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Genere: Horror

Scritto da: Josh Malerman

25 marzo 2026

Un horror che vi terrà sulle spine dalla prima all'ultima pagina.

Per Bela, otto anni, la sua famiglia è il suo mondo. Ci sono la mamma, il papà e la nonna Ruth. Ma c’è anche l’Altra Mamma, che ogni sera esce dal suo armadio e le tiene compagnia fino a che non si addormenta. Un giorno questa strana entità le chiede se può entrare nel suo cuore. E continua a chiederglielo diventando sempre più insistente tanto che Bela capisce che, se non dirà di sì, sarà la sua famiglia a farne le spese.

L’Altra mamma sta diventando irrequieta, più forte, più audace. Cominciano a succedere strani incidenti e la sicurezza della bambina vacilla, soprattutto quando scopre che i suoi genitori le tengono nascosti dei segreti… Ma l’Altra mamma esige una risposta.

 

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Genere: Horror

Scritto da: E. Latimer

11 febbraio 2026

Ogni notte, nel college di Northcroft, suona la campana e cala il buio. E l'orrore si risveglia. Il giorno in cui Evie vede per la prima volta Holland sui gradini del college di Northcroft, decide di voler sapere tutto su di lei. Ma ci sono alcune cose che Evie, invece, non può condividere con nessuno, come il fatto di aver lasciato annegare sua sorella o quegli oscuri impulsi che è sempre più difficile controllare... Holland Morgan sa che innamorarsi di Evie è solo l'ennesima scelta sbagliata della sua vita. Ma forse non le importa. Mentre l'attrazione tra le due diventa ossessione, Evie e Holland sentono che la foresta le sta chiamando a sé, risvegliando le loro ombre più oscure...

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Genere: Horror

Scritto da: Jason Rekulak

21 Ottobre 2025

Appena uscita dalla riabilitazione, Mallory accetta un lavoro come babysitter per i coniugi Maxwell. La ragazza si crea presto una sua routine e si lega sinceramente a Teddy, un bambino dolce e timido che non si separa mai dal suo album da disegno. Alberi, conigli e palloncini sono i suoi soggetti preferiti, oltre ad Anya, la sua amica immaginaria. Ma un giorno sul foglio compare un uomo che trascina il corpo senza vita di una donna e da quel momento le sue opere diventano sempre più sinistre, le figure sempre più realistiche, ben oltre l'abilità di un bambino di cinque anni. Per Teddy è colpa di Anya, è lei a dirgli cosa rappresentare e a guidare la sua mano. C'è qualcosa che non va e, anche se può sembrare una follia, solo Mallory può scoprirlo prima che sia troppo tardi.


Salve Confine,
oggi vorrei parlarvi di una lettura fatta di recente e che, per una volta, mi ha lasciata soddisfatta, come non succedeva da mesi. Finalmente ho letto “Teddy” di Jason Rekulak, fornitomi in formato digitale da Giunti, che ringrazio.
Mallory è una ragazza pronta a riprendere in mano le redini della sua vita. Dopo un evento che l’ha segnata nel profondo si è data alla sregolatezza, all’alcol e alle droghe pesanti. Se adesso è di nuovo lucida e presente a sé stessa lo deve al lungo periodo di riabilitazione e al suo sponsor, che l’ha aiutata in tutto e per tutto e che, adesso, le ha anche trovato un lavoro per aiutarla a reinserirsi nel mondo.
Mallory andrà a lavorare per i Maxwell, sarà la babysitter del piccolo Teddy, il figlio di 5 anni, un ragazzino dolce e tranquillo con una grande passione per il disegno.
I Maxwell sono una famiglia praticamente perfetta che abita in una meravigliosa casa perfetta, in un quartiere elegante e perfetto. Si sono appena trasferiti dalla Spagna e il piccolo Teddy non ha amici, almeno non amichetti canonici, fatti di carne e ossa che possano giocare con lui, però ha Anya, un’amica immaginaria che gli fa compagnia soprattutto durante le ore pomeridiane, quando Teddy riposa nella sua stanza e passa il suo tempo disegnando.
Ben presto la destinataria di questi disegni diventa Mallory, che è molto contenta di riceverli come segno d’affetto da Teddy. Solo che, quando questi cominciano a farsi un po’ strani, addirittura inquietanti, Mallory si trova davanti a una decisione da prendere e anche in fretta, perché quei disegni vogliono significare qualcosa, con quei disegni sembra quasi che Anya voglia comunicare con lei. 
Ma è saggio dirlo ai Maxwell, rischiando di perdere il lavoro? Le crederebbero visto il suo passato da tossicodipendente o penserebbero che abbia ricominciato a fare uso di droghe?
Lettori e lettrici, quando ho visto la copertina di questo romanzo sono rimasta folgorata, amore a prima vista. Lo so che può sembrare inquietante, ma io probabilmente non sono normale, infatti, considerato che la Giunti mi ha, gentilmente, mandato il romanzo in digitale, appena possibile comprerò la copia cartacea perché devo averla tra le mani e devo ammirarne i disegni che ci sono all’interno, che secondo me sono spaziali.
A parte questa dichiarazione d’amore per la cover, devo dire che questo romanzo è davvero qualcosa che aspettavo da tempo. Un thriller che è un po’ horror, che tiene sul filo del rasoio costantemente e che costringe il lettore a stare sul “chi va là” ad ogni pagina.
«La vedo ogni notte» dice Teddy «Dorme sotto al mio letto così posso sentirla cantare.»
Tutte le storie del genere che hanno come protagonisti bambini che interagiscono con il sovrannaturale mi piacciono troppo, e anche “Teddy” ha questo come tema centrale. Questo bambino gentile, docile, silenzioso, fin troppo quieto per la sua età, che passa le sue giornate a disegnare e a parlare con un’amica immaginaria che gli dice come comportarsi e cosa fare e che di notte dorme sotto al suo letto contandogli canzoni… Capite?!
Tutta la storia è raccontata dal punto di vista di Mallory con uno stile incalzante e di impatto, facile da leggere, veloce, scorrevole. Le parole sono usate con una grande maestria, l’autore riesce a creare atmosfere davvero inquietanti e tetre che fanno accelerare il battito cardiaco del lettore.
«Questi disegni, è come se arrivassero da un’altra parte. Mi sembrano sporchi. Impuri.»
Confesso di aver avuto paura, soprattutto quando leggevo durante la notte. Quel brividino giusto giusto che ti fa alzare gli occhi dal Kindle e guardarti intorno con sospetto… Non ridete, so che è successo anche a voi!
“Teddy”, però, non è solo brividi e paura, è anche un romanzo che racconta di persone fragili, di dolore, di separazione, forza di volontà, ma soprattutto rinascita, che è quella che riguarda Mallory, ma non solo.
Per capire a cosa mi riferisco bisogna leggere il romanzo fino in fondo, quando arriverete alle ultime pagine con un colpo di scena finale davvero sconvolgente ed inaspettato!
Un valore aggiunto del romanzo sono i disegni del piccolo Teddy, che sono in realtà opera di Doggie Horner e Will Staehle, da brividi proprio.
Cosa devo dirvi? Dovete leggere questo romanzo, dovete!
Sappiate che potreste perdervi il romanzo dell’anno, così osannato in breve tempo che presto diventerà anche una serie per Netflix!
Cosa aspettate allora?
Buona lettura.


