuna questo viaggio disperato la aiuterà a capire che non deve per forza fare tutto da sola e che il suo modo di fare potrebbe essere un’alternativa alla violenza delle quest.

“Sarà divertente! Con vibe da quest migliore di sempre.”

FT Lukens ci regala un’altra storia dal worldbuilding incredibile e inclusivo, in cui è facile immergersi grazie alle descrizioni vivide e lussureggianti, con personagg3 sensibil3 e sfaccettat3.
Il worldbuilding è costruito molto bene; è piuttosto classico, con un regno fantastico fondato sulle categorie dei giochi di ruolo più noti, ma ciò che mi ha conquistata è la gerarchia delle creature e la verità sulla creazione del mondo.
I personagg3 sono diversi, ognunə con un’identità precisa, un destino da cambiare e aspettative da mandare all’aria. Come ho detto prima, ogni membro porta qualcosa di unico e special nel gruppo, che può aiutare nella quest, ma anche a consolidare un’amicizia di cui ognunə di loro ha bisogno. Diventano una found family inaspettata, ma quasi destinata.

“Cosa stavo pensando? Non ne ero sicura. Ho fatto ciò che pensavo Ellinore la Coraggiosa avrebbe fatto e ho perso la mappa. Ho anche quasi perso i miei amici e me stessa nell’incendio.”

Molto belli anche i temi trattati, come la sindrome dell’impostore di Ellinore, la gelosia e il sentirsi inadeguati di Zig, il valore di Aven, ultimə tra gl3 ered3 al trono, le aspettative per Farrah, giovane donna nobile che studia le mappe e vorrebbe diventare una quester, i pregiudizi verso Rylan, pronipote di un uomo considerato strano e quindi strano anche lui perché ha deciso di proteggere i tesori che gli ha lasciato. Ma parla anche della violenza e della mancanza di rispetto degli umani verso le creature magiche, quelle più piccole, che vengono schiacciate, e quelle più forti, che devono essere conquistate.

“Voi umani. Prendete e uccidete, e alla fine lo celebrate.”

Per concludere, se cercate una storia fantasy che riprende l’immaginario classico delle quest rendendolo inclusivo e femminista, che esplora i temi dell’autostima e dell’inadeguatezza senza dimenticare un po’ di divertimento e di romance, allora “The Last Best Quest Ever” è perfetto!

Voto libro - 4



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La serie è composta da: 

1. Half a soul. Metà di un'anima

2. Ten thousand stitches. Il ricamo incantato 

3. Longshadow. Il giardino delle ombre


Genere: Cozy Fantasy

Scritto da: Olivia Atwater

30 aprile 2024

Da quando è stata maledetta da un fae che le ha rubato metà dell'anima, Theodora Ettings non sente più emozioni come paura o imbarazzo, cosa che la espone a ogni tipo di scandali involontari nella raffinata Inghilterra dell'epoca Regency. Per questo, l'unico obiettivo di Dora per la stagione mondana londinese è quello di non attirare l'attenzione e non compromettere le possibilità di sua cugina di trovare un marito. Ma quando Lord Elias Wilder, il Lord Sorcier d'Inghilterra, viene a sapere della sua condizione, Dora si trova trascinata in tumultuose vicende di maghi e creature fatate. Lord Elias è un uomo bellissimo, bizzarro e incredibilmente sgarbato, ma gira voce che compia tre prodigi inverosimili ogni giorno, ed è disposto ad aiutare Dora a recuperare la sua metà mancante. Se il buon nome di Dora riuscirà a sopravvivere sia alla maledizione che la tormenta che al nuovo legame con l'uomo meno amato di tutta l'alta società londinese, forse la ragazza potrà reclamare il suo legittimo posto nel mondo; ma quanto più tempo Dora passa con Elias, tanto più comincia a sospettare che, in fondo, per innamorarsi può bastare anche metà anima...



Salve salve!
Oggi vi parlo di un libro finito nella mia Tbr per caso: “Half a soul. Metà di un’anima” di Olivia Atwater, primo volume della serie Regency Faerie Tales. In Italia i libri sono editi da Rizzoli, i volumi della serie sono autoconclusivi.

