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Genere: Mistery

Scritto da: Evelyn Clarke

14 aprile 2026


Le vite di sei scrittori e scrittrici emergenti stanno per cambiare per sempre: un invito misterioso ed esclusivo li conduce a Skelbrae, l'isola privata al largo della Scozia dove il leggendario Arthur Fletch si è ritirato per lavorare al suo ultimo, attesissimo romanzo. Al loro arrivo, però, scoprono che Fletch è morto e che il libro è rimasto incompiuto. Decisi a pubblicarlo comunque, l'agente e l'editore dello scrittore lanciano agli invitati una sfida impossibile da rifiutare: ciascuno avrà settantadue ore per inventare un finale degno di Fletch, vincendo così una ricompensa milionaria e un contratto da tre libri con la Merriweather Press. Un'occasione che capita una sola volta nella vita. Il riscatto che ciascuno di loro cerca dopo anni di sforzi, delusioni e rifiuti. Isolati dal mondo, armati solo di una macchina da scrivere e di una pila di fogli colorati, i sei si ritrovano intrappolati in un vortice di ambizione, vanità e segreti. Ma i segreti, si sa, non restano mai tali a lungo, e perdere il controllo della propria storia può avere conseguenze molto pericolose. Il finale si scrive da sé è un giallo brillante e pungente, che si diverte a giocare con i cliché dei generi letterari e i retroscena dell'industria editoriale. E, mentre i protagonisti rincorrono la fama tanto agognata, una cosa diventa sempre più chiara: se iniziare un romanzo è difficile, arrivare vivi all'ultima riga, su quest'isola, potrebbe essere la vera sfida.



Salve Confine!
V.E. Schwab è approdata nel mistery!
Non da sola ma con Cat Clarke, con cui ha creato lo pseudonimo Evelyn Clarke e ha scritto “Il finale si scrive da sé”, un murder mystery che getta luce sul lato oscuro dell’editoria.

“Colui che impugna la penna dice la verità.
ARTHUR FLETCH”

Arthur Fletch è LO scrittore: ha una serie che è considerata la bibbia del genere crime, milioni di copie vendute, contratti milionari, libri tradotti in qualsiasi lingua, film, adattamenti televisivi, etc. etc. etc.
Fletch rappresenta il traguardo per qualsiasi scrittore, eppure è morto prima di finire il suo ultimo libro, il finale della sua trilogia più famosa, il libro che la sua agente, la sua casa editrice e i suoi fan stavano aspettando da anni.
Un finale incompiuto è una rovina, una perdita di denaro immane sia per Eleanor Vandenberg, l’agente, che per la casa editrice. Non possono permettere che la notizia della morte di Fletch (e del libro incompiuto) diventi pubblica, non prima di aver trovato un modo per concludere la sua opera.
Ed ecco l’idea: sei autori di cinque generi diversi vengono invitati sull’isola privata di Fletch, ognuno di loro dovrà scrivere un finale e il migliore verrà pubblicato. In cambio, il vincitore riceverà molti soldi e un contratto editoriale: il modo per uscire dalla “fascia media”.
È un sogno che si avvera ed è il sogno di ognuno di loro. La competizione è feroce, la pressione è alle stelle e il premio troppo succulento per farselo scappare… varrebbe la pena anche uccidere per vincerlo.

“[…] Sienna si chiede, per l’ennesima volta, se sia davvero capace di uccidere.”

Tra gli scrittori ci sono Sienna e Malcolm, marito e moglie che scrivono insieme thriller con lo pseudonimo di Penn Stonely. Ultimamente, sia la loro collaborazione lavorativa che il loro matrimonio si stanno sgretolando.
Sienna è stanca di dover fare tutto il lavoro per tenere a galla due persone con le sue sole forze. Il sogno di Malcom era diventare qualcuno, essere al pari di Arthur Fletch e questo ha praticamente superato il desiderio dell’atto stesso di scrivere.
Le idee, la stesura, la ricerca, sono tutta opera di Sienna, che non vuole più stare accanto a una persona che la dà per scontata.

Millie è la scrittrice di YA. All’esterno frizzante, sempre sorridente e super social, in realtà ha dovuto snaturare se stessa per perseguire il suo sogno.
Ha debuttato nello YA perché secondo il suo agente sarebbe stata perfetta per questa fetta, e lì è rimasta bloccata. Adora il genere, ma le è rimasto attaccato addosso come uno stigma e sembra essere destinata a rimanerci per sempre… O almeno finché non arriverà un volto più giovane e frizzante e lei sarà solo un nome come un altro.

