Cursed Series



Autore: Rebecca Donovan 

Genere: Romance

19 luglio

Lana Peri ha quindici anni e non ha paura di dire quello che pensa, persino quando, così facendo, rischia di mettersi nei guai (cosa che in effetti succede spesso). La sua incapacità di filtrare i pensieri non le ha fatto guadagnare molte simpatie. Lana ha sempre saputo che la verità sarebbe stata la sua rovina. Ma non aveva idea che sarebbe successo così presto. Accade tutto in una notte, davvero indimenticabile. Ma non nel senso positivo del termine, perché Lana assiste non a uno, ma a ben due crimini violenti commessi dalla stessa persona. E sa perfettamente che se vuole proteggere i suoi amici, non potrà dire una sola parola. Il silenzio, però, fa di lei una complice del colpevole. Non che abbia scelta. Lui è potente. Intoccabile. Ed è amico di Joey Harrison, il ragazzo per cui Lana ha una cotta sin dal momento in cui si sono conosciuti. Il silenzio li proteggerà, ma tutte le bugie per mantenerlo la potrebbero annientare. Ma la verità non avrà pietà per nessuno di loro.



Salve amiche, lettrici.
Oggi vi propongo una lettura veloce, di appena 140 pagine che mi ha lasciata con una grande curiosità.
Si tratta di "Una ragione per dirti no", primo volume di una nuova serie di Rebecca Donovan, la Cursed series, edita da Newton Compton, che ringrazio per avermelo inviato in anteprima. 
Lana Peri è una quindicenne cresciuta troppo in fretta. Vive con la madre in un quartiere povero, frequenta il liceo e lavora per aiutare in casa e per coprire i turni della madre malata. 
Lana è convinta che ciascuno di noi è maledetto da qualcosa nella vita, non per forza da qualcosa di negativo, anzi. Lei è sicura che ciò che condanna gli esseri umani sono le virtù. 
La madre, ad esempio, è condannata dal suo OTTIMISMO, la nonna è stata segnata dalla FIDUCIA, lei è maledetta a cuasa della sua ONESTÀ. Sì, perché non è capace nemmeno di mentire forzando la sua natura. 
Non crede nell'amore, forse a causa della sfortunata serie di relazioni sbagliate della madre oppure a causa del fatto che non conosca suo padre. 


“Siamo tutti condannati... ognuno di noi, senza esclusioni. E non saranno le compulsioni o le dipendenze a trascinarci a fondo. Non saranno l'avidità o il desiderio a metterci in ginocchio. Le nostre maledizioni sono presenti in noi come virtù, come qualcosa che pensiamo di dover conseguire o diventare, magari sforzandoci. Solo che sono proprio questi tratti, quelli che riteniamo onorevoli, a causare la maggiore distruzione.” 