Da bambina, Dora ha perso metà della sua anima. Sua madre l’aveva promessa a un fatato, ma grazie alla prontezza di sua cugina Vanessa e delle sue forbicine di ferro, il nobile è riuscito a prenderne solo metà.
Avendo metà anima, Dora non sente le cose come dovrebbe, non prova forte emozioni, non si scandalizza, non reagisce come ci si aspetterebbe e per questo sua zia spesso la definisce una marionetta. Nonostante le parole cattive della zia non la feriscano, si accumulano comunque nel suo cuore. Per fortuna c’è sua cugina Vanessa a scaldarla e a farle capire cosa significa essere amate. Vanessa è anche il motivo per cui sono a Londra per la stagione.
Infatti, la cugina è convinta che l’unica persona in grado di aiutare Dora a ritornare “intera” sia il Lord Sorcier d’Inghilterra, di cui si dice sia in grado di compiere tre prodigi inverosimili ogni giorno.
Il Lord Sorcier, nonostante abbia il titolo, odia essere definito un gentiluomo ed è, effettivamente, piuttosto scorbutico. Una donna con un’anima intera avrebbe potuto offendersi, ma Dora non si lascia sconvolgere e anzi resta colpita dal mago, il quale, a sua volta, resta affascinato da Dora e dai suoi modi peculiari.

«Sono oppositiva fin dalla più tenera età» disse. «Nell’istante in cui mi è apparso chiaramente quanto il Lord Sorcier volesse che lo odiassi, credo di aver preso la decisione di fare esattamente l’opposto.»

Nonostante abbia solo metà anima, Dora è più sensibile e vicina alle cause in cui il Lord Sorcier, Elias, crede rispetto a tutto il ton. Elias infatti si batte per i poveri, i degenti e gli orfani negli ospizi, luoghi sporchi e terribili in cui la gente viene sfruttata invece che curata. Da qualche tempo poi, una terribile malattia sta colpendo i bambini negli orfanotrofi: la peste del sonno.
Elias sta facendo di tutto per trovare la causa e la cura per la malattia, nonostante il disinteresse della nobiltà che lo fa imbestialire, e Dora potrebbe essere un alleato inaspettato.

«Credo che Elias sia arrabbiato da tanto di quel tempo che ora abbia paura di lasciar andare quel sentimento, credo sia spaventato di diventare troppo compiacente, di poter diventare tutte quelle cose che tanto detesta negli altri.»

“Half a soul” mi ha ricordato “Bridgerton”, ma questo è quasi scontato, e “Jonathan Strange & il Signor Norrell”. La presenza dei fatati, della guerra contro la Francia e della magia utilizzata in politica, infatti, mi hanno riportato alla mente le magnifiche atmosfere create da Suzanna Clarke, rendendo questa storia ancora più cozy e familiare.
Non me l’aspettavo ma l’ho letta d’un fiato, non è una storia scontata e regala tanti momenti dolci e altrettanti interessanti.
Fantasy e romance si uniscono a quello che vuole essere il vero fulcro del romanzo, ovvero la critica a una società di ricchi e potenti che girano la faccia di fronte alle condizioni di coloro che non hanno nulla, in particolare i bambini.
Viene sottolineato spesso come la nobiltà, tanto moralista e superiore, in realtà con le sue “buone maniere” abbia la scusa per non parlare dei veri problemi che affliggono la società, indifferenti alle gravi condizioni della maggior parte della popolazione perché comodi nei loro privilegi e nella loro ricchezza.
È una triste rappresentazione della società che ancora oggi si fonda su quegli stessi principi, oggi in particolare questa realtà è impossibile da ignorare.
L’autrice ha specificato nella postfazione che si è proprio interrogata sulla malvagità di cui sono capaci gli essere umani per la sua storia, introducendo una piccola luce: per quante persone crudeli, ci deve essere qualcuno che controbilanci con la propria gentilezza. Per questo ci regala Elias, Dora, Vanessa, Albert e la sua famiglia.

«A volte, però, quando non puoi costringere il mondo ad avere un senso, devi accontentarti di sconfiggere qualcuno dei mali minori che hai davanti.»