Voto: 5






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Genere: Horror

Scritto da: M.A. Bennett

30 Settembre 2025

Quattro ragazzi e un incubo, una casa che non dimentica.

Quinto titolo della collana Booklover Approved, ideale per chi ha un'anima gotica o per chi è appena entratə nel club del brivido...non potrai che innamorartene.


Selciati tagliati ad arte, tramonti spezzati dall'orizzonte del lago, lussureggianti salotti coperti da una patina di mistero... Quando i giovani Eve, Hal, Griffin e Ren varcano la sontuosa soglia di Villa Diodati, sanno che la loro vita sta per cambiare per sempre.

Duecento anni prima, tra quelle stesse mura, erano stati concepiti romanzi come Frankenstein di Mary Shelley e Il Vampiro di John Polidori ed è per questo che loro sono lì: scelti per la loro voce letteraria, destinati a scrivere il prossimo capolavoro del gotico.

Ma ogni atto di creazione non avviene senza un sacrificio. Mentre i quattro ragazzi iniziano a scavarsi dentro alla ricerca di una storia da raccontare, il loro passato riaffiora sotto forma di visioni terrificanti: arti mancanti, morti che parlano, mistiche apparizioni. E quando questi si trasformano in incubi reali e la finzione letteraria si confonde con la realtà, Villa Diodati si tinge di rosso.

Durante una notte buia e tempestosa, un cadavere viene rinvenuto nel bosco.

Prima che il panico prenda il sopravvento, amori e alleanze sbocciano tra le mura della villa e scioccanti rivelazioni fanno capolino dagli anfratti più bui dell'enigmatica magione.

C'è qualcuno che li osserva. Qualcuno che sa.

Ma la vera domanda è una: possono ancora salvarsi o qualcuno ha già scritto le loro storie?

 

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Genere: Horror ragazzi

Scritto da: Maèlle Desard

1 ottobre 2024

Non è facile essere una creatura a metà, mezzo umano e mezzo vampiro, in bilico tra il mondo diurno e quello di Mezzanotte. Se poi hai una madre vampira opprimente, ci sta che a quindici anni tu non veda l'ora di entrare in una scuola di mostri per respirare un po' e farti qualche amico. È quello che succede a Simeone, che nella sua specialissima scuola fa subito la conoscenza di Gioele, un lich che si rivela subito un buon amico, e Nicolò, un sireno dal sorriso ammaliante. Scopre però con sconcerto che nella scuola è stata ammessa anche Eir, una lupa mannara, popolo da sempre nemico dei vampiri e di tutti gli altri Notturni. Quando alcuni studenti scompaiono misteriosamente, e tra questi anche Nicolò e Susella, la sorella di Simeone, è proprio su Eir che cadono i sospetti. Ma niente è mai come sembra nella scuola di Mezzanotte. Età di lettura: da 12 anni.




