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Genere: Libri per ragazzi

Scritto da: Christopher Pike

20 settembre 2022

Al Rotterham Home, nessuno fa mai le valigie per andarsene. I ragazzi che ci arrivano, tutti adolescenti con malattie incurabili, non riescono nemmeno a chiamarla casa: è soltanto il luogo dove passano le ultime settimane della loro vita. Nella monotonia dell'attesa, però, nasce un rito speciale. Ogni notte, nello studio del dottor White, si riunisce puntuale il Midnight Club: cinque ragazzi che, davanti alle fiamme accese del camino, si raccontano storie dell'orrore, di vita vissuta e immaginata, che fanno venire i brividi e le lacrime agli occhi. Finché una sera decidono di fare un patto inquietante: il primo a morire tra loro si impegnerà a dare ai suoi amici un segnale, per dimostrare che l'anima può continuare a esistere oltre la vita. Al Midnight Club non resta quindi che aspettare che la morte venga a bussare alla sua porta...

Salve lettori, oggi vi parlo di un libro che mi è arrivato di recente e di cui, da qualche settimana, è arrivato anche l’adattamento su Netflix. Vi parlo di “The Midnight Club” di Christopher Pike, edito da Mondadori, che ringrazio per la copia.

Il Rotterham Home è una casa di cura per ragazzi con malattie terminali, un luogo che emana tristezza e solitudine. Nessuno dei suoi ospiti ne è mai uscito vivo e i ragazzi che la abitano la chiamano casa, perché è il luogo dove passeranno le loro ultime settimane di vita. Il Midnight Club nasce da cinque ragazzi che si raccontano storie intriganti e misteriose, ma una notte, per rendere la serata più interessante, fanno un patto. Chiunque muoia per primo darà loro un segnale per informarli che dopo la morte c’è un’altra vita. Chi sarà il primo a morire?

“Al Midnight club” proclamò. “Che la magia del suo genio creativo possa ispirare molti altri a seguire le nostre orme lungo il sentiero oscuro, pericoloso e seducente della narrazione notturna. Salute!”

Non mi sono particolarmente affezionata a questa storia, anche perché non è poi così horror come potrebbe sembrare. Dalla copertina e dalla trama mi aspettavo molto di più da questa lettura. Le storie raccontate dai ragazzi sono molto belle, ma non sono affatto inquietanti o di terrore.
Su tutto il romanzo aleggia un alone di malinconia e di morte, sì, ma solo perché è incentrato su quello per la situazione dei personaggi.
Mi è piaciuta la piccola storia d’amore al suo interno, ma non sono affatto contenta del finale del romanzo. Mi sarei aspettata alto.

“Le persone più astute si servono sempre degli altri per fare il lavoro sporco.”

Lo stile dell’autore è molto semplice e scorrevole. Una pecca sono i capitoli molto lunghi, che non danno quello dinamicità alla storia di cui penso necessiti; infatti, la storia è formata solo da nove capitoli.

Il libro è incentrato perlopiù sul personaggio di Ilonka, ma ci sarà spazio anche per gli altri del gruppo; l’idea del club è molto bella.
Non trovo il romanzo adatto a un pubblico YA per alcuni temi ed elementi un po’ forti.

Questo libro ha un gran potenziale, ma secondo me c’è qualcosa di sbagliato o impostato male. È una lettura adatta a questi giorni autunnali.

Margaret

Voto libro - 3













 

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Genere: Storico

Scritto da: Elodie Harper

20 settembre 2022


Potere, amore, intrighi, emancipazione femminile e sorellanza in una Pompei brulicante di affari e di vita: un tuffo nel cuore della Storia antica. Personaggi di grande modernità tratteggiati con la sensibilità e la potenza emotiva di romanzi come La canzone di Achille e Il silenzio delle ragazze . Per tutti i fan di Madeline Miller, è in arrivo il primo capitolo della trilogia bestseller di Elodie Harper, ambientata nell’antica Pompei. Amara era l’amata figlia di un medico greco, finché la morte del padre non ha gettato la sua famiglia in miseria e la madre l’ha venduta come schiava. Ora è costretta a prostituirsi al lupanare di Pompei, il suo corpo proprietà di un uomo crudele e senza scrupoli. Astuta e piena di risorse, non ha altra scelta che sottomettersi e contare solo sulle bugie e sul desiderio che riesce a far nascere negli uomini. Ma Amara non ha intenzione di arrendersi e troverà un inaspettato conforto nelle altre ragazze del lupanare, ciascuna con la propria storia da raccontare, pronte a condividere risate e speranze. Presto Amara imparerà a conoscere non solo le persone che la circondano, ma anche la vivace città in cui è stata portata, ai piedi del Vesuvio; capirà che le strade di Pompei sono piene di opportunità, e perfino chi non ha più nulla può trovare un’occasione per rovesciare la sorte in suo favore. 

