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La serie è composta da: 

1. Le ventisette sveglie di Atena Ferraris 

2. Le ottanta domande di Atena Ferraris



Genere: Narrativa

Scritto da: Alice Basso

21 gennaio 2025

"Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Ho trent'anni, vesto fuori moda e odio le sorprese. E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte. Tutta colpa del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l'ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Al momento, per esempio, si è iscritto a una scuola di magia. Sembrerebbe una cosa innocua, se non fosse che, fra giochi di prestigio e illusioni, è inciampato in un mistero vero, di quelli che scottano. Mi ha supplicata di aiutarlo, dice che ha bisogno della mia capacità di vedere particolari che gli altri non notano. E così eccomi costretta a uscire di casa, a conoscere persone nuove e ad avere conversazioni normali. Ma forse è quello che ci vuole: forse è arrivato il momento di mettersi in discussione e capire se mia madre ha detto la verità sul mio modo di essere. A volte bisogna uscire dal guscio per capire chi si è davvero". Dopo averci fatto sognare con le avventure di Vani Sarca e Anita Bo, Alice Basso torna dai suoi lettori con una nuova protagonista: diversa, ma che assomiglia un po' a ognuno di noi. Perché siamo pieni di fragilità, ma anche di una forza che non sappiamo di avere. E Atena è qui per dimostrarcelo.




Salve salve!
Tra le ultime uscite c’è stato un titolo che mi ha conquistata perché, da persona che mette sveglie per qualsiasi cosa, mi sono sentita molto rappresentata!
Parlo di “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” di Alice Basso, primo volume di una nuova serie dell’autrice.
Conosco Alice Basso di fama, ma non ho mai letto nulla di suo. Il titolo e la trama del suo nuovo libro, però, mi hanno conquistata, quindi eccoci a parlarne.

“Intanto io segno. Segno tutto. Devo sempre segnare tutto, peggio di Febo. O non mi ricordo niente, e perdo tutto, e mi perdo anch’io. Come dicevo: benvenuti nella mia vita.”

Atena Ferraris è un’enigmista, ha una rivista online per cui crea tutti i giochi, gli enigmi e i cruciverba.
La sua giornata è scandita dalle ventisette sveglie che le servono per rimanere concentrata e portare a termine le varie sezioni della rivista. Poi ci sono quei momenti in cui sente di dover chiamare il fratello gemello Febo, spesso in procinto di lanciarsi in avventure spericolate e pericolose per riaccendere la vena creativa e scrivere il suo prossimo thriller.
Una delle sue ultime trovate, forse la meno pericolosa, è stata iscriversi a una scuola di di prestigiazione. “Cosa c’entra questo con Atena?”, penserete.
Beh, una sera dopo la lezione, Febo assiste a un omicidio e Atena è l’unica che può aiutarlo. Lei adora i gialli; inoltre è bravissima a notare i dettagli.
Quindi Atena si ritrova costretta a mandare all’aria la sua routine e le sue sveglie per aiutare Febo in un’assurda caccia al criminale, che all’improvviso diventa reale davvero.
La cosa più assurda? Altre due persone si aggiungono alla loro indagine: Gemma, neuropsicologa per cui Febo ha una cotta, e Jacopo, che indossa abiti desueti e inusuali proprio come Atena… e che sembra osservarla in modo strano.

“«Non sono fatta per chattare. Non sono incline alle conversazioni. Lo dico subito. Così uno è avvertito.»
«Mi considero avvertito. Ora possiamo scambiarci il numero?»
«Ma perché?!» Mi viene quasi da piangere. Cos’ho fatto per meritarmi questo? Io volevo solo cercare del sangue su un pavimento.”

Potremmo definire “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” un cozy mystery. La trama si sviluppa intorno al mistero da risolvere, ma il perno della storia è la nostra protagonista, alla continua scoperta di se stessa.
Atena è sempre stata diversa dagli altri, diversa persino dal fratello gemello, l’unica persona che riuscisse a comprenderla era la madre, che infatti le ha insegnato i modi per sopravvivere in un mondo che non la capisce.
Ad esempio, Atena dice le cose come stanno, non parla per eufemismi, per questo le persone si offendono; vede i dettagli, ma perde il quadro generale delle cose; troppi stimoli le sovraccaricano la mente; ha bisogno delle sveglie per stare concentrata; a volte ha bisogno di isolarsi per ricaricarsi; etc.
Atena accetta di avere dei problemi, ma non sa da cosa derivino, e a volte vorrebbe tanto avere un nome per quello che è perché almeno la vita sarebbe più facile. Invece può solo andare avanti con le lezioni impartitele dalla madre: prepararsi preventivamente ad ogni possibile scenario, positivo o negativo, quando si interfaccia con altre persone, chiedere scusa anche se sa di non aver fatto nulla di sbagliato, guardare le persone negli occhi… lezioni che la costringono a fare cose che la fanno sentire a disagio, ma che le altre persone, quelle che non sono come lei, sembrano apprezzare.

