L'hotel dei serial killer
Genere: Giallo giapponese
Scritto da: Kie Hōjō
1 settembre 2026
Due regole inviolabili. Nessuna via di fuga.
Secondo una leggenda, solo i criminali d’élite riescono a ottenere l’iscrizione all’Amulet Hotel. Protetto da un sistema capace di far sembrare che nulla sia mai accaduto, questo luogo è un rifugio illegale avvolto nel mistero, fondato sulla tutela assoluta della privacy e della sicurezza dei suoi ospiti. Ci sono solo due ferree regole da seguire: non arrecare danni alla struttura e non ferire né uccidere nessuno al suo interno. Quando, però, in una stanza chiusa a chiave viene rinvenuto un cadavere, l’equilibrio perfetto dell’hotel si spezza. A entrare in azione è Kiryū, una ex sicaria ora impiegata come detective, che, senza l’aiuto della polizia, dovrà smascherare il colpevole. Tra crimini perfetti, menzogne e giochi di potere, ha inizio un’indagine serrata senza esclusione di colpi.

Ciao lettori,
Ho scelto di leggere “L’hotel dei serial killer” della scrittrice Kie Hojo perché i gialli giapponesi hanno un'atmosfera molto diversa da quelli occidentali e ringrazio la Newton Compton editori per la gentile concessione della copia del libro.
In quasi tutti i gialli giapponesi che ho letto (finora almeno), l'assassino veniva palesato o, quantomeno, risultava intuibile al 99% dopo i primi capitoli; il vero focus non era scoprire il colpevole, quanto più capirne le tortuose motivazioni, quelle sì nascoste fino alla fine del romanzo.
“L'hotel dei serial killer”, invece, ha rotto gli schemi: nello stesso particolare hotel vengono mano a mano perpetrati diversi omicidi e l'investigatrice della struttura ha il compito di svelarne colpevole e movente; compito assai difficile visti i protagonisti: tutti a loro volta criminali incalliti.
Chi infrange le regole dell'hotel deve pagarne il prezzo.
L'hotel infatti ospita solo personaggi altolocati della malavita di Tokyo.
Ogni capitolo racconta di un diverso omicidio, senza che tra loro ci sia un nesso narrativo e, devo dire, senza che ci sia un nesso narrativo che accomuni i protagonisti fissi delle storie. Alla fine è una collezione di one shot, senza tante grosse compilazioni.
Non mi è piaciuto particolarmente; non tanto perché privo di un filo conduttore univoco, ma soprattutto perché privo di quello che rende interessante anche i nostri gialli: commesso l'omicidio il suo districarsi avviene tramite indagini e intuizioni che rendono partecipe il lettore della storia.
In queste storie brevi, invece, c'è un omicidio e l'investigatrice, praticamente dal nulla e per una sorta di intuizione magica, riesce a individuare assassino e movente in poche ore.


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