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Genere: Romance

Autrice: Ali Hazelwood

Viola Bowen ha la possibilità di una vita: creare il gioco basato sulla sua serie di libri preferita. L’unico problema? Il suo co-leader è Jesse Andrews, ovvero il suo arco nemico. Jesse non ha mai nascosto, nel corso degli anni, di non voler avere niente a che fare con lei… e Viola non sa perché. 

Quando i loro capi insistono che un ritiro invernale è il perfetto esercizio di team-building, Viola non potrebbe immaginare di peggio. Stare al gelo in una remota baita in montagna sapendo che Jesse è nella stanza accanto? No, grazie. 

Ma mentre la neve aumenta, Viola scopre che c’è molto da scoprire di Jesse, e il calore può aumentare in modi molto diversi.

(Tradotto dal Il confine dei libri)

Salve Confine,
Torna Ali Hazelwood in libreria con una novella (inizialmente uscita solo in audiolibro): “Two Can Play”.

Viola e Jesse sono i lead designer di due aziende indie di videogiochi rivali che saranno costrette a collaborare per lavorare a “Limerence 3”, gioco ispirato a una serie di libri.
Entrambi i gruppi preferirebbero lavorare al gioco da soli, ma non è possibile, e per stabilire se una collaborazione sia possibile dovranno passare una settimana in montagna insieme.

“La mia mente, spesso propensa a sospettare e pensare troppo, non può fare a meno di pensare alla catastrofe.”

Viola ha avuto una bella cotta per Jesse, che si è imposta di farsi passare dopo aver capito che Jesse non vuole avere niente a che fare con lei. Si è rassegnata al fatto che non si può piacere a chiunque, nonostante non capisca cosa abbia mai fatto a Jesse, ma quando origlia che il suo gruppo intende sabotare il ritiro, decide di affrontarlo e chiedergli finalmente quale sia il suo problema.
La risposta di Jesse? Sicuramente non quella che si aspettava.

“Non ho pensato ad altro che a te dalla prima volta che ti ho vista.”

Questa novella nasce da un fraintendimento, da un primo incontro di cui i due protagonisti hanno un ricordo differente e che ha segnato le loro future interazioni.
Non approfondisco la questione perché altrimenti vi svelerei tutta la trama, ma se apprezzate il trope della “miscommunication”, allora apprezzerete sicuramente questa storia.

“Quale parte del cervello si innamora al primo sguardo?”

Nonostante sia composto di poche pagine, il racconto è ben costruito e incalzante. Anche i personaggi, soprattutto Viola, hanno spessore, grazie a pochi dettagli messi qui e là che ci aiutano a costruirli e capirli.
Lo spicy è ben bilanciato e la storia è davvero coinvolgente. Come sempre, lo stile di Ali Hazelwood è inconfondibile e permette di godere di qualsiasi storia scriva.
Baci

Voto libro - 3.5





  • 0 Comments


La serie è composta da: 

1. Bride

2. Mate


Genere: Paranormal romance

Scritto da: Ali Hazelwood

13 febbraio 2024

 Misery Lark, l'unica figlia del più potente Consigliere dei Vampiri del Sud-ovest, è ancora una volta un'emarginata. I suoi giorni nell'anonimato tra gli Umani sono finiti: è stata chiamata a sostenere una storica alleanza per mantenere la pace tra i Vampiri e i loro più acerrimi nemici, i Lupi, e non vede altra scelta che arrendersi allo scambio. I Lupi sono spietati e imprevedibili e il loro capo, Lowe Moreland, non fa eccezione. Governa il suo branco con severa autorità, ma non senza giustizia. E, a differenza del Consiglio dei Vampiri, non senza sentimento. È chiaro, dal modo in cui segue ogni movimento di Misery, che non si fida di lei. Se solo sapesse quanto ha ragione... Perché Misery ha i suoi motivi per accettare questo matrimonio di convenienza, motivi che non hanno nulla a che vedere con la politica o le alleanze, e tutto a che fare con l'unica cosa che le sia mai importata. Ed è disposta a qualsiasi cosa pur di riavere ciò che le appartiene, anche se questo significa una vita nel territorio nemico... da sola con il lupo.


Salve salve!
Come di consuetudine, ho divorato la nuovissima opera di Ali Hazelwood, “Bride”, il debutto dell’autrice nel paranormal romance.

Nel mondo in cui è ambientato il romanzo, oltre agli umani, esistono anche Vampiri e Licantropi. Ci sono paesi in cui le tre specie convivono pacificamente, seppure con le loro diversità. In America, Vampiri e Licantropi, in particolare, sono in conflitto. Ognuno ha il proprio territorio, i pregiudizi e i preconcetti si sprecano e la violenza è spesso all’ordine del giorno, soprattutto ai confini tra i territori.
I Vampiri, tra le tre specie, sono di meno e in pericolo di estinguersi; per anni hanno mantenuto il potere grazie a un’alleanza con gli umani attraverso il sistema del Collaterale.
Il Collaterale sono bambini, uno Vampiro e uno umano, che si “scambiano di posto” e finiscono in prima linea nella fragile tregua tra le specie. In caso l’alleanza si sgretoli, i Collarerali sarebbero i primi a pagarne le conseguenze.
Misery Lark è stata il Collaterale nel mondo degli umani finché non è diventata adulta. Sradicata dal mondo dei Vampiri da piccola, non si è mai trovata a suo agio tra i suoi simili, quindi è tornata nel mondo degli umani “in incognito”, dove si trova l’unica persona che lei ama e che tiene a lei, Serena, la sua sorella umana.
Dopo anni, però, Misery ritorna ad essere un Collatorale, stavolta tra i Licantropi, dopo aver sposato l’Alfa di uno dei branchi più grandi in America.
Gli equilibri tra le tre specie stanno cambiando e questo matrimonio di convenienza è il tentativo dei Vampiri di non venire assuefatti…
Non che a Misery interessi il destino dei Vampiri. C’è un motivo ben preciso per cui ha accettato di sposare Lowe Moreland, il suo nemico naturale, un uomo che trova il suo odore rivoltante.
Non che a Misery importi, di nuovo; la sua presenza nel territorio dei Lupi ha un obiettivo ben preciso: trovare Serena.