“Tu capisci tantissime cose. Ci sono cose che capisci meglio degli altri. È solo che a volte non coincidono, e hai bisogno di qualcuno che ti faccia da traduttore.“

È davvero bello e interessante affrontare questa avventura con Atena, che “per colpa” di suo fratello conosce persone che sembrano capirla.
Poi c’è Jacopo, che per qualche ragione sembra interessato a lei e, beh, anche Atena è in qualche modo incuriosita da lui.
Il mistero mi è sembrato un po’ tirato in alcuni punti, più che altro perché, nonostante le motivazioni elencate, non c’era poi un vero motivo per i quattro di continuare le loro “indagini”, ma è stato divertente vedere Febo e Jacopo cercare motivazioni valide per convincere Gemma e Atena continuare nella loro avventura.
La narrazione è in prima persona; siamo nella testa di Atena, che condivide con noi il passato, ovvero le conversazioni con la madre, e il presente, ossia l’andamento delle indagini, la sua visione del mondo e delle persone, la sua quotidianità, le sue passioni e, soprattutto, gli enigmi che le vengono in mente.
Una delle cose che ho adorato di più è la possibilità, se si desidera, di risolvere i giochi creati da Atena, sempre ispirati da persone o eventi accaduti sul momento. È stato divertente.
Quella di Atena è una voce interessante, precisa, comprensibile e, nonostante quello che dica, anche molto divertente. La sua ironia è tagliente come una lama, soprattutto quando si tratta del fratello.
Vi consiglio di non saltare la postfazione di Alice Basso, credo sia molto utile per completare il puzzle che è Atena Ferraris.
Sono davvero curiosa di continuare a leggere le storie di Atena, sono certa che Febo o Jacopo saranno capaci di finire immischiati in qualche altro interessante mistero che Atena (a malincuore, forse) si troverà a risolvere.
Baci
  

Voto libro - 4




Genere: Narrativa

Scritto da: Alice Basso

27 gennaio 2026



Avere tante domande senza risposta non è mica semplice. Parola di Atena Ferraris, che sarei io. Mio fratello Febo dice che si vive lo stesso, ma non sono d’accordo. A essere sincera, cercare soluzioni logiche a tutto per me è istintivo. Anche per questo ho fondato una rivista di enigmistica. Lavoro a casa, da sola, perché non sostare in mezzo alla gente. Eppure, da quando ho aiutato Febo a smascherare un mago imbroglione, mi ritrovo sempre più spesso a confrontarmi con altre persone. Ho persino trovato un ragazzo che vuole conoscermi e nuove amiche. Adesso una di loro, Elisa, ha bisogno di me per risolvere il mistero di una lettera minatoria. Nella sua azienda, dove si danno arie di grande modernità e fanno corsi di team building, c’è qualcuno che le fa mobbing. Tutti hanno fiducia nelle mie capacità, perché sono molto brava a risolvere i problemi altrui. Da quando esco di casa più spesso, però, non sono affatto sicura che sia vero, perché mi faccio un sacco di domande su me stessa. E non mi piace per nulla. Non so se voglio davvero capire chi sono, perché ogni risposta potrebbe appiccicarmi addosso un’etichetta, e le etichette ti chiudono in una scatola. Forse, aiutare i miei amici è l’unico modo per accettare il giudizio altrui. In più, qualche volta servono delle istruzioni d’uso precise per affrontare il mondo. Soprattutto per chi, come me, si sente perso.
Alice Basso è una certezza per librai e lettori. Dopo aver venduto mezzo milione di copie, è riuscita ancora una volta a creare una protagonista che è subito diventata la beniamina di tutti. A grande richiesta, torna in libreria con Atena Ferraris. Un personaggio speciale che ci insegna ad avere pazienza, perché una soluzione si trova sempre, anche quando si è pieni di interrogativi.



Salve Confine,
Tornano Alice Basso e la sua Atena in
“Le ottanta domande di Atena Ferraris”. Il libro è edito Garzanti, che ringrazio per la copia cartacea.

Dopo gli avvenimenti di qualche settimana prima, Atena sta facendo fatica a ritornare alla sua routine.
Non solo è finita in burnout, ma si rende conto che le sveglie stanno perdendo il loro effetto. Grazie a Gemma, però, potrebbe trovare una soluzione.
Secondo Gemma, infatti, Atena è Audhd (autismo di livello uno con ADHD) ed esiste un test per confermare questa possibilità.
Ovviamente Gemma le dice che il test deve essere fatto con un/a professionista e che questa non può essere lei per ragioni sentimentali, ma Atena raramente cede quando è convinta di qualcosa.
Proprio durante uno dei suoi tentativi di persuadere Gemma a diventare la sua neuropsicologa, Atena assiste allo svenimento di una donna.
La donna, amica di Gemma, si chiama Elisa, ha l’epilessia, ma in pochissimi ne sono conoscenza. Elisa ha puntato gli occhi su un’ambitissima promozione in ufficio, ma qualcuno sta minacciando di svelare il suo segreto. Se il suo capo scoprisse dell’epilessia (nonostante i suoi attacchi siano rarissimi e per nulla eclatanti come si potrebbe immaginare), la possibilità di ottenere la promozione sfumerebbe all’istante.
Può Atena farsi scappare l’occasione di risolvere un nuovo mistero?
A quanto pare no… e ci vuole pochissimo a riunire il quartetto investigativo più bizzarro di Torino.

“La mia vita è un casino. Ma magari, se scopro cosa sono e come si fa a essere me, lo sarà un po’ meno.”