Jaxon è lo scrittore di sci-fi. La sua serie ha avuto un discreto successo e adesso dovrebbe scrivere l’ultimo volume, ma la sua mente e le pagine restano bianche. Mettersi a scrivere è diventato un tormento e qualsiasi occasione è buona per fare altro. Lui si è dedicato all’attività fisica; corsa ed esercizi, all’apparenza rituali pre-scrittura, in realtà modi per non ascoltare le voci negative nella sua testa.

Poi c’è Kenzo, lo scrittore di horror. Kenzo non ha un brutto rapporto con la scrittura perché per lui è rimasta una passione e non un lavoro a tempo pieno, non è la fonte dei suoi guadagni e per questo riesce ancora a godere dell’attività nonostante le brutte esperienze.

Priscilla è la scrittrice di romance. Sembra la più pacata e disinteressata alla sfida. Tende a prendere il controllo di qualsiasi situazione e a riportare la calma, come se fosse un arbitro.

Infine c’è Cate, la novellina del gruppo che non ha ancora pubblicato niente, ma è riuscita a firmare con l’agente di Fletch. Secondo Eleanor ha potenziale e potrebbe addirittura diventare la prossima Arthur Fletch. Cate è giovanissima, minuta, silenziosa e chiusa, e quasi tutti tendono a prenderla sotto la propria ala.

“Se hai successo prima di una certa età, la società ti considera straordinario. Ma oltre un certo punto non importa cosa fai, non sei speciale. Sei semplicemente bravo nel tuo lavoro.”

Questi sei scrittori sono completamente diversi l’uno dall’altro, sia per i generi che scrivono che per esperienze di vita, eppure hanno qualcosa in comune: la fame causata da un mondo come quello dell’editoria, che li calpesta.
Le aspettative, la pressione, i rigetti, le bugie, le minacce delle poche vendite e dell’inevitabile ritiro dagli scaffali, le finte rassicurazioni, hanno distrutto questi autori.
C’è chi aveva iniziato a scrivere per sfuggire a una realtà crudele, chi per il desiderio di sfondare, chi per i soldi, chi per sfogarsi, ma tutti per una vera passione che però con il tempo e le delusioni è marcita, è diventata qualcosa di velenoso. Tutti questi scrittori hanno anche un’altra cosa in comune: sono bravi, ma non abbastanza. Non abbastanza da vendere milioni di copie o da trovare un agente decente, ma abbastanza da farsi abbindolare e sfruttare dalla macchina corrotta dell’editoria.

«Questo è l’inizio di un romanzo horror» dice Jaxon.
«Uno poco originale» commenta Kenzo. […] «Uno buono sarebbe iniziato ieri.»

Questo romanzo non è stato quello che mi aspettavo.
Essendo stato associato a “Dieci piccoli indiani” mi aspettavo qualcosa di simile e che la serie di omicidi iniziasse subito. Invece le due autrici (a differenza dei loro personaggi) prendono il genere e le aspettative di chi legge e le adattano alla loro storia. Resta qualcosa di riconoscibile, sì, ma che incuriosisce e stupisce capitolo dopo capitolo.
Hanno giocato con le aringhe rosse, con la pistola di Čechov e molti altri espedienti narrativi mentre, allo stesso tempo, i personaggi stessi ce li spiegavano e cercavano il modo di utilizzarli.
È una sorta di “metalibro”, un libro che parla della creazione di altri libri, anzi della fatica di creare altri libri e di avere successo nell’editoria.

Come dicevo, buona parte del romanzo non si concentra sul mistero, almeno all’apparenza. Ci vengono presentati i personaggi, le loro storie personali e editoriali, i loro sogni e i loro stili, li conosciamo e iniziamo a tifare per loro, nonostante presagiamo che qualcosa andrà storto. Nonostante questa convinzione, le autrici sono stata brave a sviare l’attenzione, a farci pensare che forse la storia non sarebbe andata come avevamo immaginato.
Ci distraggono, costruendo, nel frattempo, un mistero che tocca reale e paranormale, facendoci ipotizzare qualsiasi finale. Tranne, personalmente, quello che effettivamente ci aspetta.
Se anche voi, come me, inizierete questo romanzo con un’idea di quello che andrete a leggere, vi consiglio di non abbattervi. Andate avanti e lasciatevi conquistare dal mistero letterario e dall’atmosfera oscura, a tratti magica e a tratti spaventosa di un castello/reliquia su una selvaggia e isolata isola scozzese.

