L'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom


Genere: Fantasy

Autori: Elisa Binda, Mattia Perego

8 febbraio 2022 

Tea è una strega ed è dislessica. Una bella sfortuna, visto che per lanciare gli incantesimi deve leggere complicate formule magiche! Dopo l'ennesimo disastro causato in classe, Tea viene espulsa e, con suo grande disappunto, i genitori la mandano nell'unica scuola disposta ad accoglierla: l'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom, conosciuta anche come "l'accademia per creature difettose", perché qui arrivano tutti gli studenti che, per motivi diversi, non si sono sentiti accettati in altre scuole. Ma la preside, con i suoi occhiali stravaganti, è in grado di vedere il potenziale di ognuno di loro ed è pronta ad aiutarli a svilupparlo. È proprio qui che Tea troverà i migliori amici che avrebbe mai potuto desiderare: Noah, affetto da paralisi cerebrale, che quando si trasforma in gargoyle è agile e potente; Viola, la vivacissima sirena dai capelli arcobaleno incapace di sentire il dolore; Victor, il ragazzo licantropo che ha perso gli arti inferiori ma ha imparato a rialzarsi di fronte a ogni difficoltà; Tessa, la dolce fata affetta da autismo; il mago Morgan, che troverà il modo di lanciare incantesimi nonostante la balbuzie e Jonathan, il timido fantasma con la tendenza a rifugiarsi nell'aldilà. Insieme a loro, Tea imparerà ad affrontare e superare i propri limiti, soprattutto quando il Domatore, un potentissimo mago, minaccerà le sorti dell'intera comunità di creature magiche...

Salve lettrici e lettori! 
Oggi vi parlo di un libro tutto italiano, dalle parole ai disegni, uscito l’8 febbraio per Mondadori ragazzi. 
Protagonista della recensione è “L’accademia per creature magiche di Ophelia Bloom” dei coniugi Elisa Binda e Mattia Perego, illustrato dalla bravissima Teresa Cherubini (@terrywho_cartoons su Instagram).

Dorotea “Tea” Parker ha combinato un casino. È una strega e per sbaglio, l’incantesimo che ha lanciato, ha dato fuoco al laboratorio della sua prestigiosa scuola di magia e un suo compagno, figlio di un mago molto influente, ha perso un pezzo di dito. 
Tea viene espulsa e l’unica scuola che la accetta, adesso, è l’Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom. 
Tea non vorrebbe andare alla Bloom, la chiamano tutti “l’Accademia delle creature difettose”, ma non ci sono alternative.

In realtà la Bloom è bellissima, colorata e accogliente, proprio come la sua preside. Ophelia Bloom osserva Tea muovendo le lenti colorate dei suoi occhiali speciali e scopre qual è il problema di Tea: la strega è dislessica.
Tea è sconvolta e non riesce ad accettarlo; una strega dislessica è impensabile dato che la loro magia dipende dalla lettura di formule. Ma la preside le promette che troveranno un modo per superare il problema e così inizia l’avventura di Tea nella nuova scuola.
Qui ritrova Morgan, un mago che frequentava la sua vecchia scuola finché non è stato costretto ad andare via a causa dei bulli.

“Mi chiamo Morgan Davis, sono un ma-ma-mago e be’, lo avrete capito, sono balbuziente.”

Incontra Noah, un gargoyle che da bambino ha avuto una paralisi cerebrale. In forma di gargoyle è fortissimo, agile e potente, mentre nella sua forma umana è lento e sgraziato. Se fosse per lui resterebbe sempre nella sua forma di gargoyle, ma è troppo pericoloso e lo sa bene.
Poi c’è la fata Tessa, la compagna di stanza di Tea, che ha la sindrome di Asperger. Tessa adora l’astronomia; i nomi di pianeti e costellazioni sono il suo mantra e un porto sicuro in un mondo troppo disordinato.
Tea conosce anche Viola, Victor eJonathan. Viola è una sirena, ama i dolci e ne mangia a volontà, inoltre vorrebbe sempre andare all’avventura, ma non le è permesso perché ha un’insensibilità congenita al dolore. Viola non sente il dolore e per lei, così attiva e vivace, è un problema, poiché supera i suoi limiti senza rendersene conto e senza potersi fermare.
Victor è un licantropo e ha perso entrambe le gambe a causa della meningite. All’inizio le protesi sembravano un limite, ma alla Bloom ha riconquistato la sua agilità e la sua forza e ora è il quarterback della squadra di Wickedball.
Infine c’è Jonathan Wong, un metaghost super introverso. Jonathan riesce a smaterializzarsi e andare nell’aldilà, cosa che fa ogni volta in cui la situazione diventa troppo per lui; adora la musica, infatti è amico di tutte le rockstar, incluse David Bowie e Amy Winehouse.

Tra lezioni e Olimpiadi magiche, Tea e i suoi amici troveranno qualcosa di incredibile, molto più incredibile della loro magia, ma qualcosa di orribile sta succedendo nel mondo magico. Creature di ogni tipo stanno scomparendo e trovarle sembra impossibile. Il gruppo di amici si ritroverà sulle tracce del Domatore, ma chi è e cosa vuole?