Ciao, lettrici e lettori!
Negli ultimi tempi ho cercato di allontanarmi sempre più dalla mia comfort zone con il desiderio di affrontare delle letture che, per me, sono inusuali.
Già da mesi avevo messo gli occhi su “The Wolf Den” di Elodie Harper. Su di esso ho letto molti pareri contrastanti e, quando le acque sono così divise, la curiosità è sempre più viva.
Quando ho scoperto che sarebbe stato tradotto in italiano, mi ci sono letteralmente fiondata!
Quindi, oggi sono qui per parlarvi di “Le lupe di Pompei”, primo libro della trilogia “Wolf Den” scritta da Elodie Harper e portata qui in Italia da Fazi!

La trama sembra semplice, ma non credo riuscirò a spiegarvela come vorrei, poiché nasconde in realtà tante complessità. In ogni caso, ci provo!
Ci troviamo nella Pompei antica, dove il contesto sociale era diviso tra coloro che potevano assaporare la libertà quando e come volevano, e altri che invece la guardavano da lontano, quasi come se fosse un miraggio. In quest’ultima categoria ritroviamo una piccola “casta” che sarà la protagonista di questo romanzo: quella delle lupe di Pompei.
Nel quadro generale in cui ci troviamo, vengono chiamate “lupe” le prostitute. In particolare, il gruppo su cui la storia si soffermerà vede la presenza di Amara, Berenice, Cressa, Didone e Vittoria. Questi non sono i loro veri nomi, ma la loro identità reale è celata all’interno del gruppo, il cui padrone è l’insensibile Felicio. Tra esse, ci sono donne che sono nate schiave e non hanno mai conosciuto una vita diversa; altre, invece, hanno assaporato la libertà e sono pronte a riaverla indietro, costi quel che costi.
Nonostante la competizione continua che serpeggia nel gruppo, nel profondo le lupe sanno di poter sempre contare l’una sull’altra. Infatti, sono tante le situazioni all’interno del romanzo in cui l’unione femminile gioca un ruolo fondamentale.

L’appoggio tra donne è solo uno dei temi importanti di quest’opera che, in tutta la sua crudezza, spinge a riflettere e imparare. Anche se si tratta di un romanzo estremamente duro da affrontare, spero vivamente che riusciate a leggerlo e a coglierne la bellezza.
Per “Le lupe di Pompei” ho da spendere sia belle parole che qualche piccolo parere negativo. Ma iniziamo dal lato buono.

“O scegliamo di vivere, o ci arrendiamo. Ma se scegliamo di vivere allora vale ogni cosa, costi quel che costi”

Non vi nascondo che ho iniziato a leggere l’opera anche per l’ambientazione. Abitando proprio a Pompei, devo dire che non vedevo assolutamente l’ora di addentrarmi nei meandri della sua storia sociale, specialmente se così oscura. Ho visto tanti film che hanno sempre idealizzato e romanticizzato quella realtà antica. Dai media sono state create innumerevoli storie d’amore fittizie (un po’ come per il Titanic), con coppie che corrono insieme e si baciano un’ultima volta sotto alla pioggia di lapilli. Vi dico questo per farvi comprendere che, se cercate una storia smielata tra le attuali rovine pompeiane, allora questo libro non fa per voi. Ovviamente, come ho detto prima, è una storia che racchiude tante tematiche, quali ad esempio l’amicizia e l’aiuto tra donne e la libertà, ma contiene anche violenze di ogni tipo e, considerati i bordelli in cui è ambientato, scene estremamente esplicite. Ammetto di essermi bloccata molte volte durante la lettura poiché anche per me c’erano tantissime cose difficili da digerire. Inoltre, come ho specificato proprio all’inizio, è un’opera fuori dalla mia comfort zone. Quindi rapportarmi con la trama è stato complicato.

La costruzione dei personaggi è ben fatta e il loro vissuto è narrato in modo così profondo che, la maggior parte del tempo, sono stata investita da una grande tristezza. Di certo, date anche le premesse, non è un libro che strappa un sorriso (ma come ho detto svariate volte qui in blog, le cose facili con l’happy ending non mi piacciono)! Amara è uno di quei personaggi che ti stringe il cuore in una morsa e non te lo lascia più. Mi ci sono affezionata all’improvviso, ed è stato abbastanza facile comprenderla.