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Genere: Horror

Scritto da: Mona Awad

10 Maggio 2024

Da che ricordi, Belle – giovane commessa in un negozio di abbigliamento – è sempre stata ossessionata dalla sua pelle e dai video sulla skincare, guardarli è sempre stato il suo passatempo. Quando però sua madre Noelle, una bizzarra donna canadese trapiantata in California che non vede da tempo, muore misteriosamente, Belle parte dalle nevi di Montréal diretta nel sud degli Stati Uniti, ad affrontare la difficile eredità che la madre le ha lasciato e a cercare una risposta per la strana dinamica della sua morte. La posta in gioco aumenta quando una misteriosa presenza appare durante la veglia funebre (“il party”), facendo intendere a Belle di saperne più di lei sull’incidente di Noelle. Con l’aiuto di un paio di scarpe rosse, Belle verrà attirata nell’abbraccio pungente di quella che a prima vista sembra una lussuosa ed elitarissima spa a cui sua madre era affiliata. Rouge è Biancaneve che incontra Eyes Wide Shut, una surreale discesa nel lato oscuro della bellezza, nell’invidia, nel dolore e nel complicato amore tra madri e figlie. Con umorismo nero e un horror seducente, Rouge racconta l’industria della bellezza, e il pericolo a cui tutt3 andiamo incontro di interiorizzare il suo sguardo spietato. Baciato dal sole della California, ma macchiato dal rosso sangue delle rose, Rouge scandaglia il nostro rapporto con la mortalità e la bellezza, trascinandoci in una suggestiva favola gotica dove nulla, ma proprio nulla è come sembra.



Ciao a voi, lettrici e lettori!
Qui sul blog il mio amore per le protagoniste fuori dagli schermi, nonché incarnazione “dell’ira femminile” non è mai stato un segreto. Inoltre, quando tali personaggi femminili fanno parte di thriller psicologici o romanzi intrisi di realismo magico, il mio desiderio di leggerli e di parlarne ininterrottamente aumenta a dismisura.
Questo è ciò che accadde con “Bunny” di Mona Awad ad esempio. Quel libro mi ha aperto la mente in un modo del tutto nuovo, facendomi scoprire un genere che fino ad allora non avevo mai approfondito. Grazie a quel libro sono stata totalmente stregata da Mona Awad e dal suo stile di scrittura. Difatti, a breve tratterò della sua opera più recente. Inutile parlarvi della mia preoccupazione una volta ricevuta tra le mani. Non sapevo cosa aspettarmi, ma la trama del libro aveva decisamente un grande potenziale. Sarò rimasta piacevolmente sorpresa? Avrà sostituito “Bunny” sul podio dei preferiti? A voi scoprirlo! Oggi vi parlerò di “Rouge”.

“Bisogna ricordare che la morte, Figlia, è solo un’altra porta. Tua madre stava facendo molti progressi. È stato un peccato perderla. Ma lei se n’è andata come fanno le rose. Questa, di certo, è una consolazione.”

Ogni volta che si parla di un libro di Awad ricordo sempre di fare attenzione ai trigger warnings, poiché ci sono scene disturbanti e un po’ splatter, oppure temi difficili che potrebbero turbarvi.
La trama è all’apparenza molto semplice, ma il modo in cui è impostata all’interno dell’opera la rende volutamente confusionaria.
Belle è una protagonista che in molti definirebbero bizzarra. A vederla dall’esterno sembrerebbe una donna tranquilla, forse un po’ sulle sue, che lavora al negozio di abbigliamento “Damsel in this dress” di Montreal. In realtà ha un’ossessione particolare: la propria pelle. Guarda video di skincare ogni volta che può, difatti la prima azione compiuta dopo il funerale di sua madre Noelle (che l’ha spinta a partire improvvisamente verso il sud degli USA) è stata guardare online la content creator Marva fare una skincare al collo.
Sembrerebbe quasi buffo, se non fosse per il mistero che gira intorno alla scomparsa di Noelle, creando un’ansia nel lettore che si fa sempre più intensa pagina dopo pagina.
Durante la veglia funebre fa la sua apparizione una donna vestita di rosso. Il colore del suo abito fa a pugni con quell’atmosfera cupa, ma c’è una sorta di familiarità che Belle prova guardando la sua pelle liscia e i capelli rossi, come quelli di sua madre. Con le sue parole fa intendere a Belle non solo di conoscere Noelle, ma di sapere cosa si nasconda dietro alla sua morte inaspettata.
La nostra protagonista, armata di scarpe rosse come una Dorothy Gale horror, si addentrerà in un mondo fatto di skincare, società segrete e lusso sfrenato. L’intento iniziale di saperne di più su sua madre si affievolisce col tempo, mentre Belle quasi inconsciamente si lascia trasportare verso lo stesso destino di Noelle: quello di "appassire come fanno le rose”.

“Grazie a Dio, mi dico. Non saprei quale dio. Tra gli dei di mia madre e quelli di mio padre immagino un’ampio spazio nero colmo di stelle. Quello è lo spazio a cui sussurro. Forse anche lì c’è un dio. Il mio dio.”

Dall’inizio fino alla conclusione, “Rouge” lascia a bocca aperta.
Il rapporto madre-figlia è forse uno dei temi centrali di quest’opera. Tramite i ricordi della protagonista conosciamo di più il personaggio di Noelle, che non era di certo una donna amabile. È da sempre stata un mistero e anche il suo decesso non è stato da meno.
I flashback di Belle sono ricchi di inquietudine palpabile che, se fossi stata un po’ più suggestionabile, mi avrebbe provocato tanti incubi. A un certo punto compare un’ombra, una figura magica che “veglia" su Belle e la condiziona. Se il libro fosse appartenuto a un genere diverso sarei stata entusiasta di quest’oscura presenza. Inutile dirvi che il solo pensiero e la certezza che non prometteva nulla di buono mi hanno terrorizzata per un po’ di pagine.