Dora è fantastica, nonostante abbia metà anima è molto più sensibile e cosciente dei suoi pari. Proverà pure le emozioni in modo smorzato, ma non resta indifferente di fronte alle ingiustizie, per questo si sente così vicina a Elias.
Elias che prende a cuore questioni che neanche lo toccherebbero, che non mangia e non riposa per trovare una soluzione, che trova in Dora un’alleata e, inaspettatamente, un’anima affine.
Dal punto di vista del romance, mi è piaciuto il modo in cui Elias si mette a nudo con Dora, mostrandole le sue debolezze, le sue speranze e i suoi traumi.

«Avete un’insolita, magica abilità nell’estorcere certi rari sorrisi al Lord Sorcier, Miss Ettings.»

Lo sviluppo di “Half a soul” è coerente e per nulla scontato proprio grazie alla commistione dei diversi generi e argomenti, che si uniscono sapientemente per creare una storia che intrattiene, emoziona e diverte.
Bonus dell’edizione è anche la traduzione delle novelle “Il Lord Sorcier”, ambientato durante la guerra, e “La Chiave”, ambientato dopo il romanzo e dal punto di vista di Elias. Nel secondo racconto conosciamo un pizzico del passato di Elias ed è una piccola finestra sul suo futuro.

Vi consiglio “Half a soul” se cercate una storia magica, romantica, che riscalda il cuore e regala un senso di familiarità.
Baci

Voto libro - 4




Genere: Cozy Fantasy

Scritto da: Olivia Atwater

25 marzo 2025

Effie, giovane domestica al servizio dell'arrogante famiglia Culver, si è innamorata del fascinoso Mr Benedict Ashbrooke. C'è solo un problema: una domestica non può sposare un gentiluomo, e davanti a lei si prospetta un futuro di infelicità. Almeno fino a che Effie non incontra Lord Blackthorn, che con la sua magia la trasforma in una dama di alto rango e le offre l'occasione di prendere parte a quei balli lussuosi che ha sempre sognato. L'ammaliante fae intende aiutarla a conquistare il cuore di Ashbrooke; tutto ciò che chiede in cambio è che la ragazza cucia diecimila punti sulla sua giacca preferita... Stringere un patto con un fae è pericoloso, ma la sua vita come domestica a Hartfield è così orribile che Effie è disposta a rischiare anche la sua anima. Ora ha cento giorni - e diecimila punti di cucito - per riuscire a sposare Mr Ashbrooke. Troverà il vero amore prima che il tempo scada?




Ciao readers,
Come state? Io come sempre cerco di non perdermi nessuna nuova uscita, per questo voglio parlarvi di un libro che mi ha colpito subito esteticamente e mi ha spinto a leggere la trama. Sto parlando di “Ten Thousand Stitches”, secondo volume della serie “Regency Faerie Tales” di Olivia Atwater edito Rizzoli.

Effie lavora al servizio di una donna arrogante che non rispetta i suoi domestici, l'unica nota positiva è la cotta che si è presa per il fratello della sua signora. È consapevole che una domestica non può sposare un gentiluomo, ma sognare non ha mai fatto male a nessuno.
Il suo desiderio può avverarsi quando Lord Blackthorn, un essere fatato, le propone di trasformarla in una vera e propria signora a patto che riesca a sposare il suo gentiluomo in un tempo prestabilito, in caso contrario passerà il resto della sua vita al suo servizio come domestica.
Effie deve decidere se continuare a vivere alle dipendenze di chi non ha nessun rispetto per i suoi dipendenti o accettare un patto con un fatato. Nel peggiore delle ipotesi continuerà a essere una cameriera, ma con un padrone diverso. La scelta per lei è semplice e così inizia a passare del tempo con Lord Blackthorn, il quale l'aiuterà a sembrare una vera signora. Il tempo passato insieme le permetterà di ricredersi sulla fama dei fatati, a quanto pare Lord Blackthorn sembra davvero volere il suo bene.

«Ma nulla ha un senso!» protestò incredulo l’elfo. «La vita, nel suo complesso, è assurda in un modo o nell’altro!»

