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Genere: Fantasy 

Scritto da: Tamsyn Muir

20 gennaio 2026

Quando la strega ha costruito la torre di quaranta piani, l'ha fatto proprio a regola d'arte. Ogni piano ospita un mostro ripugnante: si va da un drago con le scaglie tempestate di diamanti a un branco di goblin bavosi. Se un principe riuscirà a raggiungere la cima, verrà ricompensato con una spada dorata e con l'adorabile principessa Floralinda. Ma nessun principe è ancora riuscito a conquistare il pianterreno, figuriamoci ad arrivare al quarantesimo. Anzi, a dirla tutta, la scorta di nuovi principi sembra essersi esaurita. E l'inverno sta per intrappolare Floralinda...



Salve Confine, 
Torna in Italia Tamsyn Muir! 
Non con “Alecto la Nona” purtroppo, dobbiamo ancora aspettare per lei, ma con una short story pubblicata qualche anno fa: “La principessa Floralinda e la torre di quaranta piani”. 

La principessa Floralinda viene rinchiusa da una strega al quarantesimo piano di una torre, non tanto per vendetta quanto per consuetudine. La strega non ha davvero nulla contro Floralinda, ma ha speso un bel po’ di soldi per riempire la torre di mostri e in qualche modo deve essere utilizzata. 
Floralinda è piuttosto dispiaciuta, ma accetta con garbo la sua situazione e attende l’arrivo dei principi distraendosi con le poche cose lasciate dalla strega: ricami e libri di economia. 
Poi i principi iniziano ad arrivare, ma nessuno raggiunge mai il quarantesimo piano e sicuramente nessuno esce di nuovo dalla torre: finiscono tutti sgranocchiati dal drago dalle squame di diamante al pianterreno. 
Alla fine i principi smettono di arrivare  e Floralinda capisce che se vuole tornare a casa tocca a lei scendere e affrontare i mostri.  

«Non ci sono più i principi di una volta. Sono smidollati. Non hanno voglia di venire a cercarti soltanto perché ventiquattro di loro sono stati già mangiati.»

Armata di due pagnotte di pane, Floralinda scende al trentanovesimo piano fiduciosa di poter parlare con i goblin e convincerli a farla passare. Invece, non solo la principessa perde il pane, ma resta anche ferita.
È la prima “doccia fredda” per la principessa, che fino a quel momento aveva sempre ottenuto ciò che desiderava con poco sforzo. Con molta fatica e un pizzico di inaspettata astuzia, Floralinda trova il modo di liberarsi dei goblin, ma non senza conseguenze. I morsi che ha ricevuto sono velenosi (non che ne fosse consapevole) e se non fosse stato per l’arrivo fortunoso di Ragnatela, una fatina, probabilmente ne sarebbe morta. 

Ragnatela è ferita e deve attendere la luna piena per poter guarire. Non avrebbe mai voluto interessarsi alle sorti di una principessa, ma nella torre non c’è molto da fare, Floralinda è davvero ingenua, a ləi piace studiare e sperimentare e cosa è meglio del veleno dei mostri per farlo. Quindi aiuta Floralinda a guarire e, suo malgrado, tra insulti e suggerimenti poco gradevoli, la spinge a continuare la sua discesa e la aiuta a combattere contro i mostri. 
Nasce così tra l3 due un legame utilitaristico ed egoistico che pian piano si trasforma in qualcosa di più: è un’ulteriore gabbia o è la loro salvezza?

«Non posso nutrire dispiacere per te quando sei così stupida, e mi piaci ancora di meno quando sei intelligente. Io ti disprezzo e ogni tanto tu mi sorprendi, cosa che non gradisco affatto. Consiglio anche a te di non provare simpatia per me, e sono certa che è così.»

La storia inizia al quarantesimo piano e ogni capitolo corrisponde a uno o più piani e ai relativi mostri. Questa suddivisione è la prima cosa che mi è piaciuta molto del racconto, dà una struttura facile da seguire, logica, ma anche diversa.
Solitamente una torre si deve risalire, inoltre nell’immaginario comune scendere vuol dire finire in un posto o una situazione peggiore di quella in cui si era all’inizio: questo è uno dei primi schemi che Tamsyn Muir capovolge con il racconto. 

Il secondo capovolgimento è quello dei personaggi. La strega non è davvero cattiva, ma deve pensare al suo interesse economico. L’aiutante non è ben dispostə verso la principessa, anzi la insulta e la comanda a bacchetta, consapevole della propria intelligenza, la sfrutta e arriva anche ad odiarla. Essendo la sua unica compagnia, Floralinda diventa codipendente da Ragnatela e la “rinchiude” in norme sociali che sono estranee alla fatina. Ragnatela, infatti, non ha genere e neanche le interessa esplorare il concetto, ma Floralinda decide che deve essere femmina per rsipettare le norme sociali con cui è cresciuta e continuare a mantenere la rispettosa facciata di principessa. 

Floralinda si nasconde spesso dietro queste norme, le usa come uno scudo, soprattutto quando la convinzione di essere una principessa inizia a vacillare e altro emerge al suo posto.  
All’inizio Floralinda è la classica principessa che ha bisogno di essere salvata, gentile, docile, dolce, ingenua; ovviamente facciamo il tifo per lei, la spingiamo a prendere coraggio e a non aspettare un principe qualunque per salvarla. Certo, ci augureremmo che lo facesse con un po’ di criterio, ma è pur sempre la prima volta che prende la sua vita in mano.

Floralinda inizia la sua discesa con innocenza, ingenuità e bontà, con la speranza di poter superare i piani illesa. Purtroppo non va come sperato, anzi ad ogni piano scopre nuovi mostri, viene ferita e rischia di morire, così la sua mente si adatta. 
Floralinda non perde mai ufficialmente la sua bontà o la sua ingenuità durante la discesa, anzi se ne fa scudo soprattutto quando ha bisogno di ritornare la principessa sbadata a cui tutto può essere perdonato, ma sembra sviluppare una sorta di interruttore che non si fa scrupoli a spegnere.

«A volte credo che tutto questo stia iniziando a piacerti.»

Quella di Floralinda è una discesa all’inferno, non solo esterna, ma anche personale. È la sua odissea.
Floralinda inizia la sua avventura da principessa: delicata, sensibile, pura, ma la torre, i suoi mostri e anche Ragnatela sortiscono degli effetti: se all’inizio Floralinda esegue gli ordini di Ragnatela in modo automatico, nei piani inferiori è lei stessa a ragionare, complottare e ad essere malvagia (non nego nel dire che il nono piano mi ha lasciata letteralmente a bocca aperta e senza parole. Non me l’aspettavo e mi ha turbata). 
Possiamo incolpare Floralinda per essere diventata l’eroina mostruosa della sua storia?
Se fosse stato un principe a salire i piani e ad eliminare i mostri l’avremmo applaudito, quindi cosa facciamo con una dolce principessa che si è dovuta salvare da sola e nel farlo ha perso se stessa? 
È giusto quello che fa? 
È sicuramente sopravvivenza, ma c’è qualcosa di profondo e oscuro e ribollente che ci tormenta durante la lettura e mi tormenta ancora adesso mentre ci ripenso. 

“Fu in quel momento che Floralinda smise per sempre di essere una principessa.”

Il terzo capovolgimento è quello stilistico: le storie sulle principesse sono sempre colorate, brillanti, vibranti, positive. In questo racconto invece il tono è oscuro, satirico, pungente, gore; nessuno risparmia colpi, soprattutto quando c’è da commentare Floralinda. 
Non conoscere l’identità del narratore poi, a volte anacronistico nei commenti che fa, rende il racconto anche misterioso. Chi legge conosce solo l’interno della torre, non ci sono molti riferimenti al mondo esterno se non qualche commento che è difficile da collocare, il che, ripeto, rende la storia ancora più particolare. 

Penso si capisca che questo racconto mi è piaciuto tantissimo. Mi ha turbata, intrattenuta e ha confermato la bravura dell’autrice sia dal punto di vista stilistico che creativo. 
Baci. 