“Mi piacerebbe potergli rivolgere un sorriso rassicurante, senza dargli l’impressione di voler macellare tutto ciò che gli sta a cuore, magari.”

Primo, sono triste perché come al solito ho divorato il libro; secondo, posso fare subito una rilettura?!
Mi sono innamorata di tutto, dei personaggi, del mondo, del romance e della trama.
Un plauso voglio farlo alla costruzione del world-building, l’autrice ha introdotto piccoli dettagli e brevi spiegazioni in momenti strategici per trasmettere informazioni che non sempre sono fondamentali ai fini della trama, ma sono squarci di un mondo che potrebbe evolversi al meglio.
Ho amato Misery con tutto il cuore. È una Vampira che non si sente a casa tra i suoi simili (i quali, nonostante il ruolo importante che ha avuto per la loro sopravvivenza, la escludono e insultano); le piacciono gli umani e il loro mondo, ma non può passare per una di loro.
Grazie alle sue esperienze è diventata una Vampira del tutto unica, con una visione del mondo peculiare.
La sua esperienza da Collaterale, i numerosi tentativi di omicidio che ha subito, l’odio e la paura intrinseca che sia umani che Vampiri provano verso di lei, le hanno lasciato cicatrici che ha riempito e coperto con strati belli spessi di sarcasmo, autoironia e un leggero black humor.
La sua sincerità disarmante è una ventata di aria fresca ed è impossibile non amarla, persino per quelli che dovrebbero essere i suoi nemici naturali.
Dà spesso per scontato la sua incolumità, ma farebbe di tutto per le persone a cui tiene, anche quando non sa bene quali siano i sentimenti che prova.
È dolcissimo il rapporto che sviluppa con Ana, la sorellina di Lowe, una forza della natura che guarda oltre le orecchie appuntite e le zanne, e si insinua nel lento cuore di Misery a forza di nomi sbagliati, trecce e insistenza.
È commovente vedere una persona, che per natura non dovrebbe provare emozioni forti, mangiata dal terrore ogni volta che Ana combina qualcosa.

“I Lupi si stanno rivelando sorprendentemente amichevoli, nonostante sappiano che sono una Vampira. E io sono stranamente rilassata con loro, forse proprio perché sanno che sono una Vampira. È un’esperienza del tutto nuova essere considerata per quella che sono.”

Ogni personaggio, non solo Misery, ha numerosi livelli legati soprattutto alle diversità tra le tre specie.
I Vampiri, ad esempio, sono distaccati, non formano legami affettivi profondi, il loro interesse è la sopravvivenza della specie e vivono in quella prospettiva. Il loro cuore batte molto più lentamente e non sono inclini a provare emozioni travolgenti.
Questo è una difficoltà che Misery si trova ad affrontare: cosa sarebbe più strano per lei, vivere nell’apatia o dare un nome alle sensazioni che le formicolano nello stomaco?
Misery però è onesta con sé stessa, è coraggiosa e affronta tutto quello che si ritrova davanti a testa alta, con una spruzzata di freddo sarcasmo e commenti taglienti che fanno scoppiare dalle risate.
È facile intuire cosa si nasconda davvero dietro le reazioni di Lowe, ma è incredibile affrontare questo viaggio alla scoperta delle emozioni con Misery.
È un percorso costruito magistralmente, coerente e super coinvolgente.
Lowe è sexy, la sua presenza è travolgente e ha quell’aria da “martire che si prende la colpa di qualsiasi cosa e che ha bisogno di qualcuno che gli faccia capire che merita di vivere e di amare” a cui è impossibile resistere.
È un Alfa e questo suo attributo viene utilizzato benissimo dall’autrice, inoltre è un campione del trope “Who did this to you?”.
Allo stesso tempo essere Alfa è anche un suo difetto, lo limita e lo rende un pochino ottuso, ma glielo perdoniamo.

Non è nella mia top dei protagonisti maschili dell’autrice, mi è mancato qualcosina, ma è comunque degno di nota. E poi lo spicy legato al suo essere Lupo… non serve aggiungere nulla.

“Lei lo distrae. I sentimenti che prova per lei lo distraggono.”

Adoro il fatto che la presenza di Vampiri e Licantropi non sia legata al paranormale, ma alla biologia. Le tre specie sono frutto di evoluzione e cellule, l’autrice è riuscita a inserire la scienza anche in questo romanzo, inaspettatamente, rendendolo unicamente suo.

Hazelwood non dimentica gli stereotipi tanto noti o le caratteristiche classiche delle due specie fantastiche, ma le rende parte della sua storia ironizzando sulla loro assurdità, sottolineando come in questo mondo Vampiri e Lupi non sono “magici”, ma persone con una genetica differente la quale comporta abitudini diverse tra le tre specie.

«Perché non dormi in un letto?»
«Perché sono una Vampira.» Sembra accettare la spiegazione. Probabilmente perché accetta me. Come Serena, e nessun altro.”

