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La serie è composta da: 

1. Sabriel

2. Lirael 

3. Abhorsen


Genere: Fantascienza

Autore: Garth Nix

5 maggio 2022

Garth Nix, stella del firmamento della letteratura fantasy, torna in libreria con Sabriel, il primo capitolo della trilogia del Vecchio Regno: ormai un grande classico.

Sabriel studia in un prestigioso college per sole ragazze non lontano dal Muro che divide il territorio di Ancelstierre dal magico e pericoloso Vecchio Regno, dove suo padre ricopre la carica di Abhorsen, il protettore che ha il compito di impedire ai morti di tornare nel mondo dei vivi. Da quando la famiglia reale è decaduta, i morti sono diventati sempre più forti e intrepidi, minacciando di sopraffare l’intero regno. Quando il padre di Sabriel viene imprigionato nel mondo della Morte da una pericolosa creatura, la ragazza si mette in viaggio per salvarlo. Lungo la strada, troverà come compagni di viaggio Mogget, un antico spirito costretto nella forma di un gatto bianco, e il giovane mago Touchstone, che verrà liberato da un incantesimo durato decenni ma rimarrà intrappolato sotto il peso di dolorosi ricordi. Ogni passo nelle profondità del Vecchio Regno li avvicinerà a minacce mai viste prima, che costringeranno Sabriel ad affrontare il proprio destino in una battaglia con le vere forze della vita e della morte. Chi proteggerà i vivi quando i morti torneranno?
Incluso nella lista di «Time» dei migliori cento libri young adult di sempre, Sabriel è uno straordinario viaggio di formazione in un mondo pieno di magia e mistero, dove le forze magiche circolano libere e il confine tra la vita e la morte è sempre più labile.




Ciao a voi, lettrici e lettori!
Oggi sono qui per parlarvi di uno di quei fantasy che sono stati tra i pilastri del genere e di cui attualmente si sa poco rispetto ad altre opere più recenti. Fu pubblicato per la prima volta nel 1995 ed è il primo di una serie di 6 libri (l’ultimo è stato pubblicato l’anno scorso). Considerata la trama avvincente e il world-building, mi rammarica non averlo letto prima.
Si tratta di “Sabriel”, scritto da Garth Nix e edito da Fazi!

“La paura e la consapevolezza della propria ignoranza erano il miglior antidoto contro lo stupido orgoglio.”

La protagonista di questo romanzo è Sabriel, ragazza di diciotto anni che studia in un college femminile. La scuola si trova a poca distanza dal muro che divide la parte priva di magia del regno, Ancelstierre, dalla parte magica e pericolosa, il Vecchio Mondo. In quest’ultimo territorio opera il padre di Sabriel che, nel ruolo di Abhorsen, ha il dovere di controllare che i morti non mettano piede nel mondo dei vivi. È un compito complesso che, alla morte dei regnanti, è divenuto sempre più arduo, finché non è risultato in un atto inaspettato: l’uomo è stato imprigionato nel mondo della Morte.
È così che l’avventura di Sabriel ha inizio. Lungo il cammino che la porterà, se compiuto con cautela, da suo padre, sono vari i personaggi che le offrono il loro aiuto. Tra essi troviamo il mago Touchstone e uno spirito intrappolato nelle fattezze di un gatto, Mogget.
Con l’assenza del padre, sorgono spontanee le domande sulla protezione degli abitanti di Ancelstierre e a chi spetterà il ruolo di controllare che i due territori non vengano a contatto.
Non è un percorso semplice, ma la tenacia di Sabriel è sconfinata. Servirà a sconfiggere i mali che colmano il Vecchio Mondo?

“«Ti amo», sussurrò quindi. «Spero di non essere inopportuno».”

