So This Is Ever After


Genere: Fantasy, Young Adult, LGBT

Autor*: F.T. Lukens

Arek non aveva pensato affatto a cosa sarebbe successo una volta completata la profezia che lo destinava a salvare il regno di Ere dal suo sovrano malvagio. Quindi, ora che è finalmente riuscito (maldestramente) a decapitare il re malvagio (a quanto pare le spade magiche tirate fuori dalle paludi non escono già affilate), lui e i suoi compagni d’avventura non sanno cosa fare.

Per sicurezza, il migliore amico e mago di Arek, Matt, lo convince a salire sul trono finché la vera erede non sarà salvata dalla torre. Se non che è morta. Arek è costretto ad essere re, ruolo che comprende una fregatura magica: deve scegliere un consorte entro i diciotto anni, altrimenti scomparirà.
A tre mesi dal suo diciottesimo compleanno e con Matt unico a conoscere il suo segreto, Arek intraprende un piano disperato per trovare un consorte e salvarsi la vita… a partire dai suoi compagni d’avventura. Ma i tentativi di conquistare i suoi amici vanno dolorosamente e ironicamente male… finché non capisce che l’amore era già lì davanti a lui.

( Trama tradotta dallo staff de Il confine dei libri )

Salve, salve!
È incredibile come i libri più belli a volte si trovino proprio per caso. È quello che mi è successo con “So This Is Ever After” di F.T. Lukens, uno young adult fantasy queer che 1) ha una cover meravigliosa, 2) ha una storia meravigliosa, 3) ha dei personaggi meravigliosi, 4) ha un mondo meraviglioso.
E niente, si capisce che è meraviglioso?

Dopo quasi un anno in viaggio, finalmente la profezia si è avverata: Arek ha ucciso il re malvagio del regno di Ere nel reame di Chickpea. Il suo destino si è avverato, adesso può dichiarare il suo amore al suo migliore amico e mago Matt.
Peccato che il destino e la magia non hanno ancora finito con Arek.
Quando ha ucciso il re malvagio, ha posato sulla sua testa la corona, si è seduto sul trono e si è dichiarato re di Ere, una legge magica si è attivata a loro insaputa: Arek è re fino alla fine dei suoi giorni (o almeno finché qualcuno non lo uccida) e non può abdicare (pena una morte dolorosa).
E così i suoi piani di dichiarare il suo grande amore a Matt e di vivere liberi dalla profezia vanno in fumo.
Per aggiungere la beffa al danno, un’altra legge magica si aggiunge alla prima: Arek deve trovare l’anima gemella a cui legarsi entro i suoi 18 anni (per cui mancano solo 3 mesi), altrimenti scomparirà.
Per quanto Arek possa essere affascinante, è abbastanza difficile trovare l’anima gemella in un regno distrutto dalla cattiveria del precedente monarca. Per Arek non ci sarebbe neanche bisogno di cercare, sa già chi è la sua anima gemella, ma quando ha cercato di introdurre l’argomento con Matt, la risposta dell’amico non è stata delle più confortanti. Arek, però, non si arrende, anzi, con l’aiuto del diario della vecchia principessa, la scusa di voler sondare le acque con i suoi amici e un piano “all’ultimo corteggiamento”, proverà in tutti i modi a far capire a Matt cosa prova. Ce la farà? Questo è tutto da scoprire, ma una cosa è certa: ne succederanno di tutti i colori!

“Ho cercato di immaginare come sarebbe stato decapitare Lo Spregevole da quando il vecchio mago si è presentato alla mia porta il giorno dopo il mio diciassettesimo compleanno e mi ha raccontato del mio destino… che sarei stata la persona che avrebbe messo fine all’ombra oscura del male che regnava sul nostro reame. Vabbè, non da quel preciso momento perché chi crederebbe a uno straniero ubriaco con un cappello storto che porta in giro un bastone che mormora? Nessuno. Ecco chi. O almeno non dovreste farlo. Non è sicuro”.

Ho amato questo romanzo per diverse ragioni.
La prima è l’inizio in medias res; non viviamo con i personaggi il viaggio descritto dalla profezia, come accade di solito, ma arriviamo quando la profezia è praticamente compiuta. La storia che interessa a noi inizia con il “dopo”, quando il “vissero felici e contenti” dovrebbe essersi avverato. Invece scopriamo che dire semplicemente “vissero felici e contenti” è davvero troppo facile e spesso falso: c’è un regno da riportare alla pace, un popolo da risollevare, la fiducia da ricostruire sia con gli abitanti del regno che con i regni circostanti.
Ecco cosa viviamo con Arek e i suoi amici, le conseguenze, ed è stata davvero una ventata di aria fresca.