Effie è stanca di farsi maltrattare, ciò che le impedisce di licenziarsi è solo la paura di morire di fame per strada, per questo subisce in silenzio cercando di tenere buona anche la sua amica Lydia, molto più peperina di lei. Quando Lord Blackthorn le offre di realizzare il suo desiderio, vede finalmente una via d'uscita dalla sua vita, non le importa nemmeno che potrebbe finire a fare la domestica per lui perché non potrebbe essere peggio che lavorare per la sua signora.
Lord Blackthorn ed Effie passano molto tempo insieme per mettere a punto la sua trasformazione in nobildonna: nei modi, nel linguaggio e nel vestire, grazie soprattutto alla magia.
Effie è veramente un bel personaggio, dolce, disponibile e ama cucire. Per questo Lord Blackthorn le chiede, nell'accordo, di cucire diecimila punti sulla sua giacca; per farlo ha tempo fino alla fine del loro accordo. È una vera e propria sciocchezza per le capacità di Effie fin quando non comprende che la sua bravura nel cucito nasconde molto altro. A quanto pare imparerà che la rabbia, che tanto ha provato a sopire, è necessaria per superare ingiustizie e poter andare avanti. Effie ha sempre soppresso questo sentimento convinta che non sarebbe cambiato nulla se gli avesse dato sfogo, come ad esempio fa la sua amica Lydia che non accetta il modo in cui vengono trattate.

«Se la rabbia non fosse mai d’aiuto, perché dovreste esserne dotati? Alcuni umani nascono con qualche dito in più, è vero, ma tutti voi nascete con almeno un pizzico di rabbia in corpo. Si vede che è utile, in qualche modo.»

Lord Blackthorn è un elfo che vuole fare del bene, sempre seguendo le regole dei fatati. È buono e premuroso ma questo non lo rende meno pericoloso. Effie sa che è meglio evitare di fare accordi con loro eppure Lord Blackthorn non può fare a meno di voler migliorare la vita della cameriera che ha davanti. Non solo vuole aiutare gli indigenti, ma anche farla pagare ai nobili, ha una stravaganza che lo rende unico e con il suo modo di fare mi ha permesso di affezionarmi a lui. Non sono sicura quando sia successo ma a un certo punto ho sperato che Effie non riuscisse a conquistare il suo gentiluomo e potesse stare con lui, specialmente per le attenzioni che le rivolge. Gli elfi non sono capaci di amare come gli umani, ma sono certa che saprebbe fare meglio di tante persone presenti nel libro.

“Se non sono capace di amare... allora dovrò semplicemente imparare a farlo. E, fino ad allora, avrete la cosa più vicina al mio amore che sarò capace di darvi.”

Ho amato l'ambientazione regency, la stravaganza di Lord Blackthorn, la disponibilità di Effie e il carattere combattivo di Lydia contro i maltrattamenti ai domestici. Questo è il secondo volume della serie “Regency Faerie Tales" e non avendo letto il primo vi posso assicurare che potete leggerlo da solo senza problemi. Non c'è alcun collegamento se non l'ambientazione, io non ho sentito alcuna mancanza o buco nella trama che mi spingesse a dover leggere il primo. Penso che mi mancheranno questi personaggi, probabilmente tutti perché la penna dell'autrice è riuscita con dolcezza a farmi apprezzare ogni carattere anche se diverso.

Infine, avete visto la cover e gli edges di questo volume? Aggiungete questo gioiellino alla vostra libreria perché sono certa spiccherà per la bellezza dei particolari. Non posso dirvi altro se non di non perdere altro tempo e di tuffarvi in questa rivisitazione di Cenerentola.
Buona lettura.
Voto libro - 4