Lo stile di scrittura di Mona Awad è semplice, fatto di frasi brevi e concise che aumentano la suspense e quel senso di cupezza che si avverte nel corso dell’opera. Come accennavo prima, il modo in cui ha costruito la trama e la successione di eventi è risultata particolarmente confusionaria, ma trovo che sia stata una scelta stilistica giusta che va a braccetto con le sensazioni che l’opera voleva suscitare.
L’unica pecca di questa decisione è la lentezza. “Rouge” non è per niente scorrevole, sia perché ogni singolo dettaglio ha una sua importanza, sia perché succedono così tante cose in un paragrafo che non si ha nemmeno un briciolo di tempo di incamerarle. Per questo richiede molta attenzione.

I personaggi hanno mille sfaccettature ma, come è solito nei libri di Awad (forse facendo eccezione per “Tutto è bene”), alla fine restano ancora molti dubbi intorno ad essi. Li ho amati, anche se ho trovato inutile qualche personaggio secondario di troppo che, alla fine, non ha condotto a nulla per quanto riguarda la trama. Belle molte volte mi ha fatto imbestialire per il suo atteggiamento e per il modo di affrontare i vari eventi. Mi sarebbe venuta voglia di scuoterla e buttarla dagli stessi scogli che ha attraversato ogni volta per andare nella villa che ha occupato gran parte del romanzo.
La villa in questione, infatti, è una specie di spa mista a società segreta (anche se sembrerebbe più Scientology) dove tutti sono mascherati e hanno un atteggiamento strano. Le descrizioni dell’ambientazione sono vivide e non hanno fatto altro che aumentare la mia ansia.
Altra caratteristica, senza cui questo libro avrebbe perso il suo fascino, è la presenza di moltissimi plot twist. Ogni colpo di scena è stato, per me, inaspettato. Giusto per rendere l’idea, sono state tante le volte in cui ho avuto la tentazione di lanciare il Kindle giù da un dirupo (drastico ma, credetemi, in quel momento era del tutto ragionevole).
Il finale mi ha sconvolta. Per un attimo non ci ho capito minimamente nulla, e questo è stato il motivo per cui inizialmente avrei voluto mettere un voto più basso. La verità è che, come “Bunny”, andava metabolizzato per qualche giorno prima di poterci trovare un possibile senso o una spiegazione. Anche se la mia confusione persiste ancora un po’, resto comunque sorpresa dalla piega che ha preso la trama.
Raramente ho trovato autrici che sapessero tenermi sulle spine e sconvolgermi come Mona Awad e, al di là della scarsa scorrevolezza, vi invito a leggere “Rouge" anche solo per conoscere la vostra interpretazione del finale e della storia in sé. Credetemi, non ve ne pentirete!


Voto libro - 4.5








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Genere: Horror

Scritto da: Grady Hendrix

19 marzo 2024

Difficile la vita di Patricia Campbell: divisa tra un marito troppo impegnato col lavoro, i figli e l'anziana suocera, la sua unica oasi felice è un gruppo di lettura di libri true crime. Un giorno al gruppo si unisce James Harris, bello, misterioso e sensibile, che fa sentire alla donna cose ormai non provate da anni. Eppure c'è qualcosa di strano in lui: non ha un conto in banca, non esce durante il giorno e la suocera di Patricia sostiene di averlo conosciuto da ragazza. Quando alcuni bambini scompaiono senza che la polizia faccia nulla, Patricia e le amiche sospettano che James sia un serial killer. Sono loro ad aver letto troppi libri true crime o quello che si aggira nelle loro case è un mostro vero?

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Genere: Horror

Scritto da: Rin Chupeco

27 ottobre 2023

Remy Pendergast è molte cose: l’unico figlio del Duca di Valenbonne, un cacciatore di taglie d’élite di vampiri fuorilegge e un emarginato tra i suoi compagni Mietitori. Sua madre era oggetto di pettegolezzi anche prima di fuggire con un vampiro, dando origine alle voci secondo cui Remy sarebbe lui stesso un mezzo vampiro. Sebbene il regno di Aluria tolleri a malapena la sua presenza, il padre lo ha trasformato in un’arma da combattimento a difesa del regno. Quando una nuova e terrificante razza di vampiri viene avvistata fuori città, Remy si prepara a indagare da solo. Finché non incontra la vampira ereditiera Xiaodan Song e il suo fidanzato, il signore dei vampiri Zidan Malekh, che potrebbero avere la chiave per sconfiggere le creature. Tuttavia, associarsi alla loro compagnia non farà bene alla sua reputazione. Così quando gli viene offerto un posto al loro fianco per scoprire la verità sulla mutazione del virus che sta affliggendo il regno, Remy si trova di fronte a una difficile scelta. Una decisione di cui potrebbe pentirsi. Ma mentre i tre affrontano pericolose difficoltà durante il loro viaggio, Remy sviluppa sentimenti profondi e complicati per la coppia. Mette quindi in discussione ciò che ritiene vero sui vampiri così come la storia che si cela dietro l’eredità della sua famiglia. Mentre il virus continua a diffondersi nel regno, Remy deve decidere dove risiede la sua lealtà: in suo padre e nel regno che è stato addestrato a difendere o verso in quei vampiri che potrebbero portarlo alla rovina.