Non ho dato il voto massimo perché ci sono state un paio di cose che non mi sono piaciute molto e una che non sono riuscita proprio a prendere sul serio.
Nello specifico, non mi è piaciuto il momento di conflitto tra Misery e Lowe, ha stonato e l’ho trovato slegato dal resto della storia.
Inoltre ho trovato l’ultimo capitolo affrettato, ci sono troppe cose in poche pagine e mi è sembrato “forzato”. Secondo me l’autrice avrebbe potuto prendersi un altro paio di capitoli per dare il giusto peso a tutte le risoluzioni, soprattutto tra i due protagonisti, e rendere il finale ancora più dolce e romantico.
La cosa che non ho preso sul serio non posso spiegarla, sarebbe spoiler, sappiate però che ogni volta che veniva nominata mi veniva da ridere e, siccome è legata allo spicy, per me ha rovinato quelle scene, spezzando il coinvolgimento.
Mentre leggevo “Bride” mi è venuta voglia di ascoltare una playlist delle canzoni pop del 2012/2013 e cavolo se non è la playlist perfetta per questa storia! Se vi piace ascoltare musica mentre leggete vi consiglio questo abbinamento.
Ho la netta sensazione che nascerà una serie da questo mondo e sono prontissima a divorare tutti i libri!
Abbiamo già un’idea su quale coppia potrebbe essere il prossimo volume, ma so anche su chi io vorrei una storia: Owen, il fratello di Misery.
Ha le carte in regola per diventare un “malessere” coi fiocchi!
Per fortuna Sperling & Kupfer ha pubblicato il romanzo quasi in contemporanea, nessuna attesa stavolta.

Io vado ad attendere con ansia il prossimo libro dell’autrice, ormai sono diventati una droga!
Baci

Voto libro - 4.5




Genere: Paranormal romance

Scritto da: Ali Hazelwood

7 ottobre 2025


Serena Paris è sola, senza branco e diversa da chiunque altro. Nata dall'unione proibita tra un Umano e un Lupo, la sua esistenza avrebbe dovuto rappresentare un ponte tra le specie, un simbolo di riconciliazione dopo anni di conflitti. Ma il mondo non è pronto per ciò che rappresenta. Serena ha riacceso le tensioni: ora tutti la vogliono usare o uccidere. Vampiri, Umani e Lupi bramano il controllo su di lei, e le loro trame si stringono come una rete sempre più fitta. Con il passato che minaccia di riaffiorare e nuovi nemici all'orizzonte, Serena ha un'unica possibilità: rifugiarsi da Koen Alexander, Alfa del branco del Nord-ovest, l'unico abbastanza potente da proteggerla... e l'unico che non ha mai smesso di vederla per chi è davvero. Koen non è disposto a perderla. Non importa se Serena non ricambia i suoi sentimenti, o se ha tentato di allontanarsi da lui. Finché respira, lui sarà il muro tra lei e il mondo. Ma i Vampiri e i Lupi assetati di potere non sono gli unici pericoli che incombono sulla vita di Serena. Prima o poi, il suo passato finirà per raggiungerla, e quando accadrà Koen potrebbe essere il solo in grado di salvarla... anche da sé stessa.



Salve salve!
È finalmente uscito “Mate” di Ali Hazelwood, ambientato nello stesso mondo di “Bride”.
Com’è consuetudine, ho messo da parte qualsiasi cosa e mi sono immersa nella storia.

“Non ha chiesto di avere me come sua compagna, come io non ho chiesto di essere un ibrido. Eppure eccoci qua.”

Serena Paris ha scoperto di essere un ibrido (metà umana, metà lupo) e subito dopo è stata rapita e tenuta prigioniera dai Vampiri.
Non un grandissimo inizio, ma almeno adesso è di nuovo con sua sorella Misery, ha conosciuto la dolcissima Ana ed è a contatto con altri Lupi. Inoltre, conosce Koen, che le comunica, in modo abbastanza ironico e distaccato, che è la sua compagna.
Koen non si aspetta nulla da lei, ma a Serena non dispiacerebbe conoscere meglio il grande Alpha del Nord-Ovest, nonostante ultimamente non apprezzi la compagnia delle persone.
Lui la liquida in modo un po’ brusco, eppure quando Serena ha bisogno c’è sempre.

La notizia dell’esistenza degli ibridi è stata resa pubblica e Serena decide di rilasciare un’intervista. Non tanto per gli Umani, quanto per Ana. Anche lei è stata una bambina orfana usata dagli adulti e non permetterà che succeda la stessa cosa all’adorabile Ana.
Quindi si getta sotto i riflettori e poi cerca di scomparire, perché a quanto pare sta per morire e non ha alcuna intenzione di farlo scoprire a Misery. È sempre stata brava a mentire e lo farà fino alla fine pur di proteggere la felicità della sorella. Peccato che le sue bugie non reggano con Koen, che sembra riuscire a leggerle nel pensiero.

La sua soluzione a tutto doveva essere l’isolamento, ma i Vampiri hanno deciso di mettere una taglia su di lei. Non può tornare a Sud-Ovest perché metterebbe in pericolo Ana, quindi l’unica soluzione è stare con Koen.
Letteralmente, perché l’Alpha non ha alcuna intenzione di perdere d’occhio la sua compagna. Non vorrà sviluppare il loro legame, ma non permetterà a nessuno di farle del male.
Con grande rammarico di Serena, mentire e fingere che vada tutto bene non è possibile con Koen, ma forse è una cosa positiva. La febbre e i dolori che la tormentano ogni notte stanno peggiorando e stare a contatto con Koen, sentire il suo odore, indossare i suoi vestiti, sono le uniche cose che la fanno stare bene.
Non vorrebbe ammetterlo, ma sta sviluppando dei sentimenti per l’Alpha, e per quanto il Lupo sia illeggibile, la presenza di Serena non sembra affatto dargli fastidio.
Ma c’è un baratro tra di loro formato da segreti, dolore, traumi, passati dolorosi e doveri. Potranno mai richiuderlo o sono destinati a stare lontani?

“È così bello che devo chiudere gli occhi per non vederlo.
E mi piace così tanto che dovrò chiudere anche il cuore.”

Serena e Koen, che dire…
È stato molto interessante veder interagire due lupi. Stavolta la biologia nella coppia è la stessa quindi tutto ciò di cui parlava Lowe nel primo libro, abbiamo potuto sperimentarlo dal punto di vista femminile e della narratrice. I Lupi sono creature che seguono l’istinto e Serena, anche se inconsapevolmente, ha fatto proprio questo; le sensazioni che prova (e che quindi proviamo anche noi) sono potenti e totalizzanti.
Viene utilizzato anche il tema del nido, che come il nodo credo derivi dall’omegaverse, e mi è piaciuto molto.