Non ho mai letto nulla di Cat Clarke, ma conosco benissimo lo stile di V.E. Schwab. So che Schwab adatta stile, prosa, ritmo alla storia che sta raccontando, ma in questo romanzo ha usato una voce molto personale.
Essendo iscritta alla sua newsletter in cui racconta “the arts and crafts”, la sua arte e il modo in cui approccia il suo lavoro, ho riconosciuto la “sua voce” in pezzi simili del romanzo.
Suppongo che entrambe le autrici abbiano attinto a esperienze personali, veri dubbi e difficoltà affrontate per parlare del mondo dell’editoria e della scrittura, e ciò ha reso il dramma della vita dei personaggi realistico e comprensibile.
Sono discorsi, quelli con cui i protagonisti combattono quotidianamente, che si adattano benissimo a qualsiasi lavoro e per questo, in realtà, è possibile sentirli nel profondo.

“L’industria è marcia.
E ha paura che abbia reso marcia anche lei.”

“Il finale si scrive da sé” è un mystery, ma è anche una storia che analizza le conseguenze del mondo dell’editoria su vari generi e fasce d’età, che divora i suoi autori, li spolpa e li risputa fuori quando non può più sfruttarli.
È una storia dallo stile evocativo, che cattura e incuriosisce, impossibile da mettere giù!
Baci.
Voto libro - 4

 

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Genere: Fantasy

Scritto da: Rachel Van Dyken

14 aprile 2026

IL MONDO CREDEVA CHE DEI E GIGANTI FOSSERO SOLO LEGGENDE.

SI SBAGLIAVA.


Gli dei non sono scomparsi. Stanno solo dormendo, intrappolati in corpi mortali e dispersi per il mondo, in attesa di una scintilla in grado di svegliarli. E mio padre è il dio più spietato di tutti.

Mi ha cresciuta per obbedire. Per versare sangue in suo nome. Per essere la sua lama più affilata nel momento del bisogno. La missione che mi ha affidato ora all’università di Endir, un luogo pieno di antiche dinastie e di segreti fatali, è rubare Mjölnir, il martello delle leggende. Se io, Rey Stjerne, dovessi fallire, tutte le persone che amo morirebbero.

Aric Erikson non era parte del piano. Distaccato e pericoloso, è l’erede del nemico. L’ultima persona al mondo di cui dovrei innamorarmi. Eppure, più cerco di decifrarlo e più il muro di ghiaccio dietro cui si nasconde sembra sciogliersi, rendendo sempre più difficile distinguere il confine tra le menzogne e i miei sentimenti.

A separarmi da una guerra che cambierà il destino del mondo sono una missione che mi è stata imposta e un uomo che non dovrei amare.

Ma se io sono la scintilla, forse lui è la miccia. Mentre gli dei stanno per svegliarsi, in preda a una furia incontrollabile, il futuro è nelle mie mani. Nelle nostre mani. Perché se io sono la scintilla, Aric è la miccia.

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La serie è composta da: 

1. The Spellshop

2. The Enchanted Greenhouse



Genere: Fantasy

Scritto da: Sarah Beth Durst

29 Aprile 2025

Kiela ha trascorso anni a lavorare in solitudine nella Grande Biblioteca imperiale di Alyssium, in compagnia solo di Caz, un'arguta e apprensiva pianta parlante. A Kiela va bene così, da sempre preferisce i libri alle persone. Ma quando nella capitale scoppia una violenta rivoluzione, è costretta a fuggire con il suo unico tesoro: manuali di antichi incantesimi, custoditi contro ogni legge. Arrivata sulla remota isola di Caltrey, Kiela scopre che il luogo della sua infanzia non è più lo stesso: la magia che un tempo lo nutriva è svanita, lasciando unicorni, gatti alati, spiriti della foresta e le altre creature magiche sempre più deboli. Kiela vuole aiutare, e preparare rimedi magici con un negozio di marmellate come copertura è la soluzione perfetta per guadagnarsi da vivere e salvare l'isola. Tutto sembra andare per il verso giusto, se non fosse per le intrusioni del vicino di casa, Larran, un affascinante allevatore di cavalli mer, deciso a farle abbattere ogni barriera. Kiela è combattuta tra il desiderio di fidarsi e la paura che aprirsi agli altri possa distruggere tutto ciò che ha costruito. Una storia magica e dolcissima per chi crede che il vero incantesimo sia essere pronti a lasciarsi amare. 