Passando al lato negativo, ciò che mi ha un po’ destabilizzata è lo stile di scrittura. Inutile dirvi che è magistrale, ma per niente semplice. Lo trovo molto artificioso, arzigogolato. Probabilmente Harper si è servita di un determinato linguaggio anche per rispecchiare quelle che erano (presumibilmente) la parlata e lo stile del tempo. A mio parere, non credo ci abbia preso molto. La scrittura sembra molto più moderna e cozza un po’ con il contesto storico. A questo punto, quindi, avrei preferito un registro medio-basso, proprio per andare incontro a quella che è la realtà descritta nel romanzo. Soprattutto, considerando che è già difficile entrare pienamente in un’opera di questa portata che tratta un certo tipo di tematiche, uno stile di scrittura doppiamente complesso non facilita certamente le cose. Ecco perché l’ho trovato molto lento, il che ha smorzato un bel po’ la curiosità iniziale che mi aveva spinta a leggerlo.

Detto ciò, spero che la mia critica non risulti fin troppo aspra. Benché abbia impiegato davvero molti giorni a finirlo, giunta alla conclusione mi sono ritrovata spiazzata davanti al finale, il quale mi ha spinto a volere di più.
Per fortuna a maggio è uscito anche il secondo volume della serie, “The House with the Golden Door”. Aspetto (e spero) che venga tradotto anch’esso in italiano per potermi immergere nuovamente nella storia. Mi aspetto grandi miglioramenti, poiché ci sono tutte le basi per poter creare una gran bella trilogia. Non vedo l’ora di assistere nuovamente alla storia di Amara e al nuovo capitolo che sta per affrontare!


Voto libro - 3.5








 

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Genere: Romance

Scritto da: Nicola Yoon

20 Settembre 2022

«Che l'amore finisca non conta niente. A contare è l'amore in sé.»


Dopo il divorzio dei genitori, Evie non crede più all'amore, perché ti lascia sempre col cuore infranto. Un pomeriggio, durante una delle sue riflessioni amare sull'argomento, le capita una cosa straordinaria: notando una coppia che si bacia, vede l'inizio della relazione di quella coppia… e come finirà. Mentre Evie cerca di capire cosa le stia succedendo e indaga su questi episodi sempre più frequenti, si imbatte in X, un ragazzo gentile, avventuroso, appassionato e che non si tira indietro davanti a nessuna sfida. X non è decisamente il suo tipo ideale, eppure la fa dubitare di tutte le sue teorie sull'amore. Con lui, alla fine, Evie vorrà correre il rischio di innamorarsi? 

Ciao readers,
Ho appena concluso la mia ultima lettura e ho bisogno di scrivere questa recensione a caldo, non posso fare a meno di parlarne con voi. Mi riferisco a "Istruzioni per innamorarsi" di Nicola Yoon, edito Sperling & Kupfer.

Evie non crede più nell'amore. Decide addirittura di dare via tutti i suoi libri romance perché le sembrano vuoti. La causa di questo malessere è il divorzio dei suoi genitori; scoprire che il padre, per lei perfetto, ha rovinato la famiglia l'ha disillusa.
Un giorno, mentre guarda una coppia che si sta baciando, riesce a "vedere" il loro passato, presente e futuro come coppia. Non sa come sia possibile, ma cerca di capire perché ha acquisito questo "potere" e cosa dovrebbe farsene.
Nel frattempo incontra Xavier e nonostante la sua reticenza riesce ad abbattere le sue barriere. Deve solo decidere se vuole basarsi sulle sue visioni o lasciarsi andare all'amore.

"Penso anche che il dolore sia la prova di una vita ben vissuta, e anche ben amata."

Quando ho letto il titolo di questo libro non pensavo fosse letterale, invece è davvero un manuale per innamorarsi.
Chi nella vita non ha mai avuto paura dell'amore?
Evie non è certo la prima che si chiede che senso abbia amare se alla fine arriva la sofferenza. A darle ragione sono proprio le sue visioni. Alla fine di ogni grandiosa storia d'amore l'epilogo è quasi sempre lo stesso. Che senso ha allora amare?

"Più che aver paura di non sopravvivere al dolore, ho paura che il dolore non finisca mai e che mi tocchi conviverci per sempre. Il problema dei cuori infranti non è che ti uccidono. È che ti lasciano in vita."

È proprio questo che ci insegna il libro. Evie non fa altro che contrastare le sue emozioni per provare ad essere il più razionale possibile. Vive così il rapporto con la famiglia, con gli amici e con Xavier. Le visioni che ha influenzano la sua vita e i suoi legami. Prova a farsi trasportare dagli indizi della vita per capire il perché delle sue visioni e finisce in una sala da ballo. Qui conosce Xavier, suo compagno di ballo, con cui inizierà un percorso emotivo.