“E poi è arrivata lei, ha assunto il totale controllo sui suoi pensieri, e non ha lasciato spazio per altro all’infuori di lei.”

Nel primo libro abbiamo conosciuto Serena attraverso i racconti di Misery, poi l’abbiamo intravista per poco verso la fine. In entrambi i casi l’abbiamo vista come una donna sarcastica, divertente, coraggiosa, forte, che ha affrontato la scoperta di essere un ibrido da sola, che ha imparato a trasformarsi in Lupo rinchiusa in una mansarda e che sembra aver preso il rapimento come una cosa da niente.
Qui scopriamo un altro lato di lei, un lato che nemmeno la sorella conosce.
Serena è profondamente ferita dal suo passato, o meglio dalla mancanza di esso, e dal suo ruolo come compagna della garante dei Vampiri.
Ovviamente adora Misery e non le dà colpa di nulla, ma ci sono cose che la Vampira non poteva notare e che lei invece, da Umana, non ha potuto ignorare.
Mentre Misery era importante, speciale, eterea, Serena era la compagna Umana senza una famiglia, senza un passato e con un corpo voluttuoso.
Da adulta, Serena ha un leggero complesso di inferiorità, usa le bugie come un’arma e il sarcasmo per difendersi, non crede di essere indispensabile o importante (sa di esserlo per Misery, ma è diverso), non si aspetta nulla dalle persone, neanche il minimo, perché crede di non meritarlo, ma farebbe di tutto per essere apprezzata.
Quando scopre della malattia il suo primo pensiero è fare più analisi possibile, così da avere informazioni nel caso succeda anche ad Ana; il secondo è andare via per non dare pensiero a Misery e non rovinare la felicità che sua sorella ha finalmente trovato.
Non mette mai se stessa al primo posto, perché pensa di essere facilmente sostituibile. Ma tutte le bugie che racconta anche a se stessa, ovviamente, non funzionano con Koen.
Koen è l’opposto degli uomini che ha frequentato “nella sua vecchia vita”: è enorme, travolgente, sempre presente, dominante, occupa tanto spazio nel mondo e nella sua mente.

“È Koen.
Riesce a portare avanti a ringhi intere conversazioni. Riesce a capire che sto per prenderlo in giro ancora prima che nella mia testa abbia preso forma una battuta. Perturba lo spazio che lo circonda, incluso il mio. E i suoi occhi non fanno altro che cercarmi, e plasmarmi, assicurandosi che stia bene, senza mai chiedermi niente in cambio.”

Nonostante sia la sua compagna, Koen non sembra interessato a Serena, e lei, considerata la bassa opinione che ha di sé, lo comprende.
In realtà le ragioni di Koen sono radicate nel passato tragico del suo branco e al motivo per cui è diventato Alpha così giovane, il che spiega anche perché un uomo che non si fa problemi a dire no a chiunque, resti saldo proprio sulla regola che lo tiene lontano dalla sua compagna e dalla donna che ritiene perfetta.
Perché sì, Serena è la sua compagna, ma non è solo quello. La trova bellissima e l’ha notato dalla prima volta che l’ha vista. Il tempo che passa con lei, poi, la rende ai suoi occhi ancora più incredibile: è generosa, comprensiva, gentile ed è innamorata del suo territorio, proprio come lui. Non ci sono capitoli dal punto di vista di Koen, se non l’epilogo, ma gli incipit dei capitoli trasmettono benissimo quello che prova davvero e che cerca di nascondere dietro sguardi chiusi e grugniti.

“La casa sa di… Impossibile. Deve aver perso la ragione.”

I personaggi, quindi, sono sfaccettati, ben approfonditi, ricchi di luce e ombre.
Anche il cast di personaggi secondari è interessante e, come sempre, aggiungono quel tocco comico e familiare che non guasta mai.
La macro-trama è assolutamente inaspettata, c’è di tutto, e nulla che avremmo potuto prevedere, e l’ho adorata; tiene con il fiato sospeso dall’inizio alla fine!
E poi c’è il focus sulla relazione tra Serena e Koen, che cattura anima e corpo: è totalizzante proprio come Koen, è calorosa proprio come Serena.
C’è un equilibrio perfetto tra romance, spicy e drama.
L’autrice ci fa penare non poco per scoprire i segreti di Koen (anche se noi eravamo un po’ avvantaggiat3 rispetto a Serena) e ci costringe ad ignorare il mondo reale per continuare la storia finché non abbiamo le risposte di cui abbiamo bisogno.
È proprio questo che adoro (e un po’ odio) dei libri di Ali Hazelwood: sono impossibili da mettere giù.
Quando ho un suo libro in mano non penso a nient’altro se non a vivere la storia che si svolge tra le pagine, ma quando arriva la fine mi sento vuota e molto triste.

Sinceramente, io tornerei molto volentieri nel mondo di “Bride” e “Mate”.
In fondo abbiamo ancora il mondo dei vampiri da esplorare meglio, chissà che Owen non ci regali qualche sorpresa…
Speriamo, perché mi mancano già troppo questi personaggi!
Quindi, ricomincia l’attesa per un nuovo libro di Ali Hazelwood… speriamo di non dover aspettare troppo!
Baci.