#cozyfantasy #cottagecore #foundfamily #neighbourstolovers #forbiddenmagic 

CON UN CAPITOLO BONUS INEDITO DAL PUNTO DI VISTA DI LARRAN


Salve salve!
Tra le uscite Rizzoli di aprile c’è “The Spellshop” di Sarah Beth Durst, che mi aveva attirata sin dalla pubblicazione in inglese. Preparatevi a tanto cozy, marmellate, magia proibita e gatti alati!

Kiela è una bibliotecaria nella Grande Biblioteca imperiale di Alyssium, dove sono conservati tutti i manuali di incantesimi.
Kiela è costretta ad abbandonare la Biblioteca e i suoi amati libri quando la rivoluzione colpisce la capitale. I rivoluzionari intendono rendere la magia disponibile a tutti, eppure danno fuoco alla Biblioteca. Kiela riesce a fuggire con Caz, una pianta parlante, portando in salvo pochi manuali.
Kiela non ha nessuno se non Caz, ma (se nessuno se n’è appropriato) ha un vecchio cottage sull’isola di Caltrey, che i genitori avevano lasciato quando lei era piccola per una vita migliore nella capitale.
Kiela non ha intenzione di fare amicizia o, in generale, di parlare con qualcuno, ma deve trovare un modo per sopravvivere sull’isola. Con un bel po’ di coraggio e tanta paura, decide di utilizzare un incantesimo per velocizzare la crescita delle piante, la sua idea è quella di fare marmellate da vendere o da barattare con gli abitanti dell’isola. Anche se questo vuol dire parlarci…
Kiela inizia la sua vita sull’isola convinta di stare bene da sola e di dover restare da sola per proteggere il suo segreto. Sicuramente non si aspettava che Caltrey e i suoi abitanti (almeno alcuni) fossero tanto accoglienti e premurosi da farle capire cosa significa trovare la propria casa.

“Kiela cominciò a sentire una scintilla di speranza.
Quello era un bel posto.
Doveva essere ricostruito.
E lo stesso vale per noi.”

“The Spellshop” è una storia che riscalda il cuore e che racchiude perfettamente l’anima del cozy: abbiamo un’isola bellissima, un negozio di marmellate, non mancano le cinnamon rolls (sono un must!), una found family e un bel po’ di magia (proibita). E non manca la sottotrama più movimentata, che è quella della rivoluzione nella capitale che potrebbe o non toccare l’isola e la nuova arrivata.
Dico spesso che cozy non vuol dire che non debba succedere nulla, ma quel che succede deve essere commisurato alla trama che si desidera portare avanti, in questo caso una donna che deve costruirsi una nuova vita, che è forse la vita perfetta per lei.
Trovo che in questo romanzo coziness e plot twist siano stati gestiti alla perfezione, i tempi d’azione sono giusti e ogni dettaglio o personaggio introdotto è stato utilizzato, sciogliendo ogni nodo e senza buttare nulla nel dimenticatoio. Davvero complimenti!

«Non posso piacergli» disse Kiela. «Io non posso piacere a nessuno.»
«Questa è una conversazione ridicola che mi pento di aver iniziato» disse Caz. «Certo che puoi piacere a qualcuno. Tra tutti i bibliotecari che c’erano nella Grande Biblioteca, io ho scelto di essere il tuo assistente. E si dà il caso che io sia una pianta molto esigente, e dal gusto impeccabile.»