“Ho aperto questa scuola per accogliere tutti gli studenti che non trovavano il loro posto nelle altre scuole magiche. Qui ci sono ragazzi considerati troppo ribelli e ingestibili; altri che soffrivano di attacchi d’ansia o erano vittime di bullismo. C’è chi non si sentiva accettato, chi non sapeva gestire la rabbia. Tutti con enormi potenzialità che non venivano capite. E la colpa era degli istituti, non dei ragazzi. Quanto spreco di talento ho visto negli anni!”

Immergermi nel magico mondo di Tea e dell’Accademia di Ophelia Bloom è stato incredibile. 
È stata la lettura dolcissima e piena di speranza e bellezza di cui avevo bisogno. 
È un libro che celebra la diversità e nel panorama letterario italiano è proprio quello che mancava.

Grazie a questi personaggi così diversi tra loro, i due autori riescono a parlare di tante cose importanti, dai traumi fisici a quelli psicologici, in varie, tante forme: parlano di malattie gravi, di bullismo, del sentirsi fuori posto o sbagliati, inutili. I due autori fanno risplendere i personaggi singolarmente, grazie ai capitoli identikit in prima persona che danno un bel quadro dei sette protagonisti, dei loro poteri, del loro passato e delle loro disabilità, ma soprattutto dei miglioramenti ottenuti grazie all’aiuto della fantastica preside Bloom e di un ambiente rilassato e libero. Poi ci sono le scene di gruppo, che invece mostrano come la vicinanza di persone che ti capiscono, ti aiutano e ti amano in tutto e per tutto sia la chiave non solo per imparare a stare bene con gli altri, ma anche con sé stessi.

Con questo magico gruppo viviamo avventure gioiose, come organizzare feste a sorpresa e rubare merendine, proviamo ansia ed entusiasmo per le Olimpiadi magiche, la preoccupazione per la scomparsa della sorella di Victor, determinazione nelle ricerche in biblioteca per trovare una soluzione, preoccupazione e paura per la minaccia finale.

“Ti piacerà l’Accademia Bloom! Siamo tutti un po’ strani qui, ma in fondo chi non lo è? Questa scuola è fantastica! Vedrai che qui non troverai solo dei compagni, ma degli amici!”

La cosa più bella di questo gruppo è il fatto che ogni membro è unico e inimitabile e porta qualcosa di indispensabile, qualcosa che li rende necessari l’uno all’altro e li unisce oltre ogni dire.
Tea è il collante, Tessa è la voce della ragione, Viola è l’anima della festa, Morgan è il saggio, Victor è lo sportivo figo, Noah il bello e tormentato, e Jonathan è il musicista solitario.
Tutti loro hanno vissuto esperienze che li hanno segnati in modo indelebile, hanno cicatrici profonde, siano esse causate dalle malattie o dai bulli, ma questa amicizia ha fatto capire a tutti loro quanto sia importante avere qualcuno su cui contare sempre, qualcuno che ti capisce, che ti ascolta, che ti ricorda quanto sia bello essere umani, che ti fa capire che passare il tempo tra gli esseri viventi non è poi così male!

“So che nella vostra vita avete affrontato sfide difficili, spaventose, che per molti sarebbero state impossibili, ma voi non vi siete mai arresi, combattendo giorno dopo giorno. E questo vi ha reso ancora più forti. Vi ha reso invincibili!”

Dal punto di vista della trama il romanzo è molto classico, segue il tema della scoperta del proprio potere e della propria forza, prima attraverso le lezioni della preside Bloom, poi con le Olimpiadi magiche, in cui i nostri protagonisti si sono messi alla prova anche se non erano ancora arrivati alla fine del loro percorso, infine grazie alla battaglia contro il nemico principale.
In ogni caso, quello che secondo me conta davvero in questo romanzo sono i personaggi, gli argomenti affrontati e gli insegnamenti che si possono ricavare.
Infatti, quello che per me conta davvero in questo romanzo sono i personaggi, gli argomenti affrontati e gli insegnamenti che si possono ricavare.

L’atmosfera del romanzo da sola riesce a conquistare senza remore: è magica, è inclusiva, è piena d’amore e di accettazione, è emozionante. I due autori mi hanno fatto anche piangere, davvero non mi aspettavo quello che è successo. E, proprio nell’ultimo capitolo, mi hanno fatto un sacco dispiacere per un personaggio.

Non nego che ho voluto leggere questo libro anche perché ero curiosa di ammirare i disegni di TerryWho, che ho conosciuto grazie alle sue fanart di “Sei di corvi” e che seguo da un po’ su Instagram; ovviamente ho adorato le sue illustrazioni nel romanzo, sono un di più molto, molto gradito e sono la perfetta traduzione delle parole dei due autori. Non mi è piaciuta la loro posizione, però, avrei preferito vederli dopo o all’interno del capitolo di riferimento e non prima, poiché alcuni erano un po’ spoilerosi.

La prima cosa che ho pensato non appena chiuso il libro è stata: “Devo leggerlo con i miei nipoti.” Ed è quello che consiglio a tuttə: leggetelo per voi stessə, perché è un romanzo che regala tante belle emozioni (che servono sempre), e leggetelo con i più piccoli, soprattutto se possono identificarsi nei personaggi. Che lo leggano da soli o con voi, è importante che questo romanzo venga letto.
Baci


Voto libro - 5





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