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La serie è composta da: 
 
1. Sei di corvi 
 
2. Il regno corrotto 

2.5 Una riva oscura




Genere: Fantasy

Autore: Leigh Bardugo

24 settembre

A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare.
 


Salve lettori!
Torno finalmente a leggere una delle mie scrittrici preferite, che mi ha conquistata con il suo perfetto anti-eroe e il magico e avventuroso mondo che ha creato.
Parlo di Leigh Bardugo e del Grishaverse, mondo in cui mi sono rituffata in attesa di gennaio e dell’uscita di “King of Scars”.
Prima di potermi godere Nikolai, però, dovevo recuperare la duologia che si sviluppa sempre nel mondo dei Grisha, il cui primo libro si chiama “Six of Crows”, ma in un paese diverso da Ravka: l’isola di Kerch.
Ketterdam è composta di due parti, la parte perbene dei mercanti e i sobborghi malfamati delle gang.
A Ketterdam si può trovare qualsiasi tipo di persona, di qualsiasi nazionalità, anche Grisha. Non è un posto in cui i disadattati possono vivere in pace, però.
La schiavitù, pur essendo illegale, è fortemente praticata: ragazzine vengono vendute a case di piacere, i ragazzini sono costretti a rubare o a legarsi a qualche gang, i Grisha vengono comprati dai ricchi mercanti e resi loro servitori.
La situazione non è facile per i Grisha, la guerra civile è finita da poco, ma comunque nessun luogo sembra essere sicuro per loro.
Soprattutto adesso che la voce di una potente droga, che può controllare e rendere molto potenti e più affinate le capacità dei Grisha, si sta spargendo.
Diversi paesi si contendono la custodia dello scienziato che ha creato questo composto, ma questi finisce nelle mani del governo di Fjerda, popolo che odia i Grisha e che li stermina.
I commercianti di Ketterdam vogliono assolutamente liberare lo scienziato, consci che, se la droga che ha creato venisse commerciata, sarebbe la fine di anni di trattative e accordi commerciali.
Per liberare lo scienziato, viene ingaggiato Kaz Brekker, ragazzo comparso dal nulla, che negli anni, tra furti e giochi di magia, ha scalato la vetta del Barrel, diventando il vice di un boss e creando profitti da posti impensati.
Ma Kaz non può infiltrarsi nell’impenetrabile Corte di ghiaccio da solo.
Ha bisogno di una squadra coi fiocchi.
E ovviamente la trova nel Barrel, sui suoi tetti, nelle sale da gioco e in una casa di piacere, in prigione e per le strade.
Chi per un motivo, chi per un altro, tutti accettano di partire per questa missione suicida. Dovranno prestare molta attenzione, non solo ai pericoli fisici, ma soprattutto ai ricordi, i traumi e i sentimenti che questa missione porta a galla.

Ma conosciamo meglio i nostri criminali.
Kaz Brekker, chiamato Dirtyhands (mani sporche), diciassette anni, orfano.
È comparso nel Barrel dal nulla e con nulla, ma con freddezza e determinazione ha scalato le vette dei Dregs, diventando il tenente e la mente della gang.
Kaz è furbo, spietato, concentrato. Non si lascia confondere da nulla, ha sempre un piano di riserva e prevede qualsiasi cosa possa andare storta, stando sempre un passo avanti le altre gang.
Kaz è sempre vestito elegante, capelli perfetti, bastone da passeggio per la sua gamba ferita e guanti. Girano tante voci sul perché non toglie mai i suoi guanti di pelle, perché ha le mani perennemente macchiate del sangue dei suoi nemici, perché ha artigli da demone. Ma la realtà è molto più macabra e devastante della fantasia.
Kaz non permette a nessuno di vederlo vulnerabile o in difficoltà, tranne ad una persona, la sua Wraith (spettro), Inej.
Inej è arrivata a Ketterdam su una nave di schiavi, dopo essere stata rapita dalla nave dei suoi genitori.
All’inizio era stata venduta al Menagerie, una casa di piacere, e alla sua crudele padrona, ma grazie alla sua audacia, Kaz ha pagato il suo debito e l’ha fatta entrare nei Dregs.
Inej era un’acrobata, è piccola ed agile. Riesce a scalare qualsiasi superficie, ad infiltrarsi in qualsiasi pertugio. Molto presto diventa una ladra, soprattutto di segreti, indispensabile per i Dregs. E per Kaz, per cui è diventata un braccio destro, l’unica di cui si fida e a cui farebbe affidamento. L’unica che gli toglie il respiro ogni volta che la guarda.
Anche per Inej, Kaz è importante, l’ha salvata, le ha dato una casa, le ha dato fiducia e forza. Ma non le dà sé stesso e seppur non le sta bene, non riesce comunque ad allontanarsi.
Jesper è un assiduo frequentatore delle sale da gioco, le carte sono il suo punto debole e i debiti stanno superando le sue possibilità.
Jesper è un cecchino provetto, le pistole sono come parte di lui. È sempre pronto alla battuta e ad alleggerire la situazione, ma sotto tutta la giovialità anche lui ha segreti, dubbi e insicurezze.
Prima tra tutte è perché Kaz non si fida di lui come si fida di Inej, ma questo non compromette la sua amicizia con la Wraith, che è dolcissima.
Personaggio che ho assolutamente adorato è Nina Zenik, che sarà anche in “King of Scars”.
Nina è una Grisha, una Corporalki, che ha trovato sicurezza in una casa di piacere in cui utilizza il suo dono per modificare lo stato d’animo dei suoi clienti.
Nina è spontanea, divergente, solare, bellissima e golosa. Non si lascia abbattere da nulla, è curiosa e coraggiosa.
Vorrebbe tornare a Ravka per combattere di nuovo nella Second Army, aiutare il suo popolo a riprendersi, ma non riesce ad allontanarsi da Ketterdam. Non finché non riesce a liberare Matthias dalla prigione in cui l’ha rinchiuso.
Matthias Helvar è un druskëlle, un cacciatore di streghe fjerdiano.
È in prigione a Ketterdam perché Nina l’ha tradito, accusandolo di essere un mercante di schiavi. Nonostante l’odio che dovrebbe provare per lei, non riesce a dimenticarla e successivamente a starle lontano.
C’è qualcosa in lei che lo fa dubitare di tutto quello che gli hanno insegnato, che gli fa vedere il buono nei mostri che aveva giurato di abbattere.
Ultimo componente è Wylan, figlio del mercante che ha assunto Kaz per questa missione di recupero, scappato di casa e rifugiatosi nel Barrel.
Wylan è il più piccolo del gruppo, il più ingenuo e meno segnato dalla vita, ma comunque coraggioso e utile.
Lui è un demolitore, ha idee brillanti e si arrangia con poco.
Scatta subito una scintilla con Jesper, che lo prende costantemente in giro e lo stuzzica.
Nelle terre fredde e inclementi di Fjerda, piene di persone che li ucciderebbero senza pensarci due volte e in una fortezza inespugnabile, possono “un giocatore d’azzardo, un galeotto, un figlio ribelle, una Grisha smarrita, una ragazza Suli che è diventata un’assassina e un ragazzo del Barrel che è diventato qualcosa di peggio”, avere la meglio e tornare a reclamare il loro premio a Ketterdam?
All’inizio non sappiamo molto di questi personaggi, il loro passato è avvolto nel mistero, il loro futuro indecifrabile.
Ma, a mano a mano che si va avanti nel libro, li conosciamo meglio, leggiamo i loro pensieri, i loro segreti, le loro paure e le loro speranze.
Questo grazie all’interessantissimo e utilissimo POV misto.
Ognuno ha i propri capitoli in cui ci racconta ciò che sta vivendo in quel momento, a volte inframmezzato da ricordi che ci spiegano meglio il personaggio e le loro azioni. È perfetto per capire tutti a fondo, dato che nessuno di loro ha intenzione di aprirsi con gli altri.
Sono persone che hanno sofferto e lottato ogni giorno della loro vita e sanno che dovranno continuare a farlo nel Barrel, a meno che non abbiano abbastanza soldi per cambiare vita.
Per questo si lanciano a capofitto in questa missione impossibile, in cui rischiano il tutto per tutto.
Ho adorato le interazioni tra i sei, le battute e i litigi. Diventano presto affiatati. Ognuno ha un ruolo fondamentale, si compensano e aiutano.
 