Lana ha una cara amica, una tizia complicata come lei e, insieme, a scuola, sono temute e ammirate, o forse odiate, per il loro comportamento distaccato. 
Un giorno Lincoln, un ragazzo della scuola, invita Lana e Tory ad una festa e le due, eccezionalmente, accettano. 
Lì, mentre Tory sta con Lincoln, Lana conosce Joey Harrison, il fratello minore di Parker Harrison, una vecchia conoscenza di Lana. I due seguono subito la reciproca attrazione e ben presto, insieme a Tory, Lincoln e un certo Vic, un ragazzo strano ed inquietante, accettano un passaggio da Nina, amica più grande di Lana, e vanno in un locale illegale ed esclusivo, in cui è difficilissimo entrare e che grazie a Joey diventa accessibile, perché questo locale è proprio del fratello Parker. 
Da questo momento in poi, una serie di disavventure e coincidenze spiacevoli porteranno i ragazzi a invischiarsi in strane situazioni che metteranno nei guai Lana.
Niente, non posso dirvi di più e non so nemmeno se sono riuscita a rendere bene la storia, visto che tutto il primo romanzo racconta di una sola nottata nella vita di questi ragazzi e finisce con un punto interrogativo grande quanto una casa! 
In realtà le ultime pagine annunciano qualcosa di veramente sbalorditivo, secondo me. Penso di essere riuscita ad andare oltre, raccogliendo alcuni piccoli indizi. 
Non so come esprimermi bene senza svelare l'arcano, ma vi posso dire che se all'inizio non capirete lo scopo di tutta questa narrazione, proprio nell'ultimo capitolo comincerete a fare due più due. 
Se avete già letto precedentemente questa autrice, sapete che è un'abile narratrice, con uno stile semplice e diretto. 
Il romanzo si legge velocemente, è scorrevole e dal ritmo serrato, aiutato anche dagli eventi che si susseguono uno dopo l'altro. 
Non so parlarvi in maniera specifica dei personaggi, perché 140 pagine sono veramente poche per inquadrarli, soprattutto in virtù del fatto che questo primo romanzo presenta solo l'antefatto che porta alla storia centrale vera e propria. 
Posso dire solo che è interessante il trio Lana, Joey, Parker, e che ci riserveranno sorprese che nemmeno ci aspettiamo. 
La cosa che mi ha un po' perplesso è la presentazione di una gioventù troppo allo sbando, mi è sembrata quasi surreale. 
Non sono bigotta, per nulla, ma Lana, ad esempio, mi è sembrata troppo navigata per essere una quindicenne. Si giostra troppo bene tra sesso e droga, come se fosse normale per dei ragazzi così giovani. Non so, magari è solo una percezione errata, la mia. 
Ma non voglio spingermi oltre, vedremo. 
Purtroppo, il romanzo è troppo corto. Credo che la Newton abbia deciso di dividere l'opera in tre volumi come ha già fatto precedentemente con il romanzo di un'altra autrice, Whitney G. Ricordate la serie "Splendido dubbio"? Ecco. 
Quindi, al momento, darò un voto di fiducia, in previsione della bella storia che so che diventerà. Buona lettura. 


Voto libro - 3.5 





Autore: Rebecca Donovan 

Genere: Romance

Non fidarti di nessuno. Tutti mentono.
Solo tu puoi salvare te stessa.


Doveva essere un venerdì sera qualunque per Lana e le sue migliori amiche ma all’improvviso tutto cambia. Lana è testimone di un crimine orribile, di cui non può parlare con nessuno, se vuole proteggere le sue amiche. Nessuno le crederebbe ed è costretta a pagare per il suo silenzio. Invece di frequentare il riformatorio, però, viene trasferita in una scuola per ragazzi privilegiati, la Blackwood School nel Vermont. Qui tutto sembra un’illusione, comprese le vite dell’elite che la frequenta. Lana non è ricca, né privilegiata. L’unica cosa che ha in comune con i figli di politici e celebrità è il fatto di essere una delinquente, esattamente come loro. Proprio quando inizia a sentirsi accettata, sui muri della scuola qualcuno scrive delle minacce rivolte a lei e tra le sue cose Lana ritrova degli strani biglietti. Lei sa chi può averlo fatto. Qualcuno che credeva le fosse amico. I segreti iniziano a riaffiorare e Lana ha troppe domande irrisolte ma poche persone di cui fidarsi.