Voto libro - 5


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La serie è composta da: 

1. Il regno delle bugie

2. Il trono delle ombre


3. Il dominio delle ombre



Genere: Fantasy

Scritto da: Abigail Owen

23 aprile 2023

La vita di Meren è un’immensa bugia. Pur essendo una principessa, la sua esistenza è stata tenuta segreta sin dalla nascita affinché nessuno sapesse che la legittima erede al trono, Tabra, ha una gemella. Le due sorelle sono perfettamente identiche e Meren, nata per seconda, assume l’identità di Tabra ogni volta in cui si teme che qualcosa possa minacciare la vita della principessa.
Quando la regina madre muore, il destino del regno di Aryd dipende dall’incolumità della nuova regina, Tabra. E così la gemella Meren si presenta alla cerimonia di incoronazione al suo posto, consapevole che tra le centinaia di occhi che la guardano potrebbe esserci qualcuno che non lo fa con benevolenza. Ma quello che accade va oltre ogni possibile previsione: una creatura fatta di oscurità la rapisce, portandola via con sé. Le ombre che brandisce, però, non bastano a spaventare Meren. È cresciuta preparandosi al pericolo, ha dovuto imparare a non averne paura. E a guardare oltre le apparenze. Riuscirà a salvarsi e a mettere al sicuro il futuro del Regno?

Ciao readers,
Nonostante sia stata un po' stressata dallo studio, non potevo lasciarmi scappare una delle ultime uscite Newton Compton editori: "Il regno delle bugie" di Abigail Owen. Questo è il primo di una serie fantasy che vede come protagonista una principessa, destinata ad essere la sosia della sua gemella, la futura regina.

Meren non ha una vita sua. Come ogni gemella della discendente al trono vive per essere la sosia della regina in occasioni che potrebbero attentare alla sua vita. Nessuno sa che esistono generazioni di gemelle, per questo non può mostrarsi in giro, verrebbe riconosciuta. L'unico momento in cui si sente libera è quando scappa di notte nel deserto dal suo amico Cain. Ogni tanto riesce anche a far riaffiorare in lei il potere della sabbia e del vetro che è stata obbligata a tenere nascosto.

"[...] il deserto è l’unico luogo in cui posso essere Meren."

Quando la nonna muore e la sorella, Tabra, è destinata a diventare regina, deve correre in un palazzo da cui non potrà più uscire. Se prima le era permesso vivere nascosta lontana da palazzo, uscendo solo per necessità reali, ora la sorella avrà bisogno della sua sosia costantemente. Il pericolo più grande per una regina è re Eidolon, che, si dice, rapisce le regine, che vengono poi sostituite dalla sosia per non allarmare il popolo. Proprio mentre Meren sta sostituendo la sorella a un evento, re Eidelon arriva come ospite inaspettato a palazzo e Meren viene rapita. Il rapitore non intende darle alcun tipo di risposta, è un uomo potente ma di poche parole. Oltre che preoccuparsi per se stessa, Meren è preoccupata di aver lasciata sola sua sorella.

Meren è veramente una donna forte per aver accettato la sua vita, nonostante avrebbe dovuto farlo per forza siccome è il destino delle principesse gemelle da secoli e secoli.

"Mereneith Evangeline XII di Aryd.
Una principessa secondogenita, l’ultima di una lunga stirpe di gemelle reali, delle quali una deve regnare e l’altra ha la sola funzione di servire il regno come sosia segreta della sovrana, per proteggerla in circostanze pericolose.
Il che significa, tra tutti momenti che trascorro in attesa, che in pratica non faccio altro che aspettare di morire."

Venire rapita per lei è stata una "fortuna", in questo modo ha viaggiato (cosa che era permessa solo a Tabra) e ha conosciuto le vite di altri popoli che non avrebbe mai immaginato. Ha trovato non solo una missione, ma anche qualcuno che piano piano si è insinuato nel suo cuore. Ciò che accadrà e chi è davvero il suo rapitore lo scoprirete solo leggendo.

Che bella storia, davvero. La vera avventura inizia dopo il rapimento, Meren affronterà nemici, animali mai visti e sarà costretta a combattere con i pugnali che nasconde sotto il vestito, non proprio un'attitudine degna di una principessa. Mi sono così appassionata al libro che quando la notte perdevo lucidità a causa del sonno, chiudevo immediatamente il libro per non perdermi nulla. L'autrice mi ha veramente stregata facendomi vivere tutto quello che Meren ci raccontava, mi sembrava di essere lì con lei. Spero solo che la casa editrice pubblichi presto il secondo volume perché il finale mi ha lasciata sconvolta. Voglio assolutamente sapere come andrà a finire e ho sbirciato su Goodreads che esistono altri due libri di questa serie. Non vedo l'ora!

Vi assicuro che non vi pentirete di aver iniziato questa avventura. È un mix di magia, amore, mistero, erotismo e oscurità. Cosa potete volere di più?
Buona lettura.



Voto libro - 4.5



Genere: Fantasy

Scritto da: Abigail Owen

6 maggio 2025

Meren non doveva diventare regina, ma il destino ha deciso diversamente…
Amore, magia, sfide impossibili: la serie che fatto impazzire il Booktok
Mentre Tabra vive nel deserto e lotta per sopravvivere, Meren, la gemella che ha vissuto nascosta per tutta la vita e che non è mai stata destinata a regnare, all’improvviso siede sul trono di Aryd e si presenta come falsa regina accanto al terribile Re Eidolon. L’unico conforto per Meren, in questa prigione dorata, è Reven, colui che le ha rubato il cuore. Ma le ombre che lui fatica a controllare diventano più potenti e sinistre ogni giorno che passa, ed è solo questione di tempo prima che si rivoltino contro il loro padrone e... contro chi ama. Con la situazione che rischia di precipitare, Meren e Reven fuggono, tuttavia l’esercito inarrestabile di Eidolon gli è subito alle calcagna. Ed è allora che la ragazza è costretta a prendere il coraggio a due mani e a diventare una vera regina. Divisa tra colui che le dà la caccia e un uomo disposto a sacrificare persino sé stesso per lei, Meren dovrà compiere una scelta impossibile e accettare il suo destino...



Ciao readers,
Due anni fa usciva il primo romanzo della serie “Dominions” di Abigail Owen e oggi vi parlo del secondo volume “Il trono di ombre”. Ringrazio la Newton Compton editori per la splendida copia omaggio.

Meren è nata per vivere all'ombra di Tabra, sua sorella nonché la regina di Aryd. Non pensava dovesse succedere così presto ma si ritrova a fingersi sua sorella davanti al popolo e al Re Eidolon che la tiene sotto stretto controllo. La sua unica speranza è che colui che le ha rubato il cuore, Reven, la liberi al più presto. Fuggire è solo l'inizio delle peripezie che dovranno compiere per salvare il regno di Aryd dalla morsa del re delle ombre. Per di più Reven non riesce più a tenere a bada le ombre che lo abitano e questo rende Meren preoccupata di perdere l'uomo che ama. Una vera regina sa quali sono le sue priorità, Meren però deve decidere quali rispettare, in fondo non è davvero la regina.

“Mi fido ciecamente di lui. Completamente. Non delle Ombre... ma di Reven.
Lo seguirei fino agli Inferi e ritorno.”

Meren si è sempre preparata per essere la sostituta di Tabra, come prevede la tradizione di tutte le regine gemelle. Da quando ha preso il posto come finta regina accanto a Eidolon, sa che ha il tempo contato e spera vivamente che Reven arrivi presto. Per fortuna una collaborazione tra Cain e Reven porta alla fuga di Meren, ma i problemi non sono finiti. Lei deve continuare a impersonare la regina, Tabra non sembra migliorare e l'esercito di Eidolon è sempre alle calcagna.
Devono riuscire a sconfiggerlo, tenendo conto che Reven non può essere molto d’aiuto, le sue ombre sembrano voler prendere il sopravvento e cercare di gestirle è difficile per lui. Inizia così una lunga avventura in cui provano a battere sul tempo il re delle ombre prima che sia lui a uccidere loro, come ha fatto già in passato con altre regine gemelle.

«Tutti quanti, ognuno di noi, valiamo lo sforzo, a prescindere dal rischio».

Ammetto che ho trovato questo libro molto lento, conosco la penna dell'autrice e so che sa come rendere interessante una storia. Penso abbia rallentato perché è un libro di transizione ma penso anche che si poteva benissimo ridurre questo libro e includerlo direttamente nel terzo. Molto bella la storia di Meren e Reven che, anche se travagliata, saprà trovare la sua strada (per un momento non ci speravo più).

«Tu sei mia, Mereneith Evangeline. È scritto nelle stelle che mi appartieni».

In questo volume ci saranno alleanze, nuove rivelazioni e scoperte che però non porteranno alla conclusione perché dovremo aspettare il terzo volume. Devo dire che il tempo passato tra il primo e il secondo libro ha messo a dura prova la mia memoria. Ho iniziato questo libro con sprazzi di ricordi che ho recuperato durante la lettura ed è un peccato perché è una bella storia, se però dovessero passare altri due anni per il prossimo volume per me sarà ancora più difficile. Mi auguro che la casa editrice possa ascoltarmi e sbrigarsi a pubblicare il terzo perché sono troppo curiosa.