Una delle prime caratteristiche che saltano all’occhio è ovviamente il world-building, insieme al sistema magico. Sono descritti magnificamente, anche se credo che verranno sviluppati molto meglio nel corso delle varie opere che compongono la saga. Il fatto che l’ambientazione sia sviluppata così bene assume un grado di qualità diversa anche tenendo conto della lunghezza del libro, ossia poco più di 380 pagine. Sono consapevole di quanto sia difficile presentare un intero mondo magico in un numero di pagine tendenzialmente piccolo per un genere fantasy, quindi è normale che comprenderemo meglio come funziona nel corso dei volumi. L’unica cosa poco rassicurante è che, teoricamente, il sequel avrà un salto temporale di circa 10 anni, quindi sono un po’ insicura su come verranno cambiati o descritti alcuni aspetti dell’ambientazione.

I personaggi sono vari ma devo dire che la crescita dei principali, specialmente di Sabriel, si nota subito. Risalta all’occhio specialmente se si fa un paragone tra il suo carattere nelle prime pagine del libro e ciò che invece risulta nelle ultime. Infatti, definirei quest’opera quasi come un “fantasy di formazione”, perché è in effetti quello a cui assistiamo in tutto l’arco del romanzo.
Troviamo anche una puntina di romance ma, per fortuna, non prende piede così tanto da sovrastare il genere principale, il che è un bene. Come ho già detto altre volte, bisogna saper bilanciare generi e sottogeneri affinché la trama risulti equilibrata, senza lacune o troppi excursus.

Lo stile di scrittura è particolarmente semplice nei dialoghi, ma diventa più arzigogolato quando si tratta invece delle descrizioni. So che è fatto per cercare di dare un quadro il più completo possibile della situazione, ma invece ha come risultato una leggera pesantezza della trama in alcuni punti.
Nonostante ciò, è di sicuro un libro che vi consiglio di leggere. È un viaggio da non perdere per nessun motivo al mondo!

Voto libro - 4.5



Genere: Fantascienza

Autore: Garth Nix

 7 marzo 2023

Sono passati tanti anni da quando Sabriel, la regina Abhorsen, ha sconfitto il malvagio Kerrigor; anni in cui il Vecchio Regno ha conosciuto pace e prosperità. Ma il confine tra il regno dei vivi e l’oltretomba sta per essere nuovamente messo a rischio. Lirael vive nel Ghiacciaio delle Clayr, ma non si è mai sentita veramente parte di questa comunità di chiaroveggenti. A quattordici anni ancora non possiede il dono della Veggenza, ovvero la capacità di guardare nel presente per scorgere un possibile futuro. In preda alla solitudine e a un forte senso di insicurezza, Lirael cerca di distrarsi trascorrendo le giornate nella Grande Biblioteca, dove di nascosto studia leggende e antichi incantesimi in compagnia di una misteriosa amica a quattro zampe. Dall’altra parte del Muro, ad Ancelstierre, il principe Sameth si sente altrettanto solo e incerto di fronte al futuro che lo attende. Prima o poi dovrà ricoprire il ruolo di Abhorsen seguendo le orme di sua madre Sabriel, ma la prospettiva di avere a che fare con i morti lo terrorizza. Mentre Lirael scopre tra le pagine dei libri una profezia sul suo conto che la condurrà in una missione disperata, anche Sameth si mette in viaggio per salvare un amico da nuove forze oscure che sembrano minacciare il Vecchio Regno; ma i morti non potranno essere rimandati indietro definitivamente finché non verrà alla luce il segreto che lega il destino dei due protagonisti.