Genere: Cozy Fantasy

Scritto da: Olivia Atwater

30 giugno 2026


Nella Londra dell'epoca Regency dove i fae si nascondono tra gli umani e i morti non sempre riposano in pace, Abigail Wilder - la figlia adottiva del celebre Lord Sorcier d'Inghilterra - non riesce a ignorare il mistero che scuote l'alta società: giovani debuttanti, belle come rose a primavera, vengono trovate morte nei loro letti. Nessun segno di violenza. Solo una finestra aperta verso ovest. Per Abigail quell'indizio è chiaro: i delitti non sono opera di mani mortali. Di lì sono passati gli sluagh, inquietanti fae che si trasformano in corvi ed entrano dalle finestre per reclamare le loro vittime. Suo padre ha spezzato la magia del potente Lord Longshadow - signore degli sluagh e dei morti - strappandogli tre delle sue piume nere, ma perché queste fanciulle sono state sacrificate? Abigail vuole ottenere la verità e per farlo è disposta a ogni cosa. Accanto a lei, due strani alleati: il fantasma del suo fratellino Hugh e Mercy, una lavandaia incontrata sotto il letto di una vittima. Mercy, che parla con i morti. Mercy, che nasconde un segreto capace di cambiare tutto, anche il cuore di Abigail. Tra abiti cuciti con il cielo di mezzanotte, gigli d'argento e balli sotto la minaccia delle ombre, Abigail dovrà affrontare creature delle tenebre, la verità sulla propria magia e i desideri più nascosti del proprio cuore. Perché a volte, per salvare chi si ama, bisogna guardare la morte negli occhi con una tazza di tè in mano.




Salve Confine,
Oggi vi parlo di “Longshadow. Il giardino delle ombre” di Olivia Atwater, terzo e ultimo volume della serie Regency Faerie Tales.
Protagonista di questa storia è Abigail “Abby” Wilder, figlia adottiva del Lord Sorcière d’Inghilterra Elias e sua moglie Dora (protagonisti del primo volume “Half a Soul”).

Dopo essere sopravvissuta a Lord Hollowvale ed essere stata adottata da Elias e Dora, Abby adesso vive a Londra, è una maga anche lei, ma non crede che riuscirà mai a far parte dell’alta società. Nonostante adesso abbia bei vestiti e si sforzi di parlare con un buon accento, le dame non la accetteranno mai.
L’ha dimostrato ampiamente Lucy Kendall, giovane aristocratica che l’ha sempre insultata e maltrattata.
Lucy muore improvvisamente, altre due giovani nobili prima di lei, e la causa sembra essere magica, quindi il Lord Sorcière sta indagando.
Abby è sicura di poterlo aiutare, anzi ha intenzione di farlo, soprattutto quando scopre che la sua magia è più debole siccome ha imposto dei limiti a Lord Longshadow.
Longshadow è la terra fatata di confine con l’Altro Lato e Lord Lonshadow con i suoi sudditi fatati, gli sluagh, accompagnano gli spiriti nell’Aldilà.
Abby inizia ad indagare e scopre che la morte di Lucy non è stata pacifica ed è diventata un fantasma; potrebbe aiutarli a scoprire cosa è successo, ma non sarà facile convincerla.
Inoltre, mentre indaga, incontra Mercy, all’apparenza una lavandaia, in realtà anche lei sembra essere una ragazza come Abby: finita nel mondo fatato (a Longshadow per la precisione) di cui adesso fa le veci.
Abigail e Mercy inizieranno a collaborare per risolvere il misterioso caso e impedire ulteriori omicidi. Nel frattempo, entrambe capiranno qualcosa di importante su loro stesse; dovranno solo avere il coraggio di dire la verità.

“La lavandaia era interessante, poco ma sicuro – e Abigail non poteva negare che il suo entusiasmo fosse un po’ contagioso. In lei, però, c’erano molte cose che non quadravano, e Abigail aveva ancora ben poche ragioni per fidarsi di lei.”

Consiglierei la lettura di “Longshadow” dopo aver letto almeno “Half a Soul” poiché ci sono riferimenti evidenti al primo volume, non solo la presenza di Dora ed Elias e il rimando ad alcuni avvenimenti, ma è necessario anche per conoscere il passato di Abigail e comprendere i suoi atteggiamenti e comportamenti adesso.
Compaiono brevemente anche i protagonisti di “Ten Thousand Stitches”, ma ad esempio io questo volume (il secondo) non l’ho letto e la sua mancanza non ha inficiato la comprensione di questa lettura.
Dopo questa premessa, continuo dicendo che “Longshadow” mi è piaciuto moltissimo.
Proprio come il primo volume, l’ho trovato una lettura magica, romantica, che non si spaventa di lanciare messaggi sociali importanti, e anche stavolta c’è un mistero dai tratti magici che rende la storia ancora più intrigante.