Ovviamente seguiamo le indagini di Atena, Febo, Gemma e Jacopo nell’azienda di Elisa per scoprire chi sta minacciando la donna, tuttavia il perno della storia è il percorso di Atena e il suo desiderio di scoprire “cosa è”. Non solo, tanto spazio ha anche il rapporto tra Atena e Febo e il modo in cui il fratello interagisce con Atena, nel presente ma soprattutto quando erano ragazzini.
Ci sono momenti, nel corso del romanzo, che hanno lo stesso effetto di un pugno nello stomaco: sono duri, disarmanti, lasciano senza fiato e con gli occhi lucidi.
Sono le scene in cui Atena (sia bambina che adulta) viene trattata come una persona strana, problematica, anormale o quando Febo (specialmente da bambino) la tratta in modo duro per farle capire che il modo in cui si comporta non è quello “corretto”. Non lo fa con cattiveria, anzi spesso lo fa per proteggere la sorella, nel tentativo di non farla rimanere ferita dagli altri.
Febo non riesce a capire l’ossessione della sorella nel voler fare il test, gli sembra solo un modo per mettersi un’etichetta addosso e avere una “giustificazione” per il proprio comportamento.
Per Atena, invece, capire chi è vorrebbe dire avere un “manuale di istruzioni”. Se scopre chi è, potrebbe capirsi meglio, trovare un modo per interpretare il mondo da sola e cercare di riempire il vuoto lasciato dalla madre. Potrebbe darle anche la possibilità di aprirsi a nuove esperienze, come una relazione con Jacopo.
Jacopo, dal canto suo, non fa mistero di desiderare una relazione con Atena. Non solo, con i suoi comportamenti Atena si rende conto che Jacopo ha studiato.
Si nota dalle domande che fa e delle cose di cui si preoccupa che si è informato a fondo sulle persone come Atena e sta cercando di mettere in atto le cose che ha imparato per farla sentire meglio, sia in mezzo alle persone che quando si ritrovano da soli.
Atena non potrebbe esserne più infatuata e noi con lei.

«Tutto bene?»
«A parte il mondo, sì».

Il mistero l’ho preferito a quello del primo volume, perché l’ho trovato più realistico e nel range investigativo dei personaggi. Per risolverlo i quattro devono introdursi negli uffici dell’azienda in cui lavora Elisa e per farlo si fingono consulenti per il team building. Fortunatamente le loro competenze si sposano alla perfezione con la farsa che devono mettere in piedi ed è stato interessante vederli agire sul campo.
Soprattutto Atena, che per questo caso è dovuta stare a stretto contatto con numerose persone per più giorni di fila.
Mentre nel primo libro Atena è stata “costretta” ad uscire dalla sua comfort zone per aiutare il fratello, stavolta è lei a dare il via a tutto. Nonostante Gemma cerchi di convincerla a rispettare la sua routine per non finire di nuovo in burnout, Atena vuole sinceramente aiutare Elisa perché trova ingiusto quello che sta subendo.
La narrazione è in prima persona presente e dal punto di vista di Atena, tranne i flashback, che sono scritti come fossero un copione.
Atena resta una narratrice ironica, ma onesta e vulnerabile, per questo si empatizza all’istante con lei e si spera solo il meglio per lei. Ovviamente anche lei commette errori, e non solo Febo, ma per entrambi comprendiamo benissimo da dove scaturiscono le parole che dicono e sappiamo che le intenzioni non sono mai cattive.

“Voglio solo essere quello che sono senza dovermi continuamente preoccupare di dover sembrare qualcos’altro.”

Questa serie mi sta piacendo davvero moltissimo, mi piace il modo in cui il percorso personale di Atena (e degli altri personaggi) si combina al mistero e alle inaspettate avventure che fa vivere a tutti loro.
Non vedo l’ora di leggere il terzo volume!
Baci

Voto libro - 5











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Genere: Fantasy 

Scritto da: Tamsyn Muir

20 gennaio 2026

Quando la strega ha costruito la torre di quaranta piani, l'ha fatto proprio a regola d'arte. Ogni piano ospita un mostro ripugnante: si va da un drago con le scaglie tempestate di diamanti a un branco di goblin bavosi. Se un principe riuscirà a raggiungere la cima, verrà ricompensato con una spada dorata e con l'adorabile principessa Floralinda. Ma nessun principe è ancora riuscito a conquistare il pianterreno, figuriamoci ad arrivare al quarantesimo. Anzi, a dirla tutta, la scorta di nuovi principi sembra essersi esaurita. E l'inverno sta per intrappolare Floralinda...



Salve Confine, 
Torna in Italia Tamsyn Muir! 
Non con “Alecto la Nona” purtroppo, dobbiamo ancora aspettare per lei, ma con una short story pubblicata qualche anno fa: “La principessa Floralinda e la torre di quaranta piani”. 