Voto libro - 4.5








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La serie è composta da: 

1. Not in love

2. Problematic summer romance




Genere: Romance


Autrice: Ali Hazelwood

3 febbraio 2026


Quello che Rue Siebert ha costruito nella vita se l'è guadagnato con le unghie e con i denti: pochi amici fidati, la stabilità economica che ha sognato da bambina e una carriera brillante come ingegnere biotecnologico presso la Kline, una delle start-up più promettenti nel campo delle scienze alimentari. Tutto fila liscio, fino a quando un'acquisizione ostile e il suo affascinante - e decisamente inopportuno - rappresentante rischiano di far crollare ogni certezza. Eli Killgore e i suoi soci vogliono a tutti i costi mettere le mani sulla Kline. Eli ha le sue ragioni per portare a termine l'affare, e di solito ottiene sempre ciò che vuole. Tranne, forse, quando si tratta di Rue. L'unica donna che non riesce a togliersi dalla testa. L'unica che dovrebbe essere fuori dalla sua portata. Divisi tra la lealtà e un'attrazione innegabile, Rue ed Eli decidono di lasciarsi andare, almeno per un po'. La loro relazione è segreta, senza legami e con una data di scadenza ben precisa: il giorno in cui una delle due aziende avrà la meglio. Ma si sa, il cuore non segue mai le regole. E questo potrebbe essere l'affare più rischioso di tutti.

Salve salve!
È ormai la regola, che quando esce un nuovo libro di Ali Hazelwood, tutto si ferma e l’unico pensiero è la storia che diventerà la mia nuova ossessione fino al prossimo romanzo.
Da poco è uscito “Not in Love”, un Romance un po’ diverso dagli altri dell’autrice perché molto più spicy. L’autrice l’ha definito un erotic romance (ma io non sono molto d’accordo con questa definizione).

Rue Siebert non ha avuto un’infanzia facile e le difficoltà vissute ancora influenzano il suo presente, nella vita privata e in quella lavorativa.
Rue ha due amiche, Tisha, che conosce sin da piccola, e Florence, che è anche il suo capo. La maggior parte delle persone non riesce a capirla, l’hanno sempre definita fredda o senza cuore, perché Rue è impassibile, misurata, precisa e seria in ogni singolo aspetto della sua vita.
Rue ha un senso dell’umorismo asciutto, non parla per eufemismi, va dritto al punto, anche nel sesso. Sa quello che le piace e lo cerca nei suoi partner, rigorosamente sconosciuti, per una sola notte, niente ripetizioni.
Eli Killgore doveva essere uno di questi uomini, ma la sera del loro incontro il fratello di Rue rovina tutto.
Era da tempo che Eli non utilizzava l’app per incontri, ma il messaggio di quella donna misteriosa lo incuriosisce. E appena la vede… “passione a prima vista”.
L’attrazione tra Eli e Rue è alle stelle, bollente, inspiegabile, si desiderano.
Rue va contro tutte le sue regole e lascia il suo numero a Eli. Ma il secondo incontro tra i due non è affatto come immaginavano.
L’azienda di Eli ha comprato il prestito dell’azienda dove lavora Rue. Di solito queste cose non portano a nulla di buono, ma in questo caso vogliono colpire una sua amica e il lavoro di una vita. Questo dovrebbe farle mettere croce nera su Eli, no?
Ma Eli ha lanciato un incantesimo su Rue, e viceversa. I due non riescono a stare lontani, c’è una chimica tra loro che li tormenta, una fune che, per quanto tirata, li riporta bruscamente l’uno nella vita, nei pensieri, nelle fantasie e nei desideri dell’altro.
Oltre all’amicizia con il suo capo, però, c’è qualcosa di più radicato e profondo, le conseguenze di quel famoso passato, che non permettono a Rue di dare a Eli ciò che lui spera, ciò che lei stessa potrebbe iniziare a desiderare.

“E l’amore romantico?” Il cuore di Eli batteva forte, ma non era sicuro del motivo. “Pensi che riusciresti a gestirlo?”
“Forse. O forse alcune persone sono troppo rotte. Forse… forse sono successe cose nella loro vita, nel loro passato, che le hanno danneggiate talmente in profondità che non otterranno mai il lieto fine con l’amore della loro vita. Forse alcune persone sono destinate ad essere tragedie.”

Gli elementi a cui Ali Hazelwood ci ha abituate li troviamo anche in questa storia: il mondo STEM, due protagonisti complessi e sfaccettati, una chimica alle stelle, dichiarazioni super romantiche, personaggi secondari che creano una famiglia acquisita invidiabile, una narrazione che rapisce, e in più abbiamo un enorme cane adorabile, che si chiama Tiny, e tanto spicy.
Il conflitto per cui Rue ed Eli non riescono a stare insieme è anche esterno, ma non è il problema principale.
È il passato, in particolare quello di Rue, ad alzare una barriera apparentemente insormontabile per la loro relazione.
Rue non va ad appuntamenti, non inizia relazioni, perché sa che non potrebbe mai essere una donna “normale”.
Rue ha le sue idiosincrasie, un rapporto complesso con i pasti, difficoltà a relazionarsi e ad accettare l’amore delle persone.

“Il cibo è collagene, il tessuto connettivo della nostra società, e io sono cresciuta senza averne abbastanza. Deve significare che non sono mai stata legata a qualcuno, e mai potrò esserlo.”

Non ha neanche mai desiderato una relazione, ma con Eli è diverso. C’è qualcosa che li spinge a tornare l’uno dall’altro, una fissazione che non permette loro di chiudere definitamente la porta.
Siccome non sa come affrontare una situazione del genere, Rue si protegge dietro alla scusa del “è solo sesso”.
Se all’inizio potrebbe essere così, chi legge (e Eli) capisce subito che sotto c’è molto altro. Forse si innamorano nello stesso momento, ma è Eli a capirlo e ad accettarlo per primo. Eli, però, ha anche capito Rue come nessun altro, per questo, nonostante i suoi sentimenti, non le mette fretta, prende quel che Rue è pronta a dare con una gratitudine e una dolcezza incredibili.

“Sin dall’inizio, sono stata io a porre dei limiti, fare richieste, costruire barriere. Probabilmente perché, sin dall’inizio, avevo capito che sarebbe stato disposto a buttarle giù e andare oltre.”