"La felicità è subdola. A volte bisogna lottare per conquistarsela."

Xavier è un ragazzo dolcissimo che fin dall'inizio capisce che Evie è un osso duro, ma non molla. Ha vissuto anche lui un periodo buio che lo ha portato a vivere a pieno la vita perché si rende conto è troppo breve. Due modi di vivere e di vedere le cose completamente differenti eppure, pian piano, riesce a penetrare nella sua corazza fino a farla ridere e riflettere sull'amore.

Questo libro non narra la classica storia di un amore (c'è, insieme a quello di tante altre coppie), ma il protagonista principale è l'amore in ogni sua forma.
Ho amato il rapporto che Evie si ostina a non avere con il padre, perché si percepisce quanto debba sforzarsi per stargli lontana. Sentivo in prima persona la frustrazione che provava. Cercava di contrastare l'amore per il padre, soffocandolo, perché crede sia la cosa giusta nei confronti della sua famiglia.

Può sembrare un leggero romanzo Young Adult, ma non è così. È molto profondo e ci insegna tanto, ci fa notare che spesso ci focalizziamo tanto sulla meta e non su quanto possa essere bella la strada che percorriamo per arrivarci. Evie dovrà viverlo sulla propria pelle per capirlo e io l'ho vissuto con lei.

La Yoon ha creato un capolavoro e non mi sarei mai aspettata di versare delle lacrime. Le emozioni sono vivide, mai avrei voluto concludere l'ultimo capitolo. Ho letto perfino i ringraziamenti con attenzione, perché non volevo lasciare andare questa storia.
Avrei voluto dare un forte abbraccio all'autrice per ciò che ha vissuto scrivendo questa storia, invece mi sono ritrovata a fissare il muro desiderando di parlarne con qualcuno. Non ho potuto dirvi tutto quello che avrei voluto, ma mi sono alleggerita un po'.

Mi auguro di avervi incuriosito abbastanza da acquistare il libro. La cover è stupenda e i ragazzi rappresentati sono proprio Evie e Xavier alle prese con il ballo che li ha uniti. Ora mi taccio e vi lascio correre in libreria. Buona lettura.

Voto libro - 5









 

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Genere: Narrativa ragazzi

Scritto da: Eleonora Gaggero

20 settembre 2022

Jules Quentin ha da poco perso il suo fratellino Luke e non si dà pace, perché era con lui quando è accaduto l'incidente e forse avrebbe potuto salvarlo. Nella fatica di un ritorno alla normalità quasi impossibile, Jules riprende a frequentare l'università e i suoi amici Gabriel e Hannah. Una mattina, al corso di letteratura, Jules incontra Kai, un ragazzo cupo come le tenebre, dalla bellezza ruvida e sfrontata. Jules capisce subito che di lui è meglio non fidarsi. Ma anche se lei non vuole, qualcosa lega i loro destini. Qualcosa di mostruoso e agghiacciante, che minaccia la vita di Jules e da cui, forse, Kai può salvarla. Sempre se non ne è lui stesso la causa. A tentare di proteggere Jules c'è anche il fratello di Kai, Vik, che al contrario di lui è biondo come il sole, e come il sole è caldo, gentile e protettivo. Catapultata all'improvviso in quello che sembra un incubo infernale, Jules trova in Vik un appiglio, uno spiraglio luminoso quasi quanto un amore impossibile. Ma entrambi i fratelli celano inquietanti segreti che vengono dal buio dei secoli, e sembrano sapere di Jules qualcosa che lei ancora non sa. E che stravolgerà, ancora una volta, la sua esistenza. 



Ciao readers,
Grazie alla Fabbri ho avuto modo di leggere "Red Tears" di Eleonora Gaggero. Sono stata subito attratta dalla trama, ma ciò che mi ha convinto è stata la frase iniziale:

"Mi chiamo Jules Quentin e questa è la storia di come sono morta."

Jules ha perso il fratellino in un incidente d'auto e da quel momento è cambiata. Non è più la stessa, vive con i sensi di colpa tenendo le persone a distanza. Persino la sua famiglia.

Inizia il college e incontra Kai, un ragazzo misterioso di cui non si fida. Lui però sarà la sua ultima speranza quando qualcosa di terribile mette in pericolo la sua vita. Conoscerà anche il fratello Vik, esteticamente e caratterialmente l'opposto di Kai; entrambi faranno di tutto per salvare la vita di Jules. Nonostante i loro modi, Jules ha bisogno di fidarsi di qualcuno, perché ciò che la minaccia è qualcosa al di fuori del normale, proprio come i due fratelli.