“Qual è il modo più facile per rubare il portafogli di un uomo?”
“Coltello alla gola?”, chiese Inej.
“Pistola contro la schiena?”, disse Jesper.
“Veleno nel suo calice?”, suggerì Nina.
“Siete tutti orribili”, disse Matthias.

L’unica cosa che non mi ha convinta di questi ragazzi è l’età.
Sono tutti adolescenti, variano tra i 15 e i 18 anni, ma io, per i comportamenti, i pensieri e il vissuto, li vedevo come 20enni, non di meno né di più. Ma questo pensiero non intacca assolutamente la lettura.
Leigh Bardugo è meravigliosa. La sua scrittura è unica!
Coinvolgente e precisa, crea sempre mondi nuovi e perfettamente costruiti. Riesce sempre a spiegare per filo e per segno ogni elemento che introduce, a descrivere ogni luogo e sviluppare una trama appassionante e adrenalinica, senza mai stancare o annoiare il lettore.
Ketterdam è molto diversa da Ravka, più industriale, più commerciale, più neutrale, e ce la fa immaginare benissimo.
Anche i personaggi sono molto diversi da quelli conosciuti nella trilogia, anche se ne sentiamo nominare molti, e come loro, anche i nuovi personaggi si faranno conoscere e amare.
I colpi di scena ovviamente non mancano. Praticamente ogni capitolo è un colpo di scena, e sono sicura che per il secondo libro sarà lo stesso.
Infatti non vedo l’ora di pubblicare la recensione per poter finalmente iniziare “Crooked Kingdom”.
Non avevo affatto dubbi che avrei adorato questo libro.
Ero davvero curiosa di conoscere i famosi Kaz Brekker e Nina Zenik, e devo dire che ne sono assolutamente innamorata!
In più da poco è uscita l’edizione speciale di “Six of Crows”, stupenda, quindi quale occasione migliore che leggerlo se non da un libro curato in ogni minimo dettaglio, con una cover a dir poco magnifica, pagine rosse e bellissime fan art?
A proposito di fan art, ne ho già trovate di meravigliose!
E la volete sapere un’ultima, bella notizia?
Mondadori porterà questo libro in Italia.
Non so quando di preciso, ma la notizia c’è.
Quindi, forza e coraggio, finalmente potrete avere un assaggio di questa fantastica scrittrice che in Italia viene apprezzate davvero troppo poco.
Baci

Voto libro - 5
 




Genere: Fantasy

Autore: Leigh Bardugo

29 Ottobre

Jesper non smetteva un attimo di tamburellare le dita sulle cosce.
«Qualcuno ha per caso notato che l'intera città ci cerca, ce l'ha con noi o vuole farci fuori?» «E allora?» disse Kaz.

«Be', di solito è solo metà della città.» Kaz Brekker e la sua banda di disperati hanno appena portato a termine una missione dalla quale sembrava impossibile tornare sani e salvi. Ne avevano dubitato persino loro, a dirla proprio tutta. Ma rientrati a Ketterdam, non hanno il tempo di annoiarsi nemmeno un istante perché sono costretti a rimettere di nuovo tutto in discussione, e a giocarsi ogni cosa, vita compresa. Questa volta, però, traditi e indeboliti, dovranno prendere parte a una vera e propria guerra per le buie e tortuose strade della città contro un nemico potente, insidioso e dalle tante facce. A Ketterdam, infatti, si sono radunate vecchie e nuove conoscenze di Kaz e dei suoi, pronte a sfidare l'abilità di Manisporche e la lealtà dei compagni. Ma se i sei fuorilegge hanno una certezza è questa: dopo tutte le fughe rocambolesche, gli scampati pericoli, le sofferenze e le inevitabili batoste che hanno dovuto affrontare insieme, troveranno comunque il modo di rimanere in piedi. E forse di vincerla, in qualche modo, questa guerra, grazie alle rivoltelle di Jesper, al cervellone di Kaz, alla verve di Nina, all'abilità di Inej, al genio di Wylan e alla forza di Matthias. Una guerra che per loro significa una possibilità di vendetta e redenzione e che sarà decisiva per il destino del mondo Grisha.