«Devi continuare a combattere fino a che non sarà finita. È questo il tuo destino. E ridurrò il mondo in cenere se dovrò farlo, solo perché tu possa portarlo a compimento in sicurezza. Questo è il mio, di destino».

Penso di avervi detto tutto quello che potevo senza spoiler, se ancora dovete iniziare questa avventura vi consiglio di attendere anche il terzo e comprare tutta la serie completa.
Buona lettura.


Voto libro - 3




Genere: Fantasy

Scritto da: Abigail Owen

30 gennaio 2026

E se le ombre e l’oscurità vi rubassero l’anima?


Segreti, intrighi e attrazione: la serie romantasy che ha conquistato il Booktok.


The Shadows Rule All


Dopo gli ultimi avvenimenti, Re Eidolon è inarrestabile: ha strappato via a Meren, regina di Aryd, quanto di più prezioso aveva: il suo trono, e il suo promesso Reven. Per di più, le ombre che una volta tormentavano il suo amato Reven, ora sono dentro di lei e la tentano, spingendola a fare l’impensabile: tradire i propri amici. Questo potrebbe essere il punto di non ritorno e condannare lei e i suoi sudditi per sempre. Tuttavia, senza l’uomo che ama davvero non c’è speranza di liberarsi delle ombre una volta per tutte. Ormai la fine è vicina, Re Eidolon sta per ottenere la sua vendetta e distruggere tutto ciò per cui Meren ha lottato a lungo. Con l’aiuto di alleati imprevisti, riuscirà la ragazza a salvare i suoi amici e il suo regno?


Ciao Readers,
Ho avuto la fortuna di leggere, grazie alla Newton Compton editori, il terzo volume della serie “Dominions” di Abigail Owen: “Il dominio delle tenebre”.

Attenzione agli spoiler!

Re Eidolon ha sottratto a Meren la cosa più preziosa che possiede, il suo amato Reven. Da quel momento le ombre vivono in lei e, nonostante i pensieri intrusivi che le suggeriscono di fallire, continua a lottare contro il re grazie all'aiuto dei suoi amici. L'unica soluzione per sconfiggerlo, risollevare il suo popolo e portare la pace nei regni è quella di liberare le dee dalla loro prigionia. Sono davvero in grado lei e Tabra di un potere così grande?

“Lui e io siamo come le due estremità di una bilancia che deve restare in equilibrio. Se uno dei due sta cedendo all’oscurità, l’altro deve diventare la luce. Prima, io ero la sua luce. Adesso, lui è la mia.”

Meren è forgiata dal dolore che l'ha accompagnata per tutta la vita. Prima come principessa nascosta e sacrificabile, poi come bersaglio di Eidolon e infine dalla perdita dell'amore della sua vita Reven. Nonostante questo soffre in silenzio e, stoicamente, continua a guidare la sua battaglia affiancata da persone che rimangono fedeli alle loro regine, nonostante sembri tutto perduto.

Devo dire che reputo Meren una regina perfetta, non ha mai smesso di lottare nemmeno quando viene sopraffatta dal dolore, è una guerriera che protegge chi ama, specialmente sua sorella gemella Tabra.
Purtroppo non posso raccontare molto di questo libro perché sarebbe un enorme spoiler e questo capitolo finale fatto di battaglie, sofferenze e perdite va assaporato a pieno senza rovinarsi nulla.

Posso dirvi che avremo modo di conoscere meglio la storia di Eidolon, cosa lo ha spinto a diventare quello che è oggi e il legame con le regine gemelle nei secoli. Devo dire che la versione giovane di Eidolon avrebbe potuto avere la mia comprensione e compassione, ma la vendetta e la cattiveria lo hanno trasformato in ciò che abbiamo conosciuto, un mostro.

“L’amore dovrebbe essere una scelta, ogni singola volta.”

Il mondo magico è stato costruito in modo meraviglioso, così come i poteri che i nostri personaggi possiedono. La penna dell'autrice mi ha permesso di percepire quanto i poteri di Meren, inizialmente repressi, si siano trasformati in una vera e propria potenza, semplicemente accogliendoli e imparando a usarli, nonostante le interferenze delle ombre che non fanno altro che remare contro di lei.

La lettura è stata veramente appassionante, inoltre questo capitolo finale mi ha straziato e lasciato a bocca aperta. È da tanto che un libro non mi faceva cadere una lacrima, ma non c'è mai fine allo strazio che il cuore di Meren può vivere e questa volta ho ceduto. Non pensavo di essermi affezionata così tanto ai personaggi secondari e invece si sono intrufolati pian piano nel mio cuore e lì rimarranno tutti, anche alla fine di questa trilogia.

«Non importa ciò che accadrà in questa o in un’altra vita», sussurra contro di me, «anche se perdessi la memoria un migliaio di volte, mi innamorerò sempre di te, Mereneith Evangeline. Se riesci ad avere fede in qualcosa, abbi fede in questo».

Se siete arrivati al terzo capitolo di questa storia non avrete bisogno di me che vi convinco a leggerlo perché non potrete farne a meno. Io sono contenta di aver detto addio a questi personaggi e di sapere che potranno essere felici. Sta a voi scoprire come.
Buona lettura.



Voto libro - 4





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Genere: Paranormal Romance

Scritto da: Sophie Clark

13 gennaio 2026


Infiniti sono il potere e l'amore


Da oltre un secolo, demoni e umani sono coinvolti in una lotta senza esclusione di colpi e senza quartiere. Le due fazioni si sfidano in ogni dove, guidate da due impavidi condottieri, disposti a tutto per ottenere una vittoria. Da un lato, vi è Selene Alleva, una combattente letale che è stata addestrata nella prestigiosa Accademia Vaticana. Dall’altro, vi è Jules Lacroix, un soldato implacabile, impossibile da sconfiggere in battaglia. Quando le loro strade si incontrano, i due si detestano all’istante, in modo viscerale, ma l’attrazione tra loro è altrettanto immediata e… resistervi è impossibile. Mentre lottano contro il turbine di passione che minaccia di travolgerli, Selene e Jules si trovano loro malgrado a collaborare e scoprono un segreto terribile che mette in discussione tutte le loro certezze. Jules presto è costretto a dubitare persino della sua natura e Selene deve compiere una scelta che cambierà la sua esistenza intera: lotterà per l’amore o per la sua fazione?



Ciao readers,
Questo mese per vari problemi ho letto poco. Non potevo però perdermi un’uscita Newton Compton editori che mi incuriosiva: "Crudele illusione. Cruel is the light” di Sophie Clark.

Jules è un guerriero che ha sempre eseguito ogni ordine datogli, fin quando non decide di disertare dopo una battaglia. È proprio scappando che incrocia una donna, Selene, un’esorcista che è sulle tracce di un demone. Quando scopre che Jules potrebbe essere collegato al suo demone decide di portarlo a Roma, in Vaticano, per aiutarlo a scoprire chi è davvero e di conseguenza come è collegato al demone.
Sa solo di essere un orfano che si è dedicato alla guerra tra il bene e il male, uccidendo molti demoni, ma ora sente l'esigenza di sapere chi è e da dove viene. Andare con Selene è un’opportunità a cui non può rinunciare, la sua condizione di disertore però gli impedisce l’accesso al Vaticano a meno che non si finga il suo fidanzato. Jules vuole solo sapere chi è davvero, ma quello che scoprirà potrebbe cambiare il mondo come lo conoscono.

“Nonostante fosse malconcia e ammaccata, con quello sguardo tormentato negli occhi, era perfetta per lui.
Era sempre perfetta per lui.”

Selene è un'esorcista rispettata per la sua bravura e temuta per la sua efferatezza da guerriera, tanto che viene chiamata la “Macellaia di Roma”. A quanto pare è molto potente, tanto da destare negli altri preoccupazione sulla sua capacità di controllare il potere, peccato che io tutte queste capacità non le ho viste. Sicuramente è un’abile lottatrice vestita di armi che sa usare alla perfezione ed è un’abile stratega, però mi aspettavo di più. È come se non fosse stata raccontata completamente, come se il suo personaggio si fosse trattenuto e non è mai arrivato il momento di vederla in azione. Un vero peccato.

“Selene aveva sempre considerato sé stessa un male necessario in questo mondo. Un piccolo, crudele ingranaggio della macchina che teneva a bada i demoni.”