Jules non sa come sia potuto accadere, ma un'auto ha investito il fratellino lasciando illesa lei. La morte l'ha lasciata svuotata e piena di rimorsi su come avrebbe potuto salvarlo. Sembra un tragico incidente, ma ancora non sa che dietro c'è molto altro e che il momento della verità si sta avvicinando.

Sa di non potersi fidare di Kai, è bello ma cupo come le tenebre, e i suoi modi non sono da meno. Prova a tenerlo a distanza, ma senza Kai e il fratello Vik sarebbe morta molto tempo prima.

A differenza di Kai, Vik è biondo e molto dolce, i suoi modi rispecchiano la sua bellezza angelica, in netto contrasto con il fratello. È proprio di lui che Jules decide di fidarsi in una situazione in cui non ha scampo. Qualcosa la cerca e non può sopravvivere senza di loro. I fratelli non sono esseri umani qualunque, sono forti e hanno capacità mai viste. Per capire chi sono e cosa vogliono da lei dovrà accettare le loro condizioni.

"La vita ci pone davanti delle sfide ogni giorno. Vuole vedere se siamo degni di viverla."

Non ho potuto dirvi molto altro rispetto alla trama rilasciata perché la storia non è scontata come potrebbe sembrare. Vedendo le capacità dei fratelli perfino Jules, per quanto assurdo sia, immagina siano dei vampiri. Ma le cose sono molto diverse.

Non vi dirò chi sono, anche se mi piacerebbe potervi dire tutto per sfogarmi, ma sarebbe egoista da parte mia. Vi posso dire però che il libro è pieno di colpi di scena e il più clamoroso è quello finale. Sono rimasta di stucco.

Sono contenta che la storia non sia finita con il primo volume, un po' meno perché dovrò aspettare per il secondo. Colgo questo momento per chiedere all'autrice di avere pietà di noi, devo sapere che fine fanno i protagonisti!

La protagonista è molto vera, i sentimenti che prova dopo la morte del fratello sono leggittimi. Mi è dispiaciuto quando maltrattava Gabriel, un suo amico dell’università, perché si percepiva che lui volesse solo farla stare meglio. Il lutto, quando colpisce, si manifesta in modi diversi e per Jules la presenza di Gabriel non è necessaria, non vuole tornare a sorridere, vuole solo andare avanti.

Quando si ritrova in una situazione disperata vorrebbe farcela da sola, ma si rende conto di non esserne in grado. Dopo i primi momenti in cui vuole scappare dai due fratelli (legittimo direi, visto che non li conosce e non sembrano propriamente umani) si arrende, consapevole che sono gli unici a sapere cosa sta succedendo. Nonostante Kai continui a rimanere indifferente nei suoi confronti, Vik cerca di aiutarla a capire la situazione e ad accettarla. È la presenza di quest'ultimo che la aiuta a scongelare quel cuore che sembrava essere diventato di ghiaccio.

Voglio specificare che anche se non ho condiviso tutti i modi di Kai, rimane il mio personaggio preferito. Anche quando potrebbe fregarsene si prende sempre cura di Jules, seppure lei non possa comprendere il perché. Potrebbe essere più dolce con un'umana in pericolo non certo per colpa sua? Certo, ma non sarebbe Kai.

«Il motivo per cui ti cercano è semplice, Jules.» Kai sorrise come se stesse per raccontarmi la storia più divertente di sempre. «Perché tu dovevi morire.»

L'autrice è stata molto brava a tenere sempre vivo l'interesse del lettore con un ritmo incalzante. Fino alla fine ci sembrerà sempre che qualcosa ci sfugga o che non quadri. È proprio così che mi ha tenuta incollata alle pagine, avevo bisogno di sapere cosa stava succedendo. Ho apprezzato anche i capitoli in cui Vik racconta la loro storia tornando indietro nel tempo e narrandola dal suo punto di vista, a differenza del resto del libro narrato dal punto di vista di Jules.

Non vorrei sembrare logorroica, quindi concludo questa recensione invitandovi a recuperare la storia, spero di sentirci presto per il seguito. Buona lettura.