La principessa Floralinda viene rinchiusa da una strega al quarantesimo piano di una torre, non tanto per vendetta quanto per consuetudine. La strega non ha davvero nulla contro Floralinda, ma ha speso un bel po’ di soldi per riempire la torre di mostri e in qualche modo deve essere utilizzata. 
Floralinda è piuttosto dispiaciuta, ma accetta con garbo la sua situazione e attende l’arrivo dei principi distraendosi con le poche cose lasciate dalla strega: ricami e libri di economia. 
Poi i principi iniziano ad arrivare, ma nessuno raggiunge mai il quarantesimo piano e sicuramente nessuno esce di nuovo dalla torre: finiscono tutti sgranocchiati dal drago dalle squame di diamante al pianterreno. 
Alla fine i principi smettono di arrivare  e Floralinda capisce che se vuole tornare a casa tocca a lei scendere e affrontare i mostri.  

«Non ci sono più i principi di una volta. Sono smidollati. Non hanno voglia di venire a cercarti soltanto perché ventiquattro di loro sono stati già mangiati.»

Armata di due pagnotte di pane, Floralinda scende al trentanovesimo piano fiduciosa di poter parlare con i goblin e convincerli a farla passare. Invece, non solo la principessa perde il pane, ma resta anche ferita.
È la prima “doccia fredda” per la principessa, che fino a quel momento aveva sempre ottenuto ciò che desiderava con poco sforzo. Con molta fatica e un pizzico di inaspettata astuzia, Floralinda trova il modo di liberarsi dei goblin, ma non senza conseguenze. I morsi che ha ricevuto sono velenosi (non che ne fosse consapevole) e se non fosse stato per l’arrivo fortunoso di Ragnatela, una fatina, probabilmente ne sarebbe morta. 

Ragnatela è ferita e deve attendere la luna piena per poter guarire. Non avrebbe mai voluto interessarsi alle sorti di una principessa, ma nella torre non c’è molto da fare, Floralinda è davvero ingenua, a ləi piace studiare e sperimentare e cosa è meglio del veleno dei mostri per farlo. Quindi aiuta Floralinda a guarire e, suo malgrado, tra insulti e suggerimenti poco gradevoli, la spinge a continuare la sua discesa e la aiuta a combattere contro i mostri. 
Nasce così tra l3 due un legame utilitaristico ed egoistico che pian piano si trasforma in qualcosa di più: è un’ulteriore gabbia o è la loro salvezza?

«Non posso nutrire dispiacere per te quando sei così stupida, e mi piaci ancora di meno quando sei intelligente. Io ti disprezzo e ogni tanto tu mi sorprendi, cosa che non gradisco affatto. Consiglio anche a te di non provare simpatia per me, e sono certa che è così.»

La storia inizia al quarantesimo piano e ogni capitolo corrisponde a uno o più piani e ai relativi mostri. Questa suddivisione è la prima cosa che mi è piaciuta molto del racconto, dà una struttura facile da seguire, logica, ma anche diversa.
Solitamente una torre si deve risalire, inoltre nell’immaginario comune scendere vuol dire finire in un posto o una situazione peggiore di quella in cui si era all’inizio: questo è uno dei primi schemi che Tamsyn Muir capovolge con il racconto. 

Il secondo capovolgimento è quello dei personaggi. La strega non è davvero cattiva, ma deve pensare al suo interesse economico. L’aiutante non è ben dispostə verso la principessa, anzi la insulta e la comanda a bacchetta, consapevole della propria intelligenza, la sfrutta e arriva anche ad odiarla. Essendo la sua unica compagnia, Floralinda diventa codipendente da Ragnatela e la “rinchiude” in norme sociali che sono estranee alla fatina. Ragnatela, infatti, non ha genere e neanche le interessa esplorare il concetto, ma Floralinda decide che deve essere femmina per rsipettare le norme sociali con cui è cresciuta e continuare a mantenere la rispettosa facciata di principessa. 

Floralinda si nasconde spesso dietro queste norme, le usa come uno scudo, soprattutto quando la convinzione di essere una principessa inizia a vacillare e altro emerge al suo posto.  
All’inizio Floralinda è la classica principessa che ha bisogno di essere salvata, gentile, docile, dolce, ingenua; ovviamente facciamo il tifo per lei, la spingiamo a prendere coraggio e a non aspettare un principe qualunque per salvarla. Certo, ci augureremmo che lo facesse con un po’ di criterio, ma è pur sempre la prima volta che prende la sua vita in mano.

Floralinda inizia la sua discesa con innocenza, ingenuità e bontà, con la speranza di poter superare i piani illesa. Purtroppo non va come sperato, anzi ad ogni piano scopre nuovi mostri, viene ferita e rischia di morire, così la sua mente si adatta. 
Floralinda non perde mai ufficialmente la sua bontà o la sua ingenuità durante la discesa, anzi se ne fa scudo soprattutto quando ha bisogno di ritornare la principessa sbadata a cui tutto può essere perdonato, ma sembra sviluppare una sorta di interruttore che non si fa scrupoli a spegnere.

«A volte credo che tutto questo stia iniziando a piacerti.»