Jules mi è piaciuto tanto, è un guerriero che ha combattuto per una causa che credeva giusta ma che lo ha fatto soffrire. Uccidere demoni non è mai stato semplice per lui e per questo ne portava i segni sulla pelle, ma non si è mai tirato indietro. Quando vengono messe in discussione le sue origini non riesce a smettere di pensarci e per questo accetta di entrare in Vaticano con la consapevolezza che potrebbe essere ucciso per essere entrato. Non disdegna però di flirtare con Selene, grazie anche alla sua copertura da fidanzato, e devo dire che ho adorato la dolcezza che le rivolge.

“Che Dio mi protegga dai pensieri lussuriosi su Jules Lacroix.”

Devo dire che questa lettura è stata molto particolare, la battaglia tra il bene e il male non è una novità ma qui abbiamo il Vaticano che si scontra con i demoni per proteggere il loro Dio Immortale. Un Dio che non mette tutti d’accordo ma che ha creato dubbi in alcuni, come il padre di Selene, accusato di tradimento e ucciso.
Ammetto che sapere che Selene sia rimasta al servizio di persone che hanno ucciso una parte della sua famiglia non mi ha permesso di stimarla o amarla particolarmente.

Il libro è narrato in terza persona e, nonostante la storia interessante, avrei preferito che la narrazione fosse più incalzante. In alcuni momenti, specialmente la parte iniziale, mi sono veramente annoiata e ho fatto fatica a tenere alta l’attenzione. Nel complesso è stata una lettura carina ed è migliorata dalla metà del libro, il finale poi è stato sorprendente. Questo libro non è stato del tutto una delusione anche se mi aspettavo di più. Sono certa di avervi detto tutto quindi vi lascio alla prossima recensione.
Buona lettura.

Voto libro - 3


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Genere: Military Romance

Scritto da: Rebecca Yarros

12 Febbraio 2026


 Sono passati sei anni da quando Camden Daniels ha fatto ritorno dalla guerra, e da allora niente è più lo stesso. Il fratello minore non è mai rientrato da quella missione, e nessuno ad Alba, il piccolo paese incastonato tra le montagne del Colorado, ha saputo perdonarglielo. Nemmeno suo padre. Così, Camden ha giurato che non ci avrebbe più rimesso piede. Ma quando una telefonata disperata lo costringe a rimettersi in viaggio verso casa, si trova costretto ad affrontare tutto ciò che aveva cercato di dimenticare: il dolore, i sensi di colpa, le accuse e soprattutto lei. Willow Bradley. L'unica ragazza che abbia mai amato, l'unica cosa bella che sia mai esistita nella sua vita. E l'unica che non potrà mai avere. Perché tra le strade silenziose e i boschi impenetrabili di Alba, nascosti tra le ombre del passato, ci sono segreti che non vogliono essere riportati alla luce. E certe verità fanno ancora troppo male per essere dette a voce alta.

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La serie è composta da: 

1. Game Changer

2. Heated Rivalry

3. Tough Guy

4. Common Goal

5. Role Model

6. The Long Game





Genere: Sport Romance, m/m

Scritto da: Rachel Reid

Il capitano dei New York Admirals Scott Hunter prende molto seriamente i suoi rituali pre partita.
Quando un particolare smoothie precede la partita in cui supera la sua crisi sul ghiaccio, cerca disperatamente di ricreare la magia… e di conoscere il ragazzo sexy e divertente dietro al bancone.

Kip Grady sa che dietro le frequenti visite di Scott c’è di più che frutta frullata, ma non avrebbe mai immaginato di essere invitato nel suo appartamento. O di essere baciato con abbandono… e non solo.
Quello che c’è tra loro è bollente, incedibile e frequente, ma solo secondo le regole di Scott e sempre nel suo appartamento.

Scott ha bisogno di Kip nella sua vita, ma con la stagione dei playoff sempre più vicina, l’interesse per lui è più forte che mai.
Non può permettersi di fare qualcosa che potrebbe minare la sua carriera o l’immagine pubblica di quello che un capitano di hockey dovrebbe essere.
Kip è pronto a dare tutto a Scott, ma per quanto tempo dovrà restare un segreto?

(Trama tradotta da Il confine dei libri)



Salve Confine,
Non so voi, ma io sono stata risucchiata dall’uragano “Heated Rivalry” e non potrei esserne più contenta.
Siccome la serie TV è la mia nuova ossessione, potevo mai privarmi della lettura dei libri?
Quindi eccoci a parlare di “Game Changer” di Rachel Reid, primo volume della serie Game Changers. Per chi non la conoscesse, è una serie hockey romance m/m.

Scott Hunter è il capitano dei New York Admirals e, per la prima volta da quando gioca a hockey, sta avendo una stagione pessima.
Durante la sua corsa si ferma in un negozio di smoothies e, proprio lì, trova la persona che potrebbe aiutarlo a superare la crisi (sia sportiva che personale) che sta vivendo.
Scott è gay, ma non l’ha mai detto a nessuno. Non c’è nessun giocatore del NHL apertamente gay e sa che, dicendolo, potrebbe perdere tutto ciò per cui ha sempre lavorato duramente.
Ma la finzione, la solitudine e la paura lo stanno deteriorando, e il suo gioco ne sta risentendo.
Poi incontra Kip, il bellissimo commesso che non smetteva di fissarlo e che per la prima volta gli ha fatto desiderare di non avere restrizioni.

“Kip potrebbe aver spalancato la bocca come il personaggio di un cartone. È possibile che la sua mascella fosse a terra e la sua lingua srotolata come un tappeto. Si dà il caso che l’uomo più sexy che abbia mai visto gli stava davanti.”

Kip e Scott iniziano a frequentarsi in segreto e in poco tempo entrambi sviluppano sentimenti molto forti verso l’altro.
Scott non può credere di essere stato così fortunato da trovare un uomo che lo accende e gli fa desiderare cose in cui non aveva mai sperato: una persona che lo attende e una vita insieme. Ma di nascosto, non è pronto a fare coming out; nonostante Kip gli faccia desiderare di vivere il loro amore in libertà, ha troppa paura.
Kip non riesce a credere di aver trovato un uomo così perfetto come Scott: non solo è stupendo e sexy, ma è gentile, sensibile e tanto dolce. Non può credere che un uomo come lui possa aver scelto proprio Kip, che nella vita non fa nulla di speciale.
Mentre la battaglia di Scott è con il mondo esterno, quella di Kip è interna. È il suo sentirsi inadeguato, un fallito, incapace di migliorarsi a minare la sua felicità.
Ama Scott, ma non poter dire a nessuno di questa relazione e il poterla vivere solo tra le mura dell’appartamento lo sta deteriorando e questa negatività si riversa sulla relazione.

La prima parte del romanzo è praticamente la fase “luna di miele” di una relazione, quando tutto è perfetto e frenetico e non riescono a togliersi le mani di dosso.
Preparatevi a una bella dose di spicy… e che spicy. Rachel Reid scrive scene di sesso davvero bollenti, ma mai volgari. Ci sono trasporto, un po’ di rudezza e tanta sensualità, ma anche devozione e tenerezza.

“Era così bello stringerlo. La frustrazione e lo stress che Scott aveva provato tutta la settimana era sparita.”

Kip è troppo duro con se stesso, ma lo capisco, purtroppo è insoddisfatto del suo lavoro e non si sente abbastanza (posso dire che io non avrei avuto la sua forza di volontà davanti ai regali di Scott?).
Non merita di essere tenuto nascosto, così come Scott non merita di vivere nell’ombra.
Scott è solo da quando aveva 15 anni e la sua sessualità non gli ha mai permesso di vivere liberamente: è molto riservato, ma la sua situazione l’ha chiuso anche agli amici e alla sua squadra, la sua famiglia.
Le piccole cose che vive con Kip per lui sono sempre spettacolari, anche le più semplici. È triste e dolce allo stesso tempo.
Quando questa prima fase finisce, purtroppo, nessuno dei due è pronto: Kip ama Scott e vuole dargli tutto il tempo di cui ha bisogno per fare coming out, ma allo stesso tempo non vede passi avanti da questo punto di vista e si sente bloccato.
Scott è innamorato e felice come mai in vita sua, quindi si convince che non ci sia bisogno di cambiare nulla.

“Non ho mai desiderato qualcuno così prima. […] Sto infrangendo tutte le mie regole per te.”