Salve Confine,
oggi torno a parlarvi di una serie il cui primo volume è uscito quasi due anni fa.
Si tratta della “Cursed Series” di Rebecca Donovan, uscita in Italia con Newton Compton editori, il cui primo romanzo, “Una ragione per dirti no”, mi era piaciuto ma non mi aveva convinto per una serie di cose.
Finalmente è uscito il secondo romanzo nel mese di aprile, “Piccoli segreti proibiti”, e per leggerlo nel modo giusto sono andata prima a rileggere velocemente il precedente.
Avevamo lasciato Lana in preda agli avvenimenti avvenuti un venerdì sera in cui era uscita con le sue amiche e Joey Harrison, per cui ha una cotta.
Durante quell’uscita si uniscono a loro altri personaggi e Lana si trova ad assistere a ben due crimini commessi dalla stessa persona e di cui non può parlare con nessuno per proteggere i suoi amici.
Nel secondo volume la ritroviamo in galera, in procinto di uscire solo seguendo determinate regole pattuite dal suo nuovo avvocato, Niall Herrison, padre dei fratelli Harrison a cui lei è legata e dai quali si sente attratta. Per evitare il carcere minorile, Lana viene mandata in una scuola speciale nel Vermont, la Blackwood School, dove vengono inviati, per essere recuperati, tutti i figli “pecore nere” dell’élite americana.
La scuola si presenta in maniera inquietante, con i suoi giardini che cambiano continuamente aspetto, i viali di sassi che si illuminano di notte e i passaggi segreti di cui è piena.
Gli studenti sono tenuti sotto controllo in ogni aspetto della loro giornata, anche di notte, da dei GPS che sono inseriti dentro pseudo cellulari che vengono loro dati per essere sorvegliati e avvisati delle attività scolastiche. Per il resto gli studenti non sono tenuti a possedere alcun cellulare personale che li possa mettere in contatto con l’esterno, né di internet e quant’altro. Inoltre la loro vita viene scandita da orari, regole e coprifuoco.
Molti di loro, tra cui anche Lana, devono lavorare al country club del luogo come punizione da scontare e per imparare l’autodisciplina.
Lana non avrebbe voluto essere lì perché a casa ha sua madre che non è in grado di prendersi cura di se stessa, ma ben presto fa amicizia con alcuni dei ragazzi che si trovano lì con lei, non ultimo un altro dei fratelli Harrison, Lance.
Purtroppo la sua vita non sembra essere al sicuro nemmeno in questa scuola, perché riceve messaggi minacciosi lasciati per lei nella sua stanza, e perché, ben presto, anche il ragazzo che si è reso colpevole di quei crimini che hanno messo Lana nei guai arriverà in quella scuola.
«Penso che si riceva sempre quello che ci si merita. L’aver fede c’entra poco. C’entrano di più il nostro comportamento e come ci barcameniamo tra il bene e il male. Perché il bene esista, deve esserci anche il male no?»
Allooooora. Del primo volume avevo detto che la storia era intrigante ma non avevo digerito le varie esagerazioni, tra le tante, che una ragazza di 15 anni sia così vissuta e navigata come Lana e come il resto dei suoi amici, oltretutto. Diciamoci anche che molte cose non avevano proprio senso ed ero rimasta male per il tremendo cliffhanger con il quale era terminata la situazione.
A distanza di quasi due anni prendo in mano il secondo volume e spero di avere chiarimenti e delucidazioni ma, ovviamente, sarebbe stato chiedere troppo.
Nulla di quello che è successo nel primo volume trova un finale in questo secondo, anzi i misteri e le situazioni assurde si moltiplicano e, come per seguire una qualsiasi forma di coerenza, anche questo ci lascia appesi come vestiti dismessi lasciati malamente sulle grucce.
Lana viene spedita in questa scuola come punizione, per riabilitarsi e tutto il resto.
Una scuola che sembra essere peggio del carcere, o così ci viene rappresentata, con tutti quei dispositivi per la sorveglianza degli studenti, le regole ferree che quasi non permettono agli studenti di socializzare troppo tra loro, ecc.
Invece non solo i ragazzi escono per andare a lavorare in un country club in cui fanno la pacchia, ma hanno anche il permesso di uscire fuori per andare alle feste.
Dico, ma siamo seri? Che scuola riabilitativa è se dentro ci sono ragazzi con problemi di alcool e droghe, che ti dà il permesso di andare in luoghi dove alcool e droghe abbondano come i pesci nel mare?
Ma davvero fosse solo questo!
Le amenità simili si sprecano e, come prima, questi ragazzini di 15 e 16 anni fanno la vita da adulti scafati.
Al country club Lana scopre l’amore, lei che dell’amore non vuole sapere nulla e che degli altri non si fida.
Grant, il ragazzo più bello di tutti che studia all’università vicina insieme a Parker Harrison, per cui Lana ha da sempre una cotta… ah, Lana ha una cotta anche per Joey Harrison, e no, per fortuna Lance non rientra nel suo gusto!
Per il modo in cui l’autrice descrive Lana e il suo carattere, per quello che le fa dire e per come la fa comportare, questo fatto di essere continuamente attratta dal sesso maschile la rende davvero troppo incoerente e poi, a 15 anni davvero esistono ragazzini così?
Niente, anche se la trama è intrigante, il resto non funziona per nulla, nemmeno l’aria angosciante che si respira, pesante e tendente al nero carbone, o lo stile cupo e pieno di suspense disattesa dell’autrice.
Comunque il finale ci lascia con un grosso nuovo punto di domanda.
A questo punto devo leggere il terzo volume, quando sarà disponibile certo, speriamo non tra due anni ancora.
Buona lettura. 


Voto libro - 2.5 










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