Quella di Floralinda è una discesa all’inferno, non solo esterna, ma anche personale. È la sua odissea.
Floralinda inizia la sua avventura da principessa: delicata, sensibile, pura, ma la torre, i suoi mostri e anche Ragnatela sortiscono degli effetti: se all’inizio Floralinda esegue gli ordini di Ragnatela in modo automatico, nei piani inferiori è lei stessa a ragionare, complottare e ad essere malvagia (non nego nel dire che il nono piano mi ha lasciata letteralmente a bocca aperta e senza parole. Non me l’aspettavo e mi ha turbata). 
Possiamo incolpare Floralinda per essere diventata l’eroina mostruosa della sua storia?
Se fosse stato un principe a salire i piani e ad eliminare i mostri l’avremmo applaudito, quindi cosa facciamo con una dolce principessa che si è dovuta salvare da sola e nel farlo ha perso se stessa? 
È giusto quello che fa? 
È sicuramente sopravvivenza, ma c’è qualcosa di profondo e oscuro e ribollente che ci tormenta durante la lettura e mi tormenta ancora adesso mentre ci ripenso. 

“Fu in quel momento che Floralinda smise per sempre di essere una principessa.”

Il terzo capovolgimento è quello stilistico: le storie sulle principesse sono sempre colorate, brillanti, vibranti, positive. In questo racconto invece il tono è oscuro, satirico, pungente, gore; nessuno risparmia colpi, soprattutto quando c’è da commentare Floralinda. 
Non conoscere l’identità del narratore poi, a volte anacronistico nei commenti che fa, rende il racconto anche misterioso. Chi legge conosce solo l’interno della torre, non ci sono molti riferimenti al mondo esterno se non qualche commento che è difficile da collocare, il che, ripeto, rende la storia ancora più particolare. 

Penso si capisca che questo racconto mi è piaciuto tantissimo. Mi ha turbata, intrattenuta e ha confermato la bravura dell’autrice sia dal punto di vista stilistico che creativo. 
Baci. 

Voto libro - 5


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La serie è composta da: 

1. Il regno delle bugie

2. Il trono delle ombre


3. Il dominio delle ombre



Genere: Fantasy

Scritto da: Abigail Owen

23 aprile 2023

La vita di Meren è un’immensa bugia. Pur essendo una principessa, la sua esistenza è stata tenuta segreta sin dalla nascita affinché nessuno sapesse che la legittima erede al trono, Tabra, ha una gemella. Le due sorelle sono perfettamente identiche e Meren, nata per seconda, assume l’identità di Tabra ogni volta in cui si teme che qualcosa possa minacciare la vita della principessa.
Quando la regina madre muore, il destino del regno di Aryd dipende dall’incolumità della nuova regina, Tabra. E così la gemella Meren si presenta alla cerimonia di incoronazione al suo posto, consapevole che tra le centinaia di occhi che la guardano potrebbe esserci qualcuno che non lo fa con benevolenza. Ma quello che accade va oltre ogni possibile previsione: una creatura fatta di oscurità la rapisce, portandola via con sé. Le ombre che brandisce, però, non bastano a spaventare Meren. È cresciuta preparandosi al pericolo, ha dovuto imparare a non averne paura. E a guardare oltre le apparenze. Riuscirà a salvarsi e a mettere al sicuro il futuro del Regno?

Ciao readers,
Nonostante sia stata un po' stressata dallo studio, non potevo lasciarmi scappare una delle ultime uscite Newton Compton editori: "Il regno delle bugie" di Abigail Owen. Questo è il primo di una serie fantasy che vede come protagonista una principessa, destinata ad essere la sosia della sua gemella, la futura regina.

Meren non ha una vita sua. Come ogni gemella della discendente al trono vive per essere la sosia della regina in occasioni che potrebbero attentare alla sua vita. Nessuno sa che esistono generazioni di gemelle, per questo non può mostrarsi in giro, verrebbe riconosciuta. L'unico momento in cui si sente libera è quando scappa di notte nel deserto dal suo amico Cain. Ogni tanto riesce anche a far riaffiorare in lei il potere della sabbia e del vetro che è stata obbligata a tenere nascosto.

"[...] il deserto è l’unico luogo in cui posso essere Meren."

Quando la nonna muore e la sorella, Tabra, è destinata a diventare regina, deve correre in un palazzo da cui non potrà più uscire. Se prima le era permesso vivere nascosta lontana da palazzo, uscendo solo per necessità reali, ora la sorella avrà bisogno della sua sosia costantemente. Il pericolo più grande per una regina è re Eidolon, che, si dice, rapisce le regine, che vengono poi sostituite dalla sosia per non allarmare il popolo. Proprio mentre Meren sta sostituendo la sorella a un evento, re Eidelon arriva come ospite inaspettato a palazzo e Meren viene rapita. Il rapitore non intende darle alcun tipo di risposta, è un uomo potente ma di poche parole. Oltre che preoccuparsi per se stessa, Meren è preoccupata di aver lasciata sola sua sorella.

Meren è veramente una donna forte per aver accettato la sua vita, nonostante avrebbe dovuto farlo per forza siccome è il destino delle principesse gemelle da secoli e secoli.

"Mereneith Evangeline XII di Aryd.
Una principessa secondogenita, l’ultima di una lunga stirpe di gemelle reali, delle quali una deve regnare e l’altra ha la sola funzione di servire il regno come sosia segreta della sovrana, per proteggerla in circostanze pericolose.
Il che significa, tra tutti momenti che trascorro in attesa, che in pratica non faccio altro che aspettare di morire."

Venire rapita per lei è stata una "fortuna", in questo modo ha viaggiato (cosa che era permessa solo a Tabra) e ha conosciuto le vite di altri popoli che non avrebbe mai immaginato. Ha trovato non solo una missione, ma anche qualcuno che piano piano si è insinuato nel suo cuore. Ciò che accadrà e chi è davvero il suo rapitore lo scoprirete solo leggendo.