Ciao a voi, lettrici e lettori!
Negli ultimi tempi mi sono un po’ discostata dal genere fantastico. Sono in una fase in cui i miei gusti letterari stanno cambiando e devo dire che ormai sono rari i libri fantasy che sanno tenermi sulle spine e col fiato sospeso dall’inizio fino all’ultima pagina.
Oggi sono qui per parlarvi di una piccola eccezione. Leggere questo libro è stato come immaginare un intero film (che un giorno spero di vedere proiettato anche sul grande schermo, perché sarebbe a dir poco pazzesco). Ha certamente dei difetti, ma posso assicurarvi che da tempo non mi capitava tra le mani un’opera così avvincente.
Si tratta di “Silver under nightfall”, scritto da Rin Chupeco e edito da Fanucci (che ringrazio di cuore per l’ARC)!

La trama di questo libro potrebbe sembrare confusionaria a primo impatto ma, tra una pagina e l’altra, si districherà automaticamente davanti ai vostri occhi man mano che vi avvicinerete al finale.
Il protagonista è Remington Pendergast. Per gli amici (e gli amanti) è semplicemente Remy, ma resta pur sempre un mietitore, tra i più temuti cacciatori di vampiri anche per le sue origini. È figlio di Edgar Pendergast, duca di Valenbonne che, nonostante l’avanzare dell’età e dei problemi fisici, non ha perso la sua autorità e la sua nomea di “salvatore di Aluria” per alcuni, “Macellaio” per altri.

Fin da giovanissimo, Remy è sempre stato sotto le costanti pressioni del duca affinché diventasse un protettore del reame. L’opinione che Aluria ha di lui, però, non è di certo rosea e le cose non faranno che peggiorare quando viene accusato di omicidio.
C’è in giro una nuova razza di vampiri su cui Remy vuole fare chiarezza, ma non si sarebbe mai immaginato di trovare sul suo cammino due creature che gli svolteranno la vita e tutte le sue convinzioni. Incontrerà Xiaodan Song, regina dei vampiri, insieme al suo compagno Zidan Malekh, signore dei vampiri. Tra i tre nascerà una collaborazione così stretta da diventare altro, qualcosa di profondo che finirà per legarli indissolubilmente, mettendo a dura prova la mente e il cuore di Remy, nonché la lealtà nei confronti di suo padre e di Aluria.
Tra investigazioni, lussuria, intrighi politici e momenti così splatter da far accapponare la pelle, è impossibile annoiarvi tra le pagine di “Silver under nightfall”.

“L’eternità dovrebbe essere data solo a coloro che sono in grado di assumersene la responsabilità.”

Ammetto che inizialmente non credevo avrei adorato quest’opera. È partita con un ritmo narrativo estremamente lento e gli scontri iniziali con i vampiri mi sembravano durare un’eternità. Quest’atmosfera pesante si è protratta per tutta l’opera rallentandone la scorrevolezza in numerosi punti. Capisco l’intento dell’autorə nel voler condurre l’attenzione del lettore alle descrizioni delle azioni dei personaggi e del world-building, ma secondo me più volte ha fallito nel suo scopo. Ci sono stati momenti (non solo inizialmente, ma anche verso metà libro) in cui ho quasi rischiato di farmi una pep-talk allo specchio per continuare l’opera. Per fortuna non mi è servito arrivare a tanto poiché, ad un certo punto, la trama ha preso una piega incalzante, ed è merito non soltanto dei plot twist inerenti alla Putrefazione, ma specialmente dei protagonisti.

In tutto il libro Remy è stato mosso da due caratteristiche che reputo necessarie per un personaggio del suo calibro: vendetta e stupidità. Nel primo caso, sappiamo che Remy vuole vendicare la morte della madre e per farlo non vuole altro che uccidere la Prima corte di vampiri e la sua imperatrice della Notte. Questo movente di fondo è sicuramente fortificato dalla piega che le vicende prenderanno nel libro, man mano che si verrà a scoprire chi c’è dietro al morbo di efferata violenza che sta colpendo i vampiri spietatamente.
Al contempo, però, ha una strana tendenza a voler lasciarci per forza le penne. Non avete idea di quante volte abbia avuto la tentazione di entrare nel romanzo e dargli uno scossone per aprirgli gli occhi. Per fortuna, anche gli altri due protagonisti sono della mia stessa opinione e infatti di scossoni gliene danno veramente tanti…
Xiaodan è a dir poco divina, anche se in alcuni momenti ho trovato il suo personaggio un po’ piatto. Per alcuni tratti mi ha ricordato leggermente la vampira Carmilla e forse è proprio per questo che, nonostante varie mancanze caratteriali, mi è entrata nel cuore.
Ma sappiamo tutti che lo charme di Lord Zidan Malekh è nettamente superiore. Fin dalla sua prima apparizione mi sono subito arresa all’idea che sarebbe entrato a far parte dell’altarino delle fictional crush supreme (ormai straripante). È incredibile e seducente, dotato di grande intelligenza, furbo e, ammettiamolo, ha un bel po’ l’aria da latin lover. Capisco perfettamente cosa ci trovino Xiaodan e Remy in lui. E che dire, beati loro.

