The Everlasting



Genere: Fantasy

Scritto da: Alix E. Harrow

Sir Una Everlasting era l’ero più grande di Dominion: la ragazza orfana diventata cavaliere, che è morta per la regina e per il paese.
La sua leggenda continua in storie e canzoni, nei libri per bambini e nei poster per il reclutamento, ma la sua vita, così com’è davvero avvenuta, è stata dimenticata.

Secoli dopo Owen Mallory, soldato fallito, studioso in difficoltà, si innamora della storia di Una Everlasting.
La sua storia lo fa finire in guerra, negli archivi e poi nel passato stesso.
Una e Owen sono legati insieme nel tempo, costretti a raccontare la stessa storia ancora e ancora, non importa il prezzo.

Ma quella storia finisce sempre allo stesso modo. Se vogliono riscrivere la leggenda di Una, se vogliono raccontare una storia diversa, devono riscrivere la storia stessa.

(Trama tradotta da Il confine dei libri)


Salve Confine,
Finalmente ho letto “The Everlasting” di Alix E. Harrow, romanzo che rientra nel filone dei fantasy “ladyknight”, ovvero che hanno come protagonista una donna cavaliere.

“Tutti sanno come inizia la sua storia, sotto al tasso. Ma venite, voi veri cuori di Dominion, e vi dirò come finisce.”

Owen Mallory è stato un soldato, non manca un colpo con la pistola, ma per il resto non è molto portato. Alla fine ha anche disertato, proprio come suo padre, che ha sempre criticato, eppure si è ritrovato con una cicatrice sulla gola e una medaglia al valore.
Dopo la guerra è tornato all’università, è uno storico e, secondo la sua supervisore, a volte neanche in questo è molto bravo. Secondo lei si fa ammaliare troppo dalla propaganda, dal nazionalismo e dalle storielle raccontate dai fascisti che li governano, e non si rende conto di quello che la storia di Dominion, così erratica e confusa, voglia dire davvero.

Un giorno Owen trova sulla sua scrivania un libro particolare, dal titolo inconfondibile: “La morte di Una Everlasting”.
Sir Una è il simbolo più sacro e potente dell’impero, una santa, una martire, il cavaliere più fedele della prima regina di Dominion, Yvanne.
Per la corona e per il paese Sir Una ha combattuto, ha ucciso, ha assediato e sterminato, e per la sua regina è morta, ma solo dopo averla salvata.
Sir Una è il simbolo della forza di Dominion, della volontà dei suoi sudditi, è il suo nome che viene invocato in battaglia, la sua storia raccontata per darsi forza, ed è lei che ha guidato Owen in tutte le sue scelte.

Quindi, quando il libro scompare come se non fosse mai esistito, lo insegue senza esitazione. Finisce così al cospetto di Vivian Rolfe, la ministra della guerra, che gli parla di miti e leggende, di doveri e impegni, della storia, di coraggio e di lealtà e lo incarica di raccontare una storia, quella di Sir Una e di scriverla proprio sul libro che freme di tenere tra le mani, il libro che aveva iniziato a tradurre e che adesso è…

“Le pagine sono…”
“Vuote? Sì.”
“Perché sono vuote?”
“Perché non le hai ancora scritte.”

Il romanzo gira intorno al viaggio nel tempo e alla tragedia che in ogni versione prende atto.
Owen si ritrova sotto il tasso, quello nel bosco vicino a cui è cresciuto e sotto cui si trovava sempre a giocare, una spada vicino alla gola rovinata. La sua spada, quella di Sir Una, e lei, proprio lei, a minacciarlo.
Sir Una, che dovrebbe essere nel mezzo della sua ultima missione, quando elimina l’ultimo drago, ritrova il Graal, lo riporta alla sua regina in fin di vita, la salva e infine… muore (tradita, sacrificata, martirizzata).
Una però è stanca, ha troppi rimpianti e troppi dubbi e non ha più intenzione di seguire Yvanne, finché non arriva Owen.
Owen, che la idolatra e non la smette mai di parlare, che trema e ha attacchi di panico e da cui non riesce a stare lontana.
Owen che la spinge a finire la sua missione, perché è così che deve andare, per il futuro di Dominion, eppure alla fine cerca sempre di aiutarla… Eppure, alla fine, Owen si ritrova sempre a tenerla tra le braccia, con le mani ricoperte dal suo sangue e una promessa che non può ricordare, ma riesce sempre a mantenere.