Che bella storia, davvero. La vera avventura inizia dopo il rapimento, Meren affronterà nemici, animali mai visti e sarà costretta a combattere con i pugnali che nasconde sotto il vestito, non proprio un'attitudine degna di una principessa. Mi sono così appassionata al libro che quando la notte perdevo lucidità a causa del sonno, chiudevo immediatamente il libro per non perdermi nulla. L'autrice mi ha veramente stregata facendomi vivere tutto quello che Meren ci raccontava, mi sembrava di essere lì con lei. Spero solo che la casa editrice pubblichi presto il secondo volume perché il finale mi ha lasciata sconvolta. Voglio assolutamente sapere come andrà a finire e ho sbirciato su Goodreads che esistono altri due libri di questa serie. Non vedo l'ora!

Vi assicuro che non vi pentirete di aver iniziato questa avventura. È un mix di magia, amore, mistero, erotismo e oscurità. Cosa potete volere di più?
Buona lettura.



Voto libro - 4.5



Genere: Fantasy

Scritto da: Abigail Owen

6 maggio 2025

Meren non doveva diventare regina, ma il destino ha deciso diversamente…
Amore, magia, sfide impossibili: la serie che fatto impazzire il Booktok
Mentre Tabra vive nel deserto e lotta per sopravvivere, Meren, la gemella che ha vissuto nascosta per tutta la vita e che non è mai stata destinata a regnare, all’improvviso siede sul trono di Aryd e si presenta come falsa regina accanto al terribile Re Eidolon. L’unico conforto per Meren, in questa prigione dorata, è Reven, colui che le ha rubato il cuore. Ma le ombre che lui fatica a controllare diventano più potenti e sinistre ogni giorno che passa, ed è solo questione di tempo prima che si rivoltino contro il loro padrone e... contro chi ama. Con la situazione che rischia di precipitare, Meren e Reven fuggono, tuttavia l’esercito inarrestabile di Eidolon gli è subito alle calcagna. Ed è allora che la ragazza è costretta a prendere il coraggio a due mani e a diventare una vera regina. Divisa tra colui che le dà la caccia e un uomo disposto a sacrificare persino sé stesso per lei, Meren dovrà compiere una scelta impossibile e accettare il suo destino...



Ciao readers,
Due anni fa usciva il primo romanzo della serie “Dominions” di Abigail Owen e oggi vi parlo del secondo volume “Il trono di ombre”. Ringrazio la Newton Compton editori per la splendida copia omaggio.

Meren è nata per vivere all'ombra di Tabra, sua sorella nonché la regina di Aryd. Non pensava dovesse succedere così presto ma si ritrova a fingersi sua sorella davanti al popolo e al Re Eidolon che la tiene sotto stretto controllo. La sua unica speranza è che colui che le ha rubato il cuore, Reven, la liberi al più presto. Fuggire è solo l'inizio delle peripezie che dovranno compiere per salvare il regno di Aryd dalla morsa del re delle ombre. Per di più Reven non riesce più a tenere a bada le ombre che lo abitano e questo rende Meren preoccupata di perdere l'uomo che ama. Una vera regina sa quali sono le sue priorità, Meren però deve decidere quali rispettare, in fondo non è davvero la regina.

“Mi fido ciecamente di lui. Completamente. Non delle Ombre... ma di Reven.
Lo seguirei fino agli Inferi e ritorno.”

Meren si è sempre preparata per essere la sostituta di Tabra, come prevede la tradizione di tutte le regine gemelle. Da quando ha preso il posto come finta regina accanto a Eidolon, sa che ha il tempo contato e spera vivamente che Reven arrivi presto. Per fortuna una collaborazione tra Cain e Reven porta alla fuga di Meren, ma i problemi non sono finiti. Lei deve continuare a impersonare la regina, Tabra non sembra migliorare e l'esercito di Eidolon è sempre alle calcagna.
Devono riuscire a sconfiggerlo, tenendo conto che Reven non può essere molto d’aiuto, le sue ombre sembrano voler prendere il sopravvento e cercare di gestirle è difficile per lui. Inizia così una lunga avventura in cui provano a battere sul tempo il re delle ombre prima che sia lui a uccidere loro, come ha fatto già in passato con altre regine gemelle.

«Tutti quanti, ognuno di noi, valiamo lo sforzo, a prescindere dal rischio».

Ammetto che ho trovato questo libro molto lento, conosco la penna dell'autrice e so che sa come rendere interessante una storia. Penso abbia rallentato perché è un libro di transizione ma penso anche che si poteva benissimo ridurre questo libro e includerlo direttamente nel terzo. Molto bella la storia di Meren e Reven che, anche se travagliata, saprà trovare la sua strada (per un momento non ci speravo più).

«Tu sei mia, Mereneith Evangeline. È scritto nelle stelle che mi appartieni».