Questo libro è un mix di spicy (scritto benissimo), tanta dolcezza, amore e un po’ di rabbia.
Lo stile dell’autrice è asciutto, va dritta al punto e non si perde in molte chiacchiere. Per questo potrebbero risentirne un po’ i pensieri dei protagonisti, che avrebbero potuto essere elaborati con un po’ di profondità in più, ma non per questo sono meno chiari.
I loro ragionamenti sono comprensibili, così come i cambiamenti che vivono.

Quindi, a parte la fissazione pre-esistente dovuta alla serie TV, il libro mi è piaciuto tantissimo. Ho trovato sia Kip che Scott tanto dolci e sono felicissima del loro lieto fine, se lo meritano.
Vi consiglio di leggere anche la breve storia “Merry Christmas, Scott and Kipp” (che potete trovare sul sito dell’autrice), è una vera coccola.
Baci.

P.S. I riferimenti a Ilya mi hanno fatto morire dal ridere.


Voto libro - 4




Genere: Sport Romance, m/m

Scritto da: Rachel Reid


Nulla interferisce con il gioco della star di hockey Shane Hollander.

Non permetterà a nulla di mettere a repentaglio la sua posizione di capitano dei Montreal Voyageurs. Sicuramente non al suo sexy rivale che ama odiare.

Il capitano dei Boston Bears Ilya Rozanov è tutto quello che Shane non è.
Autoproclamatosi de del ghiaccio, è tanto impertinente quanto talentuoso.
Nessuno può batterlo, tranne Shane.

In pubblico, sono nemici.
In provato, non possono fare a meno di toccassi.

La cosa più furba da fare? Chiudere tutto prima che qualche incontro renda impossibile tenere la relazione segreta.
La verità potrebbe rovinarli entrambi.
Ma per Shane e Ilya, stare nascosti non è più un’opzione…

(Trama tradotta da Il confine dei libri)



Salve Confine,
Finalmente ho letto “Heated Rivalry”, il libro che ha ispirato la serie TV che è diventata la mia nuova ossessione.
Ne avevo già avuto l’impressione, ma posso confermare, dopo aver letto il libro, che l’adattamento è fatto davvero benissimo, forse uno dei migliori visto finora.
Ma parliamo del libro…

Ilya Rozanov e Shane Hollander hanno iniziato la loro carriera nell’hockey nello stesso momento e alla stessa età.
Hanno avuto percorsi molto simili e sono diventati i rivali preferiti dell’NHL.
Ilya è russo, di poche parole, strafottente, adora stuzzicare i suoi rivali ed è un dongiovanni: all’apparenza un bad boy fatto e finito.
Shane è canadese, sempre educato, pacato, sorridente, dal volto glabro e lo sguardo sincero: è il perfetto bravo ragazzo.
Di nuovo, perfetti rivali, agli estremi opposti.
Ma in realtà i due ragazzi hanno qualcosa in comune: un’attrazione inspiegabile l’uno per l’altro a cui non riescono a sottrarsi.
Davanti al mondo sono nemici, si odiano e devono vincere; ma in privato, durante gli incontri brevi e rubati che riescono a ritagliarsi quando si scontrano sul ghiaccio, sono amanti, prede di un desiderio che all’inizio li fa vergognare, ma che col tempo si trasforma in un sentimento a cui hanno paura di dare nome.

“Avrebbe voluto molte cose quella notte, ma non avevano tempo per ‘molto’.”

Questo libro è stato tutto quello che desideravo e mi ha lasciato con una voglia ancora più intensa di rivedere/vivere Shane e Ilya.
La prima cosa che voglio dire è che stato bellissimo poter visualizzare i volti di Hudson Williams e Connor Storrie mentre leggevo, è stato un tocco in più che non ho per niente disprezzato.

Quindi, cosa hanno di così speciale questi personaggi da avere una presa così potente?
Per me è la sincerità dei loro sentimenti, la forza con cui si sviluppano dopo essere nati all’improvviso. Sono anime gemelle che si sono trovate tra miliardi di persone e questo legame si percepisce subito: dal primo sguardo, dalla prima parola.
Sono legati l’uno all’altra in un mondo che li vuole nemici, che peggio ancora guarderebbe al loro amore come a qualcosa da condannare.
Il fatto che Ilya sia russo e che da questa verità dipendono la sua stessa libertà e salvezza (se tornasse nel suo paese natale), rende la storia e l’accettazione dei suoi sentimenti ancora più drammatiche e commoventi.

Il fatto che passino così poco tempo insieme dovrebbe farci credere che una relazione forte non potrebbe mai nascere, invece c’è questo legame tra loro che in qualche modo gli permette di conoscersi e di capirsi anche da lontano, anche se separati.
Sul ghiaccio, Ilya e Shane sono molto simili, sono competitivi, sono i migliori e lo sanno; nel privato sono complementari, sono l’uno il pezzo mancante dell’altro (sia fisicamente che emotivamente) e questo è chiaro ad ogni loro interazione. Anche quando loro ancora non lo sanno, anche quando non vogliono accettarlo.

Vederli abbandonarsi ai loro sentimenti è stato estremamente emozionante.
Quindi, oltre a tutto lo spicy da 10 e lode, per me sono le emozioni che questi due fanno provare a tenermi incatenata.
L’amore, la malinconia, l’orgoglio, la tristezza, l’ingiustizia, il desiderio di una relazione libera, alla luce del sole, di poter gridare ai quattro venti quanto si amano.
Ma anche il desiderio di lasciarsi andare, di essere liberi senza paura, essere vulnerabili e sinceri con la persona che è la metà della tua anima.

“Non dovresti stare da solo in un momento come questo.”, disse Shane.
“Non sono solo.”, rispose Ilya. “Ci sei tu adesso, sì?”

Grazie Rachel Reid per questa storia meravigliosa, era proprio quello che stavo cercando in questo momento e per fortuna l’ho trovata.
Mi piace lo stile dell’autrice, è asciutto, ma non arido, riesce a regalare tanto concentrandosi su momenti e dettagli, senza perdersi in chiacchiere.
È riuscita sicuramente a trasmettere tutte le emozioni che provano i protagonisti.

Una parte di me vorrebbe saltare direttamente al sesto libro, che è di nuovo su Shane e Ilya, ma farò la brava!
Un consiglio: sul sito dell’autrice potete trovare un paio di racconti, delle scene eliminate e qualche PoV dedicati a Shane e Ilya. Approfittatene!
Baci.

Voto libro - 5




Genere: Sport Romance, m/m

Scritto da: Rachel Reid


La star dell’hockey Ryan Price potrà anche essere un enforcer, ma fuori dal ghiaccio ha problemi di ansia. Arrivato a Toronto, vuole un nuovo inizio nel dinamico Village LGBTQ+ della città. 
L’ultima cosa che pensava di trovare nel suo nuovo quartiere è una sorpresa dal passato nella forma favolosa di Fabian Salah.

L’aspirante musicista Fabian odia l’hockey. Ma questo non gli impedisce di essere attratto dal massiccio difensore con la barba rossa. 
Non ha dimenticato il quasi-bacio che stavano per scambiarsi al liceo e la chimica tra loro è solo diventata più forte.  

Fabian è più che felice di essere la guida di Ryan nella scena gay di Toronto. 
Tra discoteche e mostre d’arte (e io sesso fantastico) Ryan sta provando qualcosa che non sentiva da tempo: gioia. 
Giocare il ruolo che ha sul ghiaccio sta mettendo a dura prova il suo corpo e la sua mente, e un futuro con Fabian potrebbe richiedere appendere i pattini per sempre.

(Trama tradotta da Il confine dei libri)



Salve Confine,
Ho continuato la serie hockey romance m/m “Game Changer” di Rachel Reid con “Tough Guy”.
Protagonista di questo volume è Ryan Price, che per una stagione ha giocato a Boston con Ilya Rozanov.

Ryan Price è un giocatore di hockey, un enforcer, il suo ruolo è quello di difendere i suoi compagni più forti sul ghiaccio, mettere paura e iniziare risse… è il suo lavoro, eppure è l’ultima cosa che vorrebbe fare.
Da un po’ di tempo l’hockey non gli porta più gioia, si sente male al pensiero di dover causare dolore per lavoro, soffre di attacchi di panico e ansia, eppure non riesce a pensare di abbandonare lo sport, sarebbe come essere ingrato dell’opportunità che ha avuto.
Quindi Ryan continua a stare sulle sue, a essere scambiato ad ogni stagione, e ad essere triste e solo.
Con l’ennesimo scambio finisce a Toronto, dove cerca di cogliere qualche opportunità.
Ad esempio, affitta un appartamento nel Village, noto quartiere LGBTQ.
Ryan è gay, non lo dice ai quattro venti, ma non lo nasconde se gli viene chiesto: Scott Hunter ha abbattuto diversi muri e non guasta il fatto che Ryan sia grande, grosso e spaventoso.
A Toronto, Ryan ritrova anche Fabian, il ragazzo per cui aveva una cotta da adolescente, ma a cui non era riuscito a confessare i suoi sentimenti.
Fabian è l’uomo dei sogni di Ryan: androgino, elegante, minuto, un uomo che ribalta la norma.