Sin da piccoli, Rue ed Eli hanno frequentato gli stessi ambienti, ma in periodi diversi. Se non per qualche anno di differenza, si sarebbero incontrati molto prima.
Sembra quasi che fossero destinati ad orbitare nella vita dell’altro e a cambiarne per sempre le traiettorie, era il momento giusto a mancare.
Ed ecco che, quasi per destino, sembra che adesso, qualsiasi cosa facciano, non riescano più ad uscire una dalla vita dell’altro.

“Pensavo che mi sarei liberata di te a questo punto. Ma è come se avessi rubato un pezzettino di me. E ho paura che quando finirà, ritornerò alla mia vita e la mia forma sarà cambiata, solo un po’, ma quel tanto che basta affinché non entri più nel mio buco spigoloso e solitario.”

Per quanto riguarda lo spicy, sì, ce n’è di più rispetto alle altre storie dell’autrice, ma non abbastanza da definire il romanzo erotico secondo me. Ce n’è il giusto per una storia in cui il sesso è una sorta di meccanismo di difesa/giustificazione per continuare la frequentazione.
La storia, per me, è quindi spicy al punto giusto, romantica, divertente, ricca di emozioni. Come tutte le storie di Hazelwood, non sono riuscita a metterla giù un attimo, ho letto in ogni momento possibile, anche i più inauditi.
Baci

Voto libro - 4.5



Genere: Romance


Scritto da: Ali Hazelwood


Maya Killgore ha 23 anni e sta cercando di trovare la sua strada.

Conor Harkness ba 38 anni, e Maya non riesce a smettere di pensare a lui.

È un tale cliché, che rischia quasi di farle implodere il cuore: uomo più vecchio e donna più giovane; tipo del biotech di successo e dottoranda in difficoltà; migliore amico del fratello e la ragazza di cui non considerava l’esistenza. Come Conor ama ripeterle, l’equilibrio di potere è troppo squilibrato. Qualsiasi relazione tra di loro sarebbe problematica sotto troppi punti di vista e Maya dovrebbe superarla. In fondo, lui ha messo in chiaro che la vuole fuori dalla sua vita.

Ma non tutto è come sembra e i cliché a volte diventano colpi di scena.

Quando il fratello di Maya decide di sposarsi a Taormina, lei e Conor si ritrovano bloccati in una romantica villa siciliana per più di una settimana. Lì, sulla bellissima costa ionica, tra rovine antiche, cibo delizioso e grotte naturali, Maya capisce che Conor le sta nascondendo qualcosa.

Mentre il matrimonio inizia a “eruttare” fuori controllo, Maya decide che un flirt estivo potrebbe essere proprio quello di cui ha bisogno… anche se è problematico.

(Trama tradotta da Il confine dei libri)



Salve salve!
Quando esce un nuovo libro di Ali Hazelwood, il mio primo pensiero è “non voglio finirlo”. Allo stesso tempo, non vedo l’ora di andare avanti per godermi appieno la nuova storia che finirà per catturarmi anima e corpo.
Stavolta è successo con “Problematic Summer Romance” che, devo dire la verità, non pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto!
“Problematic Summer Romance” segue “Not in Love”, in quanto i protagonisti sono la sorella e il migliore amico di Eli, protagonista del primo romanzo. Inoltre, praticamente tutto il cast di personaggi ritorna e molte dinamiche sono state spiegate nel primo volume.

Maya ha 23 anni e da tre anni è innamorata del migliore amico (nonché capo) di suo fratello, Conor. Se non bastasse, hanno 15 anni di differenza, cosa che per Conor è assolutamente insuperabile.
Nonostante questo, negli ultimi tre anni, i due sono diventati migliori amici.
È iniziato tutto quando Maya, studentessa universitaria a Edimburgo, è stata tradita dal fidanzato e dalla sua coinquilina.
In lacrime e piena di rabbia, Maya ha chiamato il fratello, ma al suo posto ha risposto Conor e da quel momento non hanno più smesso di parlare.
Per tre anni hanno parlato al telefono di qualsiasi cosa, telefonate che duravano ore, alle ore più improbabili del giorno. Nonostante gli impegni, Conor non ha mai esitato a rispondere a Maya, nonostante la riservatezza, ha condiviso tutte le parti della sua vita, anche il suo passato.
E Maya non si è mai lasciata scappare l’occasione di prenderlo in giro, di crepare l’armatura che ha creato per tenerla lontana, di flirtarci.
Poi, la rottura.
Sono dieci mesi che non si parlano più e Maya è stanca, le manca il suo migliore amico, ma soprattutto non sopporta il fatto che Conor stia rendendo miserabili entrambi perché pensa di essere l’unico a sapere cosa sia meglio per lei.

“Conor, indovina un po’? Non devi liberarmi tu! Io sono libera e ti ho scelto liberamente volta dopo volta. Ma odi troppo te stesso per accettarlo. Nel profondo, non pensi di essere degno di essere amato e sei così spaventato dall’avermi e dal ferirmi che preferiresti passare la vita a darmi cose che non ho mai chiesto pur di tenermi lontana.”

Su carta, “Problematic Summer Romance” non avrebbe dovuto piacermi più di tanto. Ha i trope dell’age gap e del “I can change him”, che non prediligo, lo slow burn, che manco mi va giù più di tanto, ma l’ha scritto Ali Hazelwood, quindi va letto per forza.
E che vi devo dire, mi è piaciuto!
Quest’autrice ha un potere, ed è quello di scrivere storie che riescono a conquistare completamente, cuore, testa e anima. Il desiderio sarebbe di poterci entrare in queste storie perché ogni volta ci sono personaggi e famiglie acquisite che ti fanno sentire a casa.
Il romanzo è la perfetta rom-com estiva (tra l’altro ambientata a Taormina), c’è tanto sole, tanto mare, buon cibo (in fondo siamo in Italia), scene divertenti e un bel po’ di tensione erotica, ma non è solo questo.
Maya e Conor sono due personaggi complessi, che hanno i propri bagagli e traumi.
Maya ha problemi di gestione della rabbia e questo l’ha messa spesso nei guai con Eli, crescendo. Adesso ha un rapporto meraviglioso con il fratello (e con Rue), ma ha il terrore di deluderlo. Eli è fierissimo di sua sorella, che ha davanti a sé due strade incredibili, ma ogni volta che l’argomento viene introdotto Maya si defila, desiderosa di presentare una terza via, ma spaventata di deludere definitamente il fratello che ha fatto così tanto per lei.
Maya è una badass, ha sempre la battuta pronta e non si lascia intimorire da nulla. Il suo senso dell’umorismo e la sua prontezza di risposta mi hanno ricordato un po’ “Golden Girls” e l’ho adorato!
La cosa che mi è piaciuta di più? È il modo in cui tiene Conor sulle spine, subito pronta a smontarlo quando parte con le paternali autodistruttive, e il fatto che non si lascia definire dal senso di colpa di lui, ma è consapevole di se stessa e dei suoi desideri.