In questo volume ci saranno alleanze, nuove rivelazioni e scoperte che però non porteranno alla conclusione perché dovremo aspettare il terzo volume. Devo dire che il tempo passato tra il primo e il secondo libro ha messo a dura prova la mia memoria. Ho iniziato questo libro con sprazzi di ricordi che ho recuperato durante la lettura ed è un peccato perché è una bella storia, se però dovessero passare altri due anni per il prossimo volume per me sarà ancora più difficile. Mi auguro che la casa editrice possa ascoltarmi e sbrigarsi a pubblicare il terzo perché sono troppo curiosa.

«Devi continuare a combattere fino a che non sarà finita. È questo il tuo destino. E ridurrò il mondo in cenere se dovrò farlo, solo perché tu possa portarlo a compimento in sicurezza. Questo è il mio, di destino».

Penso di avervi detto tutto quello che potevo senza spoiler, se ancora dovete iniziare questa avventura vi consiglio di attendere anche il terzo e comprare tutta la serie completa.
Buona lettura.


Voto libro - 3




Genere: Fantasy

Scritto da: Abigail Owen

30 gennaio 2026

E se le ombre e l’oscurità vi rubassero l’anima?


Segreti, intrighi e attrazione: la serie romantasy che ha conquistato il Booktok.


The Shadows Rule All


Dopo gli ultimi avvenimenti, Re Eidolon è inarrestabile: ha strappato via a Meren, regina di Aryd, quanto di più prezioso aveva: il suo trono, e il suo promesso Reven. Per di più, le ombre che una volta tormentavano il suo amato Reven, ora sono dentro di lei e la tentano, spingendola a fare l’impensabile: tradire i propri amici. Questo potrebbe essere il punto di non ritorno e condannare lei e i suoi sudditi per sempre. Tuttavia, senza l’uomo che ama davvero non c’è speranza di liberarsi delle ombre una volta per tutte. Ormai la fine è vicina, Re Eidolon sta per ottenere la sua vendetta e distruggere tutto ciò per cui Meren ha lottato a lungo. Con l’aiuto di alleati imprevisti, riuscirà la ragazza a salvare i suoi amici e il suo regno?


Ciao Readers,
Ho avuto la fortuna di leggere, grazie alla Newton Compton editori, il terzo volume della serie “Dominions” di Abigail Owen: “Il dominio delle tenebre”.

Attenzione agli spoiler!

Re Eidolon ha sottratto a Meren la cosa più preziosa che possiede, il suo amato Reven. Da quel momento le ombre vivono in lei e, nonostante i pensieri intrusivi che le suggeriscono di fallire, continua a lottare contro il re grazie all'aiuto dei suoi amici. L'unica soluzione per sconfiggerlo, risollevare il suo popolo e portare la pace nei regni è quella di liberare le dee dalla loro prigionia. Sono davvero in grado lei e Tabra di un potere così grande?

“Lui e io siamo come le due estremità di una bilancia che deve restare in equilibrio. Se uno dei due sta cedendo all’oscurità, l’altro deve diventare la luce. Prima, io ero la sua luce. Adesso, lui è la mia.”

Meren è forgiata dal dolore che l'ha accompagnata per tutta la vita. Prima come principessa nascosta e sacrificabile, poi come bersaglio di Eidolon e infine dalla perdita dell'amore della sua vita Reven. Nonostante questo soffre in silenzio e, stoicamente, continua a guidare la sua battaglia affiancata da persone che rimangono fedeli alle loro regine, nonostante sembri tutto perduto.

Devo dire che reputo Meren una regina perfetta, non ha mai smesso di lottare nemmeno quando viene sopraffatta dal dolore, è una guerriera che protegge chi ama, specialmente sua sorella gemella Tabra.
Purtroppo non posso raccontare molto di questo libro perché sarebbe un enorme spoiler e questo capitolo finale fatto di battaglie, sofferenze e perdite va assaporato a pieno senza rovinarsi nulla.

Posso dirvi che avremo modo di conoscere meglio la storia di Eidolon, cosa lo ha spinto a diventare quello che è oggi e il legame con le regine gemelle nei secoli. Devo dire che la versione giovane di Eidolon avrebbe potuto avere la mia comprensione e compassione, ma la vendetta e la cattiveria lo hanno trasformato in ciò che abbiamo conosciuto, un mostro.

“L’amore dovrebbe essere una scelta, ogni singola volta.”

Il mondo magico è stato costruito in modo meraviglioso, così come i poteri che i nostri personaggi possiedono. La penna dell'autrice mi ha permesso di percepire quanto i poteri di Meren, inizialmente repressi, si siano trasformati in una vera e propria potenza, semplicemente accogliendoli e imparando a usarli, nonostante le interferenze delle ombre che non fanno altro che remare contro di lei.

La lettura è stata veramente appassionante, inoltre questo capitolo finale mi ha straziato e lasciato a bocca aperta. È da tanto che un libro non mi faceva cadere una lacrima, ma non c'è mai fine allo strazio che il cuore di Meren può vivere e questa volta ho ceduto. Non pensavo di essermi affezionata così tanto ai personaggi secondari e invece si sono intrufolati pian piano nel mio cuore e lì rimarranno tutti, anche alla fine di questa trilogia.

«Non importa ciò che accadrà in questa o in un’altra vita», sussurra contro di me, «anche se perdessi la memoria un migliaio di volte, mi innamorerò sempre di te, Mereneith Evangeline. Se riesci ad avere fede in qualcosa, abbi fede in questo».