“Era incredibile che Ryan stesse cerando di descrivere l’uomo dei suoi sogni all’uomo dei suoi sogni.”

Fabian non avrebbe mai pensato di ritrovare il ragazzo silenzioso e impacciato che aveva vissuto con la sua famiglia da adolescente. Fabian ha sempre odiato i giocatori di hockey ospitati dalla sua famiglia, ma Ryan era diverso, era gentile.
Per lui potrebbe fare un’eccezione alla sua regola di non frequentare giocatori di hockey, perché Ryan è l’opposto. Per prima cosa è gay, ma soprattutto è dolce, timido, impacciato, adorabile… E poi è estremamente sexy.

“Sei troppo bello per essere vero, Ryan Price.”

L’autrice ci aveva presentato Ryan di sfuggita nel secondo volume e in quei pochi istanti ha catturato la mia attenzione.
Ryan è un uomo gigante, ma ha paura di volare, è ansioso e soffre di attacchi di panico. Inoltre ci viene detto che è un tipo solitario, viene scambiato ad ogni stagione e non ha amici.
Abbiamo potuto immaginare benissimo il peso che tutto questo ha su di lui, ciò che non mi aspettavo è il disprezzo che Ryan prova per se stesso.
È vero, è impacciato e ha difficoltà a socializzare, anche ordinare da mangiare gli provoca ansia (lo capisco!), e si odia per queste cose, li vede come limiti che lo rendono inferiore, “rotto”.
Si percepisce il dolore che prova perché si vede “difettoso” e brutto a causa della sua stazza, e vorremmo solamente dirgli di essere più gentile e comprensivo con se stesso.
Il lavoro che fa, ovvero quello di enforcer, colui che picchia, non rende le cose più semplici. Ryan odia provocare violenza eppure si è convinto di essere buono solo per quello.
Anche dal punto di vista sessuale non è molto gentile con se stesso: a causa dell’ansia fatica ad avere un orgasmo e il sesso è diventato un peso.
Quando ritrova Fabian si rende conto che la cotta che aveva da adolescente non è mai svanita. Anzi, Fabian continua ad essere l’uomo dei suoi sogni. Ma ovviamente non pensa di essere alla sua altezza.
Fabian non può credere ai suoi occhi quando incontra Ryan a Toronto, il ragazzo per cui aveva una cotta da adolescente.
Fabian odia con tutto se stesso i giocatori di hockey, ma Ryan è sempre stato diverso. È ancora gentile, silenzioso e un po’ impacciato, ma adesso è anche un uomo grande e grosso ed estremamente sexy… e non vede l’ora di giocare con lui.
Fabian ricorda a Ryan che il sesso non è un’incombenza, ma deve essere divertente.
Tema importantissimo di questo volume è la salute mentale e le ripercussioni che un ambiente tossico può avere su di essa.
Il discorso che viene costruito intorno a questo argomento è solido e profondo. Grande importanza viene data anche alla visione positiva del sesso.
La cosa che sto apprezzando di più di questi libri è la diversità. Ogni personaggio è unico, ha un carattere ben distinto e originale, traumi definiti da affrontare e un percorso da costruire con la persona che ama.
I sentimenti sono vissuti con maturità, i personaggi non sono ciechi di fronte ai problemi e alle soluzioni, anzi sono consapevoli e pronti a combattere per attuarle.
Le coppie sono sempre equilibrate e dolcissime, quindi abbiamo la possibilità di leggere storie d’amore positive e romantiche.
Non vedo l’ora di continuare la serie. E voi?
Baci.

Voto libro - 4.5





Genere: Sport Romance, m/m

Scritto da: Rachel Reid


Il portiere veterano Eric Bennett ha affrontato alcuni dei giocatori più duri sul ghiaccio, ma nulla poteva prepararlo alla sua ultima sfida: la vita dopo l’hockey.
È il momento di grandi cambiamenti, a partire dall’iniziare a uscire con gli uomini per la prima volta.

Lo studente universitario Kyle Swift si è trasferito a New York per ricucire il suo cuore spezzato.
Si è giurato di trovare qualcuno della sua età per cui avere una cotta (per una volta).
Finché non incontra un meraviglioso ed elegante giocatore di hockey.
Nonostante la forte attrazione fisica, Kyle non ha intenzione di farsi coinvolgere emotivamente.
Insegnerà ad Eric qualche trucchetto, si divertiranno un po’ insieme e basta.

Eric è più che felice di imparare qualsiasi cosa da Kyle. E Kyle non avrebbe mai pensato che il loro accordo da amici con benefici gli avrebbe fatto desiderare altro.
Il “per sempre felici e contenti” è di fronte a loro, ma non avverrà se sono troppo testardi da confessarsi i loro sentimenti.

Tutto quello che desiderano è a portata di mano… Devono solo trovare il coraggio di prenderlo.

(Trama tradotta da Il confine dei libri)



Salve Confine,
“Common Goal” è il quarto volume della serie Game Changers di Rachel Reid.
Piccola nota: la coppia di questo romanzo ha un age gap di 16 anni.

Eric Bennett è il portiere dei New York Admirals, sta per compiere 41 anni e (anche se non l’ha ancora detto a nessuno) sa che questa sarà la sua ultima stagione.
Ha da poco divorziato dalla moglie; nulla di tragico, il loro interesse è scemato con gli anni e separarsi era la cosa più sensata da fare.
Adesso ha un nuovo appartamento, che ha arredato in modo minimal e sta decorando con quadri e opere d’arte (una sua grande passione).
Questa potrebbe essere anche l’occasione giusta per sperimentare dal punto di vista sessuale. Eric è bisessuale, lo è sempre stato, ma non è mai stato con un uomo.
Adesso che è single vorrebbe approfondire l’attrazione che prova per gli uomini, peccato che non abbia la più pallida idea di dove iniziare.
Entra in gioco Kyle Swift, amico e collega di Kip, barista del Kingfisher.
Kyle ha 25 anni e una cotta sbagliatissima per Kip. Nella sua testa sa che Kip è impegnato e super innamorato di Scott, ma nel suo cuore si era convinto che innamorarsi di Kip avrebbe messo un punto alla scia di scelte sbagliate in fatto di uomini…
Kyle ha un debole per gli uomini più grandi, che sono la causa di tutte le sue sofferenze: alla fine si ritrova sempre usato, considerato un passatempo o un segreto eccitante.
Eric sarebbe il suo tipo perfetto (anche Kip e Scott li spingono ad essere amici data la passione comune per l’arte), ma Kyle è stanco di essere ferito e un giocatore di hockey da poco divorziato non sembra la scelta migliore per voltare pagina.
Eric, però, sembra essere una calamita: ogni volta che sono nella stessa stanza i loro sguardi si incontrano e il giocatore sembra essere sempre sul punto di dire qualcosa.
Nonostante le buone intenzioni, a Kyle non dispiacerebbe affatto scoprire cosa si nasconde sotto i vestiti eleganti di Eric, mentre Eric è affascinato da Kyle, lo trova bellissimo e non riesce a toglierselo dalla testa.
L’occasione di passare più tempo insieme si presenta quando Eric confida a Kyle di voler provare a stare con un uomo, ma non sa da dove iniziare. Kyle, su questo, ha molta esperienza e non gli dispiacerebbe fare da maestro...

“Eric si stava innamorando di tutti i lati di Kyle e non sapeva come fermarsi.”