“Oh, dovremmo cercare la principessa”, disse Matt, rialzandosi dal bastone su cui era piegato.
“Non è rinchiusa in una torre?”, chiesi corrucciato.
“Credo che dovremmo svegliarla dal sonno eterno con il bacio del vero amore?”, aggiunse Bethany.
“Quella è una missione diversa. Non deve sciogliersi i capelli?”, Lila lasciò cadere la sacca, il contenuto tintinnò.
“No. Dobbiamo indovinare il suo nome”, disse Sionna.
“Avete tutti torto. Dobbiamo solo farla uscire”, concluse Matt.
“Mmm, non sembra il modo giusto. Ne sei sicuro?”, disse Bethany, le mani sui fianchi.

La seconda ragione sono i personaggi. Conosciamo un gruppo variegato e coeso di giovani persone che nel corso della missione sono diventati una famiglia: Arek, Matt, Lila, Rion, Bethany e Sionna.
Arek, il protagonista e nostro re, è dolcissimo, onorevole, degno del nome che il popolo gli ha attribuito: Re Arek il Gentile. Il suo primo pensiero va sempre agli altri, in caso di difficoltà è il primo a lanciarsi nel pericolo per aiutare, ed è così che riesce a conquistare un popolo segnato dal regno di un re malvagio. Sa ben poco su come essere re, ma forse è proprio la sua semplicità a renderlo perfetto per questo ruolo.
Matt è il migliore amico di Arek e suo mago, la parte logica e razionale che bilancia l’impulsività di Arek. Sono partiti insieme dal loro villaggio, una volta ricevuta la profezia, si sono lasciati tutto alle spalle senza farsi domande e hanno dato tutto se stessi per portare a termine una missione per cui spesso non si sentivano all’altezza.
Sionna è una guerriera, forte e bellissima; Bethany è il bardo, capace di incantare folle con e senza magia; Lila è la ladra, per metà Fae, la più piccola e la più letale; Rion è il cavaliere, serio e silenzioso, il più onorevole del gruppo.
La profezia li ha messi sulla stessa strada, ma sono stati loro a definire il loro destino.
La paura più grande di Arek era che, compiuta la profezia, ognuno avrebbe preso la propria strada; nessuno di loro era obbligato a restare con lui, ormai bloccato al castello, ma quella è la sua famiglia e lo dimostrano più e più volte.
Io adoro il trope della “found family” (o “famiglia per scelta”), quindi il rapporto tra questi personaggi, le battutine, l’amore che si percepisce tra di loro, mi hanno rianimato.

“Perché non possiamo essere noi?”, chiese Lila sulla difensiva. “Siamo all’altezza quanto chiunque possa presentarsi. E poi, non vedo nessuno a fare la fila per prendersi il nostro posto.”
“Stamattina eri letteralmente fuori dalla finestra, cercando di scappare.”
“Le cose sono cambiate.”
“In che modo?”
“Abbiamo fatto colazione.”

La loro unione è anche il motivo per cui Arek decide di valutare il corteggiamento dei suoi amici piuttosto che di estranei, cosa che lo fa finire in situazioni esilaranti, ma anche molto romantiche. La cosa che ho adorato di più di questo piano fallimentare è che i tentativi di corteggiamento finivano sempre con Matt all’altro capo, come se il destino ci mettesse lo zampino.

“So This Is Ever After” è stata proprio la lettura che cercavo: divertente, romantica, commovente, con un mondo fantastico e dei personaggi indimenticabili.
Mi sono innamorata dello stile di F.T. Lukens, che riesce a trascinarci nelle avventure disastrose di Arek e della sua famiglia. Il libro è narrato in prima persona da Arek, quindi vivremo la storia in tutto e per tutto, inoltre rideremo come matti, perché Arek è un narratore estremamente sarcastico.

“Mi sento un pavone. Un pavone molto impreparato. No. Un tacchino vestito da pavone. Un tacchino che potrebbe finire per essere cucinato, perché non appena tutti scopriranno che non è davvero un pavone vorranno mangiarlo. Ottimo. Ero stranamente affamato. Perché l’universo aveva scelto proprio me?"

Non so se lo avete visto o se lo conoscete, ma il romanzo mi ha ricordato molto “La legenda di Vox Machina”, la serie animata di Prime Video a tema Dungeons & Dragons con protagonisti una squadra di mercenari molto diversi tra loro ma uniti dalle loro disavventure.
Se vi piace il tema, sono certa che apprezzerete anche “So This Is Ever After”.

Ultimamente sto provando una certa predilezione per gli standalone.
Il problema?
Una volta finito non avrò più modo di rivedere i personaggi a cui mi sono affezionata né potrò vivere nuove avventure con loro e scoprire cosa hanno effettivamente combinato con il loro “e vissero felici e contenti”. Per fortuna esistono le riletture!
Baci

Voto libro - 5




 

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