The Teller of Small Fortunes
Genere: Cozy Fantasy
Scritto da: Julie Leong
Tao è una veggente immigrata, che viaggia per i villaggi con il suo fedele mulo come compagnia. Predice solo "piccole fortune”: se grandinerà la settimana prossima; quale ragazzo bacerà la barista; quando partorirà la mucca. Sa per esperienza che le “grandi fortune” portano grandi conseguenze...
Anche se è una vita solitaria, è migliore di quella che si è lasciata alle spalle. Ma una piccola fortuna diventa inaspettatamente qualcosa di più quando un ladro (quasi) riformato e un ex mercenario la reclutano per la disperata ricerca di una bambina scomparsa. Presto, a loro si aggiunge una pasticceria con un “impasto” per l'avventura e, naturalmente, da un gatto un po’ magico.
Tao intraprende un nuovo percorso con compagni dal cuore grande quanto le sue fortune sono piccole. Mentre abbassa le sue barriere, le ombre del suo passato si avvicinano e dovrà decidere se rischiare tutto per preservare la famiglia che non avrebbe mai pensato di poter avere.
(Trama tradotta da Il confine dei libri)

Salve salve!
Avevo voglia di coziness, quindi ho deciso di leggere “The Teller of Small Fortunes” di Julie Leong, consigliato a chi ha apprezzato le storie di Travis Baldree (“Legends & Lattes”) e Sangu Mandanna (“The Very Secret Society of Irregular Witches”). Avendo apprezzato entrambi i libri, non potevo lasciarmelo scappare.
Tao è una veggente che predice solo “piccole fortune”. Nonostante riesca a vedere anche i solchi più profondi del destino, preferisce starne alla larga. L’unica volta che ha visto il futuro la sua vita è andata in pezzi e da quel momento si chiede costantemente se non sia stata colpa sua.
Adesso Tao non ha più una casa né una famiglia, viaggia per tutta Eshtera come veggente itinerante e legge le “piccole fortune” tra le foglie di tè e i palmi delle mani.
Sulla strada fa un incontro inaspettato. L’ex mercenario Mash e l’ex ladro Silt la aiutano con un albero caduto e da quel momento si uniscono a lei. Anche i due stanno viaggiando per l’intero paese, ma con uno scopo ben preciso: Mash sta cercando la figlia di pochi anni scomparsa da quasi sei mesi. Durante il viaggio incontrano un altro membro inaspettato, la pasticciera Kina, desiderosa di qualcosa di più.
I quattro membri di questo inaspettato gruppo solcano le strade del paese, chi con un obiettivo, chi con un desiderio, chi con la speranza di capire chi sia.
Nel frattempo stringeranno un’amicizia inaspettata che potrebbe donargli proprio quello che stavano cercando.
“The Teller of Small Fortunes” è una storia tranquilla, rilassata, con qualche scossone, ma nulla di troppo scombussolante.
Nonostante i protagonisti viaggino e si muovano in continuazione, dà un’impressione di staticità.
Da un lato questa cosa è positiva perché rende il libro leggero e “facile da leggere”, nel senso che dopo una giornata di lavoro/studio/impegni leggere un capitolo la sera non pesa, ma rilassa; dall’altro è negativo perché (almeno per me) sembrava che il libro non finisse più.
Potreste chiedermi “allora perché non l’hai abbandonato?”: perché ero curiosa di sapere come sarebbe andata a finire la storia. Non è stata una curiosità che rode, ma abbastanza forte da continuare per sapere se Mash avrebbe trovato la figlia, se Silt avrebbe capito cosa diventare, se Kina avrebbe deciso cosa fare, se Tao avrebbe capito chi essere.
La cosa che mi ha disturbato di più è il fatto che una delle sottotrame, per me, non è adatta a una storia cozy.
Mash viaggia per il paese per ritrovare la figlia di sei anni scomparsa da mesi e ho trovato assurdo che decidesse volontariamente di fermarsi nelle varie città o di deviare per qualche nuova avventura, nonostante trovasse delle ragioni abbastanza valide per farlo. Se la storia di Mash fosse stata diversa forse l’avrei apprezzata di più.
In fin dei conti, il libro non mi è dispiaciuto, anzi mi ha tenuto compagnia e mi ha fatto rilassare.
Il worldbuilding non è originalissimo, ma è facile da immaginare. I personaggi sono abbastanza caratterizzati, di ognuno conosciamo qualcosa che li rende unici, ma ovviamente il focus è tutto su Tao, sulla sua crescita, sulla sua ricerca di una casa e di una famiglia.
Baci
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