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Laggiù mi hanno detto che c'è il sole



 Genere: Romanzo

Autore: Gayle Forman


Oggi la vita di Cheryl è fatta di cose belle: un lavoro che le piace, un marito che ama, e che la ama, due figli. Ma la strada per arrivare lì è stata lunga, gli anni della gioventù burrascosi e costellati di episodi drammatici: un’esistenza disordinata e difficile, il traumatico naufragio del suo matrimonio, la morte prematura della madre. Cheryl ha attraversato quel dolore fino all’ultimo confine, senza rinnegarlo, e distillandone piccole cose meravigliose, come gioielli forgiati dal fuoco. Piccoli rimedi al caos che condivide con tutti coloro che si rivolgono a lei per chiederle consiglio. Sono pagine traboccanti di comprensione e umanità, di umorismo e calore, che illuminano anche i momenti più cupi e danno la tangibile sensazione che nessun antro in cui il dolore ci confina è così oscuro da non lasciar passare un raggio di sole.


Salve lettori, il libro che sto per recensirvi è stato pubblicato dalla casa editrice Mondadori il 27 Ottobre, della nota autrice Gayle Forman, la quale ha scritto anche "Resta con me" ed il seguito "Resta sempre qui". Sto parlando di "Laggiù mi hanno detto che c'é il sole", un romanzo di narrativa abbastanza
spento, a mio parere, ma che tratta di un argomento importante: il suicido. Infatti Gayle Forman, nella zona riservata ai ringraziamenti, ci spiega da dove sia nata l'idea di raccontare questa storia "molti anni fa ho affrontato il tema del suicidio in un articolo in cui intervistavo gli amici e i familiari di alcune ragazze che si erano tolte la vita. Fu in quell'occasione che "conobbi" Suzy Gonzales, anche se non personalmente, dato che era già morta da alcuni anni." e si può facilmente dedurre che l'opera in questione sia stata una sorta di omaggio. Il romanzo inizia con l'email che Cody riceve dalla sua migliore amica Meg, la quale si è appena suicidata, nella stanza di un motel trasandato e tracannando una bottiglia di veleno in completa solitudine. La cosa peggiore? Cody non aveva la più pallida idea che Meg stesse così male da suicidarsi. Si era trasferita a Seattle qualche mese prima e avevano perso i contatti, o più semplicemente Cody si era allontanata volontariamente. Era gelosa del fatto che non fosse riuscita ad andarsene anch'ella da quella piccolissima cittadina e che tutti i progetti che avevano sperato di raggiungere insieme sin da quando erano piccole, fossero diventati reali per Meg, ma senza di lei. Aveva sempre camminato all'ombra di quella ragazza così perfetta, solare, anticonformista e affascinante. Meg aveva sempre tenuto nascosto un mondo tutto suo, carico di pazzie e stranezze che nessuno poteva vedere, nemmeno la sua migliore amica. Finché quel giorno aveva deciso di togliersi la vita, senza prendere in considerazione le conseguenze e soprattutto non pensando a come avrebbero reagito lei persone che le volevano bene: i suoi genitori Sue e Joe, il fratellino Scottie, Cody, gli amici di Seattle e d'infanzia. Era solo sparita lasciando dietro di sé quell'alone di mistero e incomprensione che l'accompagnava da sempre e che la rendeva così "lei". Sue e Joe erano ovviamente distrutti e dopo varie veglie funebri avevano chiesto a Cody di andare nel vecchio appartamento di Meg, quello vicino all'università che gli aveva offerto una borsa di studio, e di raccogliere lei sue cose per loro. Come avrebbe mai potuto dire di no ai Garcia? Erano la sua unica famiglia. Tricia, sua madre, non era mai stata una MADRE AL COMPLETO, anzi non lo era stata nemmeno a metà. Passava tutto il giorno a lavorare o ad uscire con uomini che la figlia non aveva mai fortunatamente conosciuto. Mentre il padre o "donatore di sperma" come lo chiamava sempre la madre, non l'aveva mai conosciuto. Cody partì qualche giorno dopo con la speranza di trovare delle risposte al gesto assurdo della sua migliore amica. Magari qualche amico poteva alleviare il senso di colpa che le aveva attanagliato la gola non appena aveva ricevuto quell'orribile email di addio. Se solo avesse pensato meno a sè stessa, forse si sarebbe accorta di quello che stava accadendo nella mente di Meg, ma non appena arrivò nel piccolo appartamento e conobbe alcuni dei suoi coinquilini, si accorse che in quella stanza non c'era NESSUNO che conoscesse davvero Meg. Quando il giorno dopo decise di aprire il suo PC e di ficcanasare tra lei email inviate, si rese conto che la ragazza sempre sorridente che conosceva sin da piccola, e la Meg che aveva inviato tutte quelle email e che si era assicurata che ne venissero cancellate la metá, non erano affatto la stessa persona. Qui inizia la continua lotta interiore di Cody: continuare ad indagare nella vita delle sua migliore amica morta? O andare avanti per la propria strada e lasciarsi tutto alle spalle? Cody sapeva benissimo che non avrebbe mai abbandonato di nuovo Meg, l'aveva fatto una volta quando lei era ancora viva, mai da morta non poteva lasciarla andare. Questo romanzo mi ha colpito per la determinazione di Cody, ma allo stesso tempo per la sua freddezza quasi glaciale. Nessuno dovrebbe mai provare un dolore simile e continuare a navigare tra lei acque impervie della ragione, anche quando essa non esiste più da tempo. Ammiro la Forman per aver scelto un tema così importante ed aver scritto un libro talmente rispettoso deve essere stato difficile. Ognuno ha il proprio parere e prende le scelte che possono sembrare giuste o
sbagliate in quel momento, ma che derivano comunque dalla propria coscienza e non da quella di qualcun altro. Da quest'opera mi è arrivato un messaggio importante: non lasciatevi mai condizionare dagli altri. Il dolore potrà essere forte fino a spezzarvi, mai lasciate che sia il vostro cuore a deciderne il momento giusto. Questo è uno di quei romanzi che fino a quando non l'hai finito ti chiedi: per quale cavolo di motivo la Mondadori ha deciso di pubblicarlo? È poco fluente, talvolta noioso e persino freddo. La collera ed il dolore dei personaggi sono così palpabili che sembra di tenerli in mano, ma nonostante la difficoltà della lettura possiede un potere magico: quello del pensiero. Ve lo consiglio? Non saprei. Io ci ho messo qualche giorno a leggerlo, ma se dovessi tornare indietro lo rifarei. Per stavolta vi lascio la scelta, mai sappiate che se non lo leggerete rimarrete per sempre con il dubbio del motivo vero per cui Meg ha deciso di togliersi la vita. Un bacio, sempre vostra Ash

Voto storia - 2 Carina




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