Absinthe


Genere: Romance m/m storico

Scritto da: Selene Alaska

8 novembre 2023

La morte, signora volubile e temuta, veglia su ogni anima e la brama. L’ultimo respiro di ogni essere finito le appartiene e chi osa cercare di ingannarla non può che essere condannato a un’eternità di dolore e sofferenze. La morte è un bacio di gelida quiete, l’eternità è un nulla viscoso di peccato.

Julian è sfuggito alla morte diventando un vampiro, ma la maledizione di un’eternità di sangue l’ha messo in catene. James è sfuggito alla morte diventando un demone, ma la morte gli è comunque rimasta dentro e lo segue in ogni dove da quando è tornato dall’inferno.

I cuori di entrambi vivono in un passato da dimenticare, i corpi si muovono in un presente in bilico tra vizi e virtù. Le menti, le colonne portanti della loro esistenza, sostengono il gran tempio delle loro vite nutrendosi d’arte. E il passato dimostrerà di non essere poi così impotente sul loro presente.

Jago, burattinaio inarrestabile, ha sete di vendetta e niente gli impedirà di ottenerla: Julian è il suo antagonista da annientare e James un mero strumento da piegare.

Peccato che James, un dandy che mai si è inchinato davanti ad anima viva o morta, non appartenga a nessuno se non alla musica del proprio violino.

Peccato che Julian, un affascinante Conte dalle fattezze angeliche, annientato dal senso di colpa per i propri errori passati, si rivelerà più interessante e nobile di quanto prospettato.




Ciao Lettori,
il libro di oggi si intitola “Absynthe”, edito Triskell Edizioni che ringrazio per l'Arc del libro. Questo romanzo è scritto a quattro mani, infatti Selene Alaska in realtà rappresenta il nome di due scrittrici.
Poiché il finale è aperto sospetto non sia un autoconclusivo ma il primo di una serie, tuttavia non abbiamo notizie certe al riguardo, ed è un fantasy m/m.

Tempi nostri. Julian, vampiro da cinque secoli, è rimasto malinconicamente legato al suo passato e nulla, tranne l'arte, sembra riesca più a scuoterlo. Alle porte dell'inaugurazione del suo teatro, viene avvicinato da uno strano demone che, come ogni diavolo che si rispetti, ha un sublime dono per il violino. Non può immaginare che questo essere sovrannaturale tanto simile a lui per dannazione ma così diverso per inclinazione e personalità sia in realtà al soldo di un oscuro nemico. I due uomini si incontrano per volere di un altro, ma le loro anime si uniranno perché si riconoscono l'una negli occhi dell'altra.

Mio malgrado devo dire che non leggevo un libro così brutto da diverso tempo. Certamente è una mia personalissima opinione, come lo sono tutte le mie recensioni, ma ho fatto davvero fatica a finirlo e solo perché alla fine dovevo scriverci su.
La trama è inconsistente, tratta in modo trito e ritrito i soliti cliché vampireschi... belli, tristi e dannati, con qualche conto in sospeso secolare che all'improvviso viene fuori non si sa bene come.
Fine tragica, ma poiché sono immortali in qualche modo si rimettono in piedi.

Nonostante i buchi di trama la storia reggerebbe pure, se non fosse per i personaggi che non sono personaggi: per tutto il libro ho avuto l'impressione di stare davanti a bambole registrate prive di anima, nonostante un pathos abnorme e ingiustificato che ogni tre per due mi faceva venire voglia di lanciare il Kindle contro il muro, e se ve lo scrive una malata di angst che nel pathos ci sguazza vorrà pur dire qualcosa.

Lo stile scelto dalle due autrici è inutilmente artificioso e pedante, pieno di volute stilistiche e iperboli che hanno messo a dura prova la mia pazienza. Anche i continui richiami e riferimenti letterari/musicali non hanno aiutato la causa e, a volte, mi sono sembrati più un manifesto della cultura delle due scrittrici che un vero espediente per arricchire la storia. Insomma, a giorni dalla fine della lettura ancora mi innervosisce ripensarci. E non lo dico perché non sopporto gli stili elaborati o complessi, adoro Baricco e la meno conosciuta ma stilisticamente un macigno Virginia De Winter (serie Black Friars, vicina ad “Absynthe” per tema fantasy).
Anche se non sono un’amante dei libri scritti a quattro mani, conosco esempi fantastici in cui gli autori si amplificano e migliorano a vicenda in modo sublime, ma in questo caso sono andate in negativo.

Voto libro - 2





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