“Hey, Conor?”
“Che c’è, Trouble?”
“Penso di voler sapere tutto sulla tua routine di esercizi.”
“Perché? Così puoi prendermi in giro?”
“Ovviamente.”

Conor è un book boyfriend interessante, ma ha qualche red flag.
Regala momenti da occhi a cuoricino e che sciolgono, ma è anche un codardo e piuttosto pedante.
Le sue paure non sono illegittime, il padre era il classico riccone che cercava donne sempre più giovani, per questo Conor si fa un’infinità di scrupoli.
È anche cresciuto tenendo ben stretti i suoi sentimenti, quindi ha bisogno di controllare ogni singolo aspetto della sua vita e Maya, Maya è una variabile che non riesce a calcolare. Lo manda in tilt e per proteggersi si crea un’armatura di motivazioni che reggono fino a un certo punto.
La cosa più fastidiosa è che nella sua crociata al perbenismo tratta Maya come se non sapesse scegliere da sé, come se non fosse un’adulta, ma per fortuna Maya non si lascia abbindolare dalle sue paranoie.
Maya risponde a tono, mandando all’aria tutti i suoi calcoli, mettendolo in difficoltà, prendendolo in giro, minando quelle finte certezze che si era costruito.
I due sono complementari, si capiscono, si accettano, si completano. Conor comprende le sfaccettature più oscure di Maya e sa come calmarla, Maya riesce a smontare con poche parole i rigidi stigmi che Conor si è imposto a causa della sua famiglia disfunzionale.

“L’aria intorno a noi si spezza, come una manifestazione fisica del controllo che ha mantenuto sin da Edimburgo. L’inizio della rottura.“

La tensione è alle stelle, non solo perché è altissima, ma anche perché è super, super bollente. C’è uno slow born coi fiocchi (e io di solito non lo apprezzo, eh), sarà stato complice il caldo che inizia a farsi sentire, ma la temperatura sale di moltissimo.
Questo perché la tensione non si percepisce solo nei momenti fisici, ma anche nelle conversazioni, negli sguardi, nei ricordi.

“È il modo in cui ti appropri dello spazio intorno a te. Mi ricordi in modo costante, rumoroso e indecente di tutte le piccole cose che rendono te, te. È impossibile sfuggirti.”

Tra passato e presente, Ali Hazelwood costruisce una storia calda, piccante e impossibile da mettere giù.
E adesso non ci resta che aspettare il prossimo libro…

Voto libro - 4


 






 

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Genere: Romance

Scritto da: Ali Hazelwood

4 febbraio 2025

Scarlett Vandermeer ha sempre nuotato controcorrente. Studentessa del terzo anno a Stanford, si sta concentrando sull'ammissione alla facoltà di Medicina mentre si riprende dall'infortunio che ha quasi messo fine alla sua carriera di tuffatrice dalla piattaforma. Non ha tempo per le relazioni - o almeno questo è quello che ripete a sé stessa. Anche Lukas Blomqvist vive di disciplina. Campione del mondo e capitano della squadra di nuoto, è così che vince medaglie d'oro e batte ogni record: massima concentrazione, a ogni bracciata. A prima vista, fuori dalla piscina, Lukas e Scarlett non hanno nulla in comune, se non la passione per l'acqua. Ma per pura combinazione, i due vengono a conoscenza di un «segreto» che condividono e che è difficile da ignorare quando finiscono a lavorare insieme allo stesso progetto di biologia. E così, mentre la pressione per le Olimpiadi cresce, anche l'attrazione tra loro aumenta. Stare lontana da Lukas diventa impossibile e Scarlett si rende conto che il suo cuore potrebbe affondare in acque pericolose...




Salve salve!
Quando si tratta di romance, c’è un singolo evento intorno a cui girano tutta la mia concentrazione, attesa e aspettativa: l’uscita di un nuovo libro di Ali Hazelwood.
Quest’anno l’autrice ha pubblicato il suo primo sport romance, ambientato al college, in cui comunque non volta le spalle al mondo STEM.
Gli sport protagonisti, come si capisce dalla cover, sono legati all’acqua, e sono nuoto e tuffi.

Scarlett Vandermeer, per tutti Vandy, era una promessa dei tuffi fino al terribile incidente il giorno di una finale. Fisicamente si è ripresa dall’incidente, mentalmente invece ha un blocco. Non riesce più a fare il tipo di tuffo a causa del quale si è ferita, e che ha cambiato completamente la sua vita. Prima dell’incidente, infatti, Scarlett era la studentessa perfetta, l’atleta perfetta, aveva tutto sotto controllo. Adesso, invece, sente di non avere il controllo di nulla, né del suo corpo, né della sua mente, né del tuffo carpiato ritornato, sicuramente non del corso di tedesco.
L’unico modo che ha per non cedere al panico è controllare ogni singolo aspetto della sua vita fino allo sfinimento e in questo piano l’amore non ha posto.