Forse proprio per le grandi differenze tra i tre, non riesco ancora a figurarmeli bene insieme. Spero che la mia percezione cambi con la lettura del secondo volume della serie, anche perché molte volte ho avuto l’impressione che la relazione e la sua componente erotica prendessero il sopravvento sul genere letterario principale, anziché occupare il ruolo di intreccio secondario.
Gli intrighi politici e i giochi di potere sono stati un grande tassello del romanzo, così come i combattimenti di lunga durata e ricchi di azione (e tanto, ma tanto sangue).
Il finale è stato abbastanza prevedibile, data la piega degli eventi e vari cliché letterari a cui ero già preparata. Quello che non mi aspettavo è il senso di esitazione che avrei provato alla fine. È stato come se mi mancasse qualche tassello e non fossi pienamente soddisfatta di quella conclusione. In questo caso, ovviamente, si è trattata di una mia impressione, ma riconosco che come finale di un high fantasy di questo calibro possa sicuramente bastare.

Poi ecco che, per fortuna, vedo l’annuncio di Rin Chupeco del secondo volume della serie, intitolato “Court of Wanders”. In quel momento è iniziata la mia attesa snervante (che, se tutto va come dovrebbe andare, si concluderà con la sua uscita il 2 Aprile 2024).
Lo stile di scrittura è meraviglioso e ben costruito. L’autorə sa decisamente come usare bene le parole per intrappolare chi legge tra le pagine. Alcune descrizioni sono state più prolisse di altre ma, come ho già detto all’inizio, intuisco facilmente l’intento. La maggior parte di esse è stata efficace per capire il world-building alquanto complesso, anche se ci sono stati dei momenti un po’ più confusionari. È bene fornire quante più informazioni possibili per dare a chi legge un quadro ben dettagliato, ma trovo che avrebbero potuto essere disposte meglio, date man mano anziché fare “info-dumping” e dare l’impressione di star allungando il brodo, quando in realtà non è così.

La verità è che, nonostante tutti i difetti che vi ho elencato, il libro nel suo complesso mi è piaciuto da impazzire. Non vedo assolutamente l’ora di continuare quest’avventura!



Voto libro - 3.5








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Genere: Horror

Scritto da: Devin Forst

10 ottobre 2023

 

Immergiti nei segreti della stregoneria, dei suoi strumenti e delle sue pratiche. Nello Scrigno troverai storie di donne magiche e sagge per menti aperte e sguardi curiosi.

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Genere: Horror

Scritto da: Lucio Besana, Roberto De Feo

26 aprile 2023

Dopo anni di ricerche, lo psichiatra infantile Christian Basili sembra aver trovato i soggetti che potrebbero avvalorare le sue teorie: quattro bambini che, pur non conoscendosi, condividono gli stessi ricordi di una vita passata. Frammenti sbiaditi degli anni trascorsi tra le due guerre in un castello al confine con la Francia, appartenuto ai coniugi Poitier. Matteo, Miriam, Kevin ed Erica si trasferiscono nel castello insieme a Christian e alla sua assistente Sara. Anche se non subito, l'esperimento si dimostra un successo: i ragazzi rammentano sempre più episodi della loro esistenza di un secolo prima. Memorie felici che presto, però, si rivelano un inganno: una forza oscura infesta il castello, un'entità misteriosa e crudele che vuole ridestarsi e tornare a fare del male.

Salve Confine,
torno a parlarvi di una delle mie passioni, i romanzi horror, e lo faccio con “L’innocenza del buio” di Lucio Besana e Roberto De Feo, uscito questa primavera per Sperling & Kupfer, che ringrazio per l’invio della copia.

È il 2019 e ci troviamo in Italia, dove quattro ragazzini sembrano condividere gli stessi ricordi pur non conoscendosi tra loro. È così che Miriam, Kevin, Matteo ed Erica, questi i loro nomi, si ritrovano a vivere l’esperienza più traumatizzante della loro vita. Infatti, lo psichiatra infantile Christian Basile coglie la palla al balzo per provare le sue teorie e, insieme alla sua assistente, porta i quattro ragazzini a Voha, in un castello ai confini con la Francia che sembra avere a che fare con la vicenda. Attraverso una serie di veri e propri esperimenti, porta i ragazzi indietro nel tempo a rivivere la loro precedente vita, vissuta proprio in quel castello nel 1919. 
All’inizio i ricordi sono quelli felici dell’infanzia ma, pian piano, cominciano ad arrivare ricordi inquietanti e maligni che raccontano una storia ben diversa che fa comprendere che qualcosa di oscuro e terrificante è avvenuto in quel castello molti anni prima…

Altra riuscitissima collaborazione per Besana e De Feo, regista e sceneggiatore che insieme hanno collaborato per la creazione di due pellicole destinate a diventare cult del cinema horror: “The Nest” e “A Classic Horror Story”. È la prima volta che si uniscono per un romanzo, anche se Besano è già autore di “Storie della serie Cremisi”, che un giorno recupererò.
“L’innocenza del buio” è il classico romanzo horror con un accento leggermente gotico, e non solo per l’ambientazione in un castello. Lo stile utilizzato per raccontarci questa storia oscura è semplice ma di forte impatto visivo. Si vede che i due autori hanno a che fare con il mondo del cinema e, in effetti, io già vedrei questo romanzo trasposto in film o anche in una miniserie.

Il linguaggio è lineare, chiaro, senza fronzoli, dialoghi e parti descrittive si bilanciano bene, dando al romanzo il giusto ritmo di lettura, anche se, per mio gusto, la parte centrale è un po’ lenta. La narrazione avviene su due piani temporali, il 2019 e il 1919, e conosceremo i protagonisti di entrambi i periodi in maniera profonda. Infatti, una cosa che mi è piaciuta, è stata proprio la caratterizzazione dei personaggi in generale e dei ragazzini in particolare, grazie alla quale sono riuscita a d empatizzare con loro, pagina dopo pagina, fino alla finale comprensione di ciò che è accaduto e che realmente accade in quel castello.