Genere: Fantascienza

Autore: Garth Nix

 3 aprile 2024



Dopo secoli di cattività, il Distruttore sta per tornare libero: Orannis non è più imprigionato nelle profondità della terra e sta cercando di spezzare l’ultimo vincolo che gli impedisce di esercitare i suoi terribili poteri. Mentre il Vecchio Regno cade ancora una volta nell’oscurità e nel terrore, la popolazione può confidare solo nell’Abhorsen, flagello dei morti. Ma l’Abhorsen Sabriel si è recata ad Ancelstierre insieme a suo marito il re e nessuno ha più ricevuto loro notizie. Soltanto Lirael, erede alla carica di Abhorsen, ha qualche possibilità di fermare Orannis, anche se non ha idea di come fare. Fino a poco tempo fa era semplicemente un’assistente bibliotecaria, che speranze può avere di salvare il mondo? Guidata da una visione delle Clayr, Lirael decide di mettersi in viaggio insieme ai suoi fidati compagni – Sameth, la Canaglia e Mogget – per cercare ovunque, sia nel regno dei vivi che in quello dei morti, qualcosa che la aiuti a fermare il Distruttore. Ma tra mostri d’ombra e malvagi negromanti, sembra che Nicholas, il migliore amico di Sameth, si sia lasciato manipolare dai poteri di Orannis e stia collaborando con lui. Che possibilità ha una giovane donna di sconfiggere un potere in grado di distruggere la vita stessa?

Dopo Sabriel e Lirael, Abhorsen è la grandiosa conclusione della trilogia del Vecchio Regno: il maestro del fantasy Garth Nix torna nel suo magico mondo per regalare ai lettori un epico scontro finale che cambierà ogni cosa per sempre, svelando paure e segreti e riconoscendo il valore del coraggio e dell’amicizia.

«C’è un tempo per morire, per tutto e per tutti. Qualcuno non lo sa, o vorrebbe rimandare, ma è una verità che non si può negare. Non quando guardi dentrole stelle della Nona Porta».









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Genere: Thriller

Scritto da: Tarryn Fisher

5 maggio 2022

Dopo aver ricevuto una tremenda diagnosi, Juno, una psicoterapeuta in pensione, decide di trasferirsi da una coppia di amici, Winnie e Nigel Crouch, per trascorrere in pace i giorni che le restano da vivere. La loro sembra la famiglia perfetta con cui passare il tempo che ha ancora a disposizione: sono felici, hanno un figlio brillante e una casa da sogno. Ben presto, però, Juno si rende conto che l'immagine idilliaca dei coniugi Crouch non corrisponde alla realtà e che la loro impeccabile facciata nasconde delle crepe profonde e impossibili da ignorare. Quando origlia un'inquietante conversazione tra marito e moglie, Juno capisce che la tranquillità che sperava di trovare in quella casa è una pura illusione e che non può davvero chiudere gli occhi davanti ai segreti della famiglia Crouch. Perché anche lei nasconde qualcosa di inconfessato, e questa potrebbe essere la sua ultima occasione per fare finalmente i conti con il passato.

Salve Confine,
è arrivato il momento di parlarvi di un bel thriller letto un paio di mesi fa e che avevo dimenticato di recensire, mea culpa! Ma vi assicuro che mi è piaciuto molto!
Si tratta di “La famiglia sbagliata” di Tarryn Fisher, autrice che conosco grazie alla mia beniamina, Colleen Hoover.

Juno è una donna ormai anziana e malata. Dopo una soddisfacente carriera come psicologa, adesso si ritrova a dormire sulle panchine di un parco ad aspettare la sua ultima ora nel dolore fisico, e non solo, e nella solitudine più assoluta.
Ha bisogno di un letto caldo in cui dormire e riposare le sue vecchie ossa doloranti, ha bisogno di pasti caldi e soprattutto dell’affetto di una famiglia, quella che non ha più.
È per questo che rimane affascinata da Winnie e Nigel Crouch e dal loro figlio adolescente, Sam.
Vivono in una bellissima casa di mattoni rossi, calda e accogliente; hanno una vita da copertina, fatta d’amore e cose belle e Juno vorrebbe tanto farne parte mentre li osserva dal suo giaciglio sotto un albero… e così fa.
Vivere con loro è quanto di meglio le potesse accadere. Passa le sue giornate scandite dai ritmi dei componenti della famiglia Crouch, mangiando i loro pasti, utilizzando i loro vestiti da dare via, ascoltando silenziosa e invisibile le loro chiacchierate allegre e piene d’affetto.
Ed è proprio in uno di questi momenti che Juno ascolta una conversazione che non avrebbe dovuto sentire, l’accenno a un segreto orribile sul quale poggiano le fondamenta della famiglia che tanto adora. Può davvero fingere di non aver sentito? Può lasciare impunito un segreto di tale portata? Ma soprattutto, può dirsi totalmente onesta, tanto da permettersi di giudicare il passato di Nigel e Winnie?