Salve lettori!
Con “Crooked Kingdom” ho terminato la duologia “Six of Crows” di Leigh Bardugo, e sono più che pronta ad accogliere il mio amato Nikolai.
Ma per adesso posso raccontarvi solo delle ulteriori impossibili avventure di questa banda di fuorilegge.
Purtroppo dovrò fare qualche spoiler, quindi, se non avete letto “Six of Crows”, non continuate la lettura della recensione.
I nostri sei corvi sono riusciti nell’impossibile. Si sono infiltrati nell’impenetrabile Corte di Ghiaccio, hanno trovato Kuwei Yul-Bo e sono fuggiti.
Sono sopravvissuti al giacchio di Fjerda e sono tornati a Ketterdam, sognando la loro ricompensa.
Ma Jan Van Eck, il mercante che li aveva assoldati, non ha intenzione di mantenere la parola data. Non solo non gli dà la ricompensa che aveva promesso, si dimostra un uomo interessato solo al suo profitto, disposto a mandare il mondo nel caos con la jurda parem per arricchirsi, e, inoltre, rapisce Inej.
“Crooked Kingdom” quindi si apre con Kaz, Nina, Matthias, Jesper, Wylan e Kuwei, nascosti nel vecchio cimitero di Ketterdam, a creare piani disperati per salvare Inej.
Dopo Fjerda doveva essere finita, ma nessuno di loro ha intenzione di abbandonare Inej nelle mani di un mercante senza scrupoli.
E anche se Kaz afferma sia solo per il denaro, tutti sanno che è perché non potrebbe mai lasciare Inej indietro.
Kaz, però, fa un errore che potrebbe costare tutto: sottovaluta il mercante, che chiede aiuto al Re del Barrel, l’uomo che Kaz ha passato la vita a distruggere mattone dopo mattone, Pekka Rollins.
All’improvviso si ritrovano intrappolati, circondati, i loro piani saltati, nessuna speranza di uscire vivi dalla città.
Ma mai sottovalutare un ragazzino educato dalla strada, perché ha sempre un asso nella manica...


Wow! Lettori, wow!
Leigh Bardugo è un genio. “Crooked Kingdom” non è solo un libro, è un insieme di idee pazze e geniali, capaci di mettere un’intera città alla mercé di un gruppo di ragazzi che hanno dovuto lottare con le unghie e con i denti per salvarsi.
È un insieme di emozioni che vi lasceranno stremati alla fine della lettura. Quando ho girato l’ultima pagina non potevo assolutamente credere ai miei occhi. In realtà quando giravo qualsiasi pagina.
Sono successe talmente tante cose che sembra impossibile siano raggruppate tutte in un solo libro.
Mi credete? Ad un certo punto, è diventato doloroso andare avanti nella lettura.
I loro piani andavano sempre male e ci sono dei colpi di scena che lasciano talmente spiazzati, che avevo il terrore di continuare per paura che andasse definitivamente tutto a rotoli e niente si sarebbe risolto.
La scrittrice, poi, è stata capace di farmi amare ognuno di questi disadattati, ognuno per qualcosa di diverso, quindi ogni punto di vista era capace di farmi soffrire.
Ho amato Kaz per la sua genialità e scaltrezza, per la sua capacità di creare piani dalle situazioni più disperate, la forza di rialzarsi sempre più forte, la finta crudeltà, la voglia di lasciarsi i traumi alle spalle, per i muri che si è costruito intorno e che dovrebbero tenere lontani tutto e tutti, ma che non riescono a fermare l’amore e il rispetto che il suo gruppo prova per lui.
Inej si è fatta amare per il suo coraggio, la sua fede, la fiducia in sé stessa e nei suoi compagni, l’amore che ha dato incondizionatamente e il perdono che non ha mai negato.
Nina sta combattendo con tutta sé stessa la parem.
L’ha assunta per salvare i suoi amici, quindi non si pente, ma resistere al desiderio di sentire i suoi poteri così forti è dura. Finché non si rende conto che la droga ha lasciato altro dietro di sé, un cambiamento che Nina non sa come affrontare, né come accettare. Ma ci proverà, per i suoi amici, per Matthias, per il futuro che vuole realizzare con lui.
Matthias sta imparando ad accettare che quello che gli hanno inculcato nei drüskelle è sbagliato, che l’odio verso i Grisha è ingiustificato, che, se affrontassero in modo diverso la situazione, non ci sarebbe bisogno di inutili sacrifici e spargimenti di sangue.
Jesper deve affrontare la malattia che lo sta mangiano dall’interno, quell’inquietudine che non lo abbandona mai, la necessità di dimostrarsi cambiato, più forte, migliore. Anche se pensa che non potrai mai essere migliore, non potrà mai cambiare. Sotto quella maschera da affascinante mascalzone, anche il nostro impavido pistolero ha diversi mostri da affrontare.
E poi c’è Wylan, che è un cucciolotto e che io adoro.
È passato dall’essere il figlio disconosciuto di un mercante senza cuore, a diventare un ragazzo coraggioso e pronto a tutto pur di proteggere le persone che ama. Che ha imparato ad accettare i suoi difetti e mettere in risalto i suoi pregi, senza doversi sentire inferiore.
Ognuno di questi ragazzi ci lascia un insegnamento importante, ma insieme ci fanno capire che, non importa le difficoltà, quando hai qualcuno che ti ama e che è disposto a tutto per te, anche se non credi di meritarlo, puoi raggiungere qualsiasi cosa.


“Per cosa pensate siano stati usati i soldi?”, ripeté Kaz.
“Armi?”, chiese Jesper.
“Navi?”, domandò Inej.
“Bombe?”, suggerì Wylan.
“Politici corrotti?”, offrì Nina.
Guardarono tutti Matthias. “Qui è quando ci dici quanto siamo orribili.
Lui fece spallucce. “Sembrano tutte scelte pratiche.”

