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Ho sempre voluto te



Genere: Romanzo Rosa

Autore: Marta Savarino

Data: 14 Febbraio 2017


Esiste una donna che non si è mai innamorata del suo migliore amico?
Anna è oggi una giornalista molto attraente, in apparenza sicura di sé ma, nel suo intimo, fragile e imbranata, ed è la prova vivente che un uomo e una donna non possono essere amici. Neanche in un romanzo. Specialmente se il migliore amico in questione è un danese, alto uno e novanta, biondo e con il fisico da nuotatore. Aksel e Anna sono cresciuti insieme e la timida ragazza, da sempre innamorata dell’amico, a diciott’anni si dichiara. Ma Aksel le rivela una verità scomoda e inaspettata. È gay. I due si separano: il giovane va in Danimarca e la ragazza rimane a Torino. Passano quattordici anni e un giorno la sorte li fa incontrare di nuovo. Anna si è trasformata da brutto anatroccolo in cigno e anche Aksel è un giornalista, di successo e dal fascino ancora più marcato rispetto all’adolescenza. Ma nasconde un segreto, una realtà difficile da condividere anche con la sua migliore amica della giovinezza. E quando l’amore non trova strade facili, quale miglior aiuto può arrivare se non la solidarietà femminile? Elisabetta e la giovane Victoria, appartenenti a due generazioni diverse, trameranno insieme perché l’amore trionfi. E dopo svariati ostacoli, bugie e segreti, la romantica Copenaghen innevata farà da sfondo a un finale a sorpresa. Perché, come dice Anna, “l’importante, dopotutto, è il finale”.


Salve Confine,
ero alla ricerca di una storia d'amore in questi giorni, qualcosa che mi raccontasse di sentimenti che fanno battere il cuore. Così quando mi sono trovata tra le mani "Ho sempre voluto te" di Marta Savarino edito Amazon Publishing, mi ci sono subito tuffata dentro. Anna è una trentenne in carriera, giornalista con tanti sogni nel cassetto, o almeno professionali, perché dalla vita ha ricevuto tante di quelle batoste e schiaffi sentimentali che non vuole più saperne di soffrire ancora per amore. Anna è la prova vivente che un uomo e una donna non possono essere amici. Inevitabilmente uno dei due si innamorerà dell'altro e non si accontenterà più di bere una birra insieme, consolare l'altro quando la sua ultima cotta non lo considera nemmeno ed esultare delle sue vittorie. Prima o poi, uno dei due si renderà conto di volere più di questo, di voler far parte del mondo dell'altro camminandole accanto, fianco a fianco, mano nella mano. Ecco, Anna, alla soglia dei diciotto anni aveva tutto questo, il suo mondo voleva unirsi a quello del suo migliore
amico Aksel, ragazzone alto e belloccio di origini danesi che conosce sin dall'infanzia. Lei era una ragazza bruttina, insicura e molto timida, e come tutte le ragazze a quell'età sognava di vivere il grande amore. Ma quello che Anna non si aspetta di certo è la risposta che riceve il giorno in cui, finalmente, decide di confessare i suoi sentimenti ad Aksel. E sì, perché lui le confessa di essere gay. La loro amicizia sembra incrinarsi a poco a poco, fino a che lui non decide di tornare dal padre in Danimarca, lasciando Anna a Torino.

"«Non farlo più, Anna. Mi raccomando, non ubriacarti mai con gente che non conosci, Anna. Non fare cazzate quando io non ci sarò. Sei una brava ragazza, Anna. Sei preziosa. Unica. Meriti qualcuno che ti ami e ricambi il tuo amore. Mi hai capito, Anna? Vali troppo per uno come me o per qualunque idiota della mia specie. Io non ci sarò e non potrò proteggerti, e mi dispiace. Avremmo potuto essere tante cose io e te.»"

Passano quattordici anni e la vita di Anna non potrebbe essere più diversa, come anche la stessa Anna, che da brutto anatroccolo si è trasformata in un attraente cigno. Certo, la sua vita non è per niente rosa e fiori, tra un matrimonio finito perché il marito ha messo incinta una studentessa poco più che maggiorenne e un lavoro che non gratifica. È come se si trovasse in stand-by, e niente e nessuno riesca a schiacciare il tasto play. O almeno finché non compare in redazione il nuovo caporedattore: Aksel. Più affascinante che mai e un corpo ancora più statuario di quanto lei ricordasse, Aksel si è affermato nel mondo del giornalismo internazionale. Ma un alone di mistero sembra aleggiare sul suo ritorno a Torino, qualcosa che da ben quattordici anni lui custodisce gelosamente e che non è mai riuscito a confessare neanche alla sua migliore amica, tanti anni fa, preferendo mentire e scappare via. Ma forse un po' il destino, un po' delle cupido davvero originali, trameranno perché tutti i nodi vengano al pettine e i sentimenti possano scorrere sereni.

"Chissà se sarebbe stato davvero amore se solo lui...
Ma perché sto pensando a queste cose? Perché, nonostante gli anni e gli avvenimenti della vita, continuo a riflettere su come sarebbero potute andare le cose per me, se soltanto lui avesse corrisposto i miei sentimenti?"

Questa storia mi ha presa sin dalle prime pagine e, anche se la trama e i vari intrecci meritano abbastanza, sono i personaggi quelli che emergono veramente. Scritta utilizzando i doppi pov (a volte anche triplo o quadruplo), Anna e Aksel sono delle comunissime persone, non quegli esseri perfetti che si leggono nei soliti libri. Loro hanno a che fare con problemi di tutti i giorni (ok, magari qui i problemi sono più di uno), ma la vita è proprio questa e a volte si finisce per accontentarsi. Aksel, a dispetto di ciò che può pensare Anna, non ha avuto una vita facile e spensierata da quando fece ritorno a Copenaghen anni fa, perché qualcosa lo costrinse a maturare prima del dovuto e farsi carico di molte responsabilità che generalmente non competono ad un ragazzo di diciotto anni. È dovuto crescere in fretta e mettersi in gioco, mettere per un po' in pausa la sua vita per creare lo spettacolo più bello. Anna, dal canto suo, è una donna ferita e tradita. Ha perso ogni entusiasmo, niente la emoziona ma qualcosa, nel ritrovare l'amico di un tempo creduto ormai perso, la risveglia. Certo, molte cose dovranno essere chiarite, ma il destino (o qualcuno che ti vuole bene e vuole vederti felice) ha strani modi di agire e presentarti il conto, e forse non si deve far altro che accettare quello che ci è successo, andare avanti e decidere di essere nuovamente felice, sorridere alla vita e perché no, all'amore. Perché se è quello vero, non è mai troppo tardi per acciuffarlo (o riprenderselo).


Voto 3 e mezzo - Più che carino










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