La donna che rise di Dio. E altre storie della Bibbia


Genere: Narrativa

Scritto da: Roberto Mercadini 

6 giugno 2023


Può sembrare incredibile ma nella Bibbia, quando Dio sceglie una persona per affidarle una missione, si tratta quasi sempre della persona più sbagliata che si possa immaginare. Ordina a una coppia anziana e sterile di generare un popolo, chiama a sé un balbuziente perché diventi oratore e profeta, mette giustizia e verità nelle mani di ladroni e prostitute. Le figure più venerabili dell’Antico Testamento, come Abramo, Mosè, Davide e Salomone, sono in realtà segnate da una moltitudine di colpe, destinate a coprirsi di ridicolo. Dio stesso, il più delle volte, si rivela inaffidabile: dice una cosa e poi ne fa un’altra, prende decisioni di cui presto si pente, compie un’azione per poi tornare precipitosamente sui suoi passi. Qual è il senso di tutto questo? Ce lo racconta Mercadini, come solo lui sa fare. Trascinandoci in una carrellata di prescelti improbabili, ci guida tra le pagine ardenti delle Scritture e ci invita a riflettere sulla lezione che si nasconde in ciascun versetto: se ti trovi di fronte a un’impresa per cui ti senti impreparato, inadatto, troppo piccolo, non disperare. Perché nessuno, per quanto possa esserne convinto, può davvero conoscere la volontà divina. E magari Dio, dovendo scegliere uno fra tutti, sceglierebbe proprio te.


Ciao Lettori,
La Rizzoli ha pubblicato per noi il titolo “La donna che rise di Dio, e le altre storie della Bibbia” scritto da Roberto Mercadini. Ringrazio vivamente la casa editrice per avermi regalato la copia cartacea del libro per la recensione.

Di questo libro mi ha incuriosito molto il suo titolo e non mi ha delusa neanche come contenuti. Mercadini ci offre una carrellata di storie bibliche dell’Antico Testamento, il libro più oscuro e difficile della nostra religione (soprattutto rispetto al Vangelo) e ci narra le contraddizioni e la complessità del nostro Dio (e per “nostro” intendo cristiano), dal suo punto di vista.

Antico e Nuovo Testamento, almeno per me, sono sempre stati in contraddizione. Il primo ci descrive un Dio che ama il suo popolo, sì, ma è un dio autoritario e severo, molto duro, al limite del vendicativo quando adirato.
Nel Nuovo Testamento, al contrario, Cristo ci racconta una storia completamente diversa. Dio è solo amore e per dimostrarcelo si incarna per dare il buon esempio fino, addirittura, a sacrificare se stesso per noi.
Al Dio dei quarant’anni nel deserto per punizione si contrappone il Cristo del “oggi siederai con me davanti al Padre” del ladrone convertito sulla croce, cioè cinque secondi prima di morire.
In realtà Mercadini, con un velo di ironia e una punta di divertimento, mi ha aiutata a spogliare il Dio dell’Antico Testamento delle sue vesti di despota per trasformarlo in un Dio che ci mette alla prova con le sue richieste e premia quegli uomini che spesso lo sfidano o, appunto, lo contraddicono, pretendendo piuttosto che pregando, ma sempre restandogli fedeli. Non burattini ciechi e sordi se non alle Sue Parole, da prendere alla lettera, ma esseri pensanti quali ci ha fatti, che hanno tutto il diritto di incavolarsi o sbeffeggiarlo quando alle promesse non corrispondono i fatti.

Riprendo come esempio proprio la storia che ha dato vita al titolo, quella di Abramo e Sara. Come tutti sappiamo, Abramo è il Padre del popolo di Israele, da lui nascerà il primo della moltitudine delle genti. Peccato che Abramo ai tempi della promessa abbia 75 anni e Sara sia sterile. Nonostante ciò, poiché tutto è possibile a Dio, Abramo non tentenna un secondo. Avrà un figlio da Dio. Peccato che passino 25 anni e diverse promesse annunciate e disattese da parte dell’Onnipotente e, soprattutto, del figlio neanche l’ombra. Finché, all’ennesima volta in cui il Signore afferma che Abramo e Sara avranno un figlio, a quasi 100 anni l’uno, Sara ride. Scoppia proprio in una risata derisoria, della serie, “seh, vabbè”. Sara partorirà un anno dopo Isacco.

Mercadini scrive: “Non amiamo davvero le persone quando le idealizziamo, quando le innalziamo su un piedistallo, […]. È necessario sempre combattere chi amiamo, mettere in dubbio le sue parole e le sue azioni, […] saggiarne i limiti fino a sentire la rabbia sciogliersi in tenerezza nelle nostre viscere. Forse, anzi, si può amare davvero soltanto qualcuno di cui abbiamo riso. E forse Dio desidera essere amato così da noi.”

Il libro è lungo meno di 170 pagine, ma le ho lette tutte con grande piacere e sempre con il sorriso sulle labbra, grazie all’ironia con cui Mercadini scrive e interpreta la Sacra Scrittura. Potrebbe scrivere un catechismo, sarebbe sicuramente più partecipato rispetto a quelli a cui ci costringono ad andare da piccoli. Mi ha lasciato molto e mi ha aiutato a riflettere e a riconciliare le due figure di un Dio che sapevo essere lo stesso, ma più per dato, più per assodato che grazie a una vera comprensione. Perché sono ignorante, potrà dire qualcuno, sì è vero e lo sono ancora, ma grazie a Mercadini ho un tassello in più.

Voto libro - 4.5







 

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