Oltre ai personaggi principali, ci sono diverse apparizioni che mi hanno fatto sorridere come una matta!
Come, ipoteticamente, quella di un certo re...
Tra le tantissime cose che succedono, ne accade anche una che non accetterò mai.
Qualcosa che mi ha fatto stare troppo male, perché non è giusto, perché se proprio doveva esserci poteva almeno essere resa più epica. Non dico sia inutile, perché mi sa che serve per la crescita di un personaggio, ma non significa che posso accettarla con più facilità.
Nonostante questo, “Crooked Kingdom” è epico, è un capolavoro, un libro che non potrebbe mai deludere, che stupirà sempre e che necessita di un terzo libro.
Ho assolutamente bisogno di un terzo libro, la storia lo richiede, come anche la serenità del lettore.
La buona notizia è che un terzo libro è in programma, la brutta è che non si ha alcuna notizia. Ci tocca aspettare, ma almeno Re Nikolai ci aspetta a gennaio. Non vedo l’ora! Baci




Voto libro - 5 
 



Genere: Fantasy

Autore: Leigh Bardugo

22 settembre 2026

I mercanti di Ketterdam sono sotto attacco. I loro loschi affari sono stati smascherati, le loro navi affondate, gli schiavisti braccati, come fanno con le loro vittime. Tutto opera di una misteriosa capitana pirata e della sua nave, la Spettro.
Ora due investigatori collaborano per scoprire la verità dietro un massacro avvenuto in mare. Tra le prove: la corrispondenza privata fra il famigerato criminale Kaz Brekker e una marinaia anonima a bordo della Spettro conosciuta solo come "I".



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La serie è composta da: 

1. The knight and the moth

2. The knave and the moon



Genere: Romantasy

Scritto da: Rachel Gillig

15 ottobre 2025

La profetessa e il cavaliere, in una favola gotica avvolta di mistero. Sybil Delling ha trascorso nove anni sognando di non avere sogni. Come le altre Divinatrici che vivono con lei nella Cattedrale, può prevedere cose terribili prima che accadano, e gente da ogni dove sfida le ventose brughiere del regno di Traum per farle visita e conoscere il futuro. Proprio quando le Divinatrici sono vicine alla fine dei loro anni di servizio, un misterioso cavaliere bussa alla loro porta. Maleducato, eretico e diabolicamente affascinante, il cavaliere Rodric non ha rispetto per le visioni di Sybil. Ma quando le altre Divinatrici iniziano a scomparire una dopo l'altra, Sybil non ha altra scelta che chiedere il suo aiuto per trovarle...



Salve salve!
Torna Rachel Gillig in Italia con il primo volume di una nuova dilogia: “The Knight and the Moth”.
Ringrazio Giunti per la bellissima copia cartacea.
Pront3 ad entrare nel regno di Stonewater?

“Tu conosci già questa storia, Bartholomew, anche se l’hai dimenticata. Te la racconterò nel miglior modo possibile, e prometto di essere onesta nel riportare i fatti. Se non lo sarò non farmene una colpa. Narrare una storia è sempre in parte mentire, no?”

Sei/Sybil è una Divinatrice della Cattedrale di Aisling. Da quasi dieci anni annega nell' acqua che sa di fiori putridi della Cattedrale e divina per chiunque paghi abbastanza. Stavolta dovrà divinare per il nuovo giovane re.
La prassi è sempre la stessa: il re le offre il suo sangue, la badessa la spinge sott’acqua, lei annega e sogna.
Sogna una moneta liscia da un lato e ruvida dall’altro, un calamaio, un remo, una campana e una pietra da telaio.
Questi simboli, che lei deve interpretare, sono presagi da parte degli Omen, delle divinità, i cui motti e credi sono legge nei vari borghi del regno.
Il nuovo re purtroppo non ha molta fortuna, poiché tutti i simboli che Sei interpreta sono a suo sfavore, ma questa cosa non sembra abbatterlo più di tanto.

«Spade e armature non sono nulla contro la pietra.»

La vita di una Divinatrice è isolata e monotona. Sono sempre in sei, hanno la badessa e i gargoyle, ma non hanno contatti con nessuno al di fuori della Cattedrale poiché sono considerate anch’esse divine.
Per questo quando il re e i suoi cavalieri visitano la Cattedrale, le Divinatrici decidono di approfittare della compagnia.
I loro dieci anni di servizio sono quasi finiti, manca poco e saranno libere da sogni, annegamenti e gargoyle, eppure non conoscono nulla del regno al di fuori delle mura delle Cattedrale.
Cosa che Rodrick Myndacious, il peggior cavaliere di tutta Traum, non perde occasione di sottolineare.
Sei e Rory si sono scambiati un solo sguardo e qualcosa è scattato tra loro… un’antipatia istantanea.
Sybil reputa Rory un uomo spregevole e indegno di essere chiamato cavaliere, Rory odia tutto ciò che Sei rappresenta. Eppure sembrano non riuscire a stare lontani…
Sei pensa e ripensa alle parole di Rory e decide di chiedere un favore (che si trasforma in un ricatto): accompagnare le Divinatrici nel borgo vicino per una sera di festa.
È molto strano che questa idea arrivi proprio da Sei, solitamente ligissima al dovere, ma le parole di Rory l’hanno infastidita non poco. E poi, farebbe anche di tutto per le sue sorelle.
Nonostante sperasse di non vederlo più, Sybil dovrà chiedere aiuto proprio a Rory quando le sue sorelle iniziano a sparire.
Una dopo l’altra, le Divinatrici scompaiono, la badessa non sembra essere interessata, ma Sybil non può abbandonare le sue sorelle, per questo cerca l’aiuto del re.
Nonostante il disappunto di Rory, che la reputa un burattino della badessa, Sybil stringe un patto con il re: lui la aiuterà a trovare le Divinatrici, ma lei dovrà accompagnarlo in una missione segreta.
Sybil accetta, senza sapere che quello che scoprirà stravolgerà tutto quello in cui ha sempre creduto e tutto ciò che è sempre stata.