Il worldbuilding non è complesso, è spiegato bene e viene gestito ancora meglio. La magia si basa su ingredienti, formule, studio ed esperimenti. Mentre in passato tutti potevano usare un pizzico di magia, soprattutto quella naturale, e tramandarla di generazione in generazione, l’imperatore ha deciso che solo i maghi dell’Impero potevano praticarla, e di solito sono incantesimi enormi ma futili che portano squilibrio nell’ambiente e nell’atmosfera. A pagarne le conseguenze sono ovviamente le isole esterne.
Quando Kiela torna a Caltrey trova un’isola diversa da quella che aveva lasciato da bambina: le case sono più malandate, gli alberi spogli o secchi, l’ambiente logoro. Kiela dovrebbe ignorare tutto e tutti e pensare a proteggere se stessa, in fondo le punizioni per chi vìola le leggi dell’Impero, soprattutto per quanto riguarda la magia, sono molto severe e non può rischiare di farsi scoprire. Ma come può girare le spalle a un luogo e a delle persone che l’hanno accolta come se non fosse mai andata via? Se ignorasse i problemi dell’isola non sarebbe meglio dell’Imperatore e dei suoi maghi, che lasciano gli abitanti del regno con una terra morente.
Kiela non potrebbe mai fare questo a Bryn, la pasticciera dalla parlantina infinita, o a Larran, il bellissimo vicino che si è precipitato a casa sua quando pensava che la sua casa stesse andando a fuoco e le ha sistemato il tetto.

«Larran è venuto, quando ha visto il fumo. Ha riparato il camino.»
Un altro verso esasperato. «Larran pensa che tu sia la risposta a ogni sua domanda.»

I personaggi sono ben approfonditi, e non solo quelli principali. Una cosa che mi è piaciuta tantissimo è che tutti i personaggi importanti raccontano un po’ del loro passato, ovviamente pezzi che siano rilevanti per l’andamento della trama e per la crescita di Kiela.
Il mio personaggio preferito è Caz, la pianta parlante, saggio, simpatico e adorabile.
Il romance c’è, ma è molto lieve, il che non mi è dispiaciuto. In fondo il focus non è sulla storia d’amore, quanto sul percorso di Kiela, sulle sue scoperte e nuove consapevolezze sulla famiglia, sulla casa e su cosa desideri davvero.

“«Non permetterei mai a nessuno di farti del male» disse Kiela, convinta.
«Molto nobile da parte tua, ma cosa potresti fare? Urlare? Lanciargli contro un libro?»
Caz non aveva tutti i torti, anche se Kiela non avrebbe mai lanciato un libro.”

Come si può capire, questa storia mi è piaciuta tantissimo, è davvero una coccola, un abbraccio caldo, una gustosa cucchiaiata di dolce marmellata. Il libro regala tante risate (Caz, ti voglio bene), un po’ di preoccupazione e un sacco di gioia.
Lo stile dell’autrice è coinvolgente e si gusta proprio come un cinnamon roll: lentamente, lasciandosi avvolgere dal meraviglioso sapore della cannella e lasciandosi trasportare dalla morbidezza burrosa dell’impasto.
“The Spellshop” è una storia completa sotto ogni punto di vista e sono certa che la adorerete!
Baci

Voto libro - 4.5





Genere: Fantasy

Scritto da: Sarah Beth Durst

14 aprile 2026

Terlu ha infranto la legge: ha usato la magia proibita e, come punizione, è stata trasformata in statua e nascosta in una nicchia nella Grande Biblioteca di Alyssium. Questa avrebbe dovuto essere la fine della sua storia, ma Terlu si risveglia all'improvviso su un'isola remota, avvolta dalla neve e costellata da maestose serre magiche. L'unico altro essere umano è Yarrow, un giardiniere tanto burbero quanto misterioso. L'uomo le offre un posto dove dormire, abiti puliti e torte al miele, almeno finché non sarà pronta a tornare a casa. Ma Terlu non vuole tornare: le serre sono un sogno che diventa realtà, ognuna più meravigliosa della precedente. E mentre il legame con l'affascinante giardiniere si fa sempre più profondo, Terlu scopre che sull'isola, un tempo santuario di meraviglie botaniche, piante senzienti e draghetti golosi, gli antichi incantesimi stanno ormai scomparendo, causando la morte di tutto ciò che vive al suo interno. Terlu sa di dover intervenire, anche se questo significa infrangere di nuovo la legge. Questa volta però non è sola: con lei ci sono Yarrow e Lotti, una vivace e impertinente rosa parlante. Tra un incantesimo da scoprire e il profumo delle torte al miele, inizierà a germogliare un legame inaspettato, capace di riscaldare anche il cuore più solitario...


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