Un tema rilevante del romanzo è la paura, quella che crea, nell’animo umano, traumi che non vanno via, che si nascondono tra le pieghe dell’inconscio per ritornare improvvise al minimo stimolo esterno.
Qui la paura si incarna e diventa qualcosa di maligno che si nasconde nel buio, pronta a saltarci addosso e a sopraffarci. Il buio, poi, non è una scelta casuale. Tutti i bambini (e non solo) lo temono per quello che potrebbe celare, perché contiene in sé un mondo sconosciuto sulle cui pareti strisciano creature viscide e pericolose. Eppure, in fondo, ben sappiamo che quel buio è innocente, non nasconde nulla se non le nostre più intime paure.

Devo dire che mi aspettavo di più. Senza fraintendimenti, il romanzo è ben scritto e ben riuscito, solo che ho sentito la mancanza di qualcosa. Forse la paura di osare da parte degli autori, di andare più a fondo, scavare in quel buio per dare al lettore un’esperienza più terrificante e più completa. Ma si sa, è solo questione di gusto personale e, nel mio caso, di voglia di sguazzare nel torbido e nell’oscuro dell’animo umano. Buona lettura.
Voto libro - 4












 

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Genere: Horror - YA

Scritto da: Ryan Douglass

14 aprile 2023

Il sedicenne Jake Livingston vede gli spiriti dei defunti dappertutto, ma non sa se sia peggio essere un medium costretto a osservare i morti rivivere ripetutamente i loro ultimi momenti oppure essere vittima di un insegnante razzista, in quanto uno dei pochi studenti neri della St. Clair Prep. In entrambi i casi, si sente come prigioniero di incubi dai quali vorrebbe soltanto svegliarsi. Ma le cose a St. Clair iniziano a migliorare con l’arrivo di un altro studente nero, l’affascinante Allister, e per la prima volta per Jake si prospetta la possibilità di una storia d’amore. Purtroppo, la vita da medium sta peggiorando. Sebbene la maggior parte dei fantasmi sia innocua e Jake sia sempre felice di aiutarli a passare oltre, Sawyer Doon vuole molto di più da Jake. In vita, Sawyer era un adolescente problematico che ha sparato e ucciso sei ragazzi in un liceo locale prima di togliersi la vita. Ora è un fantasma potente e vendicativo, e ha dei piani per questa sua nuova vita dopo la morte, piani che includono Jake. Improvvisamente, tutto ciò che Jake sa del mondo dei morti finisce alle ortiche/va a farsi benedire, mentre Sawyer inizia a perseguitarlo. Il liceo si trasforma presto in una lotta per la sopravvivenza che Jake non è sicuro di poter vincere.

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Genere: Horror

Scritto da: Stephen King & Owen King

17 gennaio 2023

L’adattamento ufficiale del romanzo bestseller di Stephen King e Owen King regala ai lettori un’esperienza immersiva e coinvolgente. È una notte agitata quando, nel carcere femminile di Dooling, una delle detenute annuncia con urla strazianti l’arrivo della regina nera. Per il dottor Norcross, lo psichiatra della prigione, è routine: un sedativo dovrebbe sistemare tutto. Per sua moglie Lila, lo sceriffo della cittadina, è un presagio di morte. Perché, poche ore dopo, una ragazza sconvolta chiama il 911 affermando che una donna con forza sovrumana ha ammazzato a mani nude due balordi. Il suo nome è Evie Black, intorno a lei svolazzano strane falene marroni e sembra venire da un altro mondo. Lo stesso, forse, dove finiscono a poco a poco le donne, addormentate da un’inquietante malattia del sonno. Un sonno dal quale è meglio non svegliarle.

 

Salve Confine,
a feste belle che andate, la Sperling & Kupfer ci ha fatto un bel regalo: la pubblicazione di un bellissimo graphic novel, il riadattamento di un romanzo del 2017 di Stephen King, scritto a quattro mani con suo figlio Owen.
Questo è uno dei pochi romanzi di King che non ho ancora letto, così quando ho visto il graphic novel con quella bella cover rigida e l’illustrazione meravigliosa di Jenn Woodall, non ho potuto proprio rinunciare ad averlo. Per questo mio desiderio realizzato ringrazio la Sperling & Kupfer, che mi ha inviato la copia cartacea corredata anche da una sorta di poster tridimensionale che mostra le due cover, quella del graphic e quella del romanzo.