«Cercherò le Divinatrici nei borghi.» La mia voce suonava lontana. «Prenderò in mano le redini.»

Sybil è un personaggio bellissimo, ha tante fragilità così come punti di forza. Uno di questi è proprio essere consapevole di ciò che potrebbe indebolirla e lavorare su se stessa per diventare più forte.
È cresciuta manipolata dalla badessa, l’unica figura materna che ricorda, ma nonostante le sue parole Sybil ha fatto di tutto per non dimenticare l’unico pezzo di sé della sua vecchia vita: il suo nome.
Forse una piccola parte di sé sentiva che la Cattedrale non potesse essere tutto, che forse, oltre ad essere una Divinatrice e avere gli occhi coperti da una benda, sarebbe potuta essere altro.
Per dieci anni Sybil non è stata altro che una Divinatrice, il suo valore dettato dal suo annegamento, e un pezzo di sei, e adesso che è rimasta sola e che il suo mondo è caduto a pezzi deve scoprire chi è e chi desidera essere.

“Era impossibile vedere i suoi occhi. Come per lui era impossibile scorgere i miei attraverso la benda. Tuttavia lo sentii, da qualche parte tra lo stomaco e la gola, l'istante in cui mi avvistò sul muro.”

In questo viaggio di scoperta di sé la accompagna Rory.
Rory che non impone mai il suo pensiero, che nonostante l’antipatia che dice di provare dimostra di capire Sybil e di vederla davvero, nonostante la benda che separa i loro occhi, che è uno spettatore incantato dalla crescita della donna e la assiste quando lei ne ha bisogno.

Adesso possiamo chiarire una cosa: questo NON è un enemies to lovers.
C’è antipatia all’inizio, astio, ci sono pregiudizi da entrambe le parti, si punzecchiano e si prendono in giro, ma sicuramente non si odiano, anzi c’è anche curiosità, una scintilla inaspettata, un feeling che fanno finta di ignorare.

«Per favore, Rory. Toglila. Voglio che qualcuno mi veda. Voglio che quella persona sia tu.»

E poi passiamo al mio personaggio preferito: il gargoyle con le ali di pipistrello.
Ho adorato qualsiasi cosa sia uscita dalla bocca di questa creatura: mi ha fatto morire dal ridere e mi ha fatto emozionare.
Il gargoyle dice tutto quello che gli passa per la testa, in modo sincero e schietto, senza filtri… ed è meraviglioso.

La trama del romanzo è molto interessante e davvero bella, è costruita benissimo e ha dimostrato che l’autrice ha una fantasia incredibile.
Inoltre, si riconferma la sua bravura: Rachel Gillig sa costruire delle storie particolari, ricche di elementi originali e scritte in modo meraviglioso.
Iniziare un libro di questa autrice è come essere trasportati in quel mondo, ha una prosa che cattura, è semplice e allo stesso tempo ha una cadenza poetica, magica.
Altro punto a suo favore è che questa storia, almeno per me, non ricorda la sua prima dilogia: ovviamente hanno dei punti in comune, ma l’autrice è stata bravissima a renderle uniche e distinguibili.
Questa dilogia sembra avere un tono meno oscuro, c’è una quest, una nuova famiglia pronta ad accogliere la protagonista, una fantastica spalla comica, ma l’oscurità trova il modo di fuoriuscire. Si percepisce nelle leggende raccontate, nei luoghi bui che visitano, nelle tradizioni messe in atto, negli sguardi che passano inosservati.

Devo dire che molti colpi di scena li avevo capiti, l’autrice ha piantato molti indizi e sono contenta di averli colti in modo corretto. Nonostante questo, sono rimasta comunque scioccata dal finale. Me lo aspettavo? Sì. L’ho superato? Ancora no.
Purtroppo però dobbiamo metterci l’anima in pace perché il secondo volume è previsto per il 2026, ma non c’è ancora una data precisa.
Baci.


Voto libro - 4.5





Genere: Romantasy

Scritto da: Rachel Gillig

23 Settembre 2026


La cattedrale di Aisling è un cumulo di macerie e i terremoti devastano il regno. Si dice che Rodrick Myndacious, Bartholomew e Maude Bauer siano morti, e il Re Castor ha preso in moglie Sybil Delling, l'ultima Divinatrice. Per celebrare la loro unione e consolidare il proprio potere, il Re organizza una serie di spettacolari tornei in tutti i borghi. Prigioniera e tenuta sotto l'effetto di droghe, Sybil rimane determinata a sconfiggerlo come un tempo fece con gli Omen, anche a costo di distruggere la fede del regno e se stessa. Ma poi sull'arena compare un uomo misterioso, senza nome e senza passato, che potrebbe essere la chiave di Sybil per annientare il Re, salvare le creature magiche e finalmente cambiare le cose nel Regno di Stonewater. Perché, in una terra dove le storie sono destinate a ripetersi e dove un Re può dimostrarsi crudele quanto un dio, l'unico modo per distruggere davvero la fede è salvarla.




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 Genere: Fantasy

Autore: Aiden Thomas

26 ottobre 2021

Yadriel ha evocato uno spirito, e ora non riesce più a liberarsene. Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi – una famiglia latinx molto tradizionalista – faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l'aiuto di Maritza, sua cugina nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell'aldilà. Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d'altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare…
 

Salve lettor3!
In questa recensione vi parlo di un libro che ho amato, adorato, che mi ha scaldato il cuore e fatto ridere un sacco.
“Cemetery Boys” di Aiden Thomas è un fantasy che ha fatto tanto parlare di sé. È il debutto di un autore Latinx, queer e trans, che ha riversato su carta la sua esperienza, creando un fantasy spettacolare che non si dimentica tanto facilmente!
 
“Non lascerò che mi abbandoni in una chiesa infestata...”
“Non è infestata!”
“Se io sono qui, e sono un fantasma, allora è infestata!”
 