Voto libro - 4









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Genere: Fantasy storico

Scritto da: Brian McClellan

20 settembre 2022

All'indomani del colpo di stato che ha posto fine alla monarchia, Adro si trova paralizzata dalla guerra civile. La sollevazione del feldmaresciallo Tamas ha spedito gli aristocratici corrotti alla ghigliottina e ha finalmente garantito pane al popolo affamato. Ma ha anche dato il via al conflitto tra le Nove Nazioni, ad attacchi interni condotti dai partigiani realisti e a una lotta senza quartiere tra i presunti alleati di Tamas – Chiesa, sindacati e mercenari –, dilaniati dalla brama di denaro e potere. Tamas può contare solo su uno sparuto gruppo di fedelissimi, tra i quali il Pulvimante Taniel, abile tiratore nonché suo figlio, e Adamat, ex ispettore di polizia la cui lealtà è messa a dura prova. Come se tutto ciò non bastasse, adesso c'è chi parla di presagi di morte e distruzione. Sono solo vecchie leggende sugli dei che si svegliano e tornano a camminare sulla Terra. Nessuna persona appena istruita e sana di mente ci crede più. Eppure dovrebbe…



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Genere: Graphic Novel 

Scritto da: Cyril Liéron 

20 settembre 2022 

Una semplice diagnosi medica pronunciata dal dottor Watson rivela risvolti inaspettati. E il ritrovamento di una polvere misteriosa sugli abiti del paziente insieme al biglietto per uno spettacolo molto particolare spingono Sherlock Holmes a far luce su un complotto molto più grande che vede coinvolto un perfido mago dai poteri in apparenza inspiegabili...

Salve salve, Sherlockians!
Se ci seguite sui social, saprete che da quando Oscar Vault ha annunciato l’uscita di un graphic novel dal titolo “Nella mente di Sherlock Holmes”… io sono impazzita! Scritto da Cyril Liéron e illustrato da Benoit Dahan, doveva essere mio! 
Finalmente è arrivato il momento di parlarvene!
Preparatevi, perché un apocrifo così non l’avete mai visto!

“Il caso del biglietto misterioso” è il titolo dell’indagine.
Holmes è alla deriva, assuefatto dalla sua preziosa soluzione di cocaina al 7% e distrutto dalla noia, mentre Watson tenta di stimolarlo leggendo le notizie più succulente sul giornale, quando il salvifico bussare di un agente di polizia porta nell’appartamento al 221B di Baker Street un caso piuttosto insolito.
Un conoscente di Watson è stato trovato in stato confusionale, sporco e ferito, a girovagare per le strade di Londra, senza memoria della sera precedente.
Finalmente un mistero degno di questo nome! 
Holmes si mette subito all’opera e, come da copione, un avvenimento apparentemente banale e isolato diventa il primo passo verso un caso eclatante, contorto e impossibile da risolvere… se non per una persona!

“Abbia pazienza… in questi momenti, continuo tuttora a chiedermi cosa passi per la testa di Sherlock Holmes.”

Per prima cosa voglio ringraziare e voglio fare i complimenti a Cyril Liéron e Benoit Dahan per aver trovato il fantomatico baule di Watson e aver scovato questo piccolo gioiello di indagine in attesa di essere mostrata al mondo. (Breve nota da secchiona: non so se lo sapete, ma gli apocrifi nascono sulla base che nel caveau di una banca di Londra sia conservato un baule contenente i racconti di Watson che il dottore non ha potuto pubblicare alla fine dell’indagine. Per motivi politici, sociali o scandalistici, questi resoconti sono rimasti nascosti finché una o tutte le parti del caso sono scomparse o il periodo storico è cambiato.)

La storia è davvero interessante, fedele ai lavori di Sir Arthur Conan Doyle e ricopre il ruolo di apocrifo molto bene. 
I personaggi sono coerenti con gli originali, il periodo storico è rappresentato benissimo e il caso è studiato nei minimi particolari. 
I tempi delle deduzioni sono precisi e, in perfetto stile Doyle, un avvenimento all’apparenza banale nasconde un geniale schema dai risvolti morali profondi.

Holmes l’ho trovato molto più entusiasta rispetto all’originale (un po’ simile allo Sherlock interpretato da Robert Downey Jr nel film, da cui gli autori sono stati sicuramente ispirati). È un dettaglio che mi è saltato all’occhio e che volevo condividere, su cui potrei anche sbagliarmi, perché è da qualche anno che non torno nella Baker Street originale.

Continuando sulla scia teorica, devo dire che questo apocrifo è molto particolare perché il nostro narratore non è Watson, come di consueto, anzi quasi non abbiamo un narratore! Siamo catapultati direttamente nel clou di tutti i racconti e le indagini: la mente del grande investigatore.
Il nostro narratore è un filo rosso che ci guida nel labirinto sconosciuto che è la mente geniale di un uomo che, se vogliamo credere alle più pazze teorie degli Sherlockians… è esistito davvero!