“«Credo che nessuno scelga di perdere la propria immaginazione. Forse l’hai semplicemente usata tutta per qualcosa di importante.»
«Per sopravvivere, credo» disse Abigail, sottovoce.”

Abigail è nata povera e anche se adesso è stata adottata dal Lord Sorcière d’Inghilterra, sa che non potrebbe mai appartenere all’alta società. La sua Stagione è stata un incubo, quando interagisce con i nobili si sente costretta a cambiare accento e l’hanno comunque maltrattata e derisa.
Nonostante questo, quando scopre che diverse giovani donne sono scomparse in circostanze misteriose, tra cui Lucy Kendall (la sua nemica n. 1), non può fare a meno di dare una mano.
Abigail è una protagonista con cui si simpatizza immediatamente. Nonostante le angherie subite si mette subito al lavoro per aiutare il padre e trovare il colpevole, per evitare che altre ragazze muoiano.
Abby non ha avuto un’infanzia facile e neanche il regno fatato è stato gentile con lei all’inizio e questo influisce anche sulla sua magia. Mentre è bravissima con la magia dei mortali o esterna (basata su formule e incantesimi), ha difficoltà con la magia dei fatati o interna, che funziona con la fantasia. Ripete spesso che per lei è difficile immaginare qualcosa di impossibile ed è dovuto ai traumi del passato che ancora la segnano.
Adesso è circondata dall’amore di Elias, Dora, l’Altra Mamma, tutti i bambini di Hollowvale e dell’orfanotrofio dei Wilder, ma non riesce a liberarsi delle conseguenze dei suoi primi anni di vita e delle morti che l’hanno segnata.

Mercy è un personaggio misterioso; indossa gli abiti di una lavandaia, di cui ha anche l’accento e l’odore, ma a volte si intravede un potere spaventoso e immane dietro le sue ombre.
Serve il regno fatato di Longshadow, per questo ha un’idea molto rigida della morte e della strada che dovrebbero percorrere le anime: dritti verso l’Altro Lato.
Ma il tempo con Abby e la famiglia Wilder, in particolare il fantasma del piccolo Hugh, le fa capire che anche la morte è sfaccettata e anche i fantasmi potrebbero volere una scelta.

«Gli umani esistono per essere innaturali» disse. «La natura è crudele e ingiusta, e abbiamo deciso di porvi rimedio. Ecco perché abbiamo dei vestiti, case e medicine. Non sempre ciò che è naturale è anche buono. E per quanto mi riguarda... credo che mi piaccia di più ciò che è buono, giusto e gentile di ciò che è naturale.»

Il romanzo contiene anche una nota romantica queer.
Con Mercy, Abby capisce che c’è una ragione se nessun ragazzo le è mai interessato e la risposta è proprio nella ragazza vestita da lavandaia e che odora di liscivia.
Stare con lei, persino all’inizio, quando ancora non sapeva se fidarsi di lei, la faceva sentire diversamente, viva, curiosa, emozionata, desiderosa di immaginare le cose più improbabili.
Mercy, dal canto suo, rimane subito stregata da Abby e fa di tutto per aiutarla, proteggerla e aiutarla a sognare di nuovo.

«Hai detto che bisogna affrontare le cose così come sono. So che per te è difficile immaginare cose che sembrano irreali, quindi... ho cominciato a cercare di capire come rendere le cose belle più reali per te.»

Il mistero è interessante sin da subito e anche le indagini contribuiscono a tenere incollat* alle pagine.
Non mancano neanche i colpi di scena, davvero incredibili!
Lo stile di questa autrice mi piace molto, è elegante e coinvolgente, inoltre inserisce sempre insegnamenti importanti nelle sue storie, in modo semplice e diretto. Parla di diseguaglianza tra classi, diritti delle persone e il diritto di esistere (anche dei fantasmi) e le faccio un plauso.
So che sta scrivendo una nuova trilogia ambientata nello stesso mondo, ma in epoca vittoriana, quindi più gotica, e io non vedo l’ora di leggerla!
Baci

Voto libro - 4














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