“Prima prendevo sempre il massimo dei voti. Prima avevo il controllo della mia vita. Ambivo all’eccellenza. Arrivata a questo punto, sto solo cercando di evitare di andare incontro a un fallimento clamoroso. Non sarebbe splendido se riuscissi a non deludere di continuo le persone che mi circondano?”

Lukas Blomqvist è un campione di nuoto, detiene numerosi record e medaglie, conquistate grazie alla sua dedizione, concentrazione e autocontrollo. Secondo la sua ex Penelope (capitana della squadra di tuffi), Lukas è analitico, chiuso e poco incline a emozioni forti; inoltre gli piace tenere il controllo, anche in camera da letto.
Per caso, Scarlett ascolta una discussione tra Pen e Lukas sull’argomento e decide di aiutare Pen, che è sempre stata gentile con lei. Scarlett, infatti, ha gusti simili a quelli di Lukas, solo che lei preferisce la sottomissione.
All’apparenza, Scarlett e Lukas non dovrebbero avere nulla in comune ma, conoscendosi, scoprono di essere molto simili. Non solo sono compatibili dal punto di vista dei gusti sessuali, ma anche da quello accademico, ed entrambi vogliono fare la scuola di medicina. Semplicemente, si comprendono (come nessun altro è mai riuscito a fare) e si completano.
Cosa succede quando la forza più incontrollabile, l’amore, si insinua nelle vite di due persone che tentano di controllare ogni cosa?

“[…] la mattina dopo mi sveglio presto, famelica, solo per trovare un’e-mail arrivata poco dopo mezzanotte. L’oggetto dice soltanto: Quello di cui hai bisogno. Il corpo del messaggio:
Se deciderai di fare un tentativo, penso che dovresti farlo con me.”

Scarlett è una persona che ha bisogno di controllare ogni aspetto della sua vita, perché la sua mente non sta zitta un secondo. È sempre lì a chiedersi se sta sbagliando, se sta facendo il possibile, se sta facendo il meglio, ma in fondo no, potrebbe sempre fare di più perché lei è imperfetta, un fallimento.
Ovviamente le domande sono aumentate dopo l’incidente, quando il controllo le è sfuggito dalle mani e così tutto è cambiato.
Per questo le piace il mondo BDSM e la possibilità di cedere il controllo, perché se ci fosse qualcuno di cui si fida che le dica cosa fare, lei non avrebbe bisogno di pensare e di farsi mille domande.
Il sesso con Lukas è tutto quello che ha sempre desiderato; Lukas è autoritario, in controllo, la comprende senza che lei parli, inoltre si fida ciecamente di lui e non teme a lasciarsi andare.
Quando Scarlett si rende finalmente conto di Lukas, la chimica è istantanea. Nonostante questo, non si lascia subito andare, prigioniera delle paturnie che non la abbandonano mai e che, ad un certo punto, diventano un meccanismo di difesa quando le emozioni diventano troppo, diventano una valanga che non riesce a gestire.
Ma ad ogni nuovo dubbio che fiorisce, adesso c’è Lukas che le espone i fatti in modo analitico, gestibile, proprio come serve alla sua mente agitata.

“Non riesco a distogliere lo sguardo, e penso sia dovuto ai suoi occhi. Sono attenti. Concentrati. Sintonizzati. Di un azzurro fuori dal comune.”

Lukas solitamente ha il controllo di ogni aspetto della sua vita e non si lascia sorprendere facilmente, ma Scarlett è una valanga che non si aspettava.
Le è sempre piaciuta, ma è rimasto distante essendo fidanzato con Pen. Adesso che ha l’occasione di starle vicino, scopre che non può più starle lontano e questo lo sconvolge. A differenza di Scarlett, però, viene a patti subito con i suoi sentimenti perché il desiderio di stare con lei è più forte della necessità di avere il controllo.
Nonostante questo, non le mette fretta perché la capisce, comprende le sue paure e le sue ansie e sa che, quando arriverà il momento, saprà come starle accanto.

“Non sono dell’umore per questo. E per «questo» intendo il modo in cui mi guarda Lukas, come se riuscisse a vedere il pezzetto di carta che ho appallottolato e nascosto nell’angolo più recondito della mia testa, quello su cui ho scritto tutti i miei segreti. Come se potesse lisciarlo e leggerne fino all’ultima parola.”

Dei libri di Ali Hazelwood, “Deep End” non è il mio preferito. Mi è piaciuto tantissimo e me lo sono gustato pagina dopo pagina, ma non ho provato la stessa frenesia implacabile come con altri lavori dell’autrice.
Preparatevi a un romanzo che gira quasi completamente intorno ai dubbi, alle paure, alle ansie e alle domande della protagonista. Una protagonista la cui mente ama metterle i bastoni fra le ruote. Questa storia, infatti, è anche la rivalsa di Scarlett sulla vita.
Credo che la cosa che mi è piaciuta di meno sia il fatto che, materialmente, i personaggi passino poco tempo insieme. Nonostante questo, dal momento in cui accettano di iniziare una relazione fisica, si crea tra loro un legame che li rende uno il centro dell’altro, che si rafforza ad ogni parola, ogni pensiero, ogni attimo rubato, anche quando sono lontani.
Le scene spicy sono molto bollenti, ma i miei preferiti sono i momenti in cui i protagonisti hanno mostrato le loro fragilità e i loro sentimenti.
Non mancano neanche le risate, perché Scarlett ha un senso dell’umorismo brillante. Inoltre ritroviamo due fantastici personaggi di un’altra amatissima storia dell’autrice! Non vi dico chi sono ma se vi dico che il romanzo è ambientato a Stanford e avete una memoria migliore della mia… ho urlato quando sono comparsi!

Insomma, io adesso sono triste perché nonostante sia riuscita a trattenermi e a gustarmi il romanzo con calma, è comunque finito. Ho bisogno di una nuova dose di Ali Hazelwood… subito!
I romanzi di quest’autrice sono diventati una droga, una fonte di risate, romanticismo e di spicy di cui non posso più fare a meno.
Baci

Voto libro - 4.5










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