Tarryn Fisher è una scrittrice davvero brillante, ha dimostrato di poter passare da un genere all’altro senza tanto sforzo, producendo sempre degli ottimi romanzi, e anche questo non è da meno.
“La famiglia sbagliata” è un thriller davvero completo e ben scritto, carico di suspense e colpi di scena che mi hanno tenuta incollata al Kindle fino alla fine.
È scritto con un linguaggio diretto, semplice e di impatto. Le scene sono ben descritte e i dialoghi sono soddisfacenti.
I personaggi hanno uno spessore psicologico molto marcato, assolutamente importante per un thriller del genere.

Devo dire che la partenza è un po’ lenta e confonde un poco, ma questo solo all’inizio, poi diventa tutto chiaro e procede spedito alla fine tutto d’un fiato, passando per momenti in cui tutto diventa sfuggente e ben lontano dalla realtà nascosta dai personaggi.
I punti di vista alternati tra Juno e Winnie ci lasciano addentrare meglio nella storia, nel nucleo pulsante di un segreto sul quale è basato un intero matrimonio che va avanti per motivi ben diversi dell’amore e che non ha altri modi per resistere se non quello.

Non posso raccontare molto perché, in un modo o nell’altro, rischio di fare spoiler importanti e rovinarvi alcune rivelazioni basilari, ma posso dirvi che la lettura di questo romanzo è stata davvero emozionante, a tratti adrenalinica e vorrei consigliarvi di leggerlo senza ombra di dubbio!
Buona lettura.


Voto libro - 4







 

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Genere: Narrativa Contemporanea

Autore: Trent Dalton

5 maggio 2022


Darwin, 1942. Mentre le bombe giapponesi continuano a cadere, la piccola Molly Hook, figlia del guardiano del cimitero, guarda ancora una volta il cielo per cercare una guida. Rimasta orfana di madre, Molly è fuggita dalla casa di suo padre e suo zio e dalle loro violenze. Con sé ha solo un borsone, una mappa e la speranza di riuscire a trovare Longcoat Bob, lo stregone che ha lanciato una maledizione sulla sua famiglia. Molly vuole cancellare la maledizione, e per farlo avrà bisogno dell'aiuto di Greta, un'attrice dalla lingua affilata, e di Yukio, un pilota giapponese che sembra atterrato dal cielo per proteggerle. Insieme dovranno attraversare foreste, deserti e sfidare la natura magica del nord dell'Australia, proprio come facevano i vecchi cercatori d'oro. Tutti i bagliori del cielo è il nuovo, indimenticabile romanzo di Trent Dalton, che ha scalato le classifiche ed è destinato a diventare un classico della letteratura australiana. È una storia che parla di doni che scendono dal cielo, di maledizioni che cerchiamo fino al centro della terra e di segreti che seppelliamo dentro noi stessi. È un'odissea piena di vero amore, di grave pericolo, di luci e ombre, eredità ancestrali e cieli blu. Ma soprattutto una lettera d'amore alla natura incontaminata dell'Australia.

Ciao lettori,
vi parlo oggi di un libro che mi è piaciuto tantissimo: “Tutti i bagliori del cielo”, scritto dall'australiano Dalton Trent e pubblicato in Italia da HarperCollins, che ringrazio per la copia digitale del libro.
Non è il primo libro che leggo ambientato in Australia, ma è l'ennesimo che mi conferma quanto gli australiani siano intrinsecamente legati alla sua natura selvaggia e percepita nella sua meraviglia quasi come magica. In questo libro, i protagonisti non sono solo gli esseri umani e le loro storie, ma la natura e il modo in cui quest'ultima viene descritta al lettore e che lascia abbagliati.