Yadriel è un ragazzo trans e gay in una comunità Latinx molto legata alle tradizioni.
La sua famiglia è a capo dei brujx di East Los Angeles, suo padre avrebbe il potere di cambiare le regole e permettergli di prendere il suo posto nella comunità, ma si ostina a nascondersi dietro alle usanze per non affrontare l’identità di suo figlio.
Yadriel, però, ha bisogno di dimostrare al padre di essere un vero brujo, un vero uomo, anche a costo di trasgredire alle regole più importanti della sua comunità.
Insieme a Maritza, sua cugina, che le regole le trasgredisce molto volentieri, svolge il rituale per ricevere i suoi poteri da Santa Muerte.
Ansia, paura e trepidazione si susseguono nel cuore di Yadriel in attesa della decisione di Santa Muerte, che alla fine gli concede i suoi poteri. È un brujo e nessuno può più negarlo.
Il tempo di festeggiare, però, viene interrotto da una terribile sensazione: uno di loro è morto.
Miguel, un loro cugino, è scomparso mentre era di guardia intorno al cimitero, ma nessuno riesce a trovarne il corpo, né il suo portaje, il pugnale che lo lega alla vita terrena e con cui possono liberarlo, sanno solo che è morto in modo molto doloroso.
Yadriel vorrebbe aiutare suo padre a cercare Miguel, dimostrare di essere un brujo, ma ovviamente non gli viene permesso e, anzi, il padre si lascia scappare parole che feriscono profondamente Yadriel.
Così decide di occuparsene da sé, accompagnato da Maritza, e di evocare lo spirito del cugino. Ma le cose non vanno come sperato e al posto di Miguel compare lo spirito di Julian Diaz, il cattivo ragazzo della scuola, che non ha intenzione di andarsene finché non si è assicurato che i suoi amici stiano bene.
I due ragazzi fanno un patto: Yadriel permette a Julian di restare sulla terra finché non rivede i suoi amici, ma Julian deve aiutarlo a scoprire cosa è successo a suo cugino, dato che sono morti nello stesso momento.
Così Yadriel si ritrova a nascondere lo spirito di un bellissimo ragazzo in camera sua, in una casa piena di persone che possono vedere gli spiriti, con cui deve risolvere uno o forse più omicidi. 
Divertente, no? Soprattutto se lo spirito è quello di un ragazzo pieno di energia, che non ha filtri tra cervello e bocca e dice tutto, TUTTO quello che gli passa per la testa, e che gli distrugge la camera per esercitarsi con le sue abilità di fantasma.
 
“Yadriel gemette e si passò una mano sul viso. Il lato positivo era che aveva effettivamente evocato un vero spirito. Il lato non proprio positivo era che aveva evocato quello sbagliato.”
 
Lettor3, io non la volevo scrivere questa recensione. Sapete perché?
Perché scrivere la recensione significa che ho finito il libro, il che significa che non tornerò a sbavare per la cucina di Lita, la nonna di Yadriel, a ridere per i litigi tra lui e Julian o per le risposte taglienti di Maritza, a respirare l’aria di Día de Muertos e a vivere questa cultura così colorata, antica e affascinante!
Io tendo a non dire che un libro sia perfetto, non mi piace dirlo, ma “Cemetery Boys” si avvicina tanto alla perfezione.
Aiden Thomas è riuscito a frmi adorare dei capitoli lunghi!
Avete letto bene, capitoli lunghi!
Io odio i capitoli lunghi, ma in questo caso sono l’unica forma adatta alla storia perché Aiden Thomas, per farci immergere nel mondo di Yadriel, ha bisogno di soffermarsi su ogni particolare, ogni usanza e tradizione. Deve spiegarci cosa significa essere un brujo, cosa sia un portaje, quali prelibatezze si preparano per Día de Muertos, perché i fiori, i colori e gli odori sono così importanti.
Insomma, ci regala una full immersion in una cultura antica, bellissima, con cui l’elemento fantasy si sposa alla perfezione.
Santa Muerte ha donato ai brujx dei poteri, tutti possono vedere e percepire gli spiriti, un brujo può tagliare il legame con la terra, mentre una bruja può guarire. E in quest’atmosfera di spiriti e magia si sviluppa una storia misteriosa e avvincente.
Una cosa che ho adorato è che l’autore è stato bravissimo a lasciare piccoli indizi e ad utilizzare benissimo delle tecniche narrative per far intuire a chi legge cosa stesse succedendo. È stato estremamente emozionante riconoscere quelle tecniche, in gergo chiamate “la pistola di Chekhov” e “arringa rossa”.
 
Ma la cosa ancora più bella è che la parte fantasy è perfettamente bilanciata da Yadriel e Julian.
Questi due ragazzi vi ruberanno il cuore, specialmente Julian. Dico sul serio. L’ho amato dal primo istante, mi ha fatto ridere ogni volta che apriva bocca, anche se non parlava mi portava istantaneamente un sorriso sulle labbra.
È stato interessante leggere la storia di Yadriel, è stato diverso, utile. Il mio cuore si è spezzato spesso per le difficoltà che ha dovuto passare e che continua a passare. Lotta per dimostrare di essere un brujo, ma in realtà gli serve per affermare di essere un ragazzo, di avere una prova inconfutabile affinché nessuno possa più sbagliare o sminuire la sua identità.
È una battaglia dettata dalla rabbia più che dalla necessità, e Julian glielo farà notare con la sua spontaneità e franchezza.
 
”Yadriel era stanco. Era stanco di perdonare. Era stanco di combattere solo per esistere ed essere sé stesso. Era stancato di essere quello di troppo.”
 
Mi viene da piangere se ripenso a questo libro, mi ha tenuto in una morsa emotiva molto, molto stretta: ci sono state alcune pagine davvero traumatiche, altre che mi hanno fatto sciogliere il cuore.
Avrei voluto altri mille epiloghi per non lasciarli andare, per restare lì con loro a festeggiare Día de Mertuos, mangiare i piatti di Lita, spettegolare con Maritza, lottare con Yadriel e sognare con Julian.