“Gli ultimi elementi della SOLUZIONE sono ormai DECANTATI… compresi i più oscuri e rivoltanti. Ma la ruota ha girato… ora siamo armati.”

Ma la particolarità de “Il caso del biglietto misterioso” non risiede tanto nella scrittura, quanto nella genialità del disegno.
Il titolo è “Nella mente di Sherlock Holmes” ed è esattamente ciò a cui Dahan ha dato vita.
Sin dalle prime pagine, l’arte di questo graphic novel ci travolge.
Alla base di questo lavoro c’è la convinzione di Holmes, che ci racconta in “Uno studio in rosso”, che la mente umana sia una mansarda vuota che le persone riempiono con nozioni e conoscenze. Solo chi lavora con intelligenza, come Holmes, introdurrà nella mansarda ciò che può tornargli utile, senza occupare spazio prezioso con informazioni inutili.
Ed ecco cosa crea Dahan: la mente di Sherlock Holmes! 
All’inizio, quando è sotto l’effetto della cocaina, è distrutta e in disordine, ma ecco che ritorna in tutto il suo splendore quando un caso interessante bussa finalmente al 221B.
Non appena il malcapitato entra tutto disfatto nella stanza di Holmes, un filo rosso si dispiega, legando gli indizi, che ci guida in una rappresentazione letterale della mente/mansarda del detective.
E per tutta la storia, noi siamo attaccati a questo filo, avanti e indietro tra le pagine, per seguire in ordine tutti gli indizi e cogliere le deduzioni di Holmes.
Simo davvero nella mente di Sherlock ed è un sogno!
Dahan ha realizzato in ogni prospettiva possibile la mente/mansarda, con scale, finestre, corde e librerie immense; un luogo dove il detective va avanti e indietro, sale e scende nelle meravigliose stanze che compongono la sua mente geniale.

“A mio modesto avviso, è un errore evidente… speriamo che in futuro l’Occidente non debba pentirsi delle conseguenze del proprio imperialismo.”

Già nelle prime dieci pagine, questo lavoro mi ha dato l’impressione di un disegno nel disegno. Vi faccio qualche esempio: Watson legge il giornale e la scena stessa è il foglio di giornale che il dottore regge; la siringa di soluzione di cocaina che ci “inietta” nella storia; intrappolati in una clessidra quando il tempo passa inesorabile; giganti su una mappa quando camminiamo per le strade di Londra, e ancora!
Tutte le pagine sono un’opera d’arte, costruite in modo preciso e studiate nei minimi dettagli. Quanti dettagli! 
A partire dal colore delle pagine, il classico marroncino dei libri antichi, le mappe di Londra sullo sfondo, i nomi dei luoghi che seguono la forma del luogo stesso, ed eleganti decorazioni ovunque.
Il lavoro di Dahan è un elogio ai particolari e alle minuzie, esattamente le cose che rendono Holmes così speciale. Ad esempio, è bellissima la nota mentale di Holmes di informarsi su qualcosa che non conosce ma che potrebbe tornargli utile; oppure la differenza tra le deduzioni del detective e quelle del dottore: mentre il filo di Sherlock è dritto e lineare, quello di Watson è tutto stropicciato e confuso.

“Allora Holmes? C’è qualche mistero, nella mia giacca?”
“Meglio ancora: un caso molto stimolante!”

La maestria del disegno si nota anche nella rappresentazione dei personaggi, i cui volti, davvero particolari, dettagliati, a volte grotteschi per quanto marcati, riescono a trasmettere il carattere delle persone.
Adorabile il riferimento ironico ai famosissimi elementi caratteristici (anche se non derivanti dal Canone) del detective, chiamati “la tenuta da campo”, ossia mantella, pipa e berretto, con cui Holmes poi si erge come un supereroe.

“Le ore di Wu-Jing sono ormai contate. Io dichiaro aperta LA PARTITA!”

Non mi sono scappate, poi, le parole in maiuscolo apparentemente fuori contesto: partita, soluzione. Parole chiave che ogni Sherlockians ha incise nel cuore.
Penso di aver scritto tanto, ma mi credete che vorrei dire tante di quelle cose ancora! Anche se penso sarebbero una sequenza di esclamazioni entusiaste, “meraviglioso” e “geniale”! 
Assolutamente innamorata di questo (capo)lavoro; l’ho praticamente studiato nei minimi dettagli.