Molly Hook è la bambina becchina, il libro parla di lei e del suo viaggio nell'outback fino alle zone più remote e misteriose del bush australiano.
Per quanto l'autore la descriva in modo poetico, la vita di questa bambina è terribile. Perde la madre a sette anni e il termine perde non è usato a caso. Il libro si apre con la madre che saluta la bambina e le lascia un piatto da cercatore d'oro in eredità prima di allontanarsi e non tornare mai più. Come muore (perché muore), perché va via, se qualcuno la uccide, possiamo solo immaginarlo, ma non esserne sicure. Alla bambina restano solo il padre e lo zio (fratello del padre), due esseri abominevoli, violenti e alcolizzati. Il padre, a suo modo, non ha quasi mai usato violenza sulla bambina, diverso, invece, è lo zio. Il vero animale della storia.
Molly è davvero una bambina becchina, perché la sua famiglia si occupa di sotterrare i defunti nel cimitero di Darwin, città in cui vivono, e lei aiuta padre e zio a offrire degna sepoltura ai cari di chi si rivolge loro. Salvo poi osservare i suoi affini mentre depredano le tombe dei preziosi che le famiglie sotterrano con i loro trapassati.
La bambina sopporta e sopporta fino all'età di dodici anni, quando accadono contemporaneamente due cose: i giapponesi bombardano Darwin e lei decide di fuggire.
Molly Hook è convinta che la sua famiglia sia maledetta da un aborigeno a cui il padre di suo padre aveva rubato dell'oro: Bob Giubbalunga ha condannato suo nonno e la sua discendenza a un cuore di pietra e poiché fino a quel momento la maledizione si è avverata, ha il terrore che la prossima il cui cuore si trasformerà in pietra sarà lei. Per questo, con il tegame da cercatore su cui il nonno incise la mappa dell'oro di Bob Giubbalunga in versi, che lei è convinta di saper interpretare, si avventura nel bush sola e inseguita da un lupo cattivo.
Nel suo viaggio l'accompagneranno un'attrice dal cuore d'oro, Greta Maze, e un improbabile samurai, Yukio Miki, aviatore giapponese che diserta il suo ruolo di angelo della morte per diventare angelo custode delle due improbabili cercatrici.

Non a caso vi descrivo questo libro con immagini e metafore, perché è proprio per immagini e metafore che Trent narra la sua storia ed è importante immergersi nel suo narrare per comprendere il percorso di tutti i protagonisti di questo romanzo.
All'inizio, proprio il suo stile quasi fiabesco mi aveva fatto sottovalutare la portata del romanzo e non vi nascondo che ho fatto fatica a leggere il primo terzo perché trovavo poco sopportabile proprio la scelta stilistica dell'autore, però la storia diventa sempre più avvincente e magica e la noia e il fastidio provato nella prima parte della lettura vengono dimenticati a favore della meraviglia delle descrizioni della natura del bush australiano visti attraverso gli occhi di Yukio Miki.

“Tutti i bagliori del cielo” è la storia di un viaggio, del viaggio di Molly che deve provare a sé stessa di non avere un cuore di pietra nonostante tutte le brutture che ha vissuto da quando è nata (a cui fanno da contraltare la poesia e la cultura trasmessale dalla madre), è il viaggio di Greta, che si è persa nelle grinfie di un dolore e un amore tossici per la sua anima, è il viaggio di Yukio Miki, che aveva perso la voglia di vivere e la ritrova nel proteggere due sconosciute incontrate per caso nella natura selvaggia e improbabile di un paese straniero.
Come una moderna Alice, anche Molly attraversa il Paese delle Meraviglie, per comprendere chi è davvero e chi rischia di diventare qualora non lo affrontasse.
Ci sarebbe molto da dire su questo libro, ma io ve lo consiglio per la bellezza “per sé”, a prescindere dai temi importanti che raccoglie ed esprime attraverso i suoi personaggi. Non ve ne pentirete.