Non penso di aver elogiato abbastanza questo libro, mi sono sicuramente persa qualche “meraviglioso” per strada.
Vi fidate di me? Ho mai detto bugie?
No, non dico bugie, non quando parlo di libri, quindi fidatevi ancora una volta e leggete questo libro. Vi farà stare bene.
Baci

Voto libro - 5 
 


 


 
 
 
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Genere: Romance

Scritto da: Francesca C. Cominelli

21 novembre 2025

Una città lasciata controvoglia.

Un cowboy mai dimenticato.

Un passato che torna, prepotente, a bussare al cuore.

Amanda De Angelis è cresciuta tra le strade di New York, dopo aver lasciato l’Italia con la sua famiglia da bambina. La sua vita è frenetica, scintillante, perfetta — almeno fino a quando non è costretta a seguire i suoi genitori in Texas per l’apertura di una nuova pasticceria. Lì, tra ranch polverosi e stivali impolverati, Amanda si ritrova faccia a faccia con Jared Cooper, il ragazzino che da piccoli le rendeva la vita impossibile… e che adesso è diventato un cowboy irresistibile.

Lui è cresciuto tra cavalli e silenzi, lontano dalla città. Lei non ha mai lasciato Manhattan, dove le cicatrici dell’infanzia si sono trasformate in forza e determinazione. Ma il destino ha piani tutti suoi: vecchie ruggini, tensioni mai sopite e una chimica impossibile da ignorare.

Tra battibecchi, sguardi che incendiano e un passato pronto a riemergere, Amanda e Jared scopriranno che a volte per trovare il proprio inizio, bisogna prima affrontare la fine. Anche quando si crede di avere tutto sotto controllo.





Care amiche e amici del Confine,
Oggi parleremo di “Imprevisto con l’amore”, primo volume della serie “Warm Spring” di Francesca Cominelli pubblicata da Triskell edizioni.

Amanda De Angelis è un’italiana cresciuta a New York, dove ha costruito tutta la sua vita… fino a quando non si ritrova in Texas per aiutare i suoi genitori nell’apertura di una nuova pasticceria nella cittadina dove si è trasferita la famiglia di Jared Cooper, il bambino che l’ha “perseguitata” per tutta l’infanzia.
Ma quello che era solo un bambino dispettoso, oggi è un cowboy a tutto tondo pronto a far crollare le certezze di Amanda.

“Il cowboy mi si fa più vicino, al punto che riesco a percepire il suo profumo, un mix di fieno, bergamotto e cattive intenzioni. Fissa i miei capelli e tira una ciocca.”

La ragazza di città e il ragazzo di campagna: il solito cliché? Sì e no.
All’inizio della storia Amanda sembra sicuramente una newyorkese a tutti gli effetti che pretende agi e comfort anche in mezzo al nulla ma, più il passato torna vivido, più la bambina di campagna che è in lei esce allo scoperto con tutte le sue sfaccettature.
Al contrario, Jared è esattamente quello che mostra sin dall’inizio, pregi e difetti, con un carattere molto forte e autoritario (un vero testone).
La storia tuttavia non ruota solo intorno ai due protagonisti, che narrano direttamente la loro storia, ma anche intorno ai rispettivi amici e familiari (dinamiche che ho trovato quasi più interessanti della linea principale).

“Non riesco a capire se stiamo litigando o flirtando, bambolina.»
«Credimi, cowboy, se flirtassi davvero con te non avresti dubbi.»”

I personaggi sono molteplici e con molte sfaccettature, i principali sono ben identificabili ma altri vengono introdotti o con troppi dettagli o senza abbastanza informazioni, confondendo spesso il quadro generale.

Ho trovato la linea narrativa molto confusa: a tratti molto lenta e a tratti fin troppo veloce, come se l’autrice volesse in qualche modo compensare la lentezza della trama (che gira di fatto intorno ai protagonisti come duo e si adatta poi ai percorsi dei singoli).
Il cliffhanger finale non ha fatto altro che indispormi ancora di più nei confronti di un libro che ho già dovuto leggere a più riprese perché non è riuscito a coinvolgermi.

È una storia che, probabilmente, avrei potuto apprezzare da adolescente (anche per via degli scambi piuttosto cringe) ma adesso mi sembra più un mix di altre storie già lette.
In conclusione: carino, ma non mi invoglia a continuare la storia dei protagonisti nei seguenti volumi.
Buona lettura e alla prossima!

 
Voto libro - 3







Genere: Cowboy romance

Scritto da: Francesca C. Cominelli

24 aprile 2026


Ha dimenticato l’uomo che ama. Ma il suo cuore continua a riconoscerlo.

Amanda De Angelis ha sempre avuto una strategia infallibile: scappare quando le cose diventano troppo vere. Quando un incidente le porta via mesi di ricordi, la sua vita si trasforma in un puzzle incompleto… e Little Spring diventa il posto peggiore dove provare a rimettere insieme i pezzi.

Perché a Little Spring c’è Jared Cooper.

Cowboy dagli occhi grigi, silenzioso e testardo, Jared è un uomo che Amanda non ricorda. Eppure il suo corpo reagisce a lui come se lo conoscesse da sempre: un brivido sotto pelle, un senso di casa impossibile da spiegare. Jared sa cosa hanno condiviso. Sa cosa hanno perso. Ma convincere Amanda a fidarsi di ciò che non ricorda potrebbe essere la sfida più difficile della sua vita.

Amanda decide di andarsene, rifugiandosi nel lavoro e nella distanza. Ma quando il destino – e il lavoro – la riportano proprio a Little Spring, capisce che il vero problema non è recuperare la memoria.

Il vero problema è restare.

Perché inciampare nell’amore è facile.

Smettere di scappare… è tutta un’altra storia.




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Genere: Fantasy

Scritto da: F. T. Lukens

La diciassettenne Ellinore ha un’ultima quest: trovare il mitologico Elder Beast e salvare la vita del suo sconsiderato gemello, Zig. Dovrebbe essere facile per l’eroe con il record di questing migliore del regno. Ma c’è un problema: tutte le vittorie di Ellinore sono una bugia.