Eric è un uomo meticoloso, controllato, amante dell’ordine, nulla sfugge al suo sguardo e questo l’ha aiutato moltissimo sul ghiaccio.
L’hockey è stata tutta la sua vita e adesso che deve abbandonarlo è in balia del cambiamento.
Da un lato è entusiasta, potrebbe approfondire le sue passioni, come la fotografia, l’arte e viaggi, dall’altro è preoccupato, perché il suo mondo ben costruito sta cambiando e ci sono degli evidenti pezzi mancanti.
Ad esempio, una persona al suo fianco.
Eric desidera fortemente esplorare la sua sessualità. Non si è mai vergognato di essere bisessuale, ma l’ha sempre tenuto per sé, soprattutto perché si sentiva inadeguato siccome non era mai stato con un uomo.
Eric però non è tipo da “one night stand”, desidera una connessione, dei sentimenti, una relazione.
Il problema è che tutto queste cose le vorrebbe con Kyle, che ha 16 anni meno di lui.
Con Kyle sente una connessione non solo fisica, ma anche mentale ed emotiva.
Kyle gli offre tutto ciò che desidera, ma sente di obbligarlo data la differenza di età.
In realtà Kyle è ben consapevole dei suoi desideri e dei suoi sentimenti.
All’inizio, offre ad Eric la sua esperienza quasi per gioco, come un favore a un amico in evidente difficoltà, ma incontro dopo incontro capisce di sentire un vero legame con Eric.
Con Kyle, Eric impara a lasciarsi andare, a delegare il controllo e a godersi il piacere.
Per lui il sesso è spesso stato una mansione, mentre con Kyle scopre un mondo totalmente nuovo.

“Una cosa che Kyle amava molto era avere uomini imponenti e sicuri di sé lasciargli il controllo, e non aveva mai conosciuto qualcuno imponente come Eric Bennett.”

Devo dire la verità, l’age gap e il tipo di sesso in questo romanzo (cedere il controllo, etc) non sono tra i miei preferiti, quindi ero partita un po’ prevenuta.
Questo volume mi è piaciuto di meno rispetto agli altri, ma non per questo mi è dispiaciuto leggerlo.
L’autrice è davvero brava a costruire una storia che scorre, intrattiene, emoziona e non annoia.
Ribadisco che il suo stile mi piace moltissimo, va dritto al punto, ma ciò non vuol dire che la forza dei sentimenti o la costruzione della relazione ne risenta.
In questo caso, però, il finale l’ho trovato un po’ affrettato.
Dati i problemi di cui entrambi i protagonisti si sono interrogati nel corso della storia per la loro relazione, secondo me una conversazione in più o un discorso più approfondito sarebbero stati meglio. Si è risolto tutto troppo facilmente, quando invece avrebbero potuto affrontare meglio i dubbi e le paure.
Una cosa che mi è piaciuta tantissimo è stato vedere l’appoggio che i New York Admirals danno a Scott Hunter e l’amore che c’è tra i giocatori di questa squadra.
E poi rivediamo Scott e Kip, che sono sempre dolcissimi e fantastici!
Infine, una menzione d’onore a Ilya; a parte che mi fa sempre morire dal ridere quando compare o lo nominano, ma è una sorta di angelo custode in incognito per le persone queer, ed è bellissimo.
Baci

Voto libro - 3.5



Genere: Sport Romance, m/m

Scritto da: Rachel Reid


Troy Barrett sta prendendo colpi su colpi. 
Essere scambiato con il team peggiore della lega sarebbe già abbastanza brutto, per di più ha alle spalle una rottura complicata e un recente scandalo… Troy vorrebbe solamente giocare a hockey ed essere lasciato in pace. Sicuramente non vuole “lavorare sulla sua presenza online” con il vivace social media manager della squadra. 

Si nota che lo scostante Troy non è felice dello scambio, ma Harris Drover non rinuncia facilmente. Anche se sta sviluppando una cotta che è sicuramente a senso unico. 
Quando vede il timido sorriso di Troy, poi, Harris capisce che non potrebbe voltargli le spalle neanche se volesse.  

All’improvviso, Troy capisce che trovarsi in questo nuovo team potrebbe essere un’opportunità: per abbracciare il suo vero sé e per esplorare l’attrazione crescente per Harris. 
Stare insieme a porte chiuse è una cosa, ma per Troy avere una relazione pubblica con Harris significherebbe affrontare le sue paure una volta per tutte.

(Trama tradotta da Il confine dei libri)


Salve Confine,
Il quinto volume della serie Game Changers di Rachel Reid si intitola “Role Model” e vi scioglierà il cuore.

All’apparenza, la vita di Troy Barrett è perfetta: è un giocatore professionista della squadra di hockey di Toronto, amato dai suoi fan e migliore amico di Dallas Kent, la superstar della squadra…
In realtà, Troy ha un segreto che lo sta dilaniando.
Troy è gay, ma non l’ha mai detto a nessuno. Per anni si è sempre nascosto dietro la facciata dello sportivo aggressivo, rendendosi spesso partecipe di insulti omofobi e sessisti.
Per proteggersi, si è circondato di quel tipo di persona che ha sempre odiato e di cui ha sempre avuto paura e, di facciata, lo è diventato anche lui.
Finché non ce l’ha fatta più ed è scoppiato. Durante un allenamento ha accusato Dallas Kent di essere uno stupratore, è stato ripreso, è finito su Internet ed è stato trasferito ad Ottawa per punizione.
Nonostante Ottawa abbia Ilya Rozanov, infatti, la squadra fatica a vincere.
Troy ha toccato il fondo: il suo ragazzo, un attore con cui aveva una relazione segreta, l’ha lasciato (non solo ha fatto coming out, ma ha anche annunciato il fidanzamento con un altro), la squadra che pensava fosse la sua famiglia lo odia, i fan lo chiamano traditore, e la sua nuova squadra pensa che sia una brutta persona dato il modo in cui si è sempre comportato.
Troy si sente completamente solo e non pensa neanche di meritare di essere accolto dai suoi nuovi compagni di squadra.

Ma è lampante che la squadra di Ottawa è l’opposto di quella di Toronto, a partire dal coach. I Centaurs sono una vera famiglia, sono autentici, gentili, amichevoli… e inclusivi.
Harris è il social media manager dei Centaurs, è gay e lo dimostra con orgoglio indossando spille queer sempre diverse.
Harris è un “golden retriever”, rumoroso, chiacchierone, sempre sorridente. Vuole essere d’aiuto, gli piace portare gioia e vorrebbe che tutti fossero felici… e Troy rappresenta una vera sfida.
Raramente Troy si rilassa abbastanza per sorridere, quindi strappargli un sorriso timido è una grandissima fonte di soddisfazione.
Inoltre, Harris ha sempre trovato Troy il giocatore più bello del NHL e ha una grandissima cotta per lui.

“Harris gli piaceva. Sembrava una brava persona e Troy stava cercando di gravitare verso questo tipo di persone.”

Che storia meravigliosa! C’è un mix perfetto di drama, crescita personale, amore e altri temi di rilievo.
Stavolta il nostro giocatore protagonista si è nascosto dietro un bel muro di cattiveria e arroganza per nascondere il suo segreto. Pensava che comportandosi come le persone che temeva (il padre freddo, i coach severi, i colleghi omofobi) sarebbe stato al sicuro; in realtà si è annullato, si è fatto odiare dal tipo di persone che invece avrebbero potuto aiutarlo, ma soprattutto ha iniziato ad odiare se stesso.
È davvero triste leggere della pessima considerazione che Troy ha di sé, è convinto di non meritare un’opportunità o l’amicizia dei suoi compagni di squadra.
Ma la squadra di Ottawa (compreso il bellissimo social media manager) gli sta insegnando che si può rimediare ai propri errori se ci si impegna, che il mondo non è fatto solo di persone negative, ma anche di chi ti ama e ti accetta così come sei.

“Troy era assolutamente stupendo quando sorrideva.”

Per questo Troy si impegna ad uscire dal suo guscio, a interagire con i compagni, a partecipare agli eventi e, soprattutto, a difendere chi non viene creduto.
Troy, come Scott, è un pioniere nel mondo dell’hockey perché crede alle donne che hanno accusato Dallas di violenza e trova un modo per supportare la causa.
Troy fa davvero un bel percorso di crescita, anche grazie all’appoggio che ha trovato nel posto più improbabile.
Harris è un compagno paziente e comprensivo; anche quando Troy sembra fare passi indietro, non lo costringe mai, gli resta accanto per ricordargli quello che potrebbe avere e gli dà spazio di pensare, di capire qual è il passo successivo. Gli apre degli spiragli e lascia a Troy la scelta di aprirli del tutto o chiuderli.
Dopo Ilya, Harris è il mio personaggio preferito della serie. Ha un senso dell’umorismo che adoro, è estroverso, gentile e sempre sorridente, ma anche lui ha la sua battaglia personale, che è la salute fisica.

“Sviluppare una cotta per Troy Barrett era un’idea terribile, ma Harris era ormai lontano dal poterla fermare.”