“Cosa vuol dire?” domanda Aubrey.
“Tu non puoi capire” dice Molly. “Devi essere leggiadro per capire. Devi essere poetico”.

Voto libro - 4.5









 

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Genere: Romance M/m

Autore: N.R. Walker

 5 maggio 2022

Erik Keston, erede di un impero immobiliare, sa cosa occorre per avere successo. Nonostante sia ricco, si arrangia da sé. Lavora sodo, ha i piedi per terra, è fascinoso. Ed è segretamente innamorato del suo migliore amico.
Monroe Wellman ha perso i genitori tre anni fa e non ha elaborato il lutto, non si è mai ripreso. Aver ereditato l’azienda e le ricchezze di famiglia non vuole dire niente per lui, e la sua spirale di autodistruzione è ampia quanto spettacolare. Etichettato come il cattivo ragazzo di Sydney, passa più giorni ubriaco che sobrio, e l’unica persona che gli è sempre accanto in tutto quel caos è il suo migliore amico Erik.
Ma quando Monroe tocca il fondo, Erik gli presenta un ultimatum, e tutto il suo mondo si ferma di colpo. Solo quando ritrova la lucidità, Monroe riesce a capire davvero che quello che cerca non si trova in fondo a una bottiglia. Quello che cerca è sempre stato al suo fianco.

Ciao Lettori,
mi accingo a recensire una nuova uscita della Walker, che ho scoperto da poco ma che ogni volta si conferma essere una scrittrice molto nelle mie corde. “The hate you drink” è un romance m/m autoconclusivo edito dalla Triskell Edizioni, che ringraziamo per la copia ARC del libro.
Questa volta la Walker ci parlerà degli effetti terribili che il dolore causa quando affogati in una dipendenza e le conseguenze che quest'ultima ha non solo su chi ne soffre ma anche su chi vuole loro bene.

I nostri protagonisti sono Erik e Monroe, entrambi appartenenti a due facoltose famiglie di Sydney, quasi trentenni. Sono amici dalle superiori, ossia da quando si sono incontrati e non si sono mai più lasciati. La loro è una profonda amicizia che, tuttavia, sta diventando un peso opprimente sulle spalle e la vita di Erik, da quando Monroe è diventato una mina vagante a causa della sua dipendenza sempre peggiore all'alcool. Più di una volta ha corso il rischio di rimanere gravemente ferito e di ferire a causa degli incidenti provocati dal suo stato di ebrezza perenne.
Insieme a Monroe, tuttavia, anche Erik sta toccando il fondo, perché la spirale autodistruttiva di Monroe sta avviluppando anche lui e la sua vita poiché profondamente innamorato dell'amico. Ma Erik realizza che Monroe sta affondando e, per quanto gli si spezzi il cuore, non può e non vuole affogare con lui. Mette quindi l'amico davanti a un ultimatum, o Monroe decide di porre fine all'alcool oppure Erik lo abbandonerà a sé stesso.
La prospettiva di perdere Erik è come una secchiata d'acqua gelata per Monroe che, davanti alla prospettiva di rimanere completamente solo, decide di farsi aiutare. I demoni di Monroe sono la morte dei suoi genitori e i forti sensi di colpa che il ragazzo prova a causa del rapporto difficile che aveva con loro e che non gli hanno mai permesso di elaborare il lutto della loro perdita.

Lo stile della Walker è pulito e asciutto, privo di sbavature o derive sbrodolanti; nonostante il tema trattato nel romanzo non scende mai nel melodrammatico o nel pietismo. Per citare Antonio Albanese, si limita alla “fredda cronaca”. Ha il talento di riportare con lucido trasporto ciò che provano i suoi protagonisti, ciò che vivono e, contemporaneamente, a far entrare in empatia con i suoi protagonisti il lettore, che riesce a rimanere partecipe e coinvolto per tutto il romanzo. L'unica nota un po' stonata, a mio avviso, è stata la velocità con cui Monroe riesce a superare la sua dipendenza, nell'insieme della storia l'ho trovato poco verosimile.

Voto libro - 3.5








 

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