Accompagnata da una squadra raffazzonata che include Aven, lə principə incantevole in modo irritante diventatə lə suə rivale più accanitə, Ellinore deve avventurarsi in questa quest e decidere chi vuole essere davvero: la bugiarda celebrata dal regno, l’eroe di cui ha bisogno o qualcuno di completamente nuovo.


Salve Confine,
“The Last Best Quest Ever” è il nuovo fantasy YA di FT Lukens. Andiamo a scoprirlo!

Ellinore la Coraggiosa è l’avventuriera più famosa e imbattibile del regno di Avoury. Ha inziato a tredici anni e adesso, a diciassette, è già pronta a ritirarsi.
Grazie alle avventure (le quest) è riuscita a guadagnare l’oro necessario per comprare una casa ai genitori e garantire una vita serena a loro e suo fratello gemello, ha raggiunto il suo obiettivo… inoltre è stanca di mentire.
Ellinore ha sempre completato le quest indette dal re e dalla regina, ma trovando una via alternativa… Il drago dorato che mangiava le pecore e spaventava gli abitanti? È diventato suo amico, adesso ha una sua caverna e la aiuta nelle quest. Le salamandre? Spostate in un angolo remoto del regno noto per le sorgenti termali. E così via.
Ellinore non ha mai ricorso alla violenza, ma ha deciso di comunicare con le creature magiche e trovare un’alternativa… mentendo poi alla corona e all’intero regno. Non che le storie inventate dai bardi fossero farina del suo sacco, anzi Ellinore odia le ballate su di lei.

Quando finalmente torna a casa, nella speranza di godersi la sua pensione, scopre che tra lei e suo fratello Zig si è creato un divario colmo di incomprensione e gelosia.
Ellinore non riesce ad essere onesta, mentre Zig prova talmente tanto rancore che scommette il suo cuore e la sua vita contro un duo di maghi.
Zig scommette che la sua perfetta sorella riuscirà ad ottenere il corno dell’Elder Beast, una creatura mitologica, in due settimane; in caso contrario, Zig morirà.
Ellinore non vorrebbe assolutamente partire per questa quest impossibile, ma la vita di suo fratello è in pericolo, quindi rimette la maschera della Coraggiosa e parte per una nuova avventura… ma stavolta non è da sola.
Zig si unisce a lei e anche Aven, principə ed eternə avversariə di Ellinore, unitosə (apparentemente) su decisione del re. Lungo la strada, poi, si uniranno anche Farrah, esperta di mappe, e Rylan, un po’ mago un po’ bardo, desideroso di raccontare la verità dietro le ballate.

Ogni membro del gruppo aggiunge una specialità che potrebbe aiutare Ellinore, ma è difficile per lei fidarsi e lasciar cadere la maschera. Quindi continua a fingere di essere Ellinore la Coraggiosa, si sforza di ragionare come pensa che le persone si aspettino lei ragioni, finendo per mettersi in altri guai. Solo quando segue il suo istinto si sente davvero sicura di sé, ma essere solo Ellinore potrà mai bastare per salvare Zig?

Ellinore è una giovane donna a cui è stato affibbiato un ruolo ben definito da bambina. Quando ha capito che essere quella determinata persona le avrebbe permesso di ottenere i mezzi per aiutare la sua famiglia, si è calata completamente nella parte e ha iniziato a fingere. Nonostante non stesse facendo niente di male aiutando le creature fantastiche invece di eliminarle, ha costruito un castello di bugie da cui non sa come uscire.
Si è completamente isolata per paura di essere scoperta e nemmeno suo fratello gemello la conosce più. Conosce solo la protagonista delle storie, eroica e perfetta, e ciò lo fa sentire ancora più inadeguato, lui che è un imbroglione e un ladro.
Ellinore è sempre sul chi va là e non riesce a fidarsi di nessuno, neanche di chi vuole aiutarla davvero, ma per fortuna questo viaggio disperato la aiuterà a capire che non deve per forza fare tutto da sola e che il suo modo di fare potrebbe essere un’alternativa alla violenza delle quest.

“Sarà divertente! Con vibe da quest migliore di sempre.”

FT Lukens ci regala un’altra storia dal worldbuilding incredibile e inclusivo, in cui è facile immergersi grazie alle descrizioni vivide e lussureggianti, con personagg3 sensibil3 e sfaccettat3.
Il worldbuilding è costruito molto bene; è piuttosto classico, con un regno fantastico fondato sulle categorie dei giochi di ruolo più noti, ma ciò che mi ha conquistata è la gerarchia delle creature e la verità sulla creazione del mondo.
I personagg3 sono diversi, ognunə con un’identità precisa, un destino da cambiare e aspettative da mandare all’aria. Come ho detto prima, ogni membro porta qualcosa di unico e special nel gruppo, che può aiutare nella quest, ma anche a consolidare un’amicizia di cui ognunə di loro ha bisogno. Diventano una found family inaspettata, ma quasi destinata.

“Cosa stavo pensando? Non ne ero sicura. Ho fatto ciò che pensavo Ellinore la Coraggiosa avrebbe fatto e ho perso la mappa. Ho anche quasi perso i miei amici e me stessa nell’incendio.”

Molto belli anche i temi trattati, come la sindrome dell’impostore di Ellinore, la gelosia e il sentirsi inadeguati di Zig, il valore di Aven, ultimə tra gl3 ered3 al trono, le aspettative per Farrah, giovane donna nobile che studia le mappe e vorrebbe diventare una quester, i pregiudizi verso Rylan, pronipote di un uomo considerato strano e quindi strano anche lui perché ha deciso di proteggere i tesori che gli ha lasciato. Ma parla anche della violenza e della mancanza di rispetto degli umani verso le creature magiche, quelle più piccole, che vengono schiacciate, e quelle più forti, che devono essere conquistate.

“Voi umani. Prendete e uccidete, e alla fine lo celebrate.”

Per concludere, se cercate una storia fantasy che riprende l’immaginario classico delle quest rendendolo inclusivo e femminista, che esplora i temi dell’autostima e dell’inadeguatezza senza dimenticare un po’ di divertimento e di romance, allora “The Last Best Quest Ever” è perfetto!

Voto libro - 4



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