Vorrei dire solo un’ultima cosa. Vi consiglio di fare questa lettura in cartaceo. Io purtroppo non ne ho avuto la possibilità, ma fidatevi se vi dico che in digitale non rende quanto renderà in cartaceo. Ci sono scene collegate che occupano entrambe le pagine e “giochetti” con la carta che, per quanto intuibili, rendono la letteratura più coinvolgente.
Io lo recupererò non appena mi sarà possibile; non vedo l’ora di immergermi nuovamente e totalmente nella mente del mio investigatore preferito!
Baci



Voto - 5
 




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Genere: Libri per ragazzi

Scritto da: Carlo Piano, Renzo Piano

20 Settembre 2022


L'abbiamo inseguita ovunque, ma quello che conta è soprattutto il viaggio. Siete pronti a partire con nonno Renzo e la nipote Elsa? Insieme a loro cercheremo Atlantide, la città perfetta, sogno di ogni architetto. Sì, perché il nonno è l'architetto Renzo Piano. Uno dei più importanti al mondo. Per trovarla faremo tappa in tanti luoghi della Terra, nei quali ha costruito le sue opere meravigliose, sempre inseguendo la perfezione. Salperemo da Genova, passando sul Ponte Genova San Giorgio, andremo sull'isola che non c'era, all'aeroporto di Osaka, ci arrampicheremo sul grattacielo Shard di Londra, alto più di trecento metri... Di certo il viaggio sarà un'avventura, proprio come il mestiere dell'architetto! 

 

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Genere: Thriller

Scritto da: Ellery Queen

20 settembre 2022

Stanchi e persi tra i boschi in una zona montuosa, l'investigatore Ellery Queen e suo padre, l'irascibile ispettore Richard, vengono sorpresi al calare del buio da un incendio che devasta la foresta. Trovano rifugio in una casa arroccata sulla cima di una montagna, isolata dal resto del mondo: è la dimora-laboratorio del dottor Xavier, un uomo geniale e in apparenza accogliente, che sembra però nascondere un oscuro segreto. La situazione, già di per sé inquietante, si vela di angoscia il mattino seguente quando il padrone di casa viene trovato morto: qualcuno gli ha sparato mentre faceva un solitario con le carte. Tra i misteriosi personaggi che abitano Arrow Head si cela dunque anche un assassino? I due Queen si accorgono ben presto di trovarsi di fronte a uno dei delitti più diabolici e perfetti mai concepiti da mente umana. Senza poter utilizzare i normali strumenti d'indagine, e sotto la costante minaccia delle fiamme, sono costretti a ricorrere solo alla logica e all'intelletto per smascherare alibi, scoprire moventi e interpretare prove, in una ridda di indizi, simboli, impronte psicologiche che trasformano la verità in un'immagine deformata e sempre duplice. Capolavoro del giallo dalle atmosfere gotiche che nulla hanno da invidiare al Frankenstein di Mary Shelley, Il caso dei fratelli siamesi ha aperto una nuova fase nella storia della letteratura poliziesca, introducendo una serie di elementi che si riveleranno quanto mai fecondi.


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Genere: Giallo

Scritto da: Claudia Gray

20 settembre 2022

Il mondo regency si tinge di giallo. Il romanzo che sarebbe stato scritto se Jane Austen e Agatha Christie avessero preso un tè insieme. E se i più famosi e amati personaggi di Jane Austen si scoprissero detective... o magari assassini? È un'estate molto calda a Donwell Abbey, residenza di Emma Knightley e marito, che, ormai sposati da sedici anni, si godono la meritata felicità, su cui nessuno avrebbe scommesso. Nonostante il caldo, però, i doveri della vita sociale non si fermano: Mrs e Mr Knightley stanno organizzando un summer party, i cui invitati, ivi compresi Elizabeth Bennet e il marito, Mr Darcy, sono pronti a godersi chiacchiere e socialità, conditi naturalmente di tè e buone maniere. Ma c'è qualcuno che non è affatto bene accetto: Mr Wickham, il personaggio più cattivo di Orgoglio e pregiudizio, l'odioso amico di Darcy, che gli altri ospiti, in barba al bon ton, sarebbero ben felici di vedere morto. Eppure restano tutti a bocca aperta quando si ritrovano davanti nientedimeno che il suo cadavere. Adesso che ci è scappato il morto, gli invitati sono tutti nella lista dei sospettati, e tutti sono ugualmente prigionieri della splendida casa di campagna dei signori Knightley, consapevoli che tra loro c'è un assassino. Tra Emma, L'abbazia di Northanger, Ragione e sentimento e naturalmente l'intramontabile Orgoglio e pregiudizio, un irresistibile giallo regency che è anche un gioco letterario in cui figurano tutti, ma proprio tutti, i personaggi più amati di Jane Austen.

 

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