Se siete arrivati al terzo capitolo di questa storia non avrete bisogno di me che vi convinco a leggerlo perché non potrete farne a meno. Io sono contenta di aver detto addio a questi personaggi e di sapere che potranno essere felici. Sta a voi scoprire come.
Buona lettura.



Voto libro - 4





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Genere: Paranormal Romance

Scritto da: Sophie Clark

13 gennaio 2026


Infiniti sono il potere e l'amore


Da oltre un secolo, demoni e umani sono coinvolti in una lotta senza esclusione di colpi e senza quartiere. Le due fazioni si sfidano in ogni dove, guidate da due impavidi condottieri, disposti a tutto per ottenere una vittoria. Da un lato, vi è Selene Alleva, una combattente letale che è stata addestrata nella prestigiosa Accademia Vaticana. Dall’altro, vi è Jules Lacroix, un soldato implacabile, impossibile da sconfiggere in battaglia. Quando le loro strade si incontrano, i due si detestano all’istante, in modo viscerale, ma l’attrazione tra loro è altrettanto immediata e… resistervi è impossibile. Mentre lottano contro il turbine di passione che minaccia di travolgerli, Selene e Jules si trovano loro malgrado a collaborare e scoprono un segreto terribile che mette in discussione tutte le loro certezze. Jules presto è costretto a dubitare persino della sua natura e Selene deve compiere una scelta che cambierà la sua esistenza intera: lotterà per l’amore o per la sua fazione?



Ciao readers,
Questo mese per vari problemi ho letto poco. Non potevo però perdermi un’uscita Newton Compton editori che mi incuriosiva: "Crudele illusione. Cruel is the light” di Sophie Clark.

Jules è un guerriero che ha sempre eseguito ogni ordine datogli, fin quando non decide di disertare dopo una battaglia. È proprio scappando che incrocia una donna, Selene, un’esorcista che è sulle tracce di un demone. Quando scopre che Jules potrebbe essere collegato al suo demone decide di portarlo a Roma, in Vaticano, per aiutarlo a scoprire chi è davvero e di conseguenza come è collegato al demone.
Sa solo di essere un orfano che si è dedicato alla guerra tra il bene e il male, uccidendo molti demoni, ma ora sente l'esigenza di sapere chi è e da dove viene. Andare con Selene è un’opportunità a cui non può rinunciare, la sua condizione di disertore però gli impedisce l’accesso al Vaticano a meno che non si finga il suo fidanzato. Jules vuole solo sapere chi è davvero, ma quello che scoprirà potrebbe cambiare il mondo come lo conoscono.

“Nonostante fosse malconcia e ammaccata, con quello sguardo tormentato negli occhi, era perfetta per lui.
Era sempre perfetta per lui.”

Selene è un'esorcista rispettata per la sua bravura e temuta per la sua efferatezza da guerriera, tanto che viene chiamata la “Macellaia di Roma”. A quanto pare è molto potente, tanto da destare negli altri preoccupazione sulla sua capacità di controllare il potere, peccato che io tutte queste capacità non le ho viste. Sicuramente è un’abile lottatrice vestita di armi che sa usare alla perfezione ed è un’abile stratega, però mi aspettavo di più. È come se non fosse stata raccontata completamente, come se il suo personaggio si fosse trattenuto e non è mai arrivato il momento di vederla in azione. Un vero peccato.

“Selene aveva sempre considerato sé stessa un male necessario in questo mondo. Un piccolo, crudele ingranaggio della macchina che teneva a bada i demoni.”

Jules mi è piaciuto tanto, è un guerriero che ha combattuto per una causa che credeva giusta ma che lo ha fatto soffrire. Uccidere demoni non è mai stato semplice per lui e per questo ne portava i segni sulla pelle, ma non si è mai tirato indietro. Quando vengono messe in discussione le sue origini non riesce a smettere di pensarci e per questo accetta di entrare in Vaticano con la consapevolezza che potrebbe essere ucciso per essere entrato. Non disdegna però di flirtare con Selene, grazie anche alla sua copertura da fidanzato, e devo dire che ho adorato la dolcezza che le rivolge.

“Che Dio mi protegga dai pensieri lussuriosi su Jules Lacroix.”

Devo dire che questa lettura è stata molto particolare, la battaglia tra il bene e il male non è una novità ma qui abbiamo il Vaticano che si scontra con i demoni per proteggere il loro Dio Immortale. Un Dio che non mette tutti d’accordo ma che ha creato dubbi in alcuni, come il padre di Selene, accusato di tradimento e ucciso.
Ammetto che sapere che Selene sia rimasta al servizio di persone che hanno ucciso una parte della sua famiglia non mi ha permesso di stimarla o amarla particolarmente.

Il libro è narrato in terza persona e, nonostante la storia interessante, avrei preferito che la narrazione fosse più incalzante. In alcuni momenti, specialmente la parte iniziale, mi sono veramente annoiata e ho fatto fatica a tenere alta l’attenzione. Nel complesso è stata una lettura carina ed è migliorata dalla metà del libro, il finale poi è stato sorprendente. Questo libro non è stato del tutto una delusione anche se mi aspettavo di più. Sono certa di avervi detto tutto quindi vi lascio alla prossima recensione.
Buona lettura.

Voto libro - 3


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