Mi è piaciuto tutto di questo romanzo: i due personaggi, i loro percorsi, il modo in cui si appoggiano e si danno forza a vicenda; il team, così caloroso e inclusivo, una vera famiglia; le scene di sesso, l’amore, la devozione e il desiderio di scoprirsi; il modo in cui viene affrontata la violenza sulle donne e il coming out; i cani… e non dimentichiamo le mele!
Ripeto ancora che lo stile dell’autrice mi piace da morire. Le sue storie mi catturano dalla prima riga; è impossibile staccare un attimo gli occhi dalla pagina perché la storia è troppo interessante, le emozioni sono a mille e il desiderio di vedere i protagonisti felici troppo forte. Con questo romanzo in particolare sono stata sballottata dalla tristezza, alla compassione, alla rabbia, all’angoscia, alla felicità più pura.
Ripeto anche che adoro il fatto che le storie sono uniche e diverse, nessuna è uguale alla precedente né nella trama, né nel modo in cui è affrontata la queerness, né nei personaggi e nelle sfide che affrontano. Sono esplorati diversi aspetti dell’amore, della sessualità e delle relazioni, sempre in modo rispettoso, inclusivo e maturo.
Adesso corro a leggere “The Long Game” e a riabbracciare i nostri amati Shane e Ilya!
Baci.

Voto libro - 5




Genere: Sport Romance, m/m

Scritto da: Rachel Reid

Dieci anni.

Questi sono gli anni da quando Shane Hollander e Ilya Rozanov si frequentano. Da quanto tempo stanno tenendo segreta la loro relazione. Dagli amici, dalla famiglia… dalla lega. Se Shane vuole restare al top, quello che c’è tra lui e Ilya deve rimanere un segreto. Ama Ilya, ma se rivelare la verità rovinasse tutto?
Ilya è stanco dei segreti. Shane è diventato così bravo a nascondere i suoi sentimenti che a volte Ilya si chiede se li provi davvero. La vicinanza, l’intimità, anche il rischio che deriva da una relazione pubblica… Ilya vuole tutto.

È tempo di decidere cosa è più importante: l’hockey o l’amore.

(Trama tradotta da Il confine dei libri)



Salve Confine,
Finisce (per adesso) il mio viaggio nel mondo della serie Game Changers di Rachel Reid con “The Long Game”.
I protagonisti del sesto volume tornano a essere Ilya Rozanov e Shane Hollander.

Dopo essersi dichiarati il loro amore al cottage, Ilya e Shane sono diventati ufficialmente una coppia (in segreto, ovviamente).
Ilya ha lasciato Boston e si è traferito a Ottawa, lui e Shane hanno aperto la Irina Foundation insieme; ogni estate organizzano due settimane di campo hockey inclusivo con insegnanti d’eccezione e nel frattempo passano ogni momento libero insieme, in attesa che arrivi il momento giusto per annunciare al mondo il loro amore.

Nascondere quello che provano, però, sta diventando sempre più difficile, soprattutto per Ilya.
Ilya, così guardingo all’inizio, da quando ha accettato i suoi sentimenti li vive con orgoglio, con il cuore in mano, e vorrebbe urlare ai quattro venti che Shane è suo, che si appartengono e si amano.
Se da un lato comprende la reticenza e la paura di Shane di fare coming out, dall’altro gli fanno rabbia, perché è stanco di fingere e stare lontani.
È da un po’ di tempo che la solitudine per Ilya sta diventando pesante, nascondere i suoi sentimenti sta diventato troppo, l’hockey sta perdendo la sua bellezza, non riesce ad essere il capitano che è sempre stato e la sua nuova squadra ne risente.
Pensa che qualcosa in lui si è rotto, o forse è sempre stato rotto, e ripensa spesso a sua madre, felice eppure triste allo stesso tempo. Pensa che potrebbe essere depresso.

“Aveva il terrore che un giorno Shane avrebbe capito di poter stare con qualcuno che non era un segreto oscuro. Che amare qualcuno poteva essere facile.”

Shane, dal canto suo, deve accettare che i piani spesso vanno a rotoli e deve decidere, prima del tempo che si era prefissato, a cosa è disposto a rinunciare per stare con Ilya.

“Shane amava Ilya così tanto che a volte gli provocava un dolore fisico.”

Come si fa a parlare di un libro che è tutto? Di una coppia che ti sta dando aria?

Mentre “Heated Rivalry” parla della guerra all’attrazione e della resa totale all’amore dei due protagonisti, “The Long Game” parla delle battaglie interne, nella coppia e nei personaggi stessi.
Ilya e Shane sono una coppia, eppure i momenti che vivono come tale sono davvero pochi. Non aiuta il fatto che possono viversi come coppia solo tra le mura sicure delle loro case.
Ovviamente c’è un livello di intimità molto più profondo tra di loro, non solo dal punto di vista sessuale, ma anche emotivo, però c’è anche il desiderio di lasciarsi la realtà alle spalle quando il tempo che si ha a disposizione è limitato.
Questo significa che, quando tornano alla vita al di fuori, la realtà della situazione li sommerge e li lascia boccheggianti.

“Chiuse gli occhi, concentrandosi su quanto fosse bello stare con Shane, da soli al buio, cercando di non desiderare di fare lo stesso alla luce.”

Per Shane sembra essere più facile perché ha ancora i Montreal Voyageurs, quindi dal punto di vista lavorativo è soddisfatto, ma il suo turbamento si percepisce nella sua ossessione per la dieta che segue, le restrizioni che si impone, la severità con cui si tratta e la disciplina che cerca disperatamente di seguire. Come se, siccome il suo corpo è perfetto, allora nulla dovrebbe andare male.
Shane cerca di vivere nella bolla che hanno costruito e tiene fuori tutto quello che potrebbe romperla, ma così facendo sminuisce involontariamente quello che prova Ilya.
Nel corso della storia deve imparare a prendere le redini della sua vita e della relazione e combattere sia per se stesso che per Ilya.

“Ilya aveva perso così tanto tempo a nascondere quanto amasse Shane: dal mondo, da Shane, da se stesso. Aveva bisogno di più tempo. Doveva amare Shane nel modo giusto.”

Con Ilya, invece, è chiaro che la situazione lo sta devastando.
Ilya vive le sue emozioni con tutto se stesso, sia quelle positive che quelle negative.
Spesso pensa di non essere all’altezza di Shane, che lui potrebbe trovare di meglio che il suo rivale, un amore di cui non dovrebbe vergognarsi.
Ilya non riesce ad accettare che possa essere depresso, perché significherebbe essere “guasto”. Inizia un percorso professionale non tanto per sé, quanto per Shane, ma pian piano capisce che per ottenere delle risposte deve porsi delle domande a cui è difficile pensare.
L’amore che provano entrambi è fortissimo e si percepisce in ogni pensiero, ogni parola, ogni sguardo, ma allo stesso tempo hanno paura di perdersi e questo gli fa alzare delle mura che finiscono solo per allontanarli.

“Ilya amava l’hockey, ma viveva per l’estate adesso.”

Devo dire che non mi aspettavo questo tipo di storia. Sì, l’autrice non manca mai di trattare argomenti sensibili, ma non mi aspettavo il peso che il discorso sulla salute mentale e la depressione avrebbe avuto in questo libro. È davvero importante e toccante. Sono contenta che non sia un discorso volatile, ma viene affrontato con realismo e maturità.
Lettor3, sono devastata, ma ho anche il cuore pieno di gioia e di amore. Ho provato una miriade di emozioni, ho riso e ho pianto, sia di spavento che di gioia, e adesso sono distrutta, perché non avrò questi personaggi nella mia vita per mesi!
Tra le tante cose che mi sono piaciute di questo romanzo, c’è anche il fatto che le varie storie si interconnettono magnificamente.
Sappiamo ovviamente che la storia di Ilya e Shane si sviluppa, in sordina, nel corso dei vari romanzi, ma è bello poter leggere dell’impatto che le altre coppie hanno su di loro.
Ho apprezzato ancora i genitori di Shane e il modo in cui hanno accolto Ilya nella loro famiglia, come un secondo figlio, proprio come si merita. Bellissimo.
E la squadra di Ottawa?… Che meraviglia!
Ma la cosa che ho amato di più?
Ilya che prende in giro Hayden. È stupendo. Esilarante.

Lo stile di Rachel Reid è davvero un toccasana, una ventata d’aria fresca e allo stesso tempo una droga. Questi libri sono difficili da mettere giù e i personaggi impossibili da dimenticare.
Non vedo l’ora di vedere questo libro (e le coppie degli altri volumi) trasformato in serie TV. Sarà epico. Sarà devastante. Sarà imperdibile.
E non vedo l’ora di leggere “Unrivaled” a settembre!
Baci.

Voto libro - 5


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