“Owen, torna da me. Per favore.”
“Sempre.”

Questo libro mi ha straziata, mi ha distrutta, ricostruita e poi distrutta di nuovo. Era da un po’ che non piangevo per un libro, ma con questo ho recuperato tutto il tempo perduto. Ho sentito il cuore pesante per la tristezza e la rabbia per la tragedia di Una e Owen.
Una tragedia ripetuta infinite volte, in cui ogni volta cambia qualche dettaglio, tranne il finale, quello si ripete inesorabile.

Il punto di forza di questo romanzo, secondo me, è la narrazione.
È una cronaca, ma è dedicata l’uno all’altro. Owen parla a Una e Una, quando interviene, parla a Owen. Sono loro i diretti interessati, non hanno bisogno di parlare con nessuno altro se non tra di loro, sono loro che hanno necessità di ripetere la loro storia per imprimerla e ricordarla in modo da cambiarla.
Noi siamo spettatori impotenti, e a volte indesiderati, di questa tragedia; sembra quasi di ficcanasare in qualcosa di estremamente privato e sensibile.
È così toccante e triste e totalizzante: sentiamo il loro amore, il dolore, la disperazione, la speranza, la rabbia, la devozione, il desiderio… tutta la gamma di emozioni, dalle più pure alle più oscure in tutta la loro forza.

“Non sempre ti lasciavo andare subito come avrei dovuto, dopo. Perdonami… un mostro raramente si sente desiderato.”

“The Everlasting” è una storia d’amore, un amore che supera il tempo, un amore disperato e ribollente. Un amore che a volte limita, perché soffocato dalla paura di perdere tutto, per l’ennesima volta, ma è un amore che nonostante tutto ha la possibilità di crescere e così di capire e, così, di lasciare liberi.
È una storia di ribellione, a un destino predefinito, a una storia imposta, a una dittatura e a una guerra senza senso. La storia di Dominion è stata ripetuta infinite volte eppure in nessuna delle sue versioni c’è mai la pace.
Chi favorisce questa eterna guerra e l’incertezza che ne deriva?
Perché il nemico è sempre diverso, riscritto ad hoc per la necessità del presente?
Cosa c’è di vero dietro le narrazioni spinte e tessute da chi detiene il potere?
È una storia di sacrificio. Il sacrificio di una donna che annulla se stessa per amore, che diventa un’arma anche quando non vorrebbe esserlo perché pensa che è l’unica cosa che può dare. Il sacrificio di un codardo, che punta una pistola e finalmente agisce.
È la storia di una donna che farebbe di tutto per essere ricordata in un mondo che trova sempre il modo di cancellarla.
È una storia che lascia il segno, distrugge e ricompone capitolo dopo capitolo.

Alix E. Harrow ha fatto di nuovo centro, per me, con questo romanzo. Se potessi dare più di 5 stelle lo farei. È così bello.
Già mentre lo leggevo avrei voluto ricominciarlo da capo per cogliere quei piccoli dettagli che sembravano poco importanti e che poi si sono rivelati pezzi chiave. È stata così brava da lasciare indizi nel corso della storia, apparentemente trascurabili, e che all’improvviso tornano alla mente durante la lettura per sbloccare un nuovo tassello.
All’inizio potreste trovarlo un po’ strano e Owen potrebbe starvi un po’ antipatico, ma fidatevi di me: andate avanti, tornate indietro nel tempo, noi ci rivediamo sotto il tasso.
Baci



Voto libro - 5


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