Siamo a Dooling, una piccola cittadina negli Appalachi, quando un giorno, una donna che si fa chiamare Evie Black esce dal bosco e uccide, in maniera atroce, due spacciatori di Speed che maltrattavano una donna tossicodipendente dentro una roulotte.
La donna chiama la polizia, che arresta Evie Black e la porta nel carcere di Dooling.
Contemporaneamente a questo evento, non solo a Dooling ma in tutto il mondo, uno strano morbo colpisce solo le donne, addormentandole e avvolgendole in uno strano bozzolo filamentoso che, si scoprirà dopo a caro prezzo, non va rimosso, né le donne vanno svegliate. Assolutamente!
Le donne che si addormentano si risvegliano in un’altra dimensione, nel caso delle donne di Dooling, in una Dooling dove la natura ha preso il sopravvento, dove gli uomini non esistono e dove ricominciano, a poco a poco, a vivere le loro nuove vite unendo le forze, utilizzando le risorse che ognuna di loro può mettere sul piatto. Cosa importante da dire è che il tempo non scorre allo stesso modo nella vecchia e nella nuova Dooling, nella nuova infatti scorre più in fretta, tanto che mentre nella vecchia cittadina sono passati solo pochi giorni, nella nuova invece sembrano passati mesi e le donne hanno cominciato ad abituarsi e ad apprezzare la loro nuova realtà, anche se molte sentono ancora la mancanza dei loro uomini, dei loro figli.
Piano piano, quindi, ogni donna si addormenta, solo pochissime resistono eroicamente senza dormire, poi c’è Evie che, invece, dorme e si risveglia come se nulla fosse.
Mentre il mondo è in fibrillazione, mentre dottori e scienziati cercano una cura per risvegliare senza conseguenze le donne, alcuni ne approfittano per creare il caos.
Questo succede anche a Dooling, dove un gruppo di uomini, sobillati da una viscida guardia carceraria appena licenziata, cercano di entrare a forza nel carcere per prendere Evie Black, che secondo loro ha le risposte a quello che sta succedendo.

Care lettrici e cari lettori, vi dico subito che questa lettura è finita troppo presto!
Mi sono talmente appassionata alla storia che, arrivata alla fine, non me ne sono nemmeno accorta.
Diciamo che non è tra le storie migliori di Stephen King, nessuna delle recenti, o quanto meno più nuove, riesce ad eguagliare il primo King, quello di Carrie, Shining, L’ombra dello Scorpione, IT, Misery e tutti quei romanzi e quei racconti dei primi anni, ma voglio dire che non è per nulla “malvagia”, anzi mi è piaciuta molto, anche per il messaggio intrinseco di cui si fa portavoce.
Infatti, a mio parere, è un’opera di accusa contro il patriarcato. Le protagoniste qui, oltre a Evie Black, sono tutte le donne, lo sceriffo Lila Norcross, le detenute del carcere di Dooling e tutte le abitanti della cittadina che lottano e non si arrendono, che si addormentano per svegliarsi in un mondo nuovo dove devono ricominciare e non si abbattono, mettono insieme quello che sanno fare, le loro conoscenze, la loro forza e vanno avanti, non aspettano di essere salvate, si rimboccano le maniche, accettano il nuovo destino e via.
Quelle che rimangono sveglie fanno altrettanto per salvarle, per riportarle indietro, si sacrificano per un risultato più grande, mentre gli uomini non fanno altro che mettere il mondo a ferro e fuoco per il nulla assoluto, utilizzano la forza fisica senza utilizzare il cervello.
Cosa che invece fa lo psicologo del carcere Clint Norcross, marito dello sceriffo e “Prescelto”, secondo Evie Black, proprio per la sua sensibilità, per il modo in cui si dedica e aiuta le donne detenute.

La cosa più bella, secondo me, sta nel fatto che nessuno può mettere fine a tutto quello che sta succedendo, nemmeno Evie Black, la creatura sovrannaturale che ha messo in moto tutto, nessuno se non le donne stesse attraverso una semplice scelta.
La scelta che faranno, ovviamente, non posso svelarvela, ma anche quella, secondo me, è segno di forza e intelligenza, non di resa e debolezza, ma non posso argomentarla purtroppo, non voglio fare spoiler.
Un romanzo così, con un tema così, è un gran lavoro da adattare in fumetto, eppure il risultato è riuscitissimo.
La storia è raccontata in maniera soddisfacente, quello che non è espressamente raccontato, per ovvie ragioni tecniche, si intuisce. Certo si sente la presenza di buchi di trama, come un qualcosa che manca per avere il quadro preciso della situazione, ma non inficia la narrazione per immagini.

Un’altra cosa che mi piace tanto è che questo progetto è tutto al femminile, a parte l’adattatore che è Rio Youers.
I disegni sono di Alison Sampson; questa illustratrice ha saputo ricreare il mondo di King in pieno, utilizzando uno stile decisamente adatto ai suoi racconti un po' horror splatter anni ‘80.
Non è il tipo di illustrazione che piace a me, preferisco un tratto più nitido e preciso, ma in questo caso è il massimo, il più adatto in assoluto.
Come perfetti sono i colori utilizzati da Triona Tree Farrell, che hanno reso al meglio i disegni con palette che vanno dalle tonalità del marrone scuro al rosso terra, azzurri e verdi e gialli decisi.
Il lettering è di Christa Miesner, Valerie Lopez e Johanna Nattalie. Anche qui è molto azzeccato e si armonizza bene con i disegni e i colori, ma devo dire che, da povera cecata, a volte ho fatto fatica a leggere le parole!
Altra cosa davvero, davvero meravigliosa, sono le tavole che intervallano i capitoli. Sono dieci e ogni illustrazione è di un’autrice diversa, di cui troviamo il nome in alto a sinistra.
Anche alla fine troviamo meravigliose illustrazioni, una ventina circa, ispirate dal romanzo. Le mie preferite sono quelle di Jenn Woodall.

Quello che non sono riuscita a capire bene è se davvero questo che ho appena letto e recensito è un volume 1 a cui seguirà, ovviamente, il 2, perché, se così fosse, non vedo l’ora di avere tra le mani anche quello!
Buona lettura. 
 
Voto - 4